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Stax X9000 versus Audeze CRBN: due diverse declinazioni della tecnologia elettrostatica


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E visto che negli ultimi posts abbiamo un po’ divagato, parlando di amplificazione, ritorno “a bomba” sul suono della X9000, ascoltata stamani con il nuovo DAC Mola Mola Tambaqui, dopo un breve rodaggio.

Intanto faccio questa affermazione: il DAC influenza il suono finale assai… a mio avviso molto piu dell’amplificatore! Certamente molto molto più del cambio delle valvole…

E di questo primo anello della catena i cuffiofili, chissà perché, si curano non troppo! Male!

Quindi stamani, come prima prova ho “messo sul piatto”, ooops sul Player Audirvāna, un album uscito da poco, anzi un cofanetto, per i tipi della Decca. Le sinfonie di Sibelius eseguite dalla Filarmonica di Oslo diretta da un giovane direttore ascoltato dal vivo a Firenze poco tempo fa, Klaus Makela.

Ovviamente Sibelius è “pane quotidiano” sia per l’orchestra che per il direttore (come Verdi lo è per l’orchestra della Scala e Chailly…).

La sinfonie di Sibelius implicano un’orchestra davvero ampia, con gli archi che spesso evocano “atmosfere nordiche”, brumose.

Dal vivo si coglie bene questo dettaglio, ma in genere nell’ascolto domestico in digitale quest’aria diventa così gelida da non far scambiare i violìni…per Pinguini De Longhi! 

Con la 009, di suo un po’ asettica e freddina sugli acuti, solo un DAC MultiBit, come l’Yggdrasyll fino ad ora riusciva a mitigare un po’ questo “freddo eccessivo” dei violìni, questa sensazione di artificialità, al prezzo tuttavia di ridurre un po’ la luminosità e il dettaglio.

Il nuovo DAC, il Tambaqui, fa questa specie di miracolo, almeno con la Stax 9000: mantiene una luminosità e una trasparenza esemplari ma fa suonare i violìni di Sibelius con lo stesso “corpo”, con la stessa “setositá” dell’ascolto dal vivo: un effetto strabiliante e sinceramente MAI ascoltato prima su un impianto domestico, con casse o cuffia, di qualunque costo! 
Insomma questo primo ascolto, difficile (e per chi non conosce Sibelius è bene procedere in ordine, la prima sinfonia, poi la seconda ecc ecc fino alla settima) per la complessità della musica, per i numerosi strumenti della grande orchestra ma sopratutto per questo continuo “tappeto sonoro” degli archi più acuti, i violìni, è superato dalla 9000 non solo a pieni voti, ma con la Lode che deriva da una sensazione di realtà mai ascoltata prima!

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P.S. Avrò cura, a breve, di riascoltare la prima sinfonia di Sibelius anche con la 009 e il nuovo DAC per capire ancora meglio … l’influenza del DAC sul risultato finale.

Ma ripeto che con la 9000 il risultato è semplicemente sbalorditivo.

 

E poi… ovviamente, in onore al titolo del Thread ascolterò la stessa sinfonia con la Audeze CRBN…

Del resto forse solo adesso comprendo i superlativi usati da Herb Reichert su Stereophile, quando ha ascoltato e scritto la recensione della Audeze (ma anche della Stax 9000) con il Woo Audio 3 ES… forse perché la sorgente che ha usato era proprio il DAC Mola Mola Tambaqui!

https://www.stereophile.com/content/gramophone-dreams-56-woo-audio-3es-preamplifierheadphone-amplifier-and-audeze-crbn-0

Che…giustamente conclude:

“The Woo Audio 3ES preamplifier/electrostatic headphone amplifier and Audeze's new CRBN electrostatic headphones are extraordinary products that, while high up on the price scale, are also up there among the most exciting, smartly engineered audio components I've encountered at any price”.

Insomma… non proprio l’ultimo venuto Herb Reichert..

 

acusticamente
8 ore fa, SimoTocca ha scritto:

quando ha ascoltato e scritto la recensione della Audeze (ma anche della Stax 9000) con il Woo Audio 3 ES…

Se mi è permesso un breve OT mi ha molto stupito vedere che, nella recensione che hai indicato, sia stato usato un disco di John Fahey, mia passione giovanile e di tanti tentativi di replicarne la capacità chitarristica.

Non mi sembrano, i suoi, dischi incisi particolarmente bene o con una gamma utile a discernere le caratteristiche sonore degli oggetti ma evidentemente il recensore lo ritiene ugualmente utile.

