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2035 stop alla vendita di mezzi a benzina e diesel


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  • 2 settimane dopo...

https://www.ecodallecitta.it/te-dai-test-su-strada-le-ibride-plug-in-inquinano-troppo/?fbclid=IwAR2BEz_pr90HLkDrVw2xsH8avMsPelIS1zMlpY7kgOOdJoxeUefjsUniWwc#:~:text=Nonostante siano tuttora presentate come,dall'Università Tecnica di Graz
 

T&E: dai test su strada le ibride plug-in inquinano più di quanto dichiarato
 

Smentiti i dati pubblicizzati da BMW, Peugeot e Renault sulle macchine ibride plug-in da uno studio dell’Università Tecnica di Graz commissionato da Transport & Environment. Dai test su strada si riscontrano emissioni fino a tre volte superiori ai valori dichiarati. Elena Lake (T&E Italia): “È tempo di trattare le auto ibride in base alle loro emissioni effettive, abolendone gli incentivi all’acquisto. Molto meglio sostenere i mezzi elettrici”

 

 (PHEV) inquinano molto di più di quanto dichiarato su percorsi urbani e pendolari. Lo evidenziano nuovi test sui veicoli di ultima generazione commissionati da Transport & Environment e condotti dall’Università Tecnica di Graz. Già due anni fa, T&E aveva rilevato come sui percorsi più lunghi questa tecnologia, che unisce una batteria elettrica a un motore a combustione, inquinasse molto di più rispetto ai valori resi noti dai costruttori. Nell’ultimo test realizzato su strada dall’ateneo austriaco, tre recenti modelli PHEV – una BMW Serie 3, una Peugeot 308 e una Renault Megane – hanno emesso un ammontare di CO2 superiore a quello pubblicizzato, anche se partiti con la batteria piena.

“Le ibride plug-in sono vendute come il compromesso perfetto tra una batteria per le esigenze locali e un motore adatto a lunghe distanze. Ma i test su strada dimostrano che si tratta di una leggenda”, dichiara Elena Lake, responsabile flotte elettriche di T&E Italia. “Nelle prove in città, solo una delle tre PHEV testate ha confermato l’autonomia elettrica pubblicizzata, mentre tutte e tre hanno emesso più di quanto dichiarato nella guida su percorsi pendolari”.

I test sono stati eseguiti sia su un tipico itinerario da pendolare (da fuori città all’interno dell’area urbana) sia su un tragitto cittadino. Nel percorso casa-lavoro, la BMW ha emesso tre volte il suo valore dichiarato, mentre le ibride plug-in Peugeot 308 e Renault Megane hanno rilasciato rispettivamente il 20% e il 70% in più di CO2, nonostante la relativa brevità del viaggio (55 km) e malgrado le batterie fossero completamente cariche. Nella guida in città, l’autonomia in modalità elettrica della Peugeot è stata pari a poco più della metà (53%) di quanto dichiarato. Quella della BMW si è fermata al 74%. Il test sulla Renault ha invece confermato l’autonomia pubblicizzata. Quest’ultima, tuttavia ammonta ad appena 50 km per un “pieno” di batteria e senza possibilità di ricarica rapida. Due aspetti che rendono limitato l’uso in modalità elettrica della Renault sui tipici percorsi pendolari delle città europee. All’attenzione dei ricercatori anche il “geofencing“: la funzione, presente sulla BMW Serie 3, che dovrebbe consentire il passaggio automatico alla guida elettrica nelle aree urbane grazie al rilevamento GPS. Il test su strada a Graz ha rilevato problemi di funzionamento evidenziati per ben due volte dall’improvvisa accensione del motore in area urbana. Secondo T&E questa tecnologia non garantisce realmente una guida a zero emissioni in città e rischia potenzialmente di produrre un aumento delle emissioni di CO2 fuori dai centri abitati.

 

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L’anno scorso, ricorda ancora T&E, i Paesi europei hanno speso circa 350 milioni di euro per i sussidi all’acquisto dei soli PHEV di BMW, Peugeot e Renault. Una scelta che si traduce da un lato in uno spreco di risorse pubbliche dei contribuenti e, dall’altro, in costi complessivi superiori a carico dei consumatori dovuti al maggiore consumo di carburante rispetto a quanto preventivato. I mezzi ibridi godono di particolari trattamenti di favore anche in Italia. Tra questi, uno stanziamento di risorse per gli incentivi superiore a quello garantito per i veicoli elettrici e una soglia di prezzo d’acquisto più elevata per beneficiare dell’incentivo (45.000€ contro i 35.000€ fissati per gli esemplari 100% a batteria). I PHEV sono equiparati inoltre ai modelli elettrici nella tassazione dei fringe benefit e godono dell’esenzione del bollo auto nella maggior parte delle regioni. “Nel 2022 lo Stato italiano ha stanziato 770 milioni di euro per sostenere l’acquisto di veicoli ibridi plug-in fino al 2024, nonostante questa tecnologia abbia dimostrato di non essere realmente sostenibile” conclude Elena Lake. “Per questo è necessario abolire i privilegi di cui godono questi mezzi, procedere subito a riformare la tassazione delle auto basandosi sulle effettive emissioni di CO2, eliminare le esenzioni al pagamento del bollo e azzerare gli incentivi ai veicoli ibridi oltre che a quelli endotermici. Per contro occorre invece incentivare l’acquisto dei modelli elettrici, gli unici realmente a zero emissioni”.

