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    Pentodi italiani: Synthesis Roma 753AC amplificatore integrato

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    di Giovanni Aste

     

    Antefatto
    Bbzzz... messaggio uozzapp. Eh Renato, come va? come stai? Insomma, solite cose, poi però mi spiazza con una proposta a dir poco inconsueta.

    Entrambi ci ricordiamo con piacere della prova a sei mani (Renato, Enrico ed io) fatta qualche anno fa su una serie di piccoli diffusori per PC. Tralasciando il fatto che fu una splendida serata, la prova fu a mio avviso molto utile; persone diverse, con diversi gusti, diversi impianti, diverse aspettative, che si trovavano ad ascoltare una serie di diffusori  sconosciuti e che spaziavano su diversi target, per costo e prestazioni pur avendo un indirizzo simile.

    Alla fine erano emersi giudizi sostanzialmente simili, segno a mio avviso, che, al di là dei gusti, l’ascolto può anche essere abbastanza oggettivo; niente di importante, a prima vista,  ma  non poco se visto nell’ottica di una rivista che dovrebbe cercare di dare, a prescindere dai gusti del recensore, un giudizio sull’oggetto, il più possibile assoluto. Quindi per me la prova era stata molto utile e istruttiva.
    Stavolta Renato voleva spingere l’asticella un po’ più in alto, partendo non da una serie di oggetti simili (quindi confrontabili) ma addirittura giudicare, per quanto possibile, un intero impianto, senza possibilità di confrontarne i singoli componenti con altri analoghi e men che meno di farlo in un ambiente conosciuto. Insomma la sfida era complessa, ma sicuramente intrigante.
     

    Pentodi EL34 italiani

    Detto fatto, dopo aver spostato qualche impegno di uno o dell’altro riusciamo a vederci a casa di Renato, sempre il solito trio, io, lui ed Enrico per un pomeriggio/sera di ascolti. L’impianto ha la composizione già descritta da Renato, ci dividiamo sommariamente  i componenti da giudicare e a me viene assegnato l’integrato Roma.

    Devo dire, ad onor del vero, che il mio compito, rispetto a quello dei miei compagni d’avventura, è semplificato, perché l’ampli è stato usato con due diffusori, anche molto distanti tra loro come filosofia e costruzione e quindi questo mi ha aiutato non poco nel comprendere quello che può esserne il funzionamento proprio dell’ampli anche in differenti situazioni. Ok, andiamo a incominciare.
     

    Il Roma è un amplificatore integrato a tubi da 50 W per canale, raggiungibili grazie all’impiego di due coppie di EL34  collegate a pentodo. Gli ingressi sono cinque, solo linea, come ormai il 95% della produzione, però in questo caso è presente l’uscita pre, sottoposta al controllo di volume, che può essere sempre utile e che comunque amplia le possibilità di connessione, e quindi di utilizzo, dell’ampli stesso.
    L’oggetto ha un aspetto molto classico e, devo dire la verità, nella livrea che aveva in questo caso, un po’ pesantino, essendo tutto nero. Per carità, i gusti son gusti, ma ho visto che viene venduto anche in altre colorazioni a mio avviso migliori, quindi non dovrebbero esserci problemi per trovare la soluzione a voi più gradita. Altra cosa che sicuramente migliora l’aspetto del nostro è la rimozione della griglia di protezione delle valvole, che viene inserita per il rispetto delle norme vigenti, ma che ovviamente può essere rimossa, all’interno del proprio appartamento, dal fortunato possessore.

    Completa la dotazione un comodo telecomando col quale si comandano praticamente tutte le funzioni.


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    L'ascolto
    Non potendo addentrarmi in una disamina tecnica/tecnologica non avendo potuto visionare né schemi né l’interno dell’apparecchio, vado subito sull’ascolto. Diciamo inizialmente che l’oggetto è stato collegato alternativamente a una coppia di Aliante Decò e a un’altra di Aliante One (in realtà abbiamo collegato, e ascoltato con piacere, anche una coppia di Catheram 7 seconda versione, ma l’ascolto, seppure estremamente piacevole e per certi versi sorprendente, viste le dimensioni degli oggetti, è stato troppo breve per poter dare un qualsiasi giudizio che fosse minimamente ponderato).
     

    I due diffusori sono abbastanza differenti in filosofia e quindi anche fisicamente, il primo è un diffusore da pavimento, due vie, coni in carta (molto belli almeno a vederli, specie il mid woofer), sensibilità medio alta, siamo sui 94dB, insomma, un diffusore dall’aspetto duro e puro, rigoroso; il secondo è un classico bookshelf di buona taglia, woofer in polipropilene, tweeter a cupola in tela, efficienza molto più bassa, siamo intorno a  87/88 se non mi sbaglio, un diffusore molto più “accondiscendente” e rotondo rispetto al primo, quindi due partner molto diversi per il nostro.
     

    La prima cosa che colpisce è l’assoluta mancanza di rumore, plausibile con il diffusore da 87dB, molto meno con quello da 94. Nella scheda tecnica è scritto che i filamenti delle valvole preamplificatrici sono alimentati in continua proprio per aumentare il rapporto S/N, sicuramente lo scopo è stato raggiunto e il risultato, in assenza di segnale, è un nero assoluto, chi ben incomincia…

    L’ampli è molto equilibrato non c’è prevalenza di una gamma sull’altra, e la risposta è ben estesa. Dinamica e contrasto sono ok e, quel che mi è piaciuto di più, è che si sono mantenuti pressoché invariati con entrambi i diffusori. Ovviamente la posizione del volume cambia, ma la vivacità e la presenza dell’insieme rimangono invariate.
    Il dettaglio è di ottimo livello e lo si capisce bene con le Decò, sicuramente più prestanti delle Aliante in questo contesto. I 50W si sentono tutti, con le Decò sono anche eccessivi, nel senso che si raggiungono sicuramente prima i limiti del diffusore che non quelli dell’ampli, con le Aliante sono, a mio avviso e in quell’ambiente sicuramente grande, giusti, il diffusore viene sollecitato a fondo e sempre con un buon vigore, senza alcuni indurimento del messaggio sonoro.
     

    Un ultimo accenno alla costruzione e ai materiali impiegati. Come ho già detto non ho potuto far nulla sull’ampli quindi riferisco solo ciò che ho visto esteriormente e l’impressione ricevuta. L’oggetto è ben costruito e solido, forse si perde un po’ in piccoli particolari tipo il pulsante di accensione e i pin d’ingresso, che appaiono un po’ “leggerini” rispetto al resto, molto belli invece i binding post d’uscita, di buona fattura e di corrette dimensioni.

     

    Conclusioni
    Il ROMA 753AC mi è piaciuto molto, è concreto, sia come aspetto, che come costruzione che come suono. 
    Data la sua potenza è in grado di potersi accoppiare a un vasto parco di diffusori senza perdere, in nessun caso, le sue genuine caratteristiche.
    Può essere il fulcro del vostro impianto per molti anni a venire, sostituendo i componenti intorno vi fornirà sempre un punto fermo di elevata qualità. 
    Il prezzo è assolutamente concorrenziale. E, last but not least, è costruito in Italia.

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