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L’Europa che non c’è


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L’amico tedesco

di Massimo Gramellini| 01 ottobre 2022

Per chiunque si senta cittadino d’Europa è stato triste vedersi sbattere in faccia la prova provata che il nostro compatriota di lingua tedesca Olaf Scholz pensa essenzialmente ai comodi suoi. Non pago di avere spalleggiato il compare olandese nel fare orecchie da mercante (è il caso di dirlo) alla richiesta di mettere untetto al prezzo del gas, il cancelliere di Berlino ha dirottato duecento miliardi del bilancio tedesco sulle bollette dei tedeschi, con tanti saluti a chi — per esempio il bilancio italiano — quei duecento miliardi non li ha. Questo statista con la visione strategica di una talpa non solo ha impedito agli altri soci del condominio Europa di comprare l’energia a cifre decenti, ma ha pagato di tasca propria gli aumenti nella sua piccola patria,condannando le altre famiglie e aziende del continente — per esempio quelle italiane — a correre il rischio di andare in malora. 

La pandemia e le sanzioni alla Russia ci avevano illuso che l’Europa stesse diventando una cosa seria. Invece restiamo sempre a metà del guado: fieri europeisti quando si tratta di dare una patente di sovranismo agli altri, ma fierissimi sovranisti quando entrano in ballo gli interessi di bottega. Senza renderci conto che sono proprio «scholzate» come questa ad alimentare la diffidenza di vasti strati della popolazione verso un’Europa che non sarà mai di nessuno finché non si deciderà a mettere insieme i soldi di tutti.

 

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1 ora fa, Roberto M ha scritto:

Sei diventato sovranista ?
I tedeschi hanno semplicemente fatto gli affari loro, in una europa che non esiste.

No Roberto cerco di riflettere usando il cervello per comprendere, quanto riportato è chiaro se si approccia la questione senza pregiudizio ideologico, il Price Cap al gas russo aveva senso fintanto che il gas russo arrivava, oggi non arriva più, come giustamente scrivono nell’articolo postato le possibilità che il gas che arriva da fonti diverse prenda strade diverse dall’Europa se si mette un tetto di spesa all’acquisto sono alte e, contrariamente a noi che abbiamo geograficamente altre fonti di sbocco per le forniture, i tedeschi per il motivo analogo ne hanno meno o ne hanno meno, sono messi ad oggi peggio di noi per il fabbisogno invernale, fabbisogno invernale che noi, sembra, ci siamo già garantiti appunto con fornitori alternativi, mettere un range di spesa al posto di un prezzo limite ci può stare, esattamente come la scelta di intervenire a valle riducendo i margini anche, la politica in democrazia si fa discutendo, confrontandosi e mediando finendo per comporre interessi diversi facendo una sintesi, il tuo approccio integralista è uguale a quello di Salvini e alla lunga si finisce con lo schiantarsi contro un muro.

 

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3 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

il tuo approccio integralista è uguale a quello di Salvini

 

 

Le politiche fiscali sono competenza nazionale.

Vale a dire che gli Stati decidono in modo autonomo cosa fare delle loro tasse, della loro spesa e del loro debito, nel rispetto delle regole europee e in base allo spazio sul bilancio.

La Germania può permettersi di mettere sul tavolo fino a 200 miliardi, ha i conti in ordine e può farlo.

Ma l’Italia non è stata a guardare, il governo uscente ne ha messi in pochi giorni già 43 di cui 31 senza scostamento, e non è finita ancora. 

Il nuovo governo ha 5 anni davanti ed è stato eletto con la promessa di abbattere le bollette. Ce la farà senz'altro.

Putin non passerà.

 

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1 minuto fa, appecundria ha scritto:

La Germania può permettersi di mettere sul tavolo fino a 200 miliardi, ha i conti in ordine e può farlo.

Appunto.

1 minuto fa, appecundria ha scritto:

Ma l’Italia non è stata a guardare, il governo uscente ne ha messi in pochi giorni già 43 di cui 31 senza scostamento, e non è finita ancora. 

Il nuovo governo ha 5 anni davanti ed è stato eletto con la promessa di abbattere le bollette. Ce la farà senz'altro.

Putin non passerà.

Infatti, completamente d’accordo.

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27 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

il tuo approccio integralista è uguale a quello di Salvini

no, l’approccio integralista e’ il tuo, perche’, masochisticamente e contro ogni evidenza, non hai capito che essere gli zerbini di germania e francia non paga, non serve a nulla se non a peggiorare i nostri conti pubblici ed andare sempre peggio.

L’approccio assistenzialista “l’europa ci deve aiutara” e’ profondamente sbagliato, anche perche’ l’Europa non ci aiuta affatto.

Quello che dovremmo fare, ovviamente, non e’ “uscire” dall’europa, ma comportarci come Gremania e Francia, e curare gli interessi degli italiani prima di quelli degli altri.

 

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4 minuti fa, Roberto M ha scritto:

ma comportarci come Gremania e Francia, e curare gli interessi degli italiani prima di quelli degli altri.

E quindi mettere 300 miliardi altro che 200 sul piatto obiettando a Bruxelles che non sono aiuti di Stato perbacco

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L’unica cosa che l’Italia puo’ fare per reazione e’ non condividere il gas (tanto non sanno manco cucinare).

pero’ bisogna stare attenti all’escalation delle ritorsioni perche’ alla fine abbiamo bisogno della comprensione dell’europa per tener fronte alla speculazione.

