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C'è futuro per la sinistra o si è dissolta per sempre?


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12 minuti fa, Martin ha scritto:

Solo che per ogni cucinellato che veste i cashmere del Brunello ci sono almeno ventimila burselled che rumano nei cestoni negli store dei brand "made in Bangladesh" .

Il peso effettivo è quindi quello di encomiabili paturnie da ottimati da ZTL &/o villa con vialetto. 

Verissimo, ci si riempie spesso la bocca delle eccellenze, che vanno benissimo ovviamente, ma il mercato ha bisogno di tutto e tutti, quindi ci piaccia o meno non possiamo fare a meno della globalizzazione con i suoi contro ma anche con i suoi pro. 

briandinazareth

l'ideologia meritocratica, che è ingiusta quanto quella razziale o basata sull'altezza o presenza di capelli delle persone, è permeata dentro lo spirito dei tempi in un modo violento e fideistico. 

il consumismo poi, legando la realizzazione di se quasi esclusivamente a quanto posseduto in varie forme, è ontologicamente narcisista e meno incline all'idea di solidarietà. 

aggiungerei anche che, contrariamente alla vulgata sulla miseria del paese, viviamo un momento storico dove una buona parte della popolazione sta decisamente bene (la famosa questione della società dei 2/3). 

sottoscrivo anche l'idea la mancanza di un quadro ideale definito. mentre per la destra basta riferirsi alla tradizione e al "si è sempre fatto così", la sinistra necessita di costruire un quadro teorico solido. 

c'è un altro aspetto secondo me rilevante: viviamo in un mondo aumentato enormemente di complessità, al quale si è accompagnata l'ipersemplificazione da social (un po' reazione e un po' causa)

insomma, mi pare che in generale la società sia molto meno di sinistra di un tempo. 
il primo istinto di tantissimi di fronte alle persone in difficoltà al di fuori dal cerchio familiare più ristretto è di fastidio e rigetto, la povertà è una colpa, non aver sccesso è una colpa ed essere in difficoltà è una colpa.

  • Melius 2
10 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

l'ideologia meritocratica, che è ingiusta quanto quella razziale o basata sull'altezza o presenza di capelli delle persone, è permeata dentro lo spirito dei tempi in un modo violento e fideistico. 

Da leggere https://www.edizionidicomunita.it/catalogo/avvento-della-meritocrazia/ anche se da quello che scrivi l'hai già letto.

LaVoceElettrica
9 minuti fa, lufranz ha scritto:
19 minuti fa, EdoM ha scritto:

Hai dimenticato questa

Grazie, comunico subito all'ufficio acquisti la necessità di una fornitura di borselli 

Mi sa che quella è la classica "Tolfa", molto a suo agio nei suddetti ambienti; non un borsello.

Anche a sx gli status symbol conta(va)no. Altro che!

briandinazareth

@31canzoni

 

non l'ho letto, grazie!

per me ritenere che l'ideologia meritocratica sia profondamente ingiusta e sbagliata è una conseguenza diretta di quello che sappiamo di come le persone acquisiscono le loro caratteristiche. ormai non c'è più tanto da girarci intorno, non c'è merito in questo.

44 minuti fa, Martin ha scritto:

Il peso effettivo è quindi quello di encomiabili paturnie da ottimati da ZTL &/o villa con vialetto

Vie di mezzo, no?

Si potrebbe gradualmente tornare al maglione di qualità decente (senza arrivare alle firme), in sostituzione di 10 schifezze di Primark o delle millemila catene di porcate, di vari marchi da centro commerciale.

35 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

l'ideologia meritocratica, che è ingiusta quanto quella razziale o basata sull'altezza o presenza di capelli delle persone, è permeata dentro lo spirito dei tempi in un modo violento e fideistico. 

il consumismo poi, legando la realizzazione di se quasi esclusivamente a quanto posseduto in varie forme, è ontologicamente narcisista e meno incline all'idea di solidarietà. 

L’errore di fondo è che consideri la solidarietà come il fine e non come un complemento di una società occidentale moderna in cui la ricchezza viene prodotta e garantita dall’economia di mercato e poi redistribuita in una quota parte nella società, l’ideologia della sinistra oggi al contrario vede nella solidarietà e nella redistribuzione della ricchezza il fine e nell’economia di mercato il mezzo per arrivare allo scopo sfruttanti la ricchezza e l’ingegno del privato.

16 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Si potrebbe gradualmente tornare al maglione di qualità decente (senza arrivare alle firme), in sostituzione di 10 schifezze di Primark o delle millemila catene di porcate, di vari marchi da centro commerciale.

Basta convincere la gente a farlo,

nel mercato non mancano i prodotti a basso costo, quelli di medio costo e quelli di alto costo con qualità proporzionale, la gente sceglie è fintanto che scioglierà liberamente potendolo fare tutto funzionerà, i problemi nascono quando si pensa di imporre le scelte ai consumatori, a parole è facile nei fatti no.

27 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

per me ritenere che l'ideologia meritocratica sia profondamente ingiusta e sbagliata è una conseguenza diretta di quello che sappiamo di come le persone acquisiscono le loro caratteristiche. ormai non c'è più tanto da girarci intorno, non c'è merito in questo.

E quindi? 

briandinazareth
1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

L’errore di fondo è che consideri la solidarietà come il fine e non come un complemento di una società occidentale moderna in cui la ricchezza viene prodotta e garantita dall’economia di mercato e poi redistribuita in una quota parte nella società, l’ideologia della sinistra oggi al contrario vede nella solidarietà e nella redistribuzione della ricchezza il fine e nell’economia di mercato il mezzo per arrivare allo scopo sfruttanti la ricchezza e l’ingegno del privato.

 

non considero la solidarietà un fine, ma un modo per avere una società più giusta e vivibile. 
 

in prospettiva anche per coloro che stanno bene. 

trovo che la solidarietà sia ineludibile per evitare una ulteriore tribalizzazione della società.

trovo anche che sia giusta e utilitaristicamente fondata, anche per far sbocciare i talenti. 

38 minuti fa, LaVoceElettrica ha scritto:

Mi sa che quella è la classica "Tolfa", molto a suo agio nei suddetti ambienti; non un borsello.

Anche a sx gli status symbol conta(va)no. Altro che!

Esatto, la famosa "borsa di Tolfa", acquistabile anche in versione scamosciata per fare pandant con le Clarks. 

4 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

non considero la solidarietà un fine, ma un modo per avere una società più giusta e vivibile. 
 

in prospettiva anche per coloro che stanno bene. 

trovo che la solidarietà sia ineludibile per evitare una ulteriore tribalizzazione della società.

trovo anche che sia giusta e utilitaristicamente fondata, anche per far sbocciare i talenti. 

Certo, ma appunto perché non è il fine serve la competizione, il confronto tra soggetti in concorrenza che alimenta le logiche di mercato, la meritocrazia ne è parte, poi viene il resto quando abbiamo benessere diffuso e crescita economica, a fare il contrario si finisce nella demagogia e nell’ideologia tornado alle logiche del comunismo, l’ambizione di stare meglio, di poter ottenere di più è la chiave che, sulle capacità di pochi permette a tanti di vivere meglio, la storia dell’Occidente dovrebbe averlo oramai dimostrato, esattamente come la storia del comunismo dovrebbe oramai aver dimostrato come il contrario, quello che auspichi tu, non funzioni e si ottenga il risultato contrario.




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