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Called a danger, now Giorgia Meloni is EU’s most popular leader


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Il 11/2/2023 at 12:23, Martin ha scritto:

pratica l'Italia in sede UE va bene solo quando si attiene alla sceneggiatura, al ruolo ed alla parte scritta da altri. 

Perdonami, questo è il mantra degli antieuropeisti, non corrisponde alla realtà. Più realisticamente, non essendo noi una superpotenza (né avendone l'ambizione se non a chiacchiere elettorali) ci sono argomenti dove contiamo di più ed altri dove contiamo meno. Sul fare la guerra contiamo meno, c'è poco da fare, ma su produrre armi contiamo di più, i fatturati sono lì. Per iniziativa italiana (governo Conte) la UE ha sovvertito decenni di politica finanziaria e spazzato via i reticolati germanici, così è nato il PNRR.

Poi, se vogliamo escalare, che problema c'è? Compriamo un paio di portaerei, un centinaio di bombe atomiche, un po' di tricche tracche, e vedi come ti invitano a tutti i tavoli.

 

5 ore fa, appecundria ha scritto:

Il che non c'entra proprio nulla. Ragioniamo sempre come se l'Europa fosse una grande Garbatella. 

mi scuso se non sono intelligente come voi, è la seconda volta che me lo rinfacciate

 

Macron è il miglior alleato della Meloni. E viceversa

Di Roberto Arditti | 11/02/2023 

 

.

Sul finire della vivace settimana a Bruxelles ed in attesa della vittoria di Marco Mengoni a Sanremo (con annesso messaggio di Zelensky) vale la pena spendere qualche parola sui rapporti politici e diplomatici tra Italia e Francia, o meglio tra Meloni e Macron.

Già perché le cose stanno esattamente al contrario di come appare, nella miglior tradizione di vicende politiche complesse.

La realtà è di una semplicità disarmante: Macron è il miglior alleato della Meloni, così come la premier italiana lo è del presidente francese.

Tutto il resto sono amenità e chiacchiere da bar sport, sia detto con massimo rispetto.

Vediamo di spiegarci meglio, cominciando dal lato italiano.

Meloni vince le elezioni come nessuno ha saputo fare a casa nostra dopo Berlusconi nel 2008, portando a casa un successo netto per la coalizione e un trionfo per il suo partito. Siccome però governare è tutta un’altra cosa da fare campagna elettorale, già in pochi mesi a Palazzo Chigi ne vede le complessità, le trappole e le insidie, a cominciare da quelle, difficilissime da maneggiare, insite nelle relazioni internazionali.

Anche perché Meloni è punta di diamante di uno schieramento conservatore che mira a scardinare il duopolio PPE-PSE a livello UE, dove l’appuntamento decisivo è quello del voto per il Parlamento Europeo del 2024. Ma non è finita qui, perché la leader di Fratelli d’Italia è anche la figura di governo più prestigiosa di un vasto schieramento politico (e culturale) che contrasta le élite prevalenti in Europa, fondate sulla saldatura tra mondo liberal e sinistra, con spruzzate di mondo cattolico dove necessario (Germania ad esempio). Rispetto a tutto ciò c’è un nemico perfetto e si chiama Emmanuel Macron.

Spostiamoci ora sul lato francese. C’è un presidente giovane (Macron è del 1977, esattamente come la Meloni) figlio purissimo dell’establishment parigino, capace di respingere con vigore l’assalto della destra francese per ben due volte (relegando la Le Pen al ruolo di eterna sconfitta) e capace di spingere verso nuova vita un pianeta “liberal” in forte crisi d’identità. Impegnato su dure battaglie di riforma dentro i confini nazionali, Macron ha bisogno come il pane di alimentare una centralità francese sulla scena internazionale, perché questa è la migliore arma a sua disposizione per restare emotivamente alla guida della nazione, ridimensionando i rischi politici delle proteste in corso su temi come le pensioni.

Il combinato disposto delle mosse, degli obiettivi e degli strumenti disponibili rende quindi Meloni e Macron utilissimi l’una all’altro ad un’unica condizione: non andare mai d’accordo fino in fondo. Lei è espressione di tutto ciò che quelli come lui in fondo disprezzano, lui è il rappresentante perfetto di tutto ciò che quelli come lei vogliono tenere alla larga sempre e comunque.

Sono fatti per non capirsi, né ora né mai.

Quindi si sostengono a vicenda non accorciando mai la distanza, non perdonandosi mai un gesto, una parola, un invito.

Macron aiuta Meloni ad essere se stessa ogni qual volta lei si dice in disaccordo con lui e, ovviamente, vale anche il contrario.

Alleati perfetti, più che nemici.

