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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


Messaggi raccomandati

in merito agli armamenti USA in Ucraina e uso su suolo russo;

https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_maggio_24/guerra-ucraina-russia-notizie-oggi-24-maggio-l-intelligence-kiev-abbiamo-armi-presto-partira-controffensiva-0f02639c-f9b0-11ed-90a5-dd2651f8f2ee.shtml

Ore 19:31 - Usa: «Siamo stati chiari con Kiev, non devono utilizzare armi americane sul suolo russo»

Gli Stati Uniti sono stati «chiari con l'Ucraina» sul fatto che «le attrezzature militari americane» fornite all'esercito di Kiev «non vadano usate all'interno dei confini della Russia». Lo ha dichiarato in un briefing il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, spiegando che Washington sta esaminando le informazioni secondo le quali veicoli americani sarebbero stati utilizzati dagli ucraini in Russia. «Stiamo esaminando quei rapporti secondo cui le apparecchiature statunitensi potrebbero essere state usate», ha detto Kirby aggiungendo che «non supportiamo l'uso" di attrezzature statunitensi per questi attacchi.

Ore 19:19 - Usa: «Verifichiamo le notizie sull'utilizzo di veicoli americani a Belgorod»

L'amministrazione Biden sta indagando sulle notizie riguardanti l'utilizzo di veicoli militari statunitensi in un'incursione sul territorio russo, che Mosca attribuisce a forze sostenute dall'Ucraina. È quanto ha annunciato il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale americano, John Kirby. Kirby ha ribadito durante una conferenza stampa che Washington non approva né sostiene l'uso del proprio equipaggiamento militare in tali circostanze.

Ore 19:07 - Mosca: «Un drone marittimo ucraino contro una nostra nave, sventato l'attacco»

 

https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/mar-nero-nave-da-guerra-russa-colpisce-i-droni-marittimi-che-tentavano-un-attacco/445428/446392

 

Mar Nero, nave da guerra russa colpisce i droni marittimi che tentavano un attacco

 

Secondo alcuni canali Telegram russi, citati dai media ucraini, questa mattina la nave da guerra di Mosca Ivan Khurs sarebbe stata attaccata da tre droni marittimidopo aver attraversato il Bosforo. In seguito alla notizia dell'attacco alla nave, le autorità della Crimea hanno annunciato la chiusura del ponte di Crimea spiegando che la causa erano delle esercitazioni militari nella zona, riporta Unian.L'attacco alla nave Khurs sarebbe avvenuto in acque neutrali, "c'è motivo di credere che i droni siano stati lanciati da una nave civile commerciale", scrive il canale Rybar: "L'attacco è avvenuto alle 05.30 dopo che la Khurs aveva superato lo stretto del Bosforo, 40 miglia nautiche a nord. L'attacco è stato respinto con successo, la nave non è stata danneggiata".
 

 

10 ore fa, claravox ha scritto:

L'Ucraina perde 10.000 droni al mese a causa della guerra elettronica russa

Da un lato come già detto li paga pantalone, dall'altro se è vero ciò che dice il nyt probabilmente gli ucraini stanno tentando tecniche di saturazione del sistema di difesa russo. 

OPEN riporta un articolo del NYT secondo cui dietro al tentativo di attentato a Mosca potrebbe anche esserci la mano dell'Ucraina.

Il motivo dell'articolo sul prestigioso NYT secondo molti e' un comunicato "indiretto" a Zelensky per ricordare di onorare il "patto" di non attacco su suolo russo.

 

Sempre OPEN

https://www.open.online/2023/05/25/russia-arresto-ucraini-sabotaggio-centrali-nucleari/

La Russia sostiene di aver arrestato alcuni sabotatori ucraini che pianificavano attentati contro le centrali nucleari. La nota del Servizio di Sicurezza russo (Fsb) è stata riportata dall’agenzia Tass. Secondo il Fsb un gruppo di sabotatori dell’intelligence ucraina ha cercato di far saltare circa 30 linee di trasmissione di energia presso le centrali nucleari di Leningrado e Kalinin all’inizio di maggio. L’obiettivo era quello di spegnere i reattori nucleari. Due cittadini ucraini sono stati arrestati. Il gruppo è comunque riuscito a far saltare in aria una torre trasmittente della centrale di Leningrado. Oltre a distruggere il traliccio di trasmissione, il gruppo – formato tre cittadini ucraini e un russo – ha posto ordigni esplosivi in altre quattro torri di della centrale di Leningrado e in sette torri della centrale di Kalinin.

