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Melius Club

Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


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Purtoppo la NATO non e’ mai intervenuta ne’ interverrà in futuro.

Se lo facesse la guerra finirebbe in una settimana, con l’Ucraina completamente liberata e Putin con la suoi complici sotto processo, come a suo tempo Milosevic e gli altri criminali comunisti.

Quindi la guerra durerà a lungo ma alla fine l’Ucraina verrà liberata.

Com buona pace delle vedove di Stalin.

Di sconfitta in sconfitta, perdendo secondo il Corriere una brigata al giorno, combattendo senza calzini e a colpi di vanga, esauriti da tempo di missili, travolti ogni mese da una delle nuove Zauberwaffen della Nato, guidati da generali alcolisti e da un presidente pazzo e malato, i Russi ieri hanno completato la conquista della roccaforte di Bakhmut (Artemovsk). 
Esattamente ad un anno di distanza dalla conquista dell'altra roccaforte inespugnabile di "Azovstal" a Mariupol.
Ora rimane solo la terza e ultima linea difensiva.

Questo nonostante l'Ucraina si sia giovata di armamenti e addestramento Nato dal 2016, e nonostante dopo lo scoppio della guerra la Nato abbia sostenuto l'esercito ucraino svuotando i propri arsenali convenzionali, addestrando le truppe, fornendo e pagando mercenari stranieri, e nonostante il budget ucraino sia oramai sostenuto soltanto dai finanziamenti a perdere occidentali.

Confesso di essere stupito, perché per quanto bassa potesse essere la stima nei confronti della lungimiranza del blocco occidentale, di fronte ad uno sforzo pazzesco e concorde del genere, con sanzioni economiche durissime, mi sarei aspettato almeno qualche rovesciamento del fronte. (Prospettiva peraltro assai preoccupante, perché sappiamo tutti che una Russia davvero in difficoltà, che temesse per la propria esistenza, rappresenterebbe la più pericolosa delle prospettive.)

Invece si sta prospettando lo scenario più catastrofico tra quelli immaginabili per l'Occidente (meglio, per l'Europa, gli USA se la caveranno come sempre). 

Uno sforzo economico-bellico del genere, con una situazione aggravata dalla distruzione delle linee di approvvigionamento energetico russo, non poteva che rappresentare nel medio-lungo periodo un quadro drammatico, a meno che non si fosse realizzato uno scenario particolarissimo. 
L'unico scenario su cui l'Europa poteva scommettere, scenario fantapolitico, ma almeno inizialmente fantasticabile, era la prospettiva di una Russia che si scioglieva come neve al sole, dove un cambiamento di regime avrebbe rimesso un orsetto gommoso tipo Eltsin al Kremlino, dando il via ad un nuovo saccheggio occidentale, come quello degli anni '90.
Oggi possiamo affermare con tutta la certezza che la storia consente, che questa non è una prospettiva realizzabile.

Ogni altro scenario oscilla tra due opzioni, ad un estremo abbiamo un'escalation illimitata della partecipazione Nato fino all'Olocausto nucleare, all'estremo opposto abbiamo uno sfondamento russo che pone fine all'esistenza dell'Ucraina arrivando ai confini Nato di Polonia e Romania. 
In mezzo tra questi estremi abbiamo vari stadi intermedi di congelamento del fronte su linee mediane (il Dnepr?), con il perdurare di un conflitto a bassa intensità, come guerriglia o terrorismo, capace di andare avanti per decenni. 

Dunque in tutti gli scenari disponibili l'errore di valutazione fatto dalle oligarchie europee rimarrà nei libri di storia. 

Esso apre a cascata una fase di drammatico ridimensionamento del ruolo economico e culturale dell'Europa, ponendo fine a quella fase dominante avviata tra XVI e XVII secolo, arrestatasi sì con le due guerre mondiali, ma poi proseguita in alleanza con gli USA negli ultimi settant'anni.

