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Perché non basta il cavo Usb da stampante (reprise)


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ascoltoebasta
14 minuti fa, fabrizio ha scritto:

Io non sono un "uomo di scienza", ho un approccio ed un atteggiamento molto pragmatico , terra terra, dovrei cambiare nickname , al posto di quello che uso, il mio vero nome , dovrei appropriarmi di quello di "ascoltoebasta"

Ti cedo il mio nickname,e senza royalties....😃, se fossi appassionato di video mi chiamerei "guardoebasta",non ho la presunzione di dire che il suono del mio impianto piaccia a tutti,perchè non può esistere,non è possibile. ho ascoltato impianti perfetti nelle misure,a casa di persone che qui,potrebbero insegnare, e semplicemente non era il suono che a me emoziona, pensa che questo magnifico stimolo che dovrebbe essere il fine d'ogni passione viene bistrattato in nome di freddi grafici che,per alcuni, dovrebbero essere universali,io  lascio loro  volentieri ascoltare la musica come decidono le loro "misure", io mi "accontento" di ascoltare musica come piace a me.

  • Melius 2
ascoltoebasta
1 minuto fa, pfsoft ha scritto:

Ottima conclusione, dunque nessuna opinione, pro o contro sull'affermazione fatta nel titolo della discussione (Perché non basta il cavo USB da stampante).

Poteva andarmi peggio 

Avevo già scritto che non mi pronuncio sui cavi usb perchè non li uso in audio,l'ultimo intervento teneva solo a precisare che sarebbe auspicabile non credersi certi d'avere il metodo per ottenere il suono "perfetto" per tutti,perchè non esiste,al massimo si potrà dire che si ottiene il suono perfetto secondo gli strumenti di misura.

37 minuti fa, pfsoft ha scritto:

se hai voglia e tempo fallo.

Impossibile, quel sistema è stato smontato. Come immagini il risultato sono cancellazioni in dipendenza dello spostamento e della lunghezza d'onda relativa. Ma ecc....... non voglio entrare in un campo minato.

@ascoltoebasta ma guarda che uno può misurare, e poi tenersi l'impianto come è,  perché comunque gli piace, o semplicemente perche non ha tempo o possibilità economiche.

io ho messo su il mio impianto tutto ad orecchio, sono arrivato ad essere soddisfatto, ma ero curioso di sapere dove mi avesse portato il mio orecchio, rispetto ad un ideale rif piatta.

Ho provato a correggere nei limiti del possibile i difetti, e poi ho ascoltato i risultati. Tutte le volte che migliorava una misura,  migliorava anche l'ascolto. 

 

1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:

l'ultimo intervento teneva solo a precisare che sarebbe auspicabile non credersi certi d'avere il metodo per ottenere il suono "perfetto" per tutti,perchè non esiste,al massimo si potrà dire che si ottiene il suono perfetto secondo gli strumenti di misura.

E' un parere. Analizza la cosa da un punto di vista diverso. Hai fatto tutto il possibile e per quanto tu faccia non riesci ad essere soddisfatto. Cosa fai, vai avanti a caso? Oppure hai fatto tutto il possibile sei soddisfatto ma avendo sentito di molto meglio vorresti andare oltre. Di nuovo procedi a caso? Gli strumenti sono un grande, enorme aiuto ad andare oltre. Ma ci vuole l'intenzione e la "necessità" di farlo. Non c'è nessun suono perfetto negli strumenti. Gli strumenti ti dicono dove sei, se sai dove andare, ti sei dato un punto fermo. Sai dove sei. Ma credimi anche, la storiella degli strumenti è davvero la favola della volpe e l'uva. Quando sento dire che qualcuno ha sentito impianti messi a punto a strumenti e non gli sono piaciuti mi vien da sorridere? Messi a punto da chi? Come? Dove? In riferimento a cosa? Quale impianto? Gli strumenti non aggiustano gli impianti, ne mostrano i risultati, non basta misurare per avere il risultato, bisogna lavorare per ottenerlo. Ed ottenerlo, andare oltre, non è per nulla facile, spesso impossibile, lo strumento non è la bacchetta magica. Se corri i 100 metri in 20 secondi, quello ti dice lo strumento. Non ti dice ora che hai misurato li correrai in 10 secondi. Ed ancora, anche se messo a punto non credi che uno poi se lo ascolti? Perché non raggiungerà la perfezione ma una approssiamzione lontana e gli toccherà accontentarsi o fare piccole variazioni di suo gradimento (ho detto piccole), che tu potresti trovare sgradite. Le misure le devi fare tu, a casa tua, per il tuo impianto. Certo l'impianto deve permettere ampie variazioni, se hai un integrato e due cassette puoi misure tutto quello che vuoi, hai pochi o nulli margini di manovra. Ma se ne hai, non crederai alle tue orecchie. Anche solo capire perchè senti x e variando  poi senti y,  cosa ha prodotto la variazione non ti pare un vantaggio enorme. Poi l'ho detto 100 volte, non ascoltiamo misure ma musica. Da mezzo secolo, anche noi. Da un punto di vista squisitamente audiofilo non stiamo scendendo con la piena. Credimi se ti dico che un impianto con buone misure suona sempre e solo meglio di uno che le ha chiaramente peggiori. Ognuno poi si da il suo limite. Chi se lo da economico e non si interessa di altro, chi se lo da acustico e se ne frega del costo ma guarda solo il risultato delle misure ed alla correlazione con quello che sente che, ovviamente, deve essere migliore di quel che sentiva prima. Non ci vedo nulla di strano. Crederci o meno non è questione di fede, in questo caso si può semplicemente provare. Acquisita una certa esperienza, volendo, si possono realizzare impianti di estreme complessità e prestazioni. Impossibili altrimenti. Volendo, non è certo necessario.

