Vai al contenuto
Melius Club

le rinnovabili, una scommessa che ormai è realtà


Messaggi raccomandati

 

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/10/28/news/eolico_per_l_energia_dovremo_fare_i_conti_anche_con_i_venti_piu_deboli-323838761/

Eolico, per l'energia dovremo fare i conti anche con i venti più deboli

L'assenza di venti può diventare un problema serio se si pensa all'origine potenziale della nostra energia elettrica

29 Ottobre 2021 alle 07:00

8A5C633F-6CA9-458C-85F2-BD9DB149FB3C.webp.2a4392eee65c34c558651b1bef813c08.webp

L'estate e l'inizio autunno del 2021 sono stati contraddistinti in Europa da un lungo periodo di condizioni secche e venti poco intensi. Il meteo perfettamente soleggiato e tranquillo è stato un motivo gradito per lasciare ancora un po' il cappotto nell'armadio, ma l'assenza di venti può diventare un problema serio se si pensa all'origine potenziale della nostra energia elettrica.

 

https://www.italianostra.org/news-nazionali/pale-ferme-in-europa-il-riscaldamento-globale-fa-soffiare-meno-vento-e-manda-in-crisi-leolico-riccardo-antoniucci/

 

 

Data: 27 Ottobre 2021

Pale ferme: in Europa il riscaldamento globale fa soffiare meno vento e manda in crisi l’eolico. 

 

Uno dei fattori meno raccontati della crisi energetica che sta facendo impennare i costi delle bollette in tutta Europa è il fatto che quest’estate, in Europa, ha soffiato meno vento.

Soprattutto al nord del continente, nel 2021 la forza delle correnti è stata tra il 10 e il 15% inferiore alla media attesa. I dati sono stati rilevati dall’azienda specializzata in modelli meteorologici Vortex. Addirittura, in Gran Bretagna a marzo è stato toccato il più lungo periodo di bassa produzione di vento degli ultimi dieci anni. Ne hanno risentito, chiaramente, le pale eoliche.

Meno vento significa, o meglio vento meno potente significa, ovviamente, meno elettricità. La situazione è illustrata molto bene da un report sulla situazione del Regno Unito elaborato dalla compagnia energetica britannica Drax, specializzata in fonti rinnovabili. Si scopre, così, che la produzione di energia eolica tra il 26 febbraio e l’8 marzo è stata meno di un quarto della media di gennaio.

I tedeschi hanno coniato la parola Dunkelflaute, “stasi nera”, per definire un periodo prolungato di venti deboli combinati a una bassa produzione di energia solare, in cui l’unica alternativa, almeno per ora, è rivolgersi alle vecchie caldaie a gas o carbone. E infatti il Regno Unito, per esempio, nel periodo di basso vento ha riacceso la centrale di West Burton, uno degli ultimi impianti a carbone rimasti. A fine settembre la multinazionale energetica SSE, che fornisce elettricità e gas nel Regno Unito ha lamentato che la produzione da energia rinnovabile è calata di un terzo. Tra gli investitori sui mercati dell’energia, riporta il Financial Times, circola il timore che il cambiamento climatico abbia cambiato in modo strutturale le mappe del vento.

C’entra il cambiamento climatico

Può sembrare paradossale, guardando ai singoli casi di catastrofi naturali avvenute in Germania, Francia ed est Europa, spesso associate a fenomeni di vento forte, ma l’aumento delle intemperie e la diminuzione della potenza dei venti da sfruttare a fini energetici sono connessi.

Diversi scienziati identificano la diminuzione della velocità media dei venti in superficie come un effetto del cambiamento climatico. Lo hanno mostrato un articolo su Nature firmato da Simon H. Lee e Paul D. Williams, professore di scienze dell’atmosfera all’Università di Reading. “Sebbene la velocità del vento nella corrente a getto polare del Nord Atlantico non sia cambiata dal 1979, secondo tre diversi set di dati la diminuzione della corrente è stata del 15% (con un intervallo tra l’11 e il 17%)”, scrivono gli autori. “Questa tendenza è attribuibile alla risposta del vento termico all’aumento del gradiente di temperatura meridiano a livello superiore. I nostri risultati indicano che il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto maggiore sulla corrente a getto del Nord Atlantico di quanto si pensasse in precedenza”.

