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20 minuti fa, grisulea ha scritto:

al di la del fatto che per quel tipo particolare di problema la soluzione c'è e ne sono certo avendola disponibile, non posso negare che esistano altri modi a me sconosciuti.

Devi negarlo invece, è  una questione di logica deduttiva.

Se affermi con estrema convinzione  di aver  certezza dell'origine di qualsiasi problema acustico ed altrettanta certezza del come risolverlo,  e se affermi di poter disporre  a conferma di soluzioni ampiamente sperimentate e collaudate,   dovrebbe risultarti altrettanto certo che non possano esistere due cause vere e due precise soluzioni per uno stesso problema.

Pertanto, se la tua interpretazione dei fenomeni risultasse esatta, la mia dovrà risultare sicuramente  sbagliata.

 

Se nulla ti sorprende,  se nulla ti crea dubbi, se hai sempre e comunque pronta ogni spiegazione e soluzione a qualsiasi problema acustico passato e presente, significa che altri che la pensano come te,  ritieni  esaustiva un'osservazione limitata a ciò che possa determinare una variazione  della vibrazione  del timpano.

Assoluta normalità  quindi, il ritenere  che nulla in futuro,  possa mettere in discussione sedimentate e comprovate conoscenze e conseguenti regole.

In conclusione, se l'elettroacustica e l'acustica ti forniscono ogni spiegazione scientificamente comprovata riguardo qualsiasi fenomeno acustico, che bisogno hai di conoscere ed eventualmente  sperimentare soluzioni alternative a problematiche già  esattamente diagnosticate e  già  risolte con successo?

 

 

 

@leonida perché le soluzioni sono costose, invadenti, difficili da mettere a punto, richiedono molto tempo, non sempre sono praticabili, non tutti le sanno mettere in pratica, non tutti le vogliono mettere in pratica. Quindi se ne hai di più semplici ed economiche ben vengano. Le parole non bastano, sarebbe ora di passare ai fatti. In concreto cosa proponi? 

 

2 minuti fa, grisulea ha scritto:

erché le soluzioni sono costose, invadenti, difficili da mettere a punto, richiedono molto tempo, non sempre sono praticabili, non tutti le sanno mettere in pratica, non tutti le vogliono mettere in pratica. Quindi se ne hai di più semplici ed economiche ben vengano. Le parole non bastano, sarebbe ora di passare ai fatti. In concreto cosa propon

Non capisco il senso di quello che hai scritto.

Se la causa di un eventuale problema acustico è quella che tu ritieni certa , non può esistere altra cura che la tua., ossia quella prescritta dalla comprovata conoscenza scientifica.

Altre soluzioni non possono risultare possibili ed in ogni caso, qualora  si rivelassero  in aperto conflitto con quanto ritenuto scientificamente comprovato, tali tecniche o procedimenti non potranno che  essere  valutate con i termini e gli aggettivi  abitualmente utilizzati, e  l'eretico propugnatore delle stesse,  ovviamente additato al pubblico ludibrio.

 

* cfr "Percepire l'impercettibile" di Mario Bon.

 

 

10 ore fa, grisulea ha scritto:

curve isofoniche non sono una invenzione, se contesti quelle ti squalifichi da solo. Se le dai per buone quegli impianti hanno  problemi appena si alza il volume.

Perché mi squalifichere se volessi contestarle?

Forse perché  le consideri  scientificamente comprovate e quindi le accetti ritenendole  indiscutibili?

Se all'incrementare del livello sonoro il sistema percettivo secondo le stesse, diventa via via più lineare e quindi meno soggetto alla necessità di una compensazione, perché, come hai affermato,  all'incrementare del livello d'ascolto un impianto dovrebbe manifestare problemi?

 

28 minuti fa, pro61 ha scritto:

grisulea @leonida

Mi è parso di capire che siete andati in loop.

Hic Rhodus ,Hic salta

.L'origine del detto si riscontra in una favola di Esopo: un atleta, di ritorno da Rodi, si vantava di aver fatto un salto talmente alto da superare il Colosso, e uno degli ascoltatori, non credendogli, gli chiese appunto ("salta qui") di ripetere l'incredibile impresa anche in quel luogo, per dimostrare di dire la verità.

