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Dopo le elezioni 2022: la sinistra si deve rifondare, il PD si deve rifondare


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Gaetanoalberto
48 minuti fa, nullo ha scritto:

In una discussione sul Pd, mi pare il minimo.

Si. Non vorrei prendessimo la consueta piega che, nella mera ipotesi che nel prossimo quinquennio o più non si combini granché, la colpa sia da addebitarsi al PD: torniamo a mirare sulla croce rossa per piacere. 

Ha perso le elezioni.

A parte l'estinzione anche fisica e crematoriale auspicata da audio, potrebbe bastare che si facesse, come è giusto, l'opposizione che gli tocca. 

Poi, come sai, sul fatto che ci si dovrebbe concentrare su come creare ricchezza, amministrare con buon senso, riuscire tuttavia a non perdere di vista i deboli, alla fine penso si sia d'accordo in linea di principio... 

In Italia, diceva il mezz'ora fa il rinato Calenda, che pare quasi un altro uomo, manca il collegamento tra idee e loro concretizzazione. 

51 minuti fa, claravox ha scritto:

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Le loro argomentazioni erano talmente "alte" ed intellettualmente adeguate alla situazione che sta vivendo gran parte degli Italiani,che anch'io mi stupisco che il parlare di ddl Zan,lgbt,ius soli,ius together et similia, non siano state premiate col voto da un paese con migliaia di attività a rischio chiusura,lavoratori che temono  il licenziamento,rabbia e depressione dilagante,etc etc.

Guardavo adesso una toccante testimonianza di Sergio Cusani.

ad un certo punto dice, mi sono accorto che spesso dopo aver costruito un movimento, un mezzo per determinati fini...

poi finisce che altrettanto spesso il mezzo stesso diventi il fine.

si può tranquillamente traslare sui partiti questa proposizione.

 

 

 

9 ore fa, damiano ha scritto:

JackPerò, si è letto in queste pagine, che le bollette alte e non mi ricordo cosa altro dipende dal governo e quindi dal PD. Ora io sono d'accordo con la tua lettura che il PD è spesso identificato con lo stato (talvolta) inefficiente, ma come saprai bene, non può essere vero. Ed anche la percezione dello status-quo non è sempre vera altrimenti non si sarebbe fatto il bagno con, ad esempio, la legge Zan.

È che si dovrebbe fare un congresso per trovare uno come Renzi che esercita la segreteria meglio di Berlusconi e non è nel DNA della sinistra.

Certo, con le illusioni ottiche possiamo far credere allo sveglissimo elettorato di destra che MSI e seguenti non siano mai stati dei partiti statalisti e corporativi... 

5 ore fa, Roberto M ha scritto:

deve scegliere se stare con il populismo di sinistra e l’assistenzialismo e rincorrere i 5 stelle

Tanto a destra si fa un accrocco nel quale sui temi del momento ognuno va per catsi propri (e già stanno litigando) ma lo sveglissimo elettorato di destra, che non lo frega nessuno, li vota lo stesso. 

5 ore fa, appecundria ha scritto:

No anzi, sono i vantaggi di avere un bilancio regionale a posto, puoi pure investire sul futuro. 

Mi chiedevo cosa ci ha messo Renzi di suo.

https://www.partitodemocratico.it/economia-e-lavoro/parte-lacademy-apple-napoli-renzi-parte-sud-parte-paese/?__cf_chl_tk=K0NcOQHyJfo3HK55dh6ate4pa9MNPbXNaxIV7cyS.Ro-1664497951-0-gaNycGzNB-U
 

Non so di preciso chi ci abbia messo dei soldi e soprattutto se l’abbia fatto anche il Governo, ma al tempo credo fosse proprio lui il Presidente del Consiglio con un governo di CSX.

P.S. @appecundria 

https://www.infocube.it/academy-vesuvio-silicon-valley-europa/

 

Academy 4.0 e Napoli diventa la Silicon Valley d’Europa.

Digital Transformation & Industry Innovation Academy

Livia Cosentino

Chi continua a dire che il Sud Italia non riesca a stare al passo coi tempi forse ancora non sa che Napoli, grazie ad una nuova digital academy, ha ormai tutti i numeri per potersi definire la Silicon Valley italiana, anzi, d’Europa.

La Apple Academy ha appena concluso il primo anno di formazione sulle App per i suoi talentuosi studenti ed ecco che Deloitte Digital e la Federico II presentano la nuova ed esclusiva «Digital Transformation & Industry Innovation Academy». L’obiettivo è di fornire a neo-laureati o prossimi alla laurea, nel contesto tecnologico del polo universitario di San Giovanni a Teduccio , gli strumenti per dialogare con quel mondo produttivo che sta investendo sempre di più nei temi del digitale e dell’innovazione.

Sappiamo bene che l’industria sta affrontando una trasformazione importante, trainata dalla crescita esponenziale delle tecnologie. In alcune recenti analisi si evidenzia come l’investimento in digitale generi una crescita che va ben oltre il valore del capitale investito. Il ROI stimato infatti si aggira attorno al 20-25%, verso una media generale del 15%, con un beneficio dunque del 50% superiore a quello dell’investimento medio in altre aree. Altro dato interessante è che le imprese “digital intensive” crescono di più̀ (tra il 6 e il 13% di fatturato all’anno) e sono più̀ redditive delle altre (tra il 3% e il 4% in più̀ di margine).

Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane spiega: “Guidare la trasformazione del sistema industriale italiano verso le nuove frontiere della digitalizzazione e della globalizzazione richiede nuove figure professionali di alto livello. La collaborazione tra Deloitte e Federico II raccoglie questa sfida e si propone di formare le eccellenze del futuro capaci di trasformare le nuove imprese nella prospettiva di industria 4.0”.

