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Ely Schlein candidata alla segreteria del piddi, quasi quasi mi era più simpatico Santori.


Messaggi raccomandati

9 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

mette in discussione il liberismo, esattamente come ha detto. 

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Liberismo

 

Il liberismo è una filosofia orientata al libero scambio e al libero mercato, in base al quale il sistema economico non appare isolato (come nel caso di una nazione chiusa in un'economia protezionistica o autarchica), bensì come sistema aperto, affermando inoltre la tendenza del mercato medesimo ad evolvere spontaneamente verso una struttura efficiente e stabile, attraverso la "mano invisibile", in modo da massimizzare la soddisfazione di produttori e consumatori. Quindi, per il liberismo il sistema-mercato tende verso una situazione di ordine crescente.

Si oppone fermamente al mercantilismo, al socialismo, al comunismo, al nazismo, al fascismo, alla teocrazia, al verdismo e all'economia keynesiana. Storicamente è dunque una filosofia economica atta a sostenere e promuovere la cosiddetta economia di mercato nelle sue forme più pure. 

 

briandinazareth

@maurodg65

 

se vai oltre a wikipedia e a quel riassuntino che spiega poco (ad esempio il concetto della mano invisibile di smith...) scoprirai che il liberismo è una delle forme possibili dell'economia di mercato e non un suo sinonimo. c

quindi facendo un altro passo avanti scoprirai cosa ha detto orlando e cosa significa 😉 

@briandinazareth Brian il liberismo assoluto di cui parli, come ho già scritto, nella realtà non esiste, il liberismo in economia come teoria economia si concretizza attraverso l’economia di mercato poi pure continuare con le supercazzole ma il punto è questo, l’economia americana è liberista ed è un’economia di mercato, resta da capire Orlando a cosa si riferisse o forse lo sappiamo benissimo ma non lo vuoi dire.

briandinazareth
1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

Brian il liberismo assoluto di cui parli, come ho già scritto, nella realtà non esiste, il liberismo in economia come teoria economia si concretizza attraverso l’economia di mercato poi pure continuare con le supercazzole ma il punto è questo, l’economia americana è liberista ed è un’economia di mercato, resta da capire Orlando a cosa si riferisse o forse lo sappiamo benissimo ma non lo vuoi dire.

 

mi arrendo, di fronte all'ignoranza totale sull'argomento e sul fatto che continui ad insistere senza capire che liberismo e economia di mercato non sono sinonimi, ogni sforzo è vano. 

ma faccio un ultimo, inutile, sforzo maieutico: esistono molte economie di mercato non liberiste o molto poco liberiste... puoi partire da qui, anche se leggere adam smith sarebbe meglio e decisamente interessante 😉

briandinazareth
2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

L’unico sforzo che hai fatto è di evitare di spiegare a cosa si riferisce Orlando che sarebbe la risolutiva. 

 

facilissimo: il iberismo è in discussione anche negli usa (verissimo), ma sembra che discuterne sia tabù. 

concetto estremamente lineare mi pare...

1 minuto fa, nixie ha scritto:

Si,si, come no,

Credi a ciò che vuoi, io non ho dubbi al riguardo, di gente che è passata da partita iva a dipendente che può confermare quanto dico ne abbiamo molti, anche qui, di gente che ha fatto il percorso inverso ben pochi. 

5 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

facilissimo: il iberismo è in discussione anche negli usa (verissimo), ma sembra che discuterne sia tabù. 

concetto estremamente lineare mi pare...

E quale sarebbe l’alternativa che nelle discussioni negli USA starebbero prendendo in considerazione? 
Negli USA riescono ad essere contrari persino al welfare di base, vedi Obamacare, ed a cassarlo sono proprio coloro che ne beneficerebbero maggiormente, vorrei proprio capire in che modo si metterebbe in discussione il liberismo è soprattutto chi lo farebbe, fatta eccezione forse per AOC o Bernard Sanders. 

1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

ora questo:


Mauro, il liberismo è in discussione da quando @Jack era giovane, circa il 1750. Adesso, tutt'al più si parla di neo-liberismo ma molto a chiacchiere pure in USA. Tu prova a togliere le commesse federali e vedi i neo-liberisti americani dove ti mandano. Per non parlare del fatto che il mondo attuale si basa su un investimento dello stato americano, le information highway. A chiacchere semo boni tutti.

  • Haha 1

 

@briandinazareth così forse è più chiaro, anche se per me già lo era.
 

https://www.linkiesta.it/2022/12/pd-anticapitalista-sinistra-congresso/amp/
 

La grottesca deriva anticapitalista del Pd e la sua surreale trasformazione in Dp

Mario Lavia

«Pd o Dp?»: la battuta non è surreale, perché anche se sembra incredibile scivolare dal fondatore del Partito democratico Walter Veltroni a quello di Democrazia proletaria Mario Capanna sta venendo fuori l’anima “anticapitalista” che ancora alligna come un rampicante su qualche muro del Nazareno.

Ma forse – ragiona qualcuno – è persino meglio che «i matti» (definizione non nostra, ndr) siano usciti subito allo scoperto così da determinare una reazione contraria e si possa passare a una fase più seria della discussione. E infatti ieri c’è stata una reazione e ci sarà nei prossimi giorni.