Siamo in loop senza possibilità  di uscirne in quanto, grazie all'impossibilità di dimostrare di  saper effettuare  il salto, non facciamo altro che raccontarci l'un l'altro  le mirabilia delle quali saremmo capaci.

 

 

 

@pro61 si hai capito perfettamente, io gli rispondo e lui ripropone la domanda sotto altra forma. In concreto ancora nulla.

50 minuti fa, leonida ha scritto:

perché, come hai affermato,  all'incrementare del livello d'ascolto un impianto dovrebbe manifestare problemi?

Ancora? Fine della birra, fiato corto. 

Ora passa a qualcosa di concreto, vuoi proporre qualcosa o no? Se non è tua intenzione, non ne hai obbligo, dillo chiaramente, a me interessa, credo anche agli altri. 

 

3 minuti fa, leonida ha scritto:

non facciamo altro che raccontarci l'un l'altro  le mirabilia delle quali saremmo capaci.

Eh no, di meraviglie parli tu, io non so fare meraviglie, ci sono professionisti in grado di proporre impianti ed ambienti assolutamente eccellenti. Non parlo di me, di te e della tecnica acustica. Io cerco solo di capire cosa proponi. Cosa propone la tecnica mi è abbastanza chiaro. Cosa propone non significa che io debba necessariamente essere in grado. Sei tu che dichiari di fare suonare impianti eccellenti, ordini di grandezza meglio. Come?

 

acusticamente

@leonida @grisulea  è piacevole leggervi, avete una gran pazienza nel confrontarvi e correttezza ma… a me che leggo e talvolta mi perdo, e sicuramente anche ad altri, piacerebbe veramente che qualcosa venisse concretizzato.

Non per stabilire chi ha ragione ma per averne magari un beneficio comune.

Non ci si riesce proprio ?…

@grisulea

Mi chiedi qualcosa di concreto.

Mi spieghi per favore, come si fa, a parole, a proporre qualcosa di concreto?

Forse abbiamo una differente opinione sul significato del termine concreto.

 

 

concreto

/con·crè·to/

aggettivo

1.

Che si presta a una valutazione o a un impiego nella pratica o nel campo dell'esperienza sensibile; determinato, definito nel complesso e nei particolari.

 

 

E mi spieghi anche , qualora scrivessi qualcosa di inverosimile secondo i tuoi canoni,  come riusciresti , senza un'esperienza sensibile, a capire se si tratta o no di fuffa?

 

Ad esempio, è  stato aperto un thread prendendo spunto da due mie esternazioni, per indagare se fosse ritenuta udibile la presenza di un cavo di alimentazione collegato  alla rete ma non collegato ad un'apparecchiatura , e se fosse possibile sentire una differenza fra due file assolutamente  identici.

Scontato il risultato, un coro unanime  di no con annessi  più o meno lepidi commenti.

 

Ora. se io scrivessi che non esistono due files identici che non presentino differenze all'ascolto , tu mi prenderesti sul serio?

Per molto meno mi hai dato dell'ignorante e dell'incompetente, ti mancherebbero, in questo caso, gli aggettivi adatti  per poter definire  una simile cavolata.

Come potrei dimostrare, eventualmente,  che tu abbia torto senza un'esperienza  sensibile?

Se quindi ci sarà  una possibilità di una dimostrazione de visu, anzi de auditu. non avrò alcun problema a spiegarti il tutto senza alcun limite di tempo, e con  annesse dimostrazioni a supporto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Melius 1
15 ore fa, grisulea ha scritto:

Le curve isofoniche non sono una invenzione, se contesti quelle ti squalifichi da solo. Se le dai per buone quegli impianti hanno  problemi appena si alza il volume

Aspetto una spiegazione in quanto mi interesserebbe  molto conoscere il perché tu abbia dichiarato  che dando per buone  le curve isofoniche,  gli impianti debbano avere problemi alzando il volume.

 

Dovrebbe succedere esattamente l'inverso, ossia  esser ascoltati con una sensazione di maggior linearità  al progressivo incrementare del livello d'ascolto.

 

Le curve equal loudness del diagramma di  Fletcher e Munson del 1932, riviste  in seguito da Robinson, Dadson negli anni 50 con una stranissima variazione mai spiegata*,  e confermate  tramite molteplici revisioni fino ai giorni nostri, mostrano infatti una ridottissima ridottissima linearità  del sistema uditivo a bassi livelli di pressione  sonora  ed una tendenza a procedere verso una linearità via via maggiore all'incrementare del ivello d'ascolto.

