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Italia: prevenzione tsunami


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7 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Cose da pazzi…

 

7 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Ma qualcuno è caduto dal seggiolone?!

Non non sono cose da pazzi e nessuno, con un minimo di conoscenza dell'orografia, dei fondali e degli eventi sismici e correlati avvenuti in Italia in tempi geologicamente recenti, è caduto dal seggiolone.

Basta leggere alla voce terremoto di Messina del 1908, i miei nonni avevano viva memoria del maremoto che seguì al terremoto. Il maremoto fu causato verosimilmente da una frana sottomarina non necessariamente direttamente collegata al sisma, le onde a Sud di Reggio Calabria furono alte ben oltre i 10 metri

Oppure sapere che tra il 1783 ed il 1785, cioè ieri mattina dal punto di vista geologico, la costa tirrenica della Calabria vide almeno cinque terremoti seguiti da altrettanti maremoti, a Scilla (un fazzoletto di terra) a causa di uno dei maremoti morirono oltre 1500 persone.

In alternativa basterebbe riflettere sul rischio dovuto al Marsili, il più vasto vulcano europeo sottomarino, o al Magnaghi, al Vavilov e al Palinuro. Tutti nel Tirreno e tutti catalogati come vulcani pericolosi anche per la possibilità di collasso di materiali dei fianchi e conseguente rischio tsunami.

 

7 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Qui ad ogni pioggia abbondante franano le colline, esondano i fiumi, saltano i ponti, e ci si occupa degli tsunami?!

 Ci si dovrebbe occupare di tutti i rischi, nessuno escluso.

 

5 ore fa, LeoCleo ha scritto:

per potenziali pericoli di fatto inesistenti

E' la tua opinione che nega l'evidenza, non sono rischi inesistenti. Purtroppo.

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https://melius.club/topic/12850-italia-prevenzione-tsunami/page/2/#findComment-733714
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7 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Dico che a memoria storica non ci sono stati tsunami in Italia, tranne il maremoto del 1908 di cui però non è che si sappia molto

Sei in errore. 

Ne ho citati due recenti dei quali trovi pubblicazioni/libri, di quello del 1908, come ho scritto, ho ascoltato di persona quando ero bambino i racconti di due miei nonni che da giovanissimi li hanno vissuti.

7 ore fa, LeoCleo ha scritto:

mentre ogni anno una decina di comuni italiani vengono devastati da frane e alluvioni. E da che son bambino sento parlare di dissesto idrogeologico, ma nulla è cambiato

Non è cambiata la mentalità, ci si ostina a costruire negli alvei dei fiumi, nel letto di torrenti/fiumare e in zone a palese rischio frane, a interrare fiumi e canali, a non fare manutenzione alle sponde dei fiumi. 

Con i condoni, per fare cassa, quanto è a rischio non diventa magicamente sicuro, alla natura che una costruzione sia stata condonata non interessa.

Ripeto, in modo ancora più esplicito, la prevenzione deve essere a 360°

 

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https://melius.club/topic/12850-italia-prevenzione-tsunami/page/2/#findComment-733728
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10 minuti fa, qzndq3 ha scritto:

sul rischio dovuto al Marsili,

Ogni qualvolta leggo questo nome mi sale il terror panico, visto che ce’ l’ho piu’ o meno di fronte.

In merito all’argomento del thread, che trovo non banale, rispondo con un detto delle mie parti che calza a pennello: “ Chini si guardau si sarvau “

(Come a dire che chi si salva colui che si e’ guardato, piu’ o meno).

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Il 10/2/2023 at 09:25, LeoCleo ha scritto:

Credevo fosse un pesce d’aprile in clamoroso anticipo, invece è realtà: l’Italia si occuperà e fa prevenzione sui rischi tsunami, come in Giappone! 
...
Qui ad ogni pioggia abbondante franano le colline, esondano i fiumi, saltano i ponti, e ci si occupa degli tsunami?!

non so come si articoli esattamente l'attività dell'ITED, ma:

  • può essere utile anche solo per arrivare ad escludere il rischio per l'Italia, o comunque definirne il livello.  ma se nessuno lo calcola mai, non sapremo mai se il fatto che in pochi si ricordino tsunami in Italia sia significativo o meno. non dimentichiamo che fino al sisma dell'Irpinia le leggi italiane definivano come sismico un comune solo se c'era traccia storica di un terremoto in quel comune, e allo stesso modo si definiva l'intensità attesa dell'eventuale sisma in quel comune. col risultato che alcuni comuni sismici, anche altamente, risultavano non sismici o a bassa sismicità, con quel che ne consegue. la possibilità di prevedere, mediante modelli oggi molto più "facili" e attendibili che in passato, un comportamento quand'anche non sia stato direttamente osservato e registrato, è un gran passo avanti.
  • spesso queste attività di ricerca possono fornire elementi utili anche ad altri Paesi; è normale prassi: gli studi sulle argille di Londra hanno fornito elementi fondamentali per la comprensione del comportamento dei terreni fini, anche se non sono esattamente quelli di Londra, giusto per fare il primo esempio che mi viene in mente. la scienza si nutre anche di diffusione dell'informazione anche quando non immediatamente necessaria (o "remunerativa", per così dire) qui e ora.

quanto al secondo punto, non credo che gli studi sugli tsunami siano in contrasto con quelli su altri dissesti idrogeologici.

del resto, in generale i ricercatori hanno stipendi tali (e sono in numero tale) che dubito abbiano gran rilevanza per l'erario.

  • Melius 1
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34 minuti fa, daniele_g ha scritto:

del resto, in generale i ricercatori hanno stipendi tali (e sono in numero tale) che dubito abbiano gran rilevanza per l'erario.

In questo paese se riveli di essere un ricercatore ti rispondono di trovarti un lavoro serio. E l'atavica mentalità antiscientifica italica, nulla di nuovo.

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6 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Che disastro in Sicilia questi ultimi giorni: tsunami così non si erano mai visti. 

 

4 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Se, se, se... pippe VS realtà dei fatti. 

La realtà dei fatti è che la frequenza dei terremoti e quella degli tsunami non si misurano su base settimanale e lo sai benissimo.

 

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@qzndq3 Non ho parlato di terremoti (purtroppo molto frequenti in Italia).

Torno a ripetere: negli ultimi 5 mesi abbiamo avuto la devastazione di Senigallia, di Casamicciola, di Catania e di vastissime aree della Sicilia. A che pro, se non puramente accademico, si fa ricerca sugli tsunami? Sarò di coccio, ma proprio non capisco. 

 

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6 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

Non ho parlato di terremoti (purtroppo molto frequenti in Italia).

Hai parlato di maremoti la cui frequenza si misura con una base dei tempi analoga a quella dei terremoti. Talvolta sono correlati.

6 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

Sarò di coccio, ma proprio non capisco. 

Il 1908 è un'ora fa, il 1785 è questa mattina dal punto di vista geologico, fai la sommatoria dei morti e vedi che capisci.

Inoltre ti si sta ripetendo che una cosa non esclude l'altre, la manutenzione dei corsi d'acqua e la prevenzione delle inondazioni non esclude la prevenzione dagli effetti degli tsunami.

Cosa c'è da capire?

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