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C'è futuro per la sinistra o si è dissolta per sempre?


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extermination

 

Lo spirito di iniziativa e la creatività che ci ha contraddistinto e l'alto  valore aggiunto (conoscenze avanzate e il cui processo produttivo è più complesso) non saranno più  sufficienti anche solo per stare a galla.

Se poi si considera che non abbiamo un caxxo di materie prime..sarsnno caxzi ..altro che sinistra a benevola protezione.

bisogna pedalare tutti e chi deve ancora imparare a pedalare, impari alla svelta.

1 ora fa, 31canzoni ha scritto:

l'ideologia meritocratica, che è ingiusta quanto quella razziale o basata sull'altezza o presenza di capelli delle persone, è permeata dentro lo spirito dei tempi in un modo violento e fideistico. 

Te da chi ti faresti operare? Dal chirurgo che ha una bassa percentuale di decessi di pazienti sotto i ferri o da quello meno bravo ma che si impegna tanto?

briandinazareth
5 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

Te da chi ti faresti operare? Dal chirurgo che ha una bassa percentuale di decessi di pazienti sotto i ferri o da quello meno bravo ma che si impegna tanto?

 

questo non ha a che fare con quello che dicevo, è essenziale cercare di avere le persone giuste al posto giusto, l'ideologia meritocratica è altra cosa.

appena ho un secondo risponderò in modo più chiaro alla questione quotando i questiti che ha posto @Superfuzz

24 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

Vorrei capire cosa intendi per ideologia meritocratica, perché davvero non conosco niente di più giusto che premiare il merito.

La meritocrazia è una grande truffa e una trappola semantica, in un certo senso è l'ideologia che cristallizza le classi sociali premiando il già premiato dal censo etc. Nell'era della cosiddetta meritocrazia, nelle società dove per prima è stata introdotta questa ideologia si sono bloccati gli ascensori sociali. Oggi come oggi negli USA per superare uno scalino sociale ci vogliono in media circa cinque generazioni, nei paesi ad alto welfare tra le una e le due generazioni. Mi rendo conto che il ragionamento sia contro intuivo rispetto al modello culturale cui siamo assuefatti. Consiglio come già fatto in altro intervento la lettura del libro di Michael Young "L'avvento della meritocrazia". Comunque basta pensare anche nel nostro limitato ambito italiano come l'introduzione nella scuola del concetto di cliente, delle mitiche tre i, del finanziamento della scuola paritaria a discapito della scuola pubblica (corretta lettur: stornare soldi della comunità per finanziare scuole  per abbienti) abbia distrutto quel poco di ascensori sociali che ancora funzionavano fino alla fine degli anni 80/90. Per approfondire, che qui non è la sede, come già detto consiglio agli interessati la lettura del testo di Young, tra l'altro scritto nello stile del romanzo distopico tipicamente britannico. 

8 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

Te da chi ti faresti operare? Dal chirurgo che ha una bassa percentuale di decessi di pazienti sotto i ferri o da quello meno bravo ma che si impegna tanto?

Hai quotato sbagliato, lo scritto evidenziato è di Brian, in ogni caso mi faccio operare dal chirurgo capace anche se la tua osservazione è fuori tema.

Occhio che con una tolfa orlata, rifinita e lucidata al poliestere come questa, vi sgamano subito ! 

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Serve borsellamento di aspetto grezzo, vissuto,  mastegà, possibilmente con gli orli al vivo.  La bonvivenza si dedurrà esotericamente dal materiale: Cuoio a fiore soffiato, bufalo martellato, etc.  in modo che i compagni proprietari di concerie capiscano immediatamente. 😁

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  • Haha 1
32 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

questa destra io vorrei meno ambiti senza concorrenza (vedi taxi e balneari)

E sono d’accordo, ma quello non è forse merito? Nel merito c’è anche la capacità di offrire un servizio migliore ad un prezzo più basso, allo stesso modo un servizio d’eccellenza ad un prezzo più elevato, questo vale in tutti gli ambiti, compresi quelli del lavoro dipendente ovviamente, il posto deve allo stesso modo essere contendibile.

10 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

La meritocrazia è una grande truffa e una trappola semantica, in un certo senso è l'ideologia che cristallizza le classi sociali premiando il già premiato dal censo etc. Nell'era della cosiddetta meritocrazia, nelle società dove per prima è stata introdotta questa ideologia si sono bloccati gli ascensori sociali. Oggi come oggi negli USA per superare uno scalino sociale ci vogliono in media circa cinque generazioni,

Guarda che il merito non è un’esclusiva degli USA, ci sono esempi al riguardo anche in tutta Europa e sono più calzanti, noi usiamo gli USA in queste discussioni ed estremizziamo troppo, la sanità tedesca ad esempio andrebbe contrapposta alla nostra e di privato ne hanno tanto, il 75% delle strutture ospedaliere sono private ad esempio, se ricordo bene la percentuale.

