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C'è futuro per la sinistra o si è dissolta per sempre?


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14 minuti fa, extermination ha scritto:

Disoccupazione stabile a settembre 7,9%, ma per i giovani sale a 23,7%. 

Questo è più un problema legato ai problemi del sistema paese, servono investimenti ed aziende che investano, ma per essere attrattivi servono riforme e serve competitività.

36 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

40 o i 100 km

Mauro, nella scuola nella quale insegno, i ragazzi al massimo devono fare poco più di una decina di km per arrivare a scuola. I loro compagni della ionica reggina, per esempio, sono costretti a farsene anche una 60ina, su un puzzolentissimo treno diesel che spesso si guasta per la strada.

Ricordi quando parlavo di contesti deprivati o sfavoriti?

Secondo te il fatto di perdere due o tre ore al giorno per andare o tornare da scuola non contribuisce a creare quelle situazioni di partenza non omogenea che impedirebbero di parlare correttamente di meritocrazia e non preferibilmente di cūlus? 

Per non parlare di di povertà, quella molto diffusa in molte aree del nostro paese. Un ragazzo volenteroso e in gamba ma povero, non parte dalla stessa linea di uno fannullone ma ricco. Il primo ha meno probabilità di "arrivare". È meritocrazia questa o è un alibi per dare al secondo dei meriti che non ha, trattandosi solo di cūlus?

È meritocratico un sistema che considera solo il punto di arrivo di un percorso ma non quello di partenza? 

Intendiamoci, non faccio solo un discorso di nord e sud. Le aree di disagio esistono anche in via Artom a Torino.

Dico semplicemente che va bene la meritocrazia, premiare l'impegno, le doti, l'intelligenza, ma prima di riempircene la bocca riflettiamo perché le cose non sono come ci vorrebbe far pensare la propaganda del mito della meritocrazia. 

Cerchiamo di assicurare a tutti di partire dalla stessa linea, diamo tutti gli aiuti a chi si trascina una zavorra (geografica, di censo ecc.), sfatiamo anche il mito del lavoro dietro la scrivania come diritto divino anche per chi non è arte sua. 

22 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Perché sarebbe manodopera intellettuale gratuita garantita al Nord? 

Una persona formata, istruita ed eventualmente laureata al sud è il risultato di una serie di investimenti familiari e "pubblici" in situ che vengono persi a vantaggio della economia del posto in cui questa persona si trasferisce. 

22 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

L’idea che si debba fare del Sud un nord economico riallocato in un diverso ambito geografico secondo me è un non senso, il Sud dovrà svilupparsi ma con una sua identità per essere qualcosa di alternativo e diverso in meglio, per alcuni aspetti la Campania con il digitale lo sta facendo ed i risultati li stiamo vedendo, ovviamente serve tempo e nei decenni passati ne abbiamo buttato via molto.

Sono d'accordo. Questa è una tesi molto cara a Franco Cassano che la espone nel suo bellissimo "Il Pensiero Meridiano" che consiglio di leggere a chi vuole approfondire la questione meridionale. Va bene tutto ciò che tende ad annullare il gap. 

 

17 minuti fa, extermination ha scritto:

pensare che il sud ha una enorme  opportunità: il mediterraneo!

Uno dei grandissimi problemi del Meridione è stato il mancato decollo, per non parlare dell'eterna conflittualità, del Medio Oriente. 

extermination
21 minuti fa, wow ha scritto:

L’idea che si debba fare del Sud un nord economico riallocato in un diverso ambito geografico secondo me è un non senso, il Sud dovrà svilupparsi ma con una sua identità

 

Il sud, grazie al suo posizionamento, dovrebbe essere messa nelle condizioni di poter  giocare una sfida da  protagonista. Ma bisogna cambiare  il paradigma di sviluppo; da area con enormi divari e disequilibri a centro delle strategie di crescita, competitività e cooperazione del Mediterraneo.

 

4 minuti fa, wow ha scritto:

I loro compagni della ionica reggina, per esempio, sono costretti a farsene anche una 60ina, su un puzzolentissimo treno diesel che spesso si guasta per la strada.

Io ho studiato ad Udine a 35 km da casa, ogni mattina partivo in un treno di quelli con i sedili in legno e le porte in ogni scompartimento 

image.thumb.jpeg.e9109a33c9a40fda62254449ebb0854b.jpeg
…e parliamo di Nord Est, ma l’opportunità di studiare c’era e la sfruttavano tutti.

