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Ammennicoli, pietre magiche e accessori vari nel mondo dell'hi-end


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1 ora fa, grisulea ha scritto:

.Si parla comunque del nulla

Del nulla se ti limiti a considerare l'eventuale fenomeno acustico esclusivamente in relazione a problematiche riguardanti la conduzione elettrica. 

Qualsiasi elettricista o persona con un minimo di conoscenza tecnica , leggendo il tutto avrebbe concluso che si parli del nulla.

Nel caso specifico anche un soggetto senza alcuna conoscenza tecnica, ma con un minimo di buon senso, sarebbe arrivato alla stessa conclusione.

Io stesso in un post precedente ho scritto per l'ennesima volta che la scienza sappia tutto sulla conduzione elettrica per cui non 

esistano  misteri da scoprire, figuriamoci nel trasferire un segnale attraverso un centimetro di cavo.

Necessita quindi un'approfondits indagine empirica, in assenza della quale, il nulla rimane e rimarrà la logica conclusione 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

@leonida  ho risposto poco sopra prima di leggere la tua seconda risposta nella pagina precedente, non ero ancora arrivato a leggerla.

ora, anche in base a questa nuova risposta, il tuo punto di vista mi pare più chiaro, anche se fatico ad immaginarmi come procedere per indagini empiriche.

Cioè, tirare a casaccio produrrà senz’altro variazioni, ma poi che conclusioni potremmo trarne? 

21 minuti fa, leonida ha scritto:

Del nulla se ti limiti a considerare l'eventuale fenomeno acustico esclusivamente in relazione a problematiche riguardanti la conduzione elettrica. 

No, del nulla perché anche ammettendo tutte le ipotesi possibili nessuno ti dirà mai come suona. Dalle tue ricerche tutto suona e posso essere d'accordo, poco o tanto il tutto poi darà il risultato. Pensa un impianto appena complesso. Decine di cavi, connessioni, saldature, materiali, contatti, compenenti elettronici. Migliaia di combinazioni. Come puoi pensare ad una analisi concreta anche se in modo deduttivo uditivo? Vuoi dire che hai provato decine di resistenze su un circuito? Decine di cavi o meglio ultimi cm di cavo che dalla vde arriva al trasformatore? Decini di valvole su un circuito (dopo averne messo il punto di lavoro nelle stesse condizioni perché molti staccano una valvola ne mettono un'altra senza sapere cosa sia successo). Gli esempi possono andare all'infinito. Come dell'infinito si stà parlando, in pratica del nulla o se preferisci del caso. Questo su un impianto. Su un altro cosa succede? E su un altro ancora? Questo con una incisione, con una con impostazione opposta? Forse era meglio il contrario. Ammesso succeda mai qualcosa. Facciamo pure che succeda, imponderabile, personale, sensazione, nulla di concreto, la qualità stà da un'altra parte. Il mi high end ne è l'ennesima conferma. Alla prova dei fatti quasi nessun impianto suonava per come avrebbe dovuto. Ed il motivo è sempre e solo uno. Anzi due. Sarà stato che non avevano correttamente predisposto l'ultimo cm di cavo? Però il mio gatto continua a ridere. Che abbia ragione?

46 minuti fa, leonida ha scritto:

Del nulla se ti limiti a considerare l'eventuale fenomeno acustico esclusivamente in relazione a problematiche riguardanti la conduzione elettrica. 

Continui a credere che chi la pensa in modo diverso non abbia le orecchie e non provi sensazioni. Non riesco a capire cosa te lo fa credere. Da questo punto di vista non siamo tutti uguali? Io immagino che chi cerca di andare oltre abbia almeno un vantaggio, scegliere tra due opzioni. Non vero il contrario. Ti che dici in proposito?

34 minuti fa, grisulea ha scritto:

Continui a credere che chi la pensa in modo diverso non abbia le orecchie e non provi sensazioni. Non riesco a capire cosa te lo fa credere. Da questo punto di vista non siamo tutti uguali? Io immagino che chi cerca di andare oltre abbia almeno un vantaggio, scegliere tra due opzioni. Non vero il contrario. Ti che dici in proposito?

Non ho capito a cosa ti riferisci.

Chi ha detto che non siamo tutti uguali e che ricerchiamo sostanzialmente le stesse cose?