 

@claravox mi aspettavo che almeno a batteria piena inquinassero meno . Se e' cosi' sono una bufala totale non a caso in Italia non se ne vendono piu' tante. Sicuramente sono auto che inquinano di piu' perche' all'atto pratico se parli con i proprietari alla fine non ricaricano mai la batteria e consumano ancora di piu' delle auto termiche normali.

Costano pure uno sproposito.

 

  • 2 settimane dopo...

Leggermente OT
 

https://scenarieconomici.it/non-caricate-monopattini-e-bici-elettriche-di-notte-la-drammatica-richiesta-dei-vigili-del-fuoco-dopo-la-morte-di-madre-e-figli-a-cambridge/

 

Non caricate monopattini e bici elettriche di notte”: la drammatica richiesta dei vigili del fuoco dopo la morte di madre e figli a Cambridge.

Gemma Germeney, 31 anni, è morta Cambridge, insieme ai suoi figli, Lilly e Oliver, di otto e quattro anni, venerdì scorso in un incendio domestico nella loro villetta. Un dramma che ha spinto i vigili del fuoco ad indagare in profondità.

La causa della tragedia è stata scoperta dal Cambridgeshire Fire and Rescue Service: a prendere fuoco è stata la batteria di una bicicletta elettrica lasciata a caricare durante la notte. Le e-bike e gli e-scooter sono modalità di trasporto personale molto diffuso nelle cittadine del Regno Unito perché poco costose ed ecologiche, ma in questo caso ne è nata una tragedia.

“Sappiamo che le biciclette elettriche e gli scooter elettrici sono modalità di trasporto personale molto diffuse al momento e invitiamo chiunque ne possieda una a essere consapevole dei rischi potenziali e a seguire semplici precauzioni per ridurre la probabilità di surriscaldamento delle batterie” hanno dichiarato le autorità

Il servizio ha consigliato vivamente la popolazione a non caricare la batteria di una e-bike o di un e-scooter durante la notte e a non lasciarla in carica per un tempo superiore a quello necessario per la ricarica completa.

L’incendio causato alla villetta dalla batteria della bici elettrica è stato talmente intenso che sono stati necessari ben 30 vigili del fuoco per esinguerlo. Purtroppo era troppo tardi per la signora Germeney e per le figlie.

La diffusione dei mezzi di locomozione elettrici ha reso sempre più frequenti gli incidenti derivanti dalle batterie al litio, attualmente legate ad una tecnologia ancora soggetta troppi incidenti e incendi pericolosi. A giugno un‘auto elettrica è esplosa a Treviso in garage, distruggendo una villetta.

A maggio, sempre nel Regno Unito, vi era stato un altro incendio domestico legato ad un monopattino che aveva preso fuoco durante la ricarica, ma in quel caso il proprietario della casa si salvò. Questa volta non è andata altrettando bene. Quindi ricordate: non andate a dormire lasciando bici o scooter sotto carica. Per le auto… buona fortuna.

L'articolo di Quattroruote secondo me e' molto aderente alla realta' , ne abbiamo gia' parlato.

Tra gli obiettivi da oggi a 20 anni (circa) c'e' quello di dimezzare il parco circolante a causa dell'impossibilita' (con le tecnologie attuali) di avere una rete di ricarica capillare.

Scusate, ho un grosso difetto, non ho memoria quindi non so dove abitate se in una piccola provincia, in campagna o in città...

Solo per dire che io sono il primo ad essere preoccupato per questa presunta transizione in atto, a breve qui a Roma la mia attuale auto non potrà circolare, ma le grandi città sono letteralmente al collasso, avanti così non si può andare, bisognerebbe almeno dimezzare il parco circolante e lasciatemi dire che per la maggior parte delle persone sarebbe solo un piccolo sacrificio, conosco famiglie di quattro persone con quattro auto, il più delle volte ferme per strada perché usano il motorino a noleggio... 

  • Melius 1

@audio2 veramente ci sono state 17 pagine del thread “Milano a 30 all'ora“ e si è parlato delle motivazioni di tale provvedimento, dei pedoni che attraversano la strada distratti e la rava e la fava……

Avevo detto la mia ma nessuno mi ha cag…… :classic_biggrin:

copio/incollo da quel thread:

Amici milanesi consolatevi, c’è chi sta peggio di voi.

 


https://letstalk.oxfordshire.gov.uk/traffic-filters-2022

 

Da poco nella contea di Oxford (UK), hanno approvato un progetto (a dir poco terrificante) di sperimentazione della regolamentazione del traffico utilizzando l’ormai noiosa scusa della ‘’salute‘’ e del ‘’verde‘’ perché riducendo il traffico si avrà una riduzione di emissioni, di incidenti stradali etcetcetc… e per arrivare a