@acusticamente Ma è del tutto ovvio che un impianto serve ad ascoltare, al meglio, la musica che ci piace… anche se non sono incisioni “di riferimento”. Anzi, forse proprio con le incisioni “non di riferimento” si valutano alcune delle caratteristiche più importanti. Oltre a valutare quello che ci “servirà” di più scegliendo un impianto invece di un altro. Per dire ci sono impianti che “perdonano” le incisioni bruttine, e impianti che invece mettono in evidenza i limiti di ciascuna registrazione non perfetta… e..beh, sulla base di quali registrazioni si ascolta maggiormente che si dovrà operare la scelta più consona a ciascuno di noi…

acusticamente

@SimoTocca il concetto del “ascolto quello che mi piace” è giusto però me lo aspetto più da un utilizzatore e meno da un recensore, che dovrebbe avere la possibilità di scandagliare le possibilità di un apparecchio usando dischi che abbiano un’ampia gamma e numerosi aspetti (non che per forza debbano essere incisioni di riferimento)

Un po’ sarebbe come se io recensissi un obbiettivo e fotografassi un muro, perché mi piace fotografare i muri, e non una scena con una più ampia gamma tonale che mi permetta di capire le sue capacità.

Ma in realtà questo lo scrivo più in generale e tanto per filosofeggiare…

Nello specifico il mio stupore era essenzialmente per aver trovato in una prova ufficiale un musicista sconosciuto ai più, e che molto avevo amato.  Poi mi è venuto anche da considerare le caratteristiche delle sue incisioni ma non per adombrare una fallacità totale nella recensione.

A parte questo, che i dischi incisi male debbano suonare bene o male su un certo sistema penso sia questione comunque aperta e forse non semplice da definire.

Il 22/11/2022 at 22:11, SimoTocca ha scritto:

Mio consiglio? Per valutare bene con le proprie orecchie e vivere felici e senza la mania del “cambio apparecchio ogni 5 minuti”, consiglio di frequentare di più le sale da concerto e bazzicare meno forum, guru, santoni e affini… 

Ma anche no, perché così si entra troppo nella vita altrui, se tu sei fortunato ed hai la possibilità di frequentare concerti e comprarti i tuoi giocattoli, non è detto che lo possano fare gli altri.

Leggere ed informarsi, fortunatamente è a costo zero, poi ognuno fa le valutazione che crede.

Purtroppo, però, se si cerca il massimo della fedeltà possibile, spendendo anche molto in sistemi di riproduzione, bisogna pur rinfrescarsi con frequenza i riferimenti.

Se piace la classica, la lirica, sarebbe ottima cosa ascoltare musica dal vivo anche solo per disincrostarsi dalle solite pippe audiofile. Ovviamente con il massimo rispetto per le preferenze di tutti 

  • Melius 1
  • Thanks 1

@MCnerone Ovviamente il mio “consiglio” era una considerazione generale, non rivolto a te o a nessuno in particolare, ma proprio in generale.

Ma, a mio avviso è assolutamente essenziale fare questo confronto fra musica live e musica riprodotta a casa propria.  Perche? Perché ovviamente ciascuno si deve fare un’idea personale di quello che ascolta, un’idea senza “intermediari”, e ancora meglio senza “parole”! Solo confronto personale, solo musica live versus musica riprodotta a casa propria.

Le considerazioni che si leggono in giro? In genere le rifuggo come la peste! Ricordo che da ragazzino (avrò avuto 12 o 13 anni) mi ero innamorato dei diffusori Dahlquist DQ10, diffusori a 5 vie che “mimavano” la mitica Quad ESL anche nell’aspetto. E mi ricordo i pareri negativi  di molti tecnici e negozianti esperti amici di mio padre. Cinque vie? Ma con un crossover complicatissimo! E che altoparlanti economici usano! Il Mid basso Philips che costa due lire! E il supertweeter Motorola da due centesimi al chilo! E giù tutta una serie di considerazioni tecniche negative! Volete saperlo? Mai ascoltato diffusori suonare meglio! O almeno mai a quel prezzo (che allora era quasi folle, il corrispondente di mezza Fiat cinquecento…e adesso rientrerebbe nella categoria dei diffusori quasi economici!!) 