 

 

 

A me Draghi devo dire che non piaceva e non piace ma...averne. Mi spiego meglio: il nostro problema come paese è che sono almeno 30 anni che non abbiamo politica, ricordo solo tre presidenti del Consiglio all'altezza del compito e sono Prodi, Monti e Draghi in mezzo quando è andata bene dei mediocri figuranti e quando è andata male (nell'ultimo quinquennio) il trio dimaio/Salvini/conte1 e adesso il peggio del peggio meloniano che ci farà rimpiangere il peggior silvio. Per Prodi fu parzialmente diverso in quanto cadde per problemi di quinte colonne interne, ma Monti e Draghi andarono bene e diedero lustro al paese perché non erano una vera espressione di una sciagurata classe politica nominata da uno sciagurato elettorato ma i Deus ex machina indicati a un parlamento dal pdr per tirare fuori dalle peste un paese smarrito e incapace. Purtroppo questi PDC di alto livello rispondevano cmq a una banda di inetti che una volta salvati dal naufragio si sono fatti zero problemi a pugnalarli per non sparire. Adesso abbiamo come detto prima, il peggio del peggio che per ora viene sopportata ...ma non durerà per sempre: finita la guerra prima o poi e in un qualche modo, l'Europa farà le pulizie di casa e non la vedo bene per l'Italia...abbiamo galleggiato "protetti" prima dalla pandemia e ora dalla guerra ma il conto arriverà e saranno pulizie radicali ...o in fretta ci diamo una mossa o il bambino rischia di finire nel wc con l"acqua sporca...anzi direi maleodorante e nera.

8 ore fa, appecundria ha scritto:

Da noi un politico può istantaneamente cambiare idea e dimenticare ciò che ha fatto e detto negli ultimi 20 anni, e noi gli crediamo senza il minimo dubbio.

Quelli lì sono malfidati, vedono che tu stai parlando contro Putin mentre in tutte le librerie ci sono cataste del tuo libro dove lo porti ad esempio di virtù, questo li manda in corto circuito. 

Se lo erano, giustamente, prima, ora lo saranno ancor di più dopo le ultimissime deliranti dichiarazioni anti Zelensky/pro Putin di nonno Silvio. Al netto della sua guerra personale alla Meloni e al netto pure del rincogli***mento senile del nostro, faccio davvero fatica a comprenderne il senso, se non, appunto, per il fatto  che ci crede più o meno davvero. Se poi vicino ci mettiamo le vecchie dichiarazioni della Meloni, la Lega e la sua storia con la Russia putiniana, beh hai voglia a dichiararsi europeisti e atlantisti.

3 ore fa, 31canzoni ha scritto:

tre presidenti del Consiglio all'altezza del compito e sono Prodi, Monti e Draghi

Prodi e Monti ???????

Dopo aver letto questo potrei anche presentare le mie dimissioni dal forum senza preavviso.

 

15 ore fa, wow ha scritto:

La politica come arte del compromesso. Una armata Brancaleone che si è presentata a Bruxelles strillando la pacchia è finita, non ha neanche la minima idea di cosa significhi. I populisti, specie se italiani, pensano di poter riproporre alla riunione di condominio gli isterismi, le giravolte le camarille incomprensibili  che si verificano a casa loro. 

Però per onestà intellettuale sottolinea che quello è stato il modo con il quel si è presentata in Europa la maggioranza uscita dalle precedenti elezioni, quella gialloverde con la Lega di Salvini e Savona e il M5S di Conte e Di Maio a battere i pugni sul tavolo e, per risposta, prendersi una pacca sui denti.

Per quel che può valere l’atteggiamento della Meloni e di FdI prima, durante e dopo la campagna elettorale è stato molto diverso ed improntato al mantenimento delle politiche impostate da Draghi, ovviamente il passato non lo dimentica nessuno è ciò che per anni FdI ha “predicato” non si dimentica immediatamente e per il solo fatto che sei passato dalla opposizione alla Presidenza del Consiglio, serve tempo ed è il conto che devi pagare al populismo cavalcato quando faceva comodo farlo.

  • Melius 1
13 ore fa, wow ha scritto:

Te capí  Mauro? 

Non è una novità, oramai l’età ha bruciato quel poco di buono che c’era, comunque sia la reazione della Presidenza del Consiglio è questa:

 

https://www.adnkronos.com/ucraina-palazzo-chigi-sostegno-italia-saldo-e-convinto_5WWChUtKkGQdeEEcHH6kU0

 

Palazzo Chigi: "Saldo sostegno a Ucraina"

12 FEBBRAIO 2023 | 20.16

"Come chiaramente previsto nel programma e come confermato in tutti i voti parlamentari della maggioranza che sostiene l'esecutivo"

"Il sostegno all'Ucraina da parte del governo italiano è saldo e convinto". Da fonti di Palazzo Chigi arriva la precisazione, dopo le parole di oggi del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Un sostegno, precisano le stesse fonti, che è "chiaramente previsto nel programma e come confermato in tutti i voti parlamentari della maggioranza che sostiene l'esecutivo".

 

 

 

4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

ovviamente il passato non lo dimentica nessuno

Su questo dissento.

Il passato, in Italia, viene dimenticato il giorno dopo. Questa tara genetico-culturale non so da dove arrivi, ma è un dato di fatto.

Il problema è che il passato negli altri paesi non viene in genere dimenticato ma affrontato, elaborato e, dove serve, stigmatizzato.

Presentarsi all'estero con questo armamentario di mostruosità facendo finta di nulla vuol dire avere un posto assicurato in ultima fila, accanto al cesso.

 




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