Una proiezione molto simile si trova nel report dell’Ipcc. Il Panel intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico prevede che la velocità del vento sull’Europa occidentale, centrale e settentrionale entro il 2100 diminuirà di oltre il 10%, nello scenario di un riscaldamento di 1,5 C. Peggio, ovviamente, se l’aumento fosse di 2 gradi.

Quello che è successo quest’estate è che siccome la produzione di energia eolica è stata al di sotto della media, per via delle alterazioni delle correnti ventose, anche durante la stagione calda gli Stati hanno dovuto attingere alle loro riserve di gas per sopperire al deficit energetico. E ora è scattato l’allarme riserve. È chiaro che se l’indebolimento dei venti dovesse risultare un effetto costante del cambiamento climatico la situazione si ripresenterà uguale l’anno prossimo. “Questa crisi è diversa”, come dicono diversi analisti del mercato dell’energia.

Nonostante il calo dell’energia eolica, comunque, un istituto indipendente come il Centro indipendente per la ricerca sull’energia e l’aria pulita (Crea) ha comunque rilevato che le energie rinnovabili hanno comunque evitato una bolletta del gas di 33 miliardi di euro in tutta Europa. Negli anni, i costi delle energie rinnovabili (solare ed eolico) sono scesi drasticamente e sono diventati competitivi con i combustibili fossili. Le batterie stanno risolvendo i problemi di stoccaggio, inoltre, l’innovazione tecnologica sta provando a risolvere altri problemi.

La nuova scommessa: l’eolico senza pale

Mentre la nuova frontiera degli investimenti guarda ai parchi eolici in mezzo al mare, con la Cina capofila, esistono diversi progetti che provano a ridurre l’impatto ambientale e i costi dell’energia prodotta col vento. Tra questi c’è anche un prototipo spagnolo di una turbina eolica senza pale. Al momento la turbina installata è piccola e produce poca energia, ma l’obiettivo della start-up è trovare finanziamenti per costruire impianti più grandi. Un progetto analogo è in sviluppo negli Stati Uniti, e si chiama Invelox, che secondo l’azienda che la produce, la Sheerwind, è sei volte più efficiente rispetto alle solite e più comuni turbine.

Tutto questo, se il cambiamento climatico non ci costringerà a rivedere le mappe del vento sulle nostre coste.


 

 

Gaetanoalberto

Ma come ? Passo di qui per schierarmi definitivamente con i fautori dell'eolico/solare e dell'etica di consumo quale strumento vincente, e @maurodg65 mi inquina tutto il TD con questi post che insinuano dubbi.

Non se ne può più di questo relativismo.

  • Haha 1
briandinazareth

spesso si parla di questo argomento come se il riscaldamento climatico fosse una stupidaggine che non ha già impatti violenti sul nostro mondo, la dipendenza dal petrolio non fosse un grosso problema geopolitico e come se andare in modo deciso sulle rinnovabili fosse semplicemente un'opzione e non una necessità.
e qui stiamo a dire no alle pale eoliche, però ci va bene continuare a bruciare petrolio e carbone... alla faccia della lungimiranza.

in germania stanno avviando un'imponente campagna di investimenti per l'idrogeno, che nella loro visione è migliore per lo stoccaggio e riutilizzo di energia delle rinnovabili, dell'elettricità. 

è un modo di risolvere il principale problema tecnico delle rinnovabili: la produzione non è costante quindi bisogna fare scorte (anche semplicemente tra il giorno e la notte). 

inoltre renderebbe più facile la transizione verso una mobilità meno dipendente dal petrolio.

chissà che non abbiano ragione loro...

 

1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

la dipendenza dal petrolio non fosse un grosso problema geopolitico e come se andare in modo deciso sulle rinnovabili fosse semplicemente un'opzione e non una necessità.
e qui stiamo a dire no alle pale eoliche, però ci va bene continuare a bruciare petrolio e carbone... alla faccia della lungimiranza.

Scusami ma non mi sembra che il problema sia stato affrontato su Melius in generale e nel thread in particolare nel modo che hai descritto, sono stati sollevati dubbi sul fatto che le rinnovabili possano coprire interamente il fabbisogno complessivo del paese, tenendo conto anche della quota di energia aggiuntiva necessaria proprio per sostituire il petrolio ed il gas oggi utilizzato per auto trazione ed il gas oggi usato per uso domestico ed industriale, a questo aggiungici anche le variabili climatiche che già oggi, in alcuni casi, hanno provocato una minore resa delle diverse fonti rinnovabili e che potrebbero mettere peggiorare ulteriormente la resa di alcune fonti rinnovabili in un futuro remoto soprattutto a causa di quel global warning che già oggi sta mostrando i suoi effetti e che in trenta cinquanta anni potrebbe portare a mutazioni climatiche anche più importanti ed imprevedibili.

