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Melius Club

C'è futuro per la sinistra o si è dissolta per sempre?


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Fabio Cottatellucci
3 ore fa, LaVoceElettrica ha scritto:

Mi sa che quella è la classica "Tolfa"

Moooolto addomesticata rispetto a quella originale, che a sua volta derivava e prendeva il nome dal tascapane dei pastori dell'omonimo paese del Lazio (Tolfa).
 

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Osservo però che, al momento, i più bravi a proporre questa cosa stanno tra i 5S ed il CDX. 

Vero ma almeno il CDX a parziale giustificazione ha l’attenzione al

mondo delle imprese ed al comparto economico, attenzione che da parte grillina e della sinistra non esiste proprio, parlo dell’estrema sinistra e non del PD che per alcuni anni su questo aspetto si è almeno distinto per una realpolitik che oggi sembra voler abbandonare, il periodo della segreteria Renzi da questo punto di vista è stato esemplare, ma ci tengono  a farci sapere da sinistra che Renzi non è di sinistra quindi bene così.

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Sempre per fare due chiacchiere, il concetto di redistribuzione negli stati non a pianificazione centralizzata, è necessariamente legato  al fatto che si produca ricchezza, e che ruolo dello Stato è anche quello dello di redistribuirla.

L'origine Keynesiana delle politiche di redistribuzione e spesa pubblica, attiene alle società in cui esiste il libero mercato, se preferisci "capitalistiche", non al "liberismo", termine che userei per posizioni politiche meno flessibili. 

Lo stato liberale poi è quello prekeynesiano. 

Ok il primo periodo, lo condivido, certamente il ruolo dello Stato è quello, poi sinceramente mi sono perso nel resto del tuo post, libero mercato, capitalismo, economia di mercato e liberismo inteso come liberismo economico io li usavo come sinonimi di fatto, anche se liberismo assoluto di fatto non esiste e il termine liberale non lo useresti legandolo alla sfera economica ma a quella politica…

4 ore fa, briandinazareth ha scritto:

per me ritenere che l'ideologia meritocratica sia profondamente ingiusta e sbagliata è una conseguenza diretta di quello che sappiamo di come le persone acquisiscono le loro caratteristiche. ormai non c'è più tanto da girarci intorno, non c'è merito in questo.

Forse non è chiaro cosa si debba intendere per merito, secondo me il "merito" è qualcosa legato ai risultati tangibili e misurabili portati dal singolo o dal gruppo di lavoro nel campo professionale di pertinenza...su certi aspetti si possono misurare anche oggettivamente...un chirurgo ha una percentuale di decessi quando opera maggiore di un altro, un ingegnere progetta qualcosa che un altro non si immagina nemmeno...un investitore raccatta costantemente più soldi di un altro...un musicista è amato e seguito dalla critica e un altro suona come un cane...e così via...le aziende, poi di solito sanno discernere il dipendente bravo da quello meno bravo...Personalmente credo che il merito inteso in questo modo sia poi il motore del progresso e della crescita economica...si deve sempre tendere all'eccellenza, almeno nelle intenzioni, se si premiano quelli bravi si stimoleranno tutti a migliorare.

  • Melius 1

Il merito inteso in senso anglosassone significa valutare prima i risultati e poi gli sforzi, mentre l'approccio mediterraneo è diametralmente opposto, dove il "Mi sono fatto un c. così" è una motivazione necessaria e sufficiente ad aver diritto a qualsiasi premialità. 

Il merito esiste eccome. Come detto da federdurke si misura dai risultati nei rispettivi campi d’azione. Dal falegname al cardiochirurgo al grande imprenditore. Non mi pare difficile.

Piu’ una societa’ e’ libera e costruisce le condizioni quadro necessarie piu’ i talenti piu’ disparati trovano spazio. Le condizioni quadro sono: istruzione anche solo tecnica non solo d’elite;  supporti funzionanti (sono in campagna e dopo una giornata di terme non riesco a mandare una mail parere perche’ ovviamente internet in campagna e’ scrauso figuriamoci per chi ci vive e lavora stabilmente); giustizia civile veloce; certezza delle norme (vedi pasticcio superbonus); pa efficiente; apparato pubblico snello (qui a partire dal municipio passando per comune citta’ metropolitane, regioni, comunita’ montane, organi statali periferici e centrali e un molosso impiegatizio); tasse basse e collegate a spese necessarie dello stato. hai voglia come si vede il merito.

Dovreste parlare con qualcuno che sta nella stanza dei bottoni dei ministeri: i rivoli di spesa sono infiniti e politicamente indirizzati.

I discorsi sociologici fuffaroli (non e’ perche’ una cosa sia scritta in un qualche libro diventa vera e soprattutto vangelo) del: poveretto a lui l’ha rovinato a guera, sono giustificazionisti.

 

5 ore fa, maurodg65 ha scritto:

L’errore di fondo è che consideri la solidarietà come il fine e non come un complemento di una società occidentale moderna in cui la ricchezza viene prodotta e garantita dall’economia di mercato e poi redistribuita in una quota parte nella società, l’ideologia della sinistra oggi al contrario vede nella solidarietà e nella redistribuzione della ricchezza il fine e nell’economia di mercato il mezzo per arrivare allo scopo sfruttanti la ricchezza e l’ingegno del privato.

bellissima sintesi, Mauro. 

Doppio Melius. 

però non è che la sinistra, se vuole ritrovare il bandolo, possa circoscriversi solo a temi economici o collegati (lavoro, reddito..).

Io credo che il discorso sia più ampio e coinvolga anche quelli che nella scala del merito si trovano (momentaneamente) ai gradini più alti

"Il regime neoliberista è un regime della paura. Esso isola le persone rendendole imprenditrici di se stesse. La concorrenza totale e l'assolutizzazione della performance erodono la comunità. L'isolamento crescente, la mancanza di solidarietà e la narcisizzazione dell'essere umano rafforzano la paura. Anche il rapporto con noi stessi viene sempre più caratterizzato dalle paure: paura di fallire, paura di non essere all'altezza delle proprie ambizioni, paura di non tenere il passo, paura di venire lasciati indietro o paura di prendere una decisione sbagliata".

-

estratto da qui

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ldquo-smartphone-sopprime-ogni-rivoluzione-rdquo-ndash-331168.htm

  • Melius 1
10 minuti fa, newton ha scritto:

possa circoscriversi solo a temi economici o collegati (lavoro, reddito..)

certo che no, ma questi vengono di sicuro prima.

con uno stato che funziona, casa e lavoro per tutti o quasi il 90% dei problemi scompare.

poi c'è il di più




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