---------------

questo e' preoccupante perche' ormai conosciamo la propaganda del duce che ha la caratteristica principe di parlare al contrario. Puo' significare che i russi hanno comunicato indirettamente a Ucraini e Nato che potrebbero fare un attentato alla centrale .

 

Il 22/5/2023 at 22:35, claravox ha scritto:

In mezzo tra questi estremi abbiamo vari stadi intermedi di congelamento del fronte su linee mediane (il Dnepr?), con il perdurare di un conflitto a bassa intensità, come guerriglia o terrorismo, capace di andare avanti per decenni.

“zockcomesichiama”  e le sue teorie bizzarre…..”sabotatori ucraini” ovviamente invenzione dei russi ……e ci mancherebbe pure, dopo essersi autodistrutti il NordStream continuano con le farse…..

1 ora fa, claravox ha scritto:

zockcomesichiama”  e le sue teorie bizzarre…..”sabotatori ucraini” ovviamente invenzione dei russi …

Zokkocomesichiana fa delle letture molto di parte degli eventi , ed è triste dire noiosamente monotematiche (filorusse). 

Poi che dietro il tentativo di attacco su Mosca (e tutte le decine di attacchi dentro la Russia fino ad oggi) ci sia lo zampino ucraino ci può stare.  Anzi ci sta tutto, stanno in guerra. Io stesso lo ammetto. Mi sembra che zokko faccia la scoperta dell'acqua calda 🤣

Molto di parte e noiosa lettura monotematica (filorussa)  dell’evento anche in questo documentario.

Trasmissione Spotlight su Rai News 24 dedicata alla morte di Andrea Rocchelli Giornalista italiano  ucciso nel Dombass il 24 maggio 2014, nelle vicinanze della città di Sloviansk, in Ucraina, mentre documentava le condizioni dei civili intrappolati nel conflitto del Dombass.

Non è dal 22 Febbraio 2022 che si può raccontare la guerra.

 

https://www.raiplay.it/video/2022/02/Spotlight--La-disciplina-del-silenzio-Inchiesta-sulla-morte-di-Andrea-Rocchelli-e-Andrej-Mironov-89456a9f-20e4-4448-903c-9038d42eb503.html?wt_mc=2.app.cpy.raiplay_prg_Spotlight+-+La+disciplina+del+silenzio.+Inchiesta+sulla+morte+di+Andrea+Rocchelli+e+Andrej+Mironov.&wt

 

Interessante analisi, per quanto "estrema". L'autore è uno che ne sa, per quanto tendente ad un certo, come dire, ottimismo filo-ucraino:

 

Giorno 455

Bene: cosa è successo negli ultimi dieci giorni?

Alla fine, niente di decisivo, anche se ovviamente c’è stato molto di cui parlare.

Se non ho perso il conto come per i giorni di guerra (455 è giusto?), Bakhmut è stata data per caduta per la settima o ottava volta. Questa volta è stato Prigozhin a dare l’annuncio, e come tutte le altre volte la stampa italiana si è affrettata a prendere la cosa per buona. In realtà, non è importante se i russi abbiano effettivamente preso fino all’ultimo isolato oppure no: non esiste una definizione matematica per dare una località per “caduta” oppure no, anche perché non ha senso definirla tale combattimento durante. Poiché non esiste alcun elemento tattico particolarmente importante nell’area urbana di cui si parla – sono mesi che cerchiamo di spiegare come Bakhmut non rivesta alcuna reale importanza militare di suo ma ne abbia acquisita una puramente virtuale a causa della sua sovraesposizione mediatica – non è possibile individuare un punto sul terreno che consenta di marcare il possesso dell’intera città, anche in quanto questa ha cessato di esistere in quanto tale ormai da tempo.