Partendo da questi dubbi forse la diversificazione delle fonti è una necessità per non ritrovarsi nella condizione in cui ci siamo ritrovati in questi mesi, avendo concentrato le forniture prevalentemente con un fornitore finito per risultare inaffidabile, tutto qui.

https://files.americanexperiment.org/wp-content/uploads/2022/09/The-High-Cost-of-100-Percent-Carbon-Free-Electricity-by-2040-in-Minnesota.pdf

La sintesi dello studio del PDF del link:

 

Sintesi

»» La proposta del governatore del Minnesota Tim Walz per una rete elettrica al 100% priva di emissioni di carbonio entro il 2040 costerà alle famiglie e alle imprese del Minnesota altri $ 313,2 miliardi (in dollari costanti nel 2022) fino al 2050, rispetto all'utilizzo dell'attuale rete elettrica.
  »» I clienti di elettricità del Minnesota vedranno aumentare le loro spese per l'elettricità di una media di quasi $ 3.888 all'anno, ogni anno, fino al 2050.
  »» Secondo il software di modellazione economica IMPLAN, le maggiori spese per l'elettricità nell'ambito della proposta Walz costerebbero al Minnesota più di 79.000 posti di lavoro e ridurrebbe il prodotto interno lordo (PIL) annuale dello stato di $ 13,27 miliardi ogni anno, l'equivalente del 3,2% del  PIL 2021.
  »» La proposta Walz ridurrebbe l'affidabilità della rete rendendo lo stato più vulnerabile alle fluttuazioni della produzione di fonti energetiche dipendenti dal clima come l'eolico e il solare.
  »» Secondo la proposta Walz, la rete elettrica subirebbe carenze di capacità, cioè lì
  non è sufficiente elettricità sulla rete per evitare blackout in due dei tre anni studiati a causa delle fluttuazioni dovute alle condizioni meteorologiche nella produzione di elettricità da impianti eolici e solari.
  »» Incredibilmente, il Minnesota subirebbe un devastante blackout di 55 ore a fine gennaio se la produzione eolica e solare fosse la stessa dell'anno 2020 e la domanda di elettricità fosse la stessa del 2021.
  »» Questo blackout comporterebbe la perdita di quasi 1,77 miliardi di dollari di PIL e innumerevoli miliardi in più di proprietà danneggiate a causa di guasti ai forni e tubi congelati, per non parlare del costo umano
  di persone che vengono allontanate dalle loro case per riscaldarsi o muoiono per ipotermia o avvelenamento da monossido di carbonio.
  »» Al contrario, un portafoglio energetico di decarbonizzazione a basso costo (LCD), incentrato sulla fornitura di elettricità affidabile e conveniente, decarbonizzando anche il 98% della rete elettrica con energia nucleare, centrali a carbone dotate di apparecchiature di cattura e sequestro del carbonio, energia idroelettrica e  lo stoccaggio della batteria, costerebbe 224 miliardi di dollari in meno rispetto alla proposta Walz.
  »» Non si verificherebbero blackout in questo portafoglio diversificato di LCD in qualsiasi anno studiato.
  »» Secondo il software di modellazione economica IMPLAN, una maggiore spesa per l'elettricità costerebbe al Minnesota 22.000 posti di lavoro in uno scenario LCD e ridurrebbe il PIL annuo dello stato di $ 3,8 miliardi, circa l'uno per cento del totale del 2021.
  »» Gli abitanti del Minnesota trarrebbero il massimo vantaggio dall'investimento in tecnologie affidabili per la generazione di elettricità, che forniscono un valore di affidabilità superiore a una frazione del costo della proposta Walz.
  »» Entrambe le proposte riducono le emissioni a un costo
  che è superiore alle stime del Social Cost of Carbon create dall'amministrazione Obama, il che significa che i costi per la riduzione delle emissioni superano i benefici.  È meglio non fare nulla che attuare uno di questi piani.
   Nota dell'autore: questo rapporto è una continuazione del lavoro svolto dal Center of the American Experiment sulla modellazione del costo dei mandati di energia rinnovabile negli stati di tutto il paese.  Parti di questo rapporto sono state riproposte e modificate per riflettere la proposta del governatore Walz di raggiungere il 100% di elettricità priva di emissioni di carbonio entro il 2040. …]