@Ggr Non vorrei sembrare supponente, ma talvolta il non commento indica che le cose stanno proprio così e chi non è d'accordo, non avendo argomenti la butta in "le rette non sono parallele" perchè io credo solo in quello che vedo.

Come vedi non mi stanno sparando, ad ora!

18 ore fa, leonida ha scritto:

un incremento di 10 dB corrisponde a un raddoppiamento della sensazione e viceversa, a una diminuzione di 10 dB corrisponde a un dimezzamento della sensazione.

Vabbè ma se uno è un borg che si è fatto trapiantare due fonometri nelle recchie, il concetto di sensazione non vale. Devi specificare che ti riferisci a elementi della specie umana.

ascoltoebasta
10 ore fa, Ggr ha scritto:

io ho messo su il mio impianto tutto ad orecchio, sono arrivato ad essere soddisfatto, ma ero curioso di sapere dove mi avesse portato il mio orecchio, rispetto ad un ideale rif piatta.

Ho provato a correggere nei limiti del possibile i difetti, e poi ho ascoltato i risultati. Tutte le volte che migliorava una misura,  migliorava anche l'ascolto. 

Perfetto,ma non è regola universale,io sono arrivato ad una conclusione diversa e preferisco ciò che ho scelto "ascoltando" con i miei ascolti.

Guarda che nessuno vuol farti cambiare idea. Non mi può fregare di meno. Si fa per parlare e scambiare opinioni, se ti da fastidio, ignora, senza offenderti. Ad ogni nodo,   se non hai mai fatto una misura del tuo ambiente, e non hai mai provato a sistemarlo secondo certi criteri, con i tuoi componenti, come fai a dire di preferire il tuo metodo? Per preferire occorre confrontare. E nin mi pare tu lo abbia fatto, almeno a quanto affermi.

Io almeno ho provato tutte e due le strade, ma a casa mia, con il mio impianto,  non ascoltando quelli di altri. 

acusticamente

Non è che non si hanno argomenti, o che non si replica con antimisure, o che si vuole sparare (ma che sparare… anzi io personalmente ringrazio molto @pfsoft, @ClaveFremen, @Ggr e quanti hanno dato un contributo di spiegazioni tecniche)

La media di noi appassionati non può replicare ad una indagine come questa e nemmeno farne altre.
C’è chi si basa unicamente sugli ascolti e chi parte da un presupposto tecnico (basico o più approfondito) e poi, ovviamente anche lui, ascolta.

Andiamo avanti in entrambi i modi, con pro e contro, e bisognerebbe evitare unicamente le estremizzazioni.

Personalmente, a fronte delle misure qui effettuate, prendo atto ma, scusami @pfsoft , pur apprezzando il tuo sforzo non posso prendere questo come la cassazione su qualsiasi opinione.  Magari posso pensare che, se differenze possono esserci tra cavi usb, sono inferiori ad altre tipologie o che chissà, un giorno scopriranno altre misure.
Sul resto e sul discorso più generale ben vengano le argomentazioni tecniche ma non posso (e come me immagino molti altri) dare poco peso o dimenticare del tutto  le mie sensazioni uditive solo perché alcuni negano differenze tra cavi o altro e le catalogano unicamente come illusioni.

Trovo giustissimo dare dei presupposti e spiegare perché a logica elettronica le caratteristiche di un elemento richiedono un collegamento di un certo tipo o di un altro, però lo vedo come integrazione all’ascolto personale.

Questa dovrebbe essere la linea di confronto tra di noi; non una contrapposizione alle volte armata ma uno scambio di informazioni secondo due punti di vista diversi.

Insomma una collaborazione amichevole tra chi ne sa di più di certe questioni tecniche e chi ha magari più abitudine all'analisi uditiva.

Non sarebbe male se venisse anche accettato da ambo le parti un certo dubbio, da una che le misure non sono ancora arrivate a spiegare tutto e dall’altra che le proprie sensazioni sono alle volte labili e vanno esaminate e testate con cura, ma forse qui chiedo troppo… 🙂

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