In generale, una posizione si definisce “caduta” quando la presa di un elemento tattico specifico determina il termine dei combattimenti. Nel caso in esame questo non è avvenuto, e la battaglia è ancora in atto, proprio in quanto le rovine dell’area urbana rappresentano semplicemente una parte dell’area contesa, e che questa area è contesa per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’area urbana stessa: per i russi si tratta di strappare un successo mediatico, e per gli ucraini di impegnare quante più forze di élite russe possibile distruggendone una percentuale consistente.

In base ad entrambi i punti di vista, la battaglia è sempre in corso e non ha cambiato molto fisionomia: gli ucraini cercano di protrarre il dissanguamento dei russi il più a lungo possibile per facilitare la loro prossima controffensiva, e i loro avversari cercano di smarcare il risultato positivo che inseguono da mesi. Significativo l’entusiasmo con cui i fiancheggiatori nostrani di Putin hanno salutato l’annuncio di Prigozhin, peraltro non suffragato da alcunché.

Più significativo dal punto di vista strategico l’annuncio sugli F-16. La tentazione di scrivere “ve l’avevo detto, io...” è piuttosto forte, ma cercherò di resistere ai miei impulsi infantili. Il fatto è che gli F-16 non sono affatto decisivi, come non lo è alcun altro pezzo di equipaggiamento occidentale: si tratta semplicemente di un altro pezzo del “puzzle” che si sta mettendo laboriosamente insieme per trasformare le forze armate ucraine in un avversario sempre più solido e ormai già impossibile da debellare per le malandate truppe di Putin.

La guerra ucraina ha assunto una fisionomia tale per cui la terza dimensione occupa un ruolo marginale nelle operazioni, e questo aspetto difficilmente cambierà con l’arrivo degli aerei occidentali: in ogni caso non saranno in numero tale da poter acquisire quella superiorità aerea che la dottrina occidentale richiede per un’offensiva manovrata di successo. La controffensiva ucraina si svolgerà con il supporto decisivo di mezzi e dottrine occidentali, ma si svilupperà comunque in base alla dottrina ucraina; questo in quanto sarà condotta da soldati ucraini comandati da generali ucraini.

La presenza però di una crescente potenza aerea ucraina renderà via via sempre più difficile un ritorno offensivo russo e limiterà ulteriormente le già scarse opzioni operative di Putin.

Quello che è veramente significativo a livello strategico è la conferma ulteriore – e per certi versi ormai definitiva – di come l’impegno dell’Occidente nel conflitto sia definitivo.

Da mesi mi sforzo di far capire come la politica occidentale di sostegno a Kyiv sia non solo coesa e unitaria, ma soprattutto coerente con uno sforzo di lungo periodo, e rappresenti un investimento politico ed economico prima ancora che militare, tale da configurare l’intento di procedere fino in fondo garantendo la vittoria difensiva ucraina e la completa sconfitta politica e militare del regime russo.

Detta più direttamente ancora: America ed Europa hanno deciso ormai da tempo che qualsiasi soluzione di compromesso sia meno conveniente di una che preveda la sconfitta chiara ed inequivocabile dell’aggressore. Putin ha esagerato e non c’è più spazio per il suo regime sull’arena internazionale, per cui è desiderabile che il suo regime cada e qualsiasi eventualità di un suo ritorno offensivo sia eliminata per sempre. La famosa “reductio ad Hitlerum” è questa: così come con Hitler, occorre farla finita anche con Putin in modo definitivo, in quanto entrambi i personaggi si sono rivelati incompatibili con l’ordinamento internazionale.

L’impegno sugli F-16 dimostra la coerenza della politica unitaria dell’Occidente in questo senso: ogni notizia che sembrerebbe scalfire l’unità di intenti di questa politica unitaria è da intendere come una mistificazione giornalistica, oppure come una vera e propria “maskirovka” occidentale tesa a gettare fumo negli occhi al regime russo.

Il livello di investimento già fatto dalle nazioni occidentali nel perseguire questa politica ormai è tale da rendere del tutto impensabile un ripensamento: l’Ucraina sarà sostenuta fino al totale recupero dei suoi territori e alla loro messa in completa sicurezza. Ne va della credibilità dei governi in carica, e questa è la migliore garanzia per l’Ucraina.