@maurodg65 non lo metto in dubbio. Ricordo che molti giovani ai miei tempi andavano all'università di Messina e partivano magari due o tre ore prima da qualche località calabrese, si sciroppavano anche una traversata dello Stretto. Tre ore all'andata, tre ore al ritorno. Non avevano le possibilità di prendere casa a Messina e praticamente vivevano su un treno o in una stazione. 

Però cerca di non focalizzati sulla semplice questione del trasporto e dei sedili di legno e immagina tutto il contesto socio economico, che non penso sia paragonabile a quello della tua zona, anche se parliamo di 40 anni fa. 

5 minuti fa, wow ha scritto:

Una persona formata, istruita ed eventualmente laureata al sud è il risultato di una serie di investimenti familiari e "pubblici"

Diciamo che è sostanzialmente il risultato degli investimenti pubblici visto che la premessa è l’ascensore sociale e quindi i soldi sono legati alle imposte pagate nel paese, le tasse si pagano al Sud come al Nord ma ovviamente sono più quantitativamente importanti nelle regioni con un PIL maggiore e la perequazione aiuta, giustamente, le regioni più “povere”, poi ovviamente c’è anche una quota parte familiare che però è ripagata dai redditi percepiti dal giovane.

Adesso, wow ha scritto:

Però cerca di non focalizzati sulla semplice questione del trasporto e dei sedili di legno e immagina tutto il contesto socio economico, che non penso sia paragonabile a quello della tua zona, anche se parliamo di 40 anni fa. 

No certamente, i mei si sono trasferiti dal Sud per lavorare, anche se entrambi nella PA alla fine ed al tempo qui era penalizzante il lavoro pubblico perché nel privato si guadagnava di più e non poco di più…

@maurodg65 tu sei, se ho capito bene, un emigrato di seconda generazione, io di prima.

Ti posso assicurare che il fatto di doverti spostare per realizzarti (cioè raggiungere un punto di arrivo) è interessante, ti arricchisce, qui in Piemonte mi trovo bene, ma non è assolutissimamente indolore (punto di partenza). 

Di sicuro, io non ho goduto, a differenza di un mio "pari" indigeno, di quel tessuto di amicizie e di conoscenze che per esempio sono utili per intraprendere una professione fortemente relazionale. 

Insomma, io spesso mi chiedo, specie adesso che non sono più un giovanotto, per quali motivi, a trent'anni, sono stato costretto da esigenze non strettamente lavorative, né strettamente familiari, a lasciare la mia terra, il mio clima, i miei amici, le mie relazioni ecc. ecc.

Ripeto, se lo fai per scelta, per migliorare, come ha fatto il figlio di @extermination che è andato in Svizzera è un conto, ma stiamo parlando di due realtà sociali molto simili. Io ho scelto tra una realtà socioeconomica fortemente svantaggiata, che mi avrebbe creato forti difficoltà ed una accettabile. 

5 minuti fa, wow ha scritto:

Ripeto, se lo fai per scelta, per migliorare, come ha fatto il figlio di @extermination che è andato in Svizzera è un conto, ma stiamo parlando di due realtà sociali molto simili. Io ho scelto tra una realtà socioeconomica fortemente svantaggiata, che non mi avrebbe creato forti difficoltà ed una accettabile. 

Ho capito il tuo discorso e sicuramente ha una sua dignità, ma alla fine il concetto che ha portato te a spostarti al Nord non è diverso da quello che porta un giovane del Nord a scegliere la Svizzera, anch’egli dovrà vivere gli stessi problemi relazionali che hai vissuto tu e, stringi stringi, anch’egli avrà scelto un paese diverso dal suo principalmente per le opportunità economiche che gli si sono presentate.

1 ora fa, wow ha scritto:

Secondo te un ragazzo che per lavorare deve andare a Milano non è svantaggiato rispetto ad uno che a già sta a Milano? 

Sfigatissimi tutti e due. 
Che cacchio volete ascensorare in un paese dove 2000€ mese sono considerati un buon stipendio e la norma sono 1200-1500?

l’ascensore si prende con:

reddito-riparmio-investimento. 
Sennò si campa e con accortezza continua e snervante. 
Che investimenti fa uno che deve risparmiare su simili redditi?! 
E se si azzarda a passare anche di poco simili livelli viene massacrato da contribuzione e tassazione. 
 




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