C'è  chi utilizza una tecnica, c'è  chi un'altra, c'è  chi di affida totalmente alla fisica elettroacustica come nel tuo caso, c'è  chi l'ha abbandonata quasi totalmente per seguire un'altra strada come nel mio.

Un risultato realmente di alto o altissimo livello mette d'accordo tutti quanti e cancella ogni forma di soggettività. 

Dico quindi le stesse cose che tu dici.

Il limite sta nel non poter valutare i risultati  prodotti dal differente modo fi procedere; tu giuri che il tuo approccio sia l'unico in quanto ti fidi ciecamente  del responso strumentale ed a quello tu affidi.

Io invece zero misure.

Come si può procedere in una discussione senza verifica dei risultati ?

Se il procedimento sarà  scientificamente valido il risultato dovrà risultare invariante e la sua validità  risultare  costante, ripetibile, ed indipendente da apparecchiature, cablaggi,  ambiente, registrazione e tutto quanto si presume,  produca alterazioni sul segnale da dover tradurre  in musica.

Solo quanto dovesse  risultare macroscopicamente misurabile dovrá   appena incidere sulla prestazione musicale.

Cancellazione totale  invece,  dell'azione interferente di quanto allo stato attuale  venga identificata come variabile più o meno controllabile.

So già che per te quanto sopra non ti risulta "scientificamente " possibile, conosco perfettamente le motivazioni dell'impossibilità,  per cui è  inutile che me le elenchi per l'ennesima volta, le so già. 

Repetita,  nel mio caso, non iuvant.

10 ore fa, leonida ha scritto:

C'è  chi utilizza una tecnica, c'è  chi un'altra,

Ti ho appena dimostrato che la tua tecnica è fallace perché presenta un numero tale di variabili fuori controllo da non poter essere gestite. Ed anche quando fosse corretta su un impianto, su un'altro, stante la tecnica empirica, certemente sbagliata. Sei punto e a capo. L'acustica invece vale ovunque, le sue regole son scritte ed ampiamente attendibili.

Comunque hai sempre aperta la questione bassi, aspetto ancora come risolvere.

Il tuo gatto sorride perché non capisce il motivo delle risate del mio. Il mio sa perché, il tuo cosa vuoi che ne sappia? Il gatto audiofilo è uno solo. Purtroppo per te è il mio. Chiedi a chiunque, qua lo sanno tutti. 

10 ore fa, leonida ha scritto:

Un risultato realmente di alto o altissimo livello mette d'accordo tutti quanti e cancella ogni forma di soggettività. 

Dico quindi le stesse cose che tu dici.

Peccato che io son certo di aver sentito roba eccellente per il tramite della tecnica, ancora nulla per il tramite di altro.

 

11 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Cioè, tirare a casaccio produrrà senz’altro variazioni, ma poi che conclusioni potremmo trarne? 

Perché tirare a casaccio?

Nel caso di un riscontro sensibile di un cambiamento dovrà sicuramente esistere una causa che l'abbia prodotto.

il voler procedere verso nuove conoscenze, implica passione,  curiosità,  illimitata disponibilità di tempo , stabili riferimenti  quantirativi e qualitativi, capacità  di analisi e sintesi, capacità  induttiva e deduttive, ma soprattutto volontà di procedere verso una reale comprensione dei fenomeni, in totale libertà da bias e dissonanze cognitive, in questo caso paradossalmente rappresentate dal condizionamento della misura a supporto, assunto che  la sensazione di un cambiamento  debba necessariamente aver origine da una variazione fisica del segnale elettrico, da cui una variazione dell'onda di pressione  emessa dal diffusore. 

Se possiedi solidi riferimenti ed un sistema ben conosciuto in ogni sua sfaccettatura,  potrei guidarti suggerendo degli esperimenti che potrai tranquillamente effettuare senza alcun condizionamento, i quali,   se condivisi,  potrebbero anche spostare del tutto il tuo punto di osservazione anche su ogni altro sedimentato aspetto della materia.

Assolutamente nulla che possa essere misurato,ma comunque,  procedimento con ogni presupposto di scientificità, sperimentazione empirica in primis,   verifica della ripetibilità del risultato,  invarianza dello stesso in differenti condizioni,  e riguardo la finalità  rappresentata dal piacere dell'ascolto, condivisione di una netta distinzione fra situazioni di semplice cambiamento  da quelle di un eventuale miglioramento o peggioramento della qualità  musicale. 