E poiché sicuramente il regime di Mosca è consapevole di non poter sopravvivere ad un’ammissione di sconfitta, occorre che i sostenitori della trattativa ad ogni costo si mettano il cuore in pace: si tratterà solo dopo la conclusione militare del conflitto, come del resto è sempre stato nel caso di conflitti totali.

Un altro evento significativo, anche se privo di effetti immediati sull’esito del conflitto, è la conferma della capacità dei sistemi contraerei avanzati occidentali di intercettare tutti i missili russi, compresi quelli ipersonici.

La stampa nazionale ha trattato la cosa come una specie di duello fra missili, ma ovviamente il succo del discorso è tutt’altro. A parte che la sola idea di usare da parte russa un Kinzhal per distruggere un lanciatore (e solo il lanciatore!) Patriot è ridicola in termini di costo-efficacia, un po’ come sacrificare un carro armato per distruggere un missile controcarri, quello che è interessante è che i russi stanno impiegando nei bombardamenti missili appena prodotti. In sostanza lanciano ciò che hanno potuto produrre il mese prima, in maniera artigianale più che industriale; di ciò che lanciano però meno del 10% arriva a bersaglio.

Questo significa che la campagna di bombardamento strategico russa è fallita.

Che poi la tecnologia militare occidentale sia molto più avanzata di quella russa (e quindi cinese che di quella russa è sostanzialmente una copia) si sapeva già da tempo, anche se a stampa e apologeti del Cremlino faceva comodo o piacere rappresentare un’immagine opposta. Dire che il Patriot è “tecnologia degli Anni ‘70” può anche essere di effetto e dare un’idea di arretratezza, un po’ come i Leopard 2 che sarebbero “vecchi”; ma se ne frattempo nessuno ha prodotto niente di meglio, anche sistemi disegnati cinquant’anni fa rimangono al top. Soprattutto se contrapposti a roba ancora più vecchia come quella russa.

Veniamo infine ai fatti delle ultime ore a Belgorod.

Una diversione ucraina in territorio russo nell’ambito della preparazione per la controffensiva era ed è nella logica delle cose. I russi si sono incredibilmente cullati nell’illusione che “gli americani non avrebbero permesso” attacchi in territorio russo, ma era semplicemente ovvio che gli attacchi a cui gli americani sono contrari (come la NATO e ogni analista militare di buon senso) sono quelli di natura strategica o anche solo operativa, non tattica.

Una violazione del territorio russo che non implichi un’invasione o anche solo una penetrazione in profondità non mette a rischio l’esistenza della nazione russa e non attiva quegli automatismi di solidarietà nazionale che portarono i russi a stringersi attorno a Stalin nel 1941 a dispetto della sua impopolarità quando i nazisti puntarono dritti su Mosca: quei meccanismi che si vuole assolutamente evitare di far scattare per tenere per quanto possibile separati il regime dalla popolazione russa.

Una dimostrazione di incapacità da parte del governo e delle forze armate nel proteggere la popolazione anche solo da un’incursione limitata – perché di questo si tratta – è invece un buon metodo per screditare il regime davanti alla popolazione.

Se poi fa anche scattare un riposizionamento delle magre riserve mobili russe verso territori lontani dagli obiettivi fissati per la controffensiva ucraina, è ancora meglio...

Col. Orio Giorgio Stirpe

 

Più in ottica geopolitica, aggiungo interessantissima live ieri sera sempre su Parabellum, con ospiti illustri:

 

  • Thanks 1
3 ore fa, Superfuzz ha scritto:

Putin ha esagerato e non c’è più spazio per il suo regime sull’arena internazionale, per cui è desiderabile che il suo regime cada e qualsiasi eventualità di un suo ritorno offensivo sia eliminata per sempre.

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@Superfuzz verso il minuto 1:15 (1 ora e 15) e' interessante e preoccupante quando si parla del fatto che l'America non puo' permettersi di perdere Taiwan perche' significherebbe perdere tutta l'Asia che l'appoggia (Jap...)... L'America potrebbe decidere di provocare la Cina in una battaglia subito perche' sanno che oggi possono vincerla. Domani non si sa'...




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