Pag. 3 del pdf :
Raccomandazioni politiche

 La nostra ricerca ci porta a sette raccomandazioni politiche di buon senso che ridurrebbe il costo dell'elettricità in Minnesota e offrirebbe opzioni più convenienti e più efficaci per ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) rispetto alle fonti di energia rinnovabile come l'eolico e il solare.  Se adottate, queste raccomandazioni farebbero risparmiare ai consumatori di elettricità del Minnesota miliardi di dollari nei prossimi decenni.
 1. Legalizzare la costruzione di nuove centrali nucleari in Minnesota:
 La legge dello stato del Minnesota ha
 vietata la costruzione
 L'operatore (MISO), attualmente ha una capacità insufficiente di 1.200 megawatt (MW), il che significa che non abbiamo abbastanza capacità affidabile della centrale elettrica online per soddisfare la nostra richiesta di picco di elettricità prevista, oltre a un margine di sicurezza.
 Per contesto, 1.200 MW è la quantità di capacità della centrale elettrica necessaria per alimentare circa la metà delle case del Minnesota in un'ora media.  Il deficit potrebbe aumentare
 a 2.600 MW entro il 2023 e 10.900 MW entro il 2027.
 Siamo in un buco di affidabilità e la prima cosa che dobbiamo fare è smettere di scavare.  I responsabili politici dovrebbero emettere una moratoria sulla chiusura degli impianti esistenti di carbone, nucleare e gas naturale e pianificare di utilizzare questi impianti affidabili per l'intera vita utile.
 I contribuenti del Minnesota hanno finanziato miliardi di dollari
 infrastrutture esistenti del carbone e del gas naturale e meritano di raccogliere i benefici del loro investimento attraverso prezzi dell'elettricità più bassi, pianificando un futuro senza emissioni di carbonio.
 4. Consentire l'energia idroelettrica generata
 in Canada per contare per gli obiettivi senza emissioni di carbonio del Minnesota: il Minnesota attualmente acquista notevoli quantità di energia idroelettrica senza emissioni di carbonio dal Canada, ma la legge statale del Minnesota non consente a questi acquisti di essere considerati "rinnovabili".  Questa modifica del buon senso alla legge attuale incentiverebbe maggiori investimenti
 in energia idroelettrica affidabile, conveniente e priva di emissioni di carbonio e consentire al Minnesota di soddisfare i suoi attuali mandati di energia rinnovabile a costi inferiori.
 AmericanExperiment.org
   di nuove centrali nucleari
 dal 1994. Se il Minnesota
 i legislatori vogliono mostrare
 vera leadership sulla riduzione
 Emissioni di CO2, dovrebbero
 cercare di fornire il massimo
 e più sostenibile
 riduzione delle emissioni per
 il minor costo possibile.
 Porre fine al divieto nucleare del Minnesota è l'unico modo per fornire elettricità affidabile, conveniente e priva di emissioni.
 2. Avviare un comitato di studio nucleare:
 I legislatori del Minnesota dovrebbero designare una task force per esplorare soluzioni a basso costo per l'energia nucleare, compresi i reattori di terza generazione costruiti da aziende sudcoreane che hanno recentemente ottenuto importanti approvazioni di sicurezza e progettazione dalla Nuclear Regulatory Commission (NRC) e piccoli reattori modulari (  SMR).
 3. Emettere una moratoria sulle chiusure di impianti a carbone e gas naturale: la rete elettrica a 15 stati a cui appartiene il Minnesota, i sistemi indipendenti del Midcontinent