__________________

*

The report comments on the surprisingly large differences, and the fact that the original Fletcher–Munson contours are in better agreement with recent results than the Robinson–Dadson, which appear to differ by as much as 10–15 dB especially in the low-frequency region, for reasons not explained 

 

 

 

 

 

 

1 ora fa, leonida ha scritto:

Ora. se io scrivessi che non esistono due files identici che non presentino differenze all'ascolto , tu mi prenderesti sul serio?

Io ti prendo sul serio, non ci perderei tempo. Ora ammettiamo per un attimo che non esistono due file identici. Di quanto mai potrà variare la qualità all'ascolto? Ammettiamo pure che un cavo di alimentazione a penzoloni porti modifiche al suono. Di quanto saranno? In meglio o in peggio? E se i cavi sono decine e decine gli oggetti collegati? In questo caso non è più possibile ascoltare bene? O si ascolta meglio? Di quanto? 

Per quanto riguarda le curve guarda il mol di qualsiasi diffusore e vedrai da te che si comporta in modo opposto alle curve. Ovvio che alzando il volume il livello salga solo in gamma medio alta. Per fare si che non succeda serve quantità. Se tu hai altri modi per risolvere spiegalo. È questo che ti si chiede. Come risolvi questo problema. De visu? Perché mai? Se c'è un metodo deve funzionare e basta altrimenti è empirismo. 

 

 

 

 

 

27 minuti fa, leonida ha scritto:

Aspetto una spiegazione in quanto mi interesserebbe  molto conoscere il perché tu abbia dichiarato  che dando per buone  le curve isofoniche,  gli impianti debbano avere problemi alzando il volume.

Mol a parte altri due motivi portano gli impianti a strillare in gamma media, una naturale predisposizione del diffusore perché impostato in quel senso, una rif già sbilanciata di suo, tollerabile a basso volume, spesso gradita, insopportabile ad alto perché si scontra con la parte di massima sensibilità dell'udito. 

Un eccesso di riverbero in gamma media. Già poco sopra il mezzo secondo a mio parere si è a rischio. 

Scarsa mol, diffusore medioso, eccesso di riverbero e lo strillo è servito.

I rimedi ovviamente intuibili.

Ora tocca a te.

 

 

@grisulea

 

Queste sono le controverse Magico M9 da un milione di dollari.

Si dice, Lincetto lo dice nel suo controverso video, che manchino di "umanità.

A molti non piacciono, le trovano fredde, asettiche , sterili, poco coinvolgenti etc...

C'è una discussione in corso sull'argomento. 

Qui un video preso da you tube, un brano di pianoforte col classico suono che di ascolta dappertutto,  e che sembra rispecchiare la tua disamina del post precedente

15 ore fa, grisulea ha scritto:

molto a parte due motivi portano un diffusore  a strillare in gamma media, una naturale predisposizione del diffusore perché impostato in quel senso, una rif già sbilanciata di suo, tollerabile a basso volume, spesso gradita, insopportabile ad alto perché si scontra con la parte di massima sensibilità dell'udito. 

Un eccesso di riverbero in gamma media. Già poco sopra il mezzo secondo a mio parere si è a rischio. 

Scarsa mol, diffusore medioso, eccesso di riverbero e lo strillo è servito.

I rimedi ovviamente intuibili.

Ascolta questo video e dammi il tuo parere per quello che ti risulti.

Ascoltalo tramite qualsiasi mezzo, ma per quello che mi interessa, mi va bene che lo ascolti anche attraverso il tuo smartphone.

Prescindendo ed ignorando i limiti della modalità di riproduzione, convieni che la riproduzione del piano evidenzi gli aspetti che hai descritto?

 

Gamma medio alta in notevole evidenza, sensazione di piattezza, limitata presenza ed articolazione in gamma medio bassa, accentuazione delle tonalità  chiare fino allo strillo all'incremento del volume, etc...

 

Non ti sembra che la riproduzione produca una sensazione sonora cosi come la prevede l'andamento della curva dell'orecchio descritta dalle curve isofoniche?

Sensazione di un picco a 2000 hz,di carenza di mediobasso e basso nell'ordine di 10, 15 db ed anche oltre, attenuazione di alte ed altissime di circa 5 db.

 

 

 

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