L'impoverimento delle popolazioni europee, iniziato dopo la crisi subprime - anch'essa originatasi per decisioni americane - subirà un'accelerazione progressiva dovuta alla convergenza dell'aumento dei costi di produzione (energia e materie prime), della riduzione dei mercati di esportazione (fine della globalizzazione), e della necessità di un aumento stabile delle spese militari. 

Non mi illudo che a questa catastrofe indotta da scelte politiche scellerate le popolazioni europee - stordite, depoliticizzate, ipnotizzate in modo terminale - saranno in grado di reagire. 
Ma è certo che in altre epoche, intere dinastie regnanti hanno perso la testa per molto meno.

Andrea Zhok.

8 ore fa, claravox ha scritto:

Hanno inventato un nuovo genere letterario: il giornalismo creativo.

Hai postato un articolo di repubblica. 

Ma quindi tu cosa hai capito? 

Passiamo oltre anche questa volta? 🤣

13 ore fa, 31canzoni ha scritto:

La Nato ha deciso di entrare in Russia. Se mette gran mal per l"Europa. Ma siamo contenti. Politici criminali di guerra e irresponsabili. Si si la so quella dell"aggressore e dell'aggredito.

Ecco come la mia modestissima logica si sente ancora una volta travolta. 

9 ore fa, dariob ha scritto:

' proprio vero che internet regala un uditorio a tutti. Purtroppo. Anche a chi una volta

sentenziava solo al bar dello sport

Hai ragione, poi non capisco perché scegliere questo zockcomesichiama, che è si filorusso , ma pesantuccio nella lettura. 

Se devo leggermi un filosofo filorusso e voglio ridere mi leggo qualche scritto di diego fusaro. 

Noto ai molti come diego fuffaro. 

 

 

Un qualsiasi giocatore di Risiko capirebbe che non può essere considerata una vittoria la conquista di un ex paesotto (ormai ruderi) di nessuna importanza strategica, ma simbolicamente importante per la propaganda russa anche se si è rivelata una catastrofe politica dato che tra poco i nazisti della Wagner rivolgeranno le armi contro i grassi generaloni di Putin, nonché, ahimè, un tritacarne (come ammesso dal cuoco) per i poveri ragazzi condannati a combattere con un rapporto di vittime di 1/3 a sfavore degli invasori bersagliati chissà per quanto dalle vicine alture dall'artiglieria Ucraina. 

Ma queste cose le capiscono i giocatori di Risiko e anche di battaglia navale ma non i fan dei russi.  

@criMan certe "sentenze" gratuite/assurde tipo:

12 ore fa, claravox ha scritto:

una fase di drammatico ridimensionamento del ruolo economico e culturale dell'Europa, ponendo fine a quella fase dominante avviata tra XVI e XVII secolo,

 

12 ore fa, claravox ha scritto:

'impoverimento delle popolazioni europee, iniziato dopo la crisi subprime - anch'essa originatasi per decisioni americane - subirà un'accelerazione progressiva dovuta alla convergenza dell'aumento dei costi di produzione (energia e materie prime), della riduzione dei mercati di esportazione

sono visioni/desideri originate da una lente ideologica che non permette di distinguere la realtà.

  • Melius 1
2 minuti fa, audio2 ha scritto:

è un dato di fatto inequivocabile

Si, ma, a mio avviso, fa parte dei cicli fisiologici delle economie di mercato. Sicuramente non è

un fatto epocale che inverte una tendenza che risale al XVI secolo.

50 minuti fa, dariob ha scritto:

sono visioni/desideri originate da una lente ideologica che non permette di distinguere la realtà.

Vai in mezzo alla gente e te la raccontano loro la realtà, non la realtà da forum .

Non ammettere che da tre anni a questa parte stiamo vivendo cambiamenti epocali che stanno pesantemente influenzando lo stile di vita, leggi impoverendo, sempre più il popolo è mentire sopratutto a se stessi.

Quando apriremo gli occhi?

Quando saremo con le pezze al ciulo e magari con provvedimento d’urgenza nottetempo  applicheranno qualche prelievo forzoso sui nostri conti correnti?




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