5. Richiedere alle società di servizi pubblici di tenere conto nei loro piani integrati delle risorse del "costo totale" di eolico e solare: le società di servizi pubblici come Xcel Energy devono sostenere le autorità di regolamentazione che l'energia eolica e solare sono a basso costo e non compromettono l'affidabilità della rete.  Attualmente, queste società non sono tenute ad attribuire ai nuovi impianti eolici e solari gli ingenti costi associati all'integrazione di queste risorse intermittenti nella rete elettrica.
 Questo deve cambiare e i servizi di pubblica utilità dovrebbero essere tenuti ad attribuire il costo della trasmissione aggiuntiva, le tasse sulla proprietà, i profitti delle utenze, i costi di bilanciamento del carico e la cementificazione
 e la riduzione dei costi per gli impianti eolici e solari che li richiedono.  La nostra ricerca rileva che, tenendo conto di questi fattori, l'eolico costerebbe più di $ 270 per megawattora (MWh) e il solare costerebbe più di $ 470 per MWh, secondo la proposta Walz.
 6. Promulgare la legge "Ottieni ciò per cui paghi": un problema fondamentale con il modello di utilità di monopolio è che le utility possono recuperare l'intero costo di un asset, più un tasso di rendimento, indipendentemente dal fatto che tale asset contribuisca all'affidabilità della rete.  Noi
 credo che i contribuenti dovrebbero pagare solo per la parte affidabile delle fonti di energia.
 Ad esempio, MISO offre turbine eoliche
 un accreditamento della capacità del 17%, che presuppone che l'eolico produrrà il 17% del suo potenziale quando sarà più necessario.
 In base a questa legislazione, una società del Minnesota recupererebbe dai contribuenti solo il 17% del costo della turbina eolica, mentre il resto sarebbe pagato dagli azionisti.  Ciò proteggerebbe i contribuenti da ingenti aumenti dei costi derivanti dall'edilizia eolica e solare spostando i costi sugli azionisti della società.
 7. Riconoscere che aumentare il mandato di energia rinnovabile del Minnesota significherebbe ripetere i nostri errori energetici e aspettarsi risultati diversi: imporre che il 100 percento dell'elettricità del Minnesota provenga da risorse prive di carbonio entro il 2040 senza legalizzare nuove centrali nucleari o grandi centrali idroelettriche costerebbe ai Minnesota 313 miliardi di dollari  - un costo di quasi $ 3.900 per famiglia all'anno - e potenzialmente causa un blackout di 55 ore a gennaio.  Questo è un prezzo enorme da pagare in cambio della possibilità di evitare un riscaldamento di 0,00096°C entro il 2100.

Introduzione
 Il Minnesota si trova a un bivio energetico.
 Da quando è entrato in vigore il Next Generation Energy Act (NGEA) nel 2007, che richiedeva che il 25% dell'elettricità dello stato provenisse dall'energia eolica e solare entro il 2025, i prezzi dell'elettricità sono aumentati notevolmente e l'affidabilità della nostra rete elettrica è diventata sempre più fragile.
 I dati dell'Energy Information Administration (EIA) degli Stati Uniti lo dimostrano
 Gennaio 2021, il governatore Walz ha annunciato la sua intenzione di esercitare pressioni sul legislatore per approvare una legge che impone che il 100 percento dell'elettricità del Minnesota provenga da risorse prive di carbonio entro il 2040.3
 È importante sottolineare che il governatore non fa alcun cenno alla legalizzazione della costruzione di nuove centrali nucleari e la sua proposta non conterebbe
 I prezzi dell'elettricità del Minnesota sono aumentati più del doppio della media nazionale dal 2007 e la North American Electric Reliability Corporation (NERC) ha recentemente pubblicato un terribile rapporto concludendo che l'Upper Midwest, incluso il Minnesota, non ha abbastanza centrali elettriche affidabili online per soddisfare  domanda di energia elettrica con un margine di sicurezza.

"
Da quando è stato emanato il Next Generation Energy Act nel 2007, i prezzi dell'elettricità sono aumentati notevolmente e l'affidabilità della nostra rete elettrica è diventata sempre più fragile".

.
L’elettricità generata dalle grandi dighe idroelettriche in Canada che i Minnesotani già acquistano come fonte di energia "senza emissioni di carbonio".  Di conseguenza, la proposta Walz è effettivamente un mandato di accumulo di energia eolica, solare e batteria, una politica che farà aumentare notevolmente i prezzi dell'elettricità e ridurre l'affidabilità della rete.
 Alcune persone credono che sostituire le centrali elettriche a carbone e a gas naturale con turbine eoliche, pannelli solari e tecnologie di accumulo delle batterie sarà facile
 Questa mancanza di potenza affidabile le piante esistono perché troppe le compagnie elettriche hanno chiuso le loro affidabili centrali a carbone, gas naturale e nucleare e stanno diventando sempre più dipendenti dall'energia eolica e solare, dipendente dalle condizioni meteorologiche, aumentando il rischio di blackout continua quest'estate.