Iscrizioni

L’Academy di Deloitte partirà in autunno, soltanto 50 i talenti che verranno selezionati nel mese di Settembre. Il progetto didattico, articolato in due blocchi da 4 mesi ciascuno con una pausa di 1 mese, sarà sviluppato con una metodologia di “blended learning” che prevede un’ integrazione tra formazione in presenza e didattica esperienziale. I docenti coinvolti nel progetto formativo saranno sia di estrazione accademica sia appartenenti al mondo del lavoro. L’accordo avrà una durata iniziale di 3 anni, esattamente come è già avvenuto per l’Academy di Apple. Se la formula funzionerà il numero degli ammessi potrà aumentare.

Continuità

Che l’annuncio della nuova iniziativa abbia seguito di pochi giorni la chiusura del primo corso per Applicatori di Apple, ha quindi disegnato uno scenario di continuità. Vengono smentiti così quei vecchi luoghi comuni per cui un tempo si riteneva che  per il Mezzogiorno, a certi livelli a era impossibile garantire la necessaria continuità. Dunque  il fatto che la città del Vesuvio sia diventata un forte attrattore di questo  genere di esperienze formative non è un dato trascurabile. Noi di Infocube ne siamo ovviamente orgogliosi.

 

https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/apple-academy-taglio-del-nastro-renzi-se-riparte-il-sud-riparte-l-italia/
 

 

Apple Academy, taglio del nastro. Renzi: “Se riparte il Sud, riparte l’Italia”

S’inaugura ufficialmente oggi la “iOs Developer Academy”, grazie alla partnership tra l’università Federico II di Napoli e Apple. E’ la prima scuola europea per sviluppatori di app. Il primo corso, della durata di nove mesi, prenderà il via lunedì prossimo e sarà riservato ai 100 “cervelloni” provenienti da ogni parte del mondo che hanno superato le selezioni trasformando la residenza universitaria di Napoli Est in una sorta di Apple Academy. Il via al progetto alla presenza, tra gli altri, del ministro Giannini.

“Parte l’Academy di Apple, come promesso con Tim Cook. Napoli ha tanto futuro davanti. Se riparte il sud, riparte l’Italia”, scrive in un tweet il premier Matteo Renzi. “Grazie al mio amico Tim Cook per aver mantenuto l’impegno di investire su Napoli. E’ solo l’inizio, ci divertiremo insieme”, conclude il presidente del Consiglio.

A fare gli onori di casa, il rettore dell’Università Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. All’inaugurazione dei primi nove mesi di corso, presenti i 200 studenti selezionati nelle scorse settimane. Saranno i primi giovani europei ad avere accesso ai piu’ recenti prodotti hardware e software di Apple Il corso si articola in due parti: la prima dedicata alle competenze per lo sviluppo di software su Ios, la seconda alla creazione di startup e alla programmazione di app.

“Oggi investire a Napoli conviene, Napoli non ha più l’immagine dei rifiuti ma di una città vitale, competitiva, piena di giovani, competenze, creatività, fantasia, energia, umanità e capacità economiche, al netto di problemi che sono tantissimi. Una città che non si abbatte e esprime competenze importanti. L’obiettivo è che i giovani non vadano via da Napoli dopo essersi realizzati e specializzati – commenta il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – Siamo contenti del lavoro fatto dal Comune di Napoli, abbiamo fortemente voluto che quest’area avesse, pur all’interno di una cornice universitaria, una fruizione. Noi vogliamo che questa possa essere un’area di cui possano fruire i giovani, tutta l’area orientale e San Giovanni. Con gli investimenti su metro, infrastrutture, fogne, strade, si è fatto un lavoro importante e ci auguriamo che questo sia soprattutto un modo per rendere viva e vitale sempre di più questa zona attraverso i giovani della nostra città e non solo”.

“E’ una Napoli che si rilancia in tutti suoi quartieri – ha sottolineato il sindaco – Napoli è appetibile dal punto di vista degli investimenti, se oggi si investe è perché evidentemente è credibile, forte e capace e organizzativamente in grado di ospitare qualsiasi evento. C’e’ una cooperazione istituzionale apprezzabile nella nostra citta’”.

Una vivacità testimoniata anche dai contatti in corso con altre grandi aziende interessate a investire a Napoli. “Potrei fare un elenco di centinaia di contatti. Oggi – ha concluso il sindaco de Magistris – investire a Napoli conviene”.

 

Questo è la dimostrazione di quanto deve cambiare il PD, parità di accesso non significa parità di poltrone dopo il voto:

 

Ed allo stesso tempo e inqualificabile una Ely Schlein che a La7, prima del voto, riafferma questi concetti affermando anche, riferendosi alla Meloni, che non basta neppure essere donne elette nelle istituzioni, perché bisogna essere donne e femministe affinché si possa parlare di reale di parità, in sostanza servono le donne che la pensano come lei, al PD ed al CSX tutto servono lezioni di democrazia tanto quanto ne servono ad alcuni esponenti del CDX.

Il PD è destinato a prescindere da chi lo guiderà a polverizzarsi, altro che i 5S!

Ma come può la sinistra votare un partito che ha fatto le riforme sul lavoro per tornare indietro di 70 anni? Hanno fatto una manifestazione con milioni di persone per evitare la cancellazione dell'articolo 18, e poi chi lo ha tolto?

Ormai prende i voti dai ricchetti che con gli operai vanno d'accordissimo per i pagamenti in nero. E lo chiamano "caro" per metterlo a suo agio per inchiapperterlo meglio.

Il PD ha fatto quello che una destra moderata farebbe.

Ormai a difendere l'operaio per finta è rimasta la destra sociale.

 

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