Mentre cio’ accade Piombino dice ancora no al rigassificatore. Rendiamoci conto

 

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La Germania fa la Germania e noi restiamo con il solito europeismo straccione

Di Federico Punzi

 

Aveva detto Giorgia Meloni, sul finale della campagna elettorale, che l’Ue è preoccupata “perché se vinciamo noi, è finita la pacchia”. Una frase a effetto ripresa dai media, naturalmente per polemizzare sul suo anti-europeismo. Si sta in Europa facendo i propri interessi nazionali: la Francia fa la Francia, la Germania fa la Germania, l’Italia deve fare l’Italia. Questo il senso di quella frase.

Ebbene, alla prima curva però Meloni è sbandata. Berlino ha annunciato il suo scudo da 200 miliardi per assorbire il caro-bollette su famiglie e aziende. La Germania ha fatto la Germania. E l’Italia? L’Italia risponde gnè gnè gnè.

 

Altro che pacchia finita, la leader di Fratelli d’Italia e premier in pectore, forte del successo elettorale, se ne è uscita con un commento degno dell’europeismo straccione dei Letta, dei Monti, dei Draghi. “Nessuno Stato membro può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario”. Che vor dì? In due parole: più Europa.

Un commento che ricalca quello del premier Mario Draghi: “Non possiamo dividerci a seconda dello spazio nei nostri bilanci nazionali, serve solidarietà“.

Che è successo? È successo che il governo italiano guidato da Sua Competenza ha perso tre mesi di tempo aspettando una “soluzione europea” al tema dei rincari energetici che, come al solito, non è arrivata, aggrappandosi al miraggio del tetto al prezzo del gas(ricorderete i trionfanti titoli di giornale che lo davano per cosa fatta a giorni alterni, la grande trovata di Draghi che avrebbe messo d’accordo tutti), mentre gli altri grandi Paesi approntavano nel frattempo risposte nazionali alla crisi energetica.

Noi no, Sua Competenza ha perso almeno tre mesi in rancori personali e inseguendo il fantomatico tetto al prezzo del gas, che si era capito da tempo non essere fattibile (qualcuno lo sosteneva da mesi), per l’opposizione tedesca ma anche per controindicazioni reali.

E, triste inizio, purtroppo appresso a Sua Competenza, invocando il tetto al prezzo del gas e bocciando lo scostamento di bilancio, si accodava Giorgia Meloni, probabilmente mal consigliata.

L’annuncio tedesco, proprio alla vigilia del Consiglio Ue dell’energia, arrivava come una doccia gelata, perché a quel punto pure i sassi avevano capito che la Commissione europea si apprestava a partorire il classico topolino, ricalcando le posizioni tedesche (d’altronde, a guidarla è la baronessa Von der Leyen…).

Da qui l’irritazione italiana, che vedeva infrangersi per l’ennesima e probabilmente decisiva volta l’illusione del tetto al prezzo del gas. Ognuno per sé Dio per tutti, recita l’adagio, in cui i tedeschi sono maestri e noi italiani gli utili idioti.

 

….

Ma domanda: è colpa della Germania se noi abbiamo dormito per almeno tre mesi? Non ha forse detto proprio Giorgia Meloni che la Germania, giustamente, fa la Germania e che tocca all’Italia fare l’Italia? Le “ragioni dell’Unione”, se ci sono, sono sbagliate.

Il nostro problema, il problema della nostra classe politica, è che ci gingilliamo da trent’anni con qualcosa che non esiste. Non esiste, non è mai esistita l’Ue come ce la immaginiamo solo in Italia, una specie di pranzo di gala, di madre natura generosa.

Occorre un cambio di paradigma. Il sovranismo, che nella versione non piagnona sarebbe in realtà l’euroscetticismo thatcheriano, nulla di nuovo sotto il sole, è tutt’altra cosa. C’è una cosa da fare nel nostro interesse? Si fa, assumendocene la responsabilità. Non c’è niente da concordare, condividere, comunicare. Mentre aspettiamo la “soluzione europea” gli altri Paesi fanno e poi, di fronte al fatto compiuto, ci offendiamo: “Serve solidarietà”.

 

 

 

 

 

 

 

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2 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Se la casa va a fuoco si spegne l’incendio

Il problema è che bisogna passare dalla comunicazione al fare.

Draghi in pochi giorni e senza chiacchiere ha reperito 43 miliardi.

L'impressione è che si cerchi la lite con l'Europa per altri scopi.

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23 minuti fa, appecundria ha scritto:

La Germania può permettersi di mettere sul tavolo fino a 200 miliardi, ha i conti in ordine e può farlo

 

Si dice, ma noi non abbiamo spazio nel nostro bilancio

Prima considerazione. Cosa pensate che succederà al debito pubblico tra qualche giorno, quando per le bollette insostenibili molte imprese fermeranno la produzione, licenziando o mettendo in cassa integrazione milioni di persone? Si impennerà il debito pubblico e non avremo più un pezzo di economia per tornare a crescere e ripagarlo.

Seconda considerazione. Abbiamo un bilancio enorme, pieno di sprechi da cui pescare. Non occorre nemmeno andare troppo indietro nel tempo, basta guardare alle puttanate degli ultimi quattro anni. E abbiamo i fondi del Pnrr, soldi in massima parte nostri, che se non verranno riorientati a tamponare l’emergenza del momento, non saranno spesi o verranno buttati in chilometri e chilometri di piste ciclabili… Per andare dove?

https://www.nicolaporro.it/atlanticoquotidiano/quotidiano/politica/la-germania-fa-la-germania-e-noi-restiamo-con-il-solito-europeismo-straccione/

 

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