1,2 realizzare e ridurre i prezzi dell'energia elettrica.  Questa convinzione non è supportata dalla fisica del sistema elettrico o l'esperienza del mondo reale di stati con elevate penetrazioni di energia eolica e solare.
 La California ha sperimentato blackout continui nell'estate del 2020 e impedire che si ripetano rimane una sfida continua.  Aggiungendo la beffa al danno, i prezzi dell'elettricità in California sono aumentati quattro volte più velocemente della media nazionale dal 2008, quando l'allora governatore Arnold Schwarzenegger firmò un ordine esecutivo che richiedeva che il 33% dell'elettricità della California fosse rinnovabile
 entro il 2020.
4,5 Nel 2018, la California ha approvato una legge che impone che il 100 percento della sua elettricità AmericanExperiment.org
 I Minnesotans hanno due opzioni.  Opzione 1: possiamo continuare a perseguire le stesse politiche energetiche che ci hanno portato a questa situazione sperando in risultati diversi, oppure Opzione 2: possiamo correggere la rotta e concentrarci sulla fornitura di elettricità affidabile e conveniente alle famiglie e alle imprese che fanno affidamento su di essa,  mentre si cercano modi convenienti per migliorare i risultati ambientali.
 Sfortunatamente, sembra che il governatore del Minnesota Tim Walz perseguirà l'opzione 1. In provengono da risorse prive di carbonio entro il 2045, causando un ulteriore aumento dei prezzi e un'attenuazione dell'affidabilità.6
 Il problema più grande nell'affidarsi all'energia eolica e solare è che la loro generazione di elettricità
 è irregolare.  Le turbine eoliche e i pannelli solari possono produrre elettricità solo quando soffia il vento o splende il sole.  Inoltre, molte persone sembrano pensare alla rete come a un dispositivo che immagazzina elettricità per un uso successivo, come una gigantesca vasca da bagno che si riempie di energia a cui si può accedere in un secondo momento.  Questo equivoco porta le persone a credere che l'eolico e il solare possano aumentare la disponibilità di elettricità sulla rete e migliorare l'affidabilità.7 Non possono.
 Queste realtà fisiche significano che l'adozione di politiche energetiche in stile californiano in Minnesota produrrà risultati in stile californiano.
 Questo studio valuta come la proposta del governatore Walz di rendere la rete elettrica del Minnesota priva di emissioni di carbonio al 100% entro il 2040 (la "proposta Walz") aumenterebbe notevolmente i costi per famiglie e imprese in Minnesota e rendono la rete più fragile.
 Valuta anche uno scenario alternativo, che chiamiamo Scenario di decarbonizzazione a basso costo (LCD).  Qui, le riduzioni delle emissioni si ottengono utilizzando tecnologie affidabili come le nuove centrali nucleari, comprese le grandi centrali nucleari costruite da aziende sudcoreane chiamate APR-1400 e piccoli reattori modulari (SMR).  Lo scenario LCD utilizza anche la tecnologia di cattura e sequestro del carbonio (CCS) su centrali a carbone esistenti nel North Dakota (che attualmente forniscono una quota dell'elettricità del Minnesota), stoccaggio di batterie e grandi impianti idroelettrici in Canada.
 Queste tecnologie offrono un valore superiore all'eolico e al solare perché sono inviabili, il che significa che possono essere aumentate o diminuite
 per fornire elettricità quando necessario.  Di conseguenza, lo scenario LCD fornisce elettricità priva di emissioni del 98%, molto più affidabile e conveniente rispetto alla proposta Walz.

Il 18/9/2022 at 11:52, briandinazareth ha scritto:

in germania stanno avviando un'imponente campagna di investimenti per l'idrogeno, che nella loro visione è migliore

Sento parlare di idrogeno delle meraviglie da 20 anni almeno, appunto sento parlare e basta.

  • 2 mesi dopo...
Il 20/9/2022 at 16:30, Martin ha scritto:

La rogna principale dell'idrogeno è la sua miserrima densità, bisognerebbe trovar modo di complessarlo chimicamente in forme energeticamente meno dispendiose dell' acqua.

Nessuno ha pensato alla bagna cauda?




  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 42 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...