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Energia rinnovabili non bastano, serve necessariamente il nucleare?


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Nucleare: 2024 record, ma la produzione è destinata a calare di qui al 2030. E sui reattori modulari cresce il divario “tra clamore e realtà”

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Il 2025 per l’energia nucleare non sarà da record come il 2024, anzi: la produzione dall’atomo è destinata a calare inesorabilmente entro il 2030 secondo le conclusioni del World Nuclear Industry Status Report 2025, il rapporto sullo stato dell’industria nucleare realizzato da organizzazioni e ricercatori indipendenti e presentato a Roma lunedì 22 settembre. Le cause: ritardi cronici, investimenti ridotti, maggiore competitività delle rinnovabili, tecnologie non ancora avviate né sviluppate. Per rimanere sugli stessi livelli al 2030 servirebbero 44 nuovi reattori costruiti a una velocità doppia rispetto ai tempi attuali. E i reattori modulari? “Cresce il divario tra clamore e realtà."

[...]

Rallentamento – In generale, nel 2024, la produzione mondiale di energia nucleare ha raggiunto il suo massimo storico, attestandosi a 2.677 terawattora, dopo due anni di calo. Tuttavia, secondo il rapporto, mantenere questo livello fino al 2030 è difficile. Per farlo, bisognerebbe dare avvio a 44 nuove centrali oltre a quelle già programmate con un ritmo di costruzione due volte e mezzo superiore. “L’età media dei reattori operativi è in aumento dal 1984 e si attesta a 32,4 anni a metà del 2025, rispetto ai 32 anni di metà del 2024 – si legge nel rapporto di quasi 600 pagine -. Due terzi della flotta operativa è in funzione da 31 o più anni e di questi, più di uno su tre da almeno 41 anni”. Negli ultimi cinque anni sono stati chiusi 28 reattori con un’età media di 43,2 anni.

La proiezione al 2030 – Per compensare le chiusure previste, spiega ancora il rapporto, “qualora tutte le estensioni di durata attualmente autorizzate fossero mantenute, tutti i cantieri fossero completati come previsto e tutte le altre unità fossero gestite per una durata di 40 anni” fino al 2030, il saldo netto sarebbe positivo nel 2026, per poi scendere in territorio negativo nel 2027-2029 seguito da un netto calo nel 2030. “Complessivamente, nel periodo 2025-2030, servirebbero 44 nuovi reattori, ovvero 26 GW, in aggiunta alle 59 unità già in costruzione e la cui entrata in funzione è prevista entro la fine del 2030, dovrebbero essere costruiti e messi in servizio (o le unità riavviate) per sostituire le chiusure previste”. Inoltre servirebbe accelerare tantissimo i tempi: “Un aumento del tasso di avvio annuale dell’ultimo decennio di un fattore 2,5, da 6,9 a 17,3 unità per gli anni rimanenti fino al 2030 (inclusi i reattori la cui entrata in funzione è già prevista entro il 2030) solo per mantenere lo status quo”

Le cause – Tra le principali motivazioni del calo prospettato, i ritardi cronici nella realizzazione. Il report segnala come gran parte dei progetti indichino in 5 anni i tempi di costruzione e messa in moto delle centrali ma siano già quasi tutti in sensibile ritardo. Inoltre, in tutto il mondo le rinnovabili hanno raggiunto la cifra record di 28 miliardi di dollari di investimenti, ovvero “21 volte l’investimento globale registrato nell’energia nucleare”. E ancora: mentre i costi delle centrali nucleari continuano a salire, quelli delle batterie sono crollati di circa il 40% solo nel 2024. “Insieme, queste nuove tecnologie si stanno evolvendo verso un sistema energetico completamente elettrificato e altamente flessibile, che supera i tradizionali sistemi centralizzati basati su combustibili fossili e nucleari”, si legge nel rapporto.

[...]”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/22/energia-nucleare-produzione-calo-2030-meloni-news/8135097/

  • Melius 1

Certo che la soluzione non è nel nucleare, costosissimo e poco gestibile nel lunghissimo periodo. Non che non si debba fare ricerca nel settore, ci mancherebbe, ma nulla di più finché non avremo le capacità di controllare e risolvere tutto il ciclo in totale sicurezza ( guerre, attentati e incidenti compresi) . Abbiamo da sfruttare tanta di quell'energia fornita da sole, vento, maree, geotermia, idroelettrico, e contemporaneamente si possono ridurre i consumi per case e automobili in modo che anche i miliardi di persone nei paesi emergenti possano evitare di impattare enormemente sulle necessità future (tenuto conto che la tendenza all'aumento della popolazione sta diminuendo moltissimo da 40 anni in qua, quando ero bambino si prevedeva per il 2025 una quantità di abitanti nel mondo di parecchi miliardi superiore a quelli effettivi di oggi ) . 

In qualsiasi momento un incidente o un missile su una centrale nucleare può causare una catastrofe che non si smaltirebbe neppure in decenni, su una centrale idroelettrica potrebbe causare una catastrofe immediata, su una centrale solare o su una pala eolica... Quasi zero assoluto. Se poi si riuscirà a breve a sfruttare non solo i tetti ma anche pareti e finestre per produrre energia elettrica saremmo davvero a posto, non solo nelle abitazioni singole ma pure nei condomini, basterebbe poi una piccola integrazione ( dalle centrali eoliche , idroelettriche etc) per risolvere ogni necessità. Se si riuscissero anche a migliorare le prestazioni energetiche dei fabbricati vecchi ancor meglio .

La vera differenza sta nel fatto che l'energia dal nucleare sarà sempre dipendente da un grande fornitore, mentre eolico e solare possono essere totalmente indipendenti e col progredire dei rendimenti e il crollo dei costi delle batterie di accumulo possono affrancare l'utilizzatore dalla rete al 100% o quasi ( e con le auto elettriche pure dalle accise sui carburanti), cosa che comporterebbe pericolose ripercussioni sull'erario degli stati se attuato in poco tempo, e quella è una cosa di cui non si può fare a meno dall'oggi al domani e neppure in tempi ridottissimi.

 




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