E perché amavo quelle casse? Perché andavo già a teatro con gli amici delle medie, e l’allora giovane Riccardo Muti faceva suonare l’orchestra del Maggio Fiorentino in maniera meravigliosa! È solo quelle casse riuscivano a farmi sentire un suono che fosse simile a quello della sala da concerto! 
Sono quindi, da una vita, d’accordo con Mario… 

20 ore fa, mariovalvola ha scritto:

Se piace la classica, la lirica, sarebbe ottima cosa ascoltare musica dal vivo anche solo per disincrostarsi dalle solite pippe audiofile. Ovviamente con il massimo rispetto per le preferenze di tutti 

Per quello che mi riguarda, poco, davvero poco, e le mie esperienze live, l’ultima l’anno scorso alla reggia di Caserta, sono state un disastro.

Poi, se si pretende di portare una sala da concerto, in una cuffia, hmmm, non mi hanno convinto nemmeno impianti da 100000€, figurarsi una cuffia, per quanto ben suonante.

@MCnerone

vero, poi non esistono due sale da concerto nel mondo che abbiano la stessa acustica e tutta la musica riprodotta attraverso qualsiasi sistema tecnologico parte sempre da un impianto di registrazione, un tecnico del suono, una casa discografica che hanno sempre una loro impronta-caratteristica, per restare nella musica classica (che è quella generalmente meglio registrata) sono note le differenze timbriche caratteristiche delle varie case discografiche ad esempio le registrazioni D.G., le Decca, le EMI o le Philips  hanno tutte un loro carattere particolare, sia nelle versioni in studio che dal vivo, quindi secondo me avere come riferimento quello che si ascolta in un teatro o auditorio e cercare di ritrovarlo nel suono riprodotto da un impianto anche eccezionale  lo vedo molto difficile

@MCnerone @pauls Certo che è molto difficile! E qui sta il bello della nostra passione, bello che consiste, almeno per me, nel ricercare il suono riprodotto in maniera più vicina possibile all’evento dal vero.

Ovvio che sono ben consapevole di ascoltare una registrazione e che sia dal vivo (magari manipolata mille volte in studio, facendo un tagliaecuci di momenti migliori di serate diverse..) o in studio, le implicazioni sono ben note: non solo sale diverse hanno acustica, quindi risultati sonori, diversi! Ma posti diversi, nella stessa sala, danno risultati sonori diversissimi! Ci pensavo proprio l’altra sera, nella sala grande del Maggio… dove quest’anno ho cambiato posto (sono andato nelle prime file della galleria più in alto). Ho ascoltato l’altra sera la prima parte del concerto in galleria (suono bilanciatissimo e potente, perché il teatro è un gioiello di acustica) e poi, nel secondo tempo, una mia amica mi ha chiamato nel palco di primo ordine, in basso a destra vicino ai violìni, dove avevo il mio posto fino all’anno scorso..posto che l’altra sera era rimasto vuoto.

Ebbene, stessa orchestra, stesso direttore… con il cambio di posto il suono si è trasformato: archi molto più in evidenza, fiati molto più in secondo piano…!

Però…ecco… è il risultato “globale” che conta, cioè l’impressione di ascoltare 🎧 come dal vivo.

E vi assicuro che, con i nuovi DAC e il nuovo digitale HiRes, ci sono album che in cuffia suonano come dal vivo …e altri album che in cuffia suonano… meglio che dal vivo!

Ovviamente conta anche con quale cuffia.

Questa sensazione di realtà, con la grande orchestra, ce l’ho con le Stax, abbastanza con la prima 007  ma certamente, è molto di più, con questa nuova 9000, assolutamente straodinaria da questo punti di vista, così come con la RAAL sr1 (ma in questo caso solo se la spingo con un amplificatore in classe A! 😉😆).

Con l’Audeze CRBN ho ascoltato con assoluta delizia il pianoforte di Zimerman in Chopin, e ho ascoltato un grancoda Steinway proprio con la stessa sonorità, la stessa intensità di suono, che ho ascoltato nel saloncino della Pergola, per il concerto degli Amici della Musica dedicato a Chopin…

Insomma, quello che sembrava un miraggio, con il nuovo digitale, in HiRes, e con le nuove cuffie ..è già diventato realtà!

4 ore fa, pauls ha scritto:

sono note le differenze timbriche caratteristiche delle varie case discografiche ad esempio le registrazioni D.G., le Decca, le EMI o le Philips 

È addirittura una semplificazione! Nel senso che nell’ambito della produzione della stessa DG, ciascun grande artista aveva (ed ha) un ingegnere del suono di fiducia, un produttore preferito, tanto che le registrazioni di Bernstein, per dire, avevano standard di suono diversi da quelli di Karajan.

