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    Per iniziare - Collegare un amplificatore stereo ai diffusori: monowiring e biwiring

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    di Enrico Felici

    foto di copertina ©Renato Franceschin

     

    Collegare un amplificatore stereo ad una coppia di diffusori è operazione semplice, ma da quando è stato introdotto il biwiring le cose si sono un po complicate. Vediamo di fare chiarezza.

     

     

    Per prima cosa, un diffusore predisposto per il biwiring (riconoscibile per avere 4 morsetti di ingresso) potrà essere collegato, a discrezione dell’utente, in biwiring o in monowiring.

     

    Un diffusore non predisposto per il biwiring avrà invece una sola coppia di morsetti di ingresso e quindi non potrà mai essere collegato in biwiring. Il collegamento monowiring consiste nel collegare ciascun canale di un ampli (stereo per semplicità di esposizione) a un diffusore mediante un solo cavo a due conduttori. In questo caso l’utente dovrà solo preoccuparsi di collegare l’uscita marcata come ”destra” dell’ampli al diffusore di destra, idem per il diffusore sinistro. Altra avvertenza, il morsetto positivo sull’ampli (di norma indicato con il colore rosso o con un +) andrà collegato al morsetto omologo del diffusore. Lo stesso per il morsetto negativo (marcato con un – o con il colore nero).

     

    Se il diffusore è monowiring, nessun problema, se invece il diffusore è nativo biwiring, ci serve un passaggio in più. Infatti i diffusori biwiring hanno due coppie di morsetti, una coppia rossa ed una nera. Per poter funzionare in monowiring i diffusori sono sempre dotati di serie dei cosiddetti “ponticelli”, tipicamente delle barrette di metallo che collegano tra loro i morsetti dello stesso colore.

    E’ importante assicurarsi che le barrette ci siano e siano inserite correttamente, senza falsi contatti.

     

    Passiamo ora al collegamento biwiring. Per prima cosa vanno eliminati i ponticelli (conservateli in luogo sicuro, possono tornare utili in futuro e in caso di rivendita).
    Dato che il collegamento biwiring consiste nell’uso di due cavi bipolari, uno per le vie basse ed uno per le vie alte, avremo bisogno di una coppia di cavi in più rispetto al monowiring.

     

    Lato amplificatore on cambia molto, se non il fatto che a un morsetto andranno collegati due cavi. Questo comporta un minimo di attenzione nella scelta delle terminazioni, due forcelle vanno quasi sempre bene, meglio, se l’ampli lo consente, una forcella ed una banana, difficile l’uso di due banane. Attenzione a non avere fretta, un connettore lasco può staccarsi e provocare un corto circuito accidentale (ricordare sempre che in hifi la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo).

     

    E adesso veniamo al collegamento vero e proprio. Prendiamo i cavi che partono dal morsetto marcato come destro dell’ampli e andiamo al diffusore di destra. Colleghiamo una coppia di cavi ai morsetti in basso e l’altra ai morsetti in alto, avendo cura di rispettare le polarità rosso con rosso, nero con nero. Facciamo lo stesso per l’altro diffusore. Se abbiamo utilizzato due coppie di cavi uguali le cose sono più semplici, se invece abbiamo optato per due coppie di cavi differenti, dobbiamo stare attenti al fatto che lo stesso cavo alimenti la stessa via su ciascun diffusore.

     

    Per il biwiring si possono utilizzare due coppie di cavi, oppure dei cavi predisposti per questo specifico collegamento, che dispongono di due connettori lato ampli e 4 lato casse. In termini pratici, questi cavi possono essere una soluzione, sono però meno facilmente rivendibili e più scomodi da usare se in futuro si decidesse di passare a un diffusore monowiring.
    Esistono anche degli ampli che dispongono non di quattro morsetti, ma di otto. In questo caso possiamo sfruttare questa facility per il collegamento biwiring, potremo infatti utilizzare questi otto morsetti semplificando il lavoro, evitando problemi di scelta dei connettori e anche per aver maggiore sicurezza.

    Vediamo come procedere.

     

    stirling_ls35a_biwiring.jpg

     

    Gli otto morsetti dell’ampli di norma sono marcati 4 con speaker a e 4 con speaker b, decidiamo per esempio che speaker a la dedichiamo alle vie basse e speaker b a quelle alte. Quindi colleghiamo i morsetti di destra di speaker a ai morsetti delle vie basse del diffusore di destra, sempre avendo cura di rispettare le polarità (rosso con rosso e nero con nero) e i moretti di destra di speaker b a quelli delle vie medio alte del diffusore di destra. Facciamo la stessa cosa per il diffusore di sinistra ovviamente facendo riferimento ai morsetti di sinistra dell'ampli ed il gioco è fatto.
    Prima di dare fuoco alle polveri, controllare se l’ampli ha un selettore per i diffusori (speaker a, speaker b, speaker a+b), in questo caso utilizzare la posizione a+b.

     

    thiel_cs1.7_monowiring.jpg

     

    Naturalmente, visto che il modo audio ha studiato presso l’ufficio complicazioni affari semplici, ci sono anche, delle eccezioni, fortunatamente poche. Per esempio le vecchie AR 3 improved avevano non 2 o 4 morsetti, ma 3, marcati t, 1 e 2. 1 e 2 erano ponticellati direttamente dalla casa. Volendo fare il biwiring con questo diffusori, dopo aver tolto i ponticelli tra i terminali 1 e 2, occorre collegare i negativi di entrambi i cavi al morsetto t, il positivo del cavo per le vie basse al morsetto 2 e il positivo del cavo per le vie alte al morsetto 1.
    Anche se è pleonastico dirlo, i collegamenti van fatti ad ampli spento e dopo aver accesso, meglio mettere un disco test con le 4 tracce canoniche canale dx canale sx, voce in fase, voce in controfase, il momento di distrazione capita a tutti.

     

    Se il diffusore è monowiring e l’ampli ha connessioni per due sistemi di altoparlanti, evitare di sperimentare un “biwiring al contrario” ossia due coppie di cavi collegati insieme lato diffusori e separati lato ampli. Oltre che inutile questo collegamento può essere pericolo per l’integrità dell’ampli. Come anche da evitare assolutamente il collegamento di un diffusore a due ampli diversi, per confrontare questi ultimi senza fare attacca e stacca. Per la legge di ohm parte della corrente che dall’ampli in funzione va al diffusore arriverà alle uscite dell’ampli non in uso, e mandare corrente a una uscita può essere esiziale per l’ampli.

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