 

35 minuti fa, grisulea ha scritto:
11 ore fa, leonida ha scritto:

C'è  chi utilizza una tecnica, c'è  chi un'altra,

Ti ho appena dimostrato che la tua tecnica è fallace perché presenta un numero tale di variabili fuori controllo da non poter essere gestite

Non hai dimostrato proprio nulla, hai solo presupposto assumendo ed aggiungo sbagliando,  che siano esclusivamente  la fisica elettroacustica e l'acustica ambientale a  governare  la qualita della produzione e della riproduzione del suono.

Giustamente conoscendo il numero infinito  di variabili,deduc che io non ne possa avere il controllo.

Ti sbagli ed anche  di grosso, le variabili alle quali alludi  siete voi cultori della misura acustica ed elettroacustica a non poterle controllare. Ne rilevate infatti  un numero sterminato presumendo che sia il controllo e la presunta soluzione limitante lla presunta influenza  negativa delle stesse a determinare la sensazione di una maggiore o minore qualità  musicale.

 

VI accanite maniacalmente nello spegnere ogni presunta fonte di presunta influenza negativa, ma ve ne potrebbe sfuggire una soltanto che non fa parte del vostro bagaglio culturale, e che se risolta,potrebbe ridimensionare drasticamente l'importanza di quanto riteniate fondamentale ed imprescindibile.

p.s

Il mio gatto ne sa ormai abbastanza da poter  valutare la reale consistenza di ogni tesi, e comprendendo quindi perfettamente il perché  il tuo continui a ridere,  sornione ed imperterrito continua infatti  a sorridere.

6 ore fa, leonida ha scritto:

Se possiedi solidi riferimenti ed un sistema ben conosciuto in ogni sua sfaccettatura,  potrei guidarti suggerendo degli esperimenti che potrai tranquillamente effettuare senza alcun condizionamento, i quali,   se condivisi,  potrebbero anche spostare del tutto il tuo punto di osservazione anche su ogni altro sedimentato aspetto della materia.

Suggerisco, suggerisci Leonida. Io sono fondamentalmente un misurone, ma mi piace anche giocare con i cavi, e non do mai niente per scontato.

7 ore fa, leonida ha scritto:

Ti sbagli ed anche  di grosso, le variabili alle quali alludi  siete voi cultori della misura acustica ed elettroacustica a non poterle controllare.

E' un parere, sbagliato ma pur sempre un parere. Le varibili negative sono due o tre e perfettamente individuabili. Risolte quelle suona bene tutto. Purtroppo non sempre, non tutti, possono o vogliono arrivare a tanto. Ed infatti si affidano ad ammennicoli vari. Impossibilitati a fare altro è l'unica strada. Porta a poco ma ci si prova, spesso ci si convince che microvariazioni siano la soluzione ai problemi di ascolto.

Aspettiamo impazienti.

29 minuti fa, grisulea ha scritto:

varibili negative sono due o tre e perfettamente individuabili. Risolte quelle suona bene tutto.

Resta da valutare a quale modalità di riproduzione corrisponda il "tutto suona bene"

Quel tutto suona bene  poi, lascia pensare che si ottenga in ogni caso e condizione una più o meno  perfetta traduzione del contenuto  da riprodurre e non, come largamente probabile, illimitate versioni, ricreate artificialmente tramite equalizzazione  e tutte comunque ritenute "ben suonanti"

 

No, il tuo concetto di ben suonante non fa per me.

 

 

 

 

8 minuti fa, leonida ha scritto:

No, il tuo concetto di ben suonante non fa per me.

Ok allora dicci, il tuo può fare per me e per altri? Non è la stessa cosa? Arrivati ad un risultato decente ognuno sceglierà il suo suono con piccole variazioni. Che significa equalizzare artificialmente? Tu non hai idea di cosa sia un diffusore e come si proceda per pensarlo, costruirlo ed ottenere il risultato desiderato. Da quel che scrivi appare chiaro. Non scriveresti quel che scrivi. Come mai i diffusori suonano in modo anche molto diverso tra loro?

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