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HQplayer, un audio player per Linux, macOS e Windows


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@Angelos58 HQPlayer aiuta a trovare lo “sweet spot” di ogni DAC. In linea generale i DAC puri NOS sono quelli che danno i risultati migliori. Lo scopo principale è non far “pastrugnare” ulteriormente il segnale dal DAC, poiché ci pensa già il PC con HQPlayer, la cui potenza di calcolo è infinitamente superiore a qualsiasi DAC in commercio.

Scrive il Prof. Romani: “

Conversione da formati PCM ad alta risoluzione. Passare da un formato multibit ad alta risoluzione (per esempio 24/192) al DSD presenta gli stessi problemi del punto precedente (doppia conversione), con l’aggravante che se si usa un DSD standard il rapporto di conversione non può essere intero e il segnale deve essere interpolato.

Conversione da formati PCM a bassa risoluzione. Sembrerebbe soffrire degli stessi problemi dei punti precedenti, ma il rapporto di conversione è sempre intero e i problemi della conversione diretta di un formato 16/44 (l’estrema vicinanza tra la fine della banda audio e l’inizio della banda da tagliare) lo rendono interessante. Forse permette finalmente di ottenere il suono migliore possibile dallo smisurato archivio di rape esistente (i nostri CD).”

 

21 minuti fa, Angelos58 ha scritto:

In generale mi è parso di capire che sia da preferire eseguire un dsd come dsd nativo e un pcm come pcm nativo.

Direi che HQPlayer supera in qualche modo questa teoria.

HQPlayer vuole sostituire gli algoritmi interni dei dac che normalmente sono molto elementari a causa della ridotta potenza elaborativa.

Ricordiamoci che, riguardo al PCM, tutti i dac Delta/Sigma fanno upsampling interno.

Riguardo al DSD normalmente si trova solo DSD64 nativo (SACD) che ha ancora molto rumore in banda udibile, l’upsampling quindi aiuta a ripulire quel rumore portandolo a frequenze molto elevate e poi filtrandolo

  • Melius 1
4 minutes ago, Ramsete2 said:

@Angelos58 HQPlayer aiuta a trovare lo “sweet spot” di ogni DAC. In linea generale i DAC puri NOS sono quelli che danno i risultati migliori. Lo scopo principale è non far “pastrugnare” ulteriormente il segnale dal DAC, poiché ci pensa già il PC con HQPlayer, la cui potenza di calcolo è infinitamente superiore a qualsiasi DAC.

Quindi è necessario un dac che “certamente” non tocca il dsd che gli invia HQPlayer?

 

Infine, a mio personalissimo avviso, il vantaggio principale della soluzione DSD è che rende definitivamente obsoleta la catena di frequenze (48, 96, 192, 384 …) che ha creato tanti problemi di conversione e di adattamento.

Francesco Romani

 

 

Cioè?

 

4 minuti fa, Angelos58 ha scritto:

Ammesso che sia possibile sapere che cosa faccia realmente un dac.

Esclusi i NOS certificati mi pare di capire che siano da preferire dac con AK o BB. Vale per tutti?


La mia conoscenza si ferma ai DAC R2R, che sono quelli che prediligo.

Di sicuro tutti i DAC della Holo sono NOS puri e non intaccano alcun segnale (PCM o DSD) in ingresso.

“I DAC di qualche anno fa e i modelli più economici sono solo PCM, ma possono riprodurre anche contenuti in DSD grazie al player, che effettua online una conversione da DSD a PCM (funzione DSD2PCM). Una funzionalità presente in tutti i player citati prima. Ovviamente in questo modo si perdono tutti gli ipotetici plus all'ascolto della codifica in DSD.

Anche con i DAC compatibili DSD però esistono due modalità di conversione: DoP (DSD over PCM) oppure nativa. In realtà non dovrebbero essere percepibili differenze all'ascolto (vedi il post che esaminava il DSD nativo), ma solo in modalità nativa si accende il led che in quasi tutti i DAC conferma che si sta ascoltando direttamente in DSD. Per questo plus psicologico e per avere la certezza che nulla si perda del prezioso contenuto, l'audiofilo medio preferisce il DSD nativo.”
 

Questi possono essere considerati dei punti fermi da cui partire? O no?

3 minuti fa, Angelos58 ha scritto:

Passare da un formato multibit ad alta risoluzione (per esempio 24/192) al DSD presenta gli stessi problemi del punto precedente (doppia conversione), con l’aggravante che se si usa un DSD standard il rapporto di conversione non può essere intero e il segnale deve essere interpolato.

Mi pare di capire che l’autore non abbia considerato come lavora HQPlayer.

La conversione a DSD, ove il dac lo permetta, avviene con il criterio del multiplo intero, quindi:

  • 44.1x DSD (64/128/256 ….)
  • 48x DSD (64/128/256 ….)

esattamente come dovrebbe avvenire per il PCM dove il corretto upsampling dovrebbe essere fatto per multipli interi rispettando le “famiglie” di risoluzione:

  • 44.1 - 88.2 - 176.4 - 352.8
  • 48 - 96 - 192 - 384

Mentre ormai tutti i dac rispettano per il PCM le famiglie di “risoluzione” (fatta eccezione per Cambridge Audio che nei sui dac Wolfson ricampiona tutto a 384) purtroppo non tutti i dac sono in grado di rispettare questa regola con il DSD.