1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

Guarda che il merito non è un’esclusiva degli USA, ci sono esempi al riguardo anche in tutta Europa e sono più calzanti, noi usiamo gli USA in queste discussioni ed estremizziamo troppo, la sanità tedesca ad esempio andrebbe contrapposta alla nostra e di privato ne hanno tanto, il 75% delle strutture ospedaliere sono private ad esempio, se ricordo bene la percentuale.

Non usciamo dalla trappola semantica, per esplicitare: la meritocrazia non promuove il meglio, ma piuttosto lo stallo quando anche non il peggio. Il meglio e il progresso possono sbocciare solo fuori dalla meritocrazia. In ogni caso non faccio proselitismo di idee, ho già indicato una suggestione se si vuol approfondire.

Una doverosa premessa, politica ed etica sono due ambiti distinti. Fare appello all'etica per il consenso politico è (prutroppo) un errore, si vota sulla base dei propri interessi (talvolta male intepretati). Come scriveva un noto filosofo non proprio di desta “Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza”.

Quanto al merito, nella società c'è una gerarchia, una piramide sociale. Non essendovi ad oggi la possibilità di abolire la gerarchia sociale, l'unica alternativa che si avvicina all'uguaglianza è costruire una società in cui vi è la massima mobilità sociale possibile, offrendo a tutti il massimo delle opportunità per migliorare la propria condizione sociale di partenza.

Uno dei drammi del nostro paese è che, nonostante delle opportunità vi siano (ma altre andrebbero date), chi è alla base della piramide sociale mi pare si sia convinto che non è possibile far nulla per migliorare la propria condizione e quella dei propri figli. Costoro vedono ogni possibile mutamento, e fra questi la presenza degli immigrati, un ulteriore rischio di peggioramento della propria condizione sociale ed economica e di quella dei loro figli. Rivolgersi a costoro facendo appello alla morale non è inutile, ma è dannoso ai fini del consenso politico.

1 ora fa, Paperinik2021 ha scritto:

Vie di mezzo, no?

Si potrebbe gradualmente tornare al maglione di qualità decente (senza arrivare alle firme), in sostituzione di 10 schifezze di Primark o delle millemila catene di porcate, di vari marchi da centro commerciale.

Anni fa partecipai ad un corso sul marketing (con scarso interesse, essendo la mia natura essenzialmente cacciavitara) e parlarono della "curva a u" della resa economica.  Secondo quella teoria si farebbero i soldi con la fuffa estesa massivamente, oppure con la qualità eccezionale per pochi eletti;   la qualità "giusta al prezzo giusto" sarebbe quindi una sorta di chimera, e i tentativi di cavare grossi guadagni dal "mondo di mezzo" non avrebbero prodotto risultati ammirevoli.  Almeno per quel che riguarda i beni di puro consumo.  Nel settore moda in particolare credo che molti si pongano la questione di produrre oggetti durevoli quando la loro vita utile è dettata prevalentemente, appunto, dalla "moda" e relativi bisogni indotti. 

39 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

Te da chi ti faresti operare? Dal chirurgo che ha una bassa percentuale di decessi di pazienti sotto i ferri o da quello meno bravo ma che si impegna tanto?

Oddio, sai che messa così io forse dal secondo? L'impegno fa parte della meritorazia, anzi, è l'elemento più importante secondo me.

Poi forse, meglio una persona umile e piena di buona volontà del professorone pieno di onoreficenze.

 

Comunque capisco dove volevi arrivare con la tua domanda e penso di essere d'accordo.

Gaetanoalberto
3 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Quello che le riesce meglio, redistribuire la ricchezza creata da altri

Osservo però che, al momento, i più bravi a proporre questa cosa stanno tra i 5S ed il CDX. 

 

2 ore fa, maurodg65 ha scritto:

alla fine non lo considero comunismo ma capitalismo, l’idea che liberismo voglia dire

Sempre per fare due chiacchiere, il concetto di redistribuzione negli stati non a pianificazione centralizzata, è necessariamente legato  al fatto che si produca ricchezza, e che ruolo dello Stato è anche quello dello di redistribuirla.

L'origine Keynesiana delle politiche di redistribuzione e spesa pubblica, attiene alle società in cui esiste il libero mercato, se preferisci "capitalistiche", non al "liberismo", termine che userei per posizioni politiche meno flessibili. 

Lo stato liberale poi è quello prekeynesiano. 

2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

mi pare che in generale la società sia molto meno di sinistra di un tempo. 

I bisogni ci sono, ma l'approccio forse dovrebbe cambiare, cosa non sempre compresa da chi si richiama alle vecchie ideologie. 

37 minuti fa, Martin ha scritto:

Secondo quella teoria si farebbero i soldi con la fuffa estesa massivamente, oppure con la qualità eccezionale per pochi eletti

Può darsi, non lo escludo. Ma la fortuna all'interno del sistema-Italia è stata costruita su prodotti di qualità media. con eccezioni verso l'alto. Può darsi che i tempi siano cambiati e non funzioni più? 




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