Certo è che ora che la nave è senza timoniere dalla stiva esce di tutto, compresa una trita citazione di Lenin – ma questo è colore – e vari assalitori del profilo riformatore del partito creato al Lingotto, con Enrico Letta silente che ormai non governa nulla mentre il nuovo arrivato Roberto Speranza ha dato la linea: «Bisogna espungere il liberismo che si è insinuato nel Partito democratico».

C’è da chiedersi a questo punto come il suddetto Veltroni, che pure ha lasciato la politica attiva, possa continuare a restare in silenzio di fronte a questo tentativo di seppellire il “suo” Partito democratico, che tra alti e bassi in questi anni è riuscito a mantenere un profilo riformista, sociale e liberale.

Ma a parte questo, dai toni emersi nella prima riunione dei “saggi” che hanno l’improvvido compito di scrivere un nuovo Manifesto del partito – giacché ritengono superato e pure «brutto» quello del 2008 scritto da Reichlin, Prodi, Mattarella eccetera – è abbastanza verosimile che continuando così la scissione diventerebbe inevitabile e bisognerebbe porsi semmai il problema di come gestirla: cosa accomuna le idee di Nadia Urbinati a quelle del documento laburista di Marco Bentivogli? O fra la linea di Peppe Provenzano e quella di Giorgio Gori?

Qui è veramente difficile il caro vecchio compito dei mediatori, quello che tradizionalmente alla fine s’impone “per il bene del partito”, giacché è arduo fare sintesi tra chi vuole (ancora!) superare il capitalismo e chi ritiene che il medesimo capitalismo abbia bisogno di riforme, ma che è il mondo in cui viviamo e vivremo.

Marx e Lenin a parte, bisognerebbe piuttosto capire se questo Comitatone abbia la legittimità per scrivere completamente la nuova “Costituzione” finendo in questo modo per sostituirsi ai candidati: hanno creato un ginepraio tale che in teoria si potrebbe finire con un Manifesto anticapitalista e un segretario riformista. Meccanismi da manicomio.

È difficile in questo senso dare torto a Stefano Ceccanti, uno dei “saggi”, pronto ad andarsene se non verrà chiarita la funzione del Comitatone che rischia di riscrivere non solo i valori ma anche regole e contenuti, come per esempio le primarie: sarebbe «un’invasione».

Tutto questo sta avvenendo sotto gli occhi di Enrico Letta, che ritiene di poter fare l’arbitro del Congresso ma che ha la responsabilità di aver nominato un Comitatone di saggi sbilanciato a sinistra, come si è visto nella riunione di ieri.

Per la prima volta da tanto tempo si risentono i riformisti “ulivisti” e quelli più recenti come Giorgio Gori: «Il messaggio degli elettori non è “cambiate il Manifesto”, casomai “cambiate la classe dirigente”», ha detto ad Huffington Post. «Avremmo bisogno di un’economia più dinamica e invece discutiamo dell’ordoliberismo, cioè di un fantasma».

Nella confusione generale resta un mistero perché gli “anticapitalisti” tipo Andrea Orlando, Gianni Cuperlo, Laura Boldrini, che nella riunione hanno avuto il fragoroso apporto di Nadia Urbinati e di Emanuele Felice, non appoggino Elly Schlein, la candidatura più di sinistra che verrà formalizzata domani a Roma. La eventuale vittoria della neodeputata bolognese – ha annunciato Gori – metterebbe in discussione la sua appartenenza al Partito democratico. Vedremo quello che succederà nelle prossime riunioni del Comitatone, ma se il buongiorno si vede dal mattino è prevedibile come minimo che si spaccherà.

Può darsi che sia stata una falsa partenza, può invece darsi che sia stato l’inizio della fine, la “deriva francese”, appunto una Democrazia proletaria 2.0, che darebbe forza a Giuseppe Conte e paradossalmente anche a Calenda e Renzi, che proprio su questa scommettono per portare avanti la bandiera riformista.

 

@maurodg65 Te lo ripeto e poi basta,ti farei lavorare dove io ho visto lavorare e non perchè qualcuno me lo ha raccontato,la partita IVA la terresti anche a rimessa.Chino dalla mattina alla sera su un nastro che passa e se non c è qualcuno che ti sostituisce ti pisci pure addosso.Certo se vai a lavorare per la PA o dove lavoravo io,si potrebbe pure fare,ma alla maggior parte non tocca.

11 minuti fa, appecundria ha scritto:

Mauro, il liberismo è in discussione da quando @Jack era giovane, circa il 1750. Adesso, tutt'al più si parla di neo-liberismo ma molto a chiacchiere pure in USA. Tu prova a togliere le commesse federali e vedi i neo-liberisti americani dove ti mandano. Per non parlare del fatto che il mondo attuale si basa su un investimento dello stato americano, le information highway. A chiacchere semo boni tutti.

Bruno guarda che è chiaro, mi pare di aver già scritto chiaramente che il liberismo come lo intende Brian o come sarcasticamente lo

descrivi tu non esiste neanche negli USA, quindi di quale liberismo messo in discussione parlerebbe Orlando? Poi parlando dell’Italia è un’affermazione risibile, siamo più socialisti che liberisti qui.
Direi che l’articolo postato di Linkiesta fa chiarezza e spiega a cosa faccia riferimento la minaccia di abbandonare il PD da parte di Gori. 

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