I dac r2r (Holo) lo fanno come lo fanno alcuni TI/BB (ma non tutti, dipende dall’implementazione).

.

Ma, di nuovo, le varie teorie si riferiscono solo all’upsampling in se e non all’upsampling di HQPlayer in relazione al dac che è il concetto fondamentale su cui si basa HQP

12 minuti fa, Angelos58 ha scritto:

Infine, a mio personalissimo avviso, il vantaggio principale della soluzione DSD è che rende definitivamente obsoleta la catena di frequenze (48, 96, 192, 384 …) che ha creato tanti problemi di conversione e di adattamento.

Francesco Romani

Cioè?

Dipende dal file originale … la frequenza 48 consente una dinamica maggiore della 44.1 nata per poter essere contenuta in un cd (RedBook).

Ora, con l’avvento del download che supera i limiti del cd l’affermazione mi pare almeno un po’ … “datata”

9 minuti fa, Angelos58 ha scritto:

“I DAC di qualche anno fa e i modelli più economici sono solo PCM, ma possono riprodurre anche contenuti in DSD grazie al player, che effettua online una conversione da DSD a PCM (funzione DSD2PCM). Una funzionalità presente in tutti i player citati prima. Ovviamente in questo modo si perdono tutti gli ipotetici plus all'ascolto della codifica in DSD.

Anche con i DAC compatibili DSD però esistono due modalità di conversione: DoP (DSD over PCM) oppure nativa. In realtà non dovrebbero essere percepibili differenze all'ascolto (vedi il post che esaminava il DSD nativo), ma solo in modalità nativa si accende il led che in quasi tutti i DAC conferma che si sta ascoltando direttamente in DSD. Per questo plus psicologico e per avere la certezza che nulla si perda del prezioso contenuto, l'audiofilo medio preferisce il DSD nativo.”
 

Questi possono essere considerati dei punti fermi da cui partire? O no?

Di nuovo quanto è riportato soffre decisamente di vetustà … il panorama tecnologico attuale mi pare decisamente (più) evoluto, come descrivevo poc’anzi

.

A quando risalgono queste affermazioni? Almeno una decina di anni se non (molto) di più 

  • Melius 1
6 minutes ago, stefano_mbp said:

Di nuovo quanto è riportato soffre decisamente di vetustà … il panorama tecnologico attuale mi pare decisamente (più) evoluto, come descrivevo poc’anzi

.

A quando risalgono queste affermazioni? Almeno una decina di anni se non (molto) di più 

2017

6 minutes ago, stefano_mbp said:

Di nuovo quanto è riportato soffre decisamente di vetustà … il panorama tecnologico attuale mi pare decisamente (più) evoluto, come descrivevo poc’anzi

.

A quando risalgono queste affermazioni? Almeno una decina di anni se non (molto) di più 

2017

43 minuti fa, Angelos58 ha scritto:

Anche con i DAC compatibili DSD però esistono due modalità di conversione: DoP (DSD over PCM) oppure nativa. In realtà non dovrebbero essere percepibili differenze all'ascolto (vedi il post che esaminava il DSD nativo), ma solo in modalità nativa si accende il led che in quasi tutti i DAC conferma che si sta ascoltando direttamente in DSD

Affermazione almeno opinabile : il mio M2Tech Young DSD MKII che risale proprio a circa il 2017 è capace di riprodurre solo DSD/DoP ma mostra sul display sempre DSD quindi è in grado di “comprendere “ il formato DSD/DoP e di riprodurlo come DSD nativo.

Sarebbe interessante conoscere il modello di dac a cui il nostro “amico” si riferisce.

.

Il DSD esiste in tre formati di cui due fisici e uno “on the fly”:

  • fisico: dsf con possibilità di gestione metadati
  • fisico dff: senza possibilità di gestione metadati
  • ”on the fly”: come dsf/dff ma originato dal player in funzione delle caratteristiche del dac (e anche del sistema operativo, vedi macOS). È inserito in un “contenitore” PCM con una intestazione di 8bit che indica al dac che il contenuto è DSD
10 minutes ago, stefano_mbp said:

Affermazione almeno opinabile : il mio M2Tech Young DSD MKII che risale proprio a circa il 2017 è capace di riprodurre solo DSD/DoP ma mostra sul display sempre DSD quindi è in grado di “comprendere “ il formato DSD/DoP e di riprodurlo come DSD nativo.

Sarebbe interessante conoscere il modello di dac a cui il nostro “amico” si riferisce.

.

Il DSD esiste in tre formati di cui due fisici e uno “on the fly”:

  • fisico: dsf con possibilità di gestione metadati
  • fisico dff: senza possibilità di gestione metadati
  • ”on the fly”: come dsf/dff ma originato dal player in funzione delle caratteristiche del dac. È inserito in un “contenitore” PCM con una intestazione di 8bit che indica al dac che il contenuto è DSD

L’M2Tech mkii ha un Texas Instruments PCM1795, che esegue dsd senza interventi?

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