Ma, alla fin fine, questo che vor dì? A me preme il risultato finale, in cui gli archi devono suonare come archi, in maniera più vicina possibile a quanto avviene in qualunque sala da concerto “media”, una specie di “media della media”. In altri termini i violìni suonano come violìni in qualunque ambiente normale, più o meno bene come si è detto, ma sempre in un modo ben riconoscibile. Se i violìni diventano “muri di ghiaccio” come accade in qualunque, ripeto qualunque, registrazione di qualsiasi casa discografica grande o piccola, in registrazioni messe  su CD, vuol dire che il “gap”, il “bias”, insomma l’ostacolo è una carenza tecnologica. È un po’ come una fotografia, via! Se prendo una modella o un modello, è ovvio che le diverse condizioni ambientali, la luce, la mano del fotografo determinano risultati diversi…. ma in una buona fotografia quella persona risulta sempre ben riconoscibile! Se invece la fotografia è sfocata, per dire, e non riconosci più i tratti del viso…il problema non è la mano del fotografo, ma è un problema legato alla macchina fotografica… 

Mi piace ripetere che,per fortuna, negli ultimi anni gli avanzamenti tecnologici della sorgente digitale hanno consentito di raggiungere una riproduzione sonora davvero molto molto vicino alla realtà.

E da qui l’importanza di un buon sistema ampli-cuffia per riprodurre al meglio le informazioni date dalla sorgente!

 

  • Melius 2
8 ore fa, MCnerone ha scritto:

mie esperienze live, l’ultima l’anno scorso alla reggia di Caserta, sono state un disastro.

Ecco, infatti in genere io evito come la peste ascolti di orchestra all’aperto perché davvero… si perde tutto! Lo dico per millanta esperienze (ho provato l’opera a Boboli, i concerti al Teatro Romano di Fiesole, opere all’Arena di Verona.. e compagnia… brrr… no e poi no!).

Ho ben presente quando, l’estate scorsa, 2021 dico, Zubin Mehta voleva dirigere la nona di Beethoven nella Cavea, sulla terrazza all’aperto del nuovo teatro.

Ho assistito alle prove in terrazza .… poi la sera del concerto, visto che la nazionale giocava la semifinale degli Europei… e visto che il Teatro si trova abbastanza in centro …si ritenne prudente (petardi, urla, festeggiamenti…) spostare la serata al chiuso, nella sala grande.

E così a distanza di poche ore ho potuto cogliere con mano, anzi con orecchio,  tutto il bendiddio sonoro che all’aperto (pur in uno spazio dedicato e studiato) si sarebbe perso! No, all’aperto ascolto solo i concerti Pop/Rock, mai la classica.

 

8 ore fa, MCnerone ha scritto:

Poi, se si pretende di portare una sala da concerto, in una cuffia, hmmm, non mi hanno convinto nemmeno impianti da 100000€, figurarsi una cuffia

…ecco Sal, io invece sono stato molto convinto da impianti ben assemblati, anche molto convinto.

No, non impianti costosi per forza , certo un bel po’ di soldini sì.. ma ecco, non costosi, ma ben assemblati sì. E sono convinto del suono anche in cuffia, come per esempio di quello che esce dalla RAAL SR1a e dalla nuova Stax 9000.

Lo dico nonostante a me pare di essere abbastanza schizzinoso in fatto di riproduzione: sono stato convinto e anzi felicemente convinto di quanto sto ascoltando sia con la RAAL che con la Stax.

Per quanto riguarda Audeze poi… ecco il carattere generale della cuffia mi convince meno sull’ascolto della grande orchestra, ma mi convince moltissimo sull’ascolto del pianoforte e della musica Pop/Rock… IMHO, ovviamente.. come sempre…

Ma poi, e chiudo questa lunga serie di considerazioni… proprio sull’importanza della sorgente!

Perché, cambiando DAC… ecco, la Stax 009 che fino ad ora “sembrava peccare” di un eccesso di “linearità”, di suono radiografante, di un po’ di freddezza in gamma acuta… ecco, con il DAC Tambaqui sembra trovarsi alla perfezione anche senza cambiare altro della catena audio.

Insomma… e lo dico a tutti voi che partecipate a questo Thread, la nostra passione per l’audio è una passione bellissima, che dá moltissime soddisfazioni …peace and love..

6 ore fa, pauls ha scritto:

quindi secondo me avere come riferimento quello che si ascolta in un teatro o auditorio e cercare di ritrovarlo nel suono riprodotto da un impianto anche eccezionale  lo vedo molto difficile

...anche perchè se sei sordo, lo sei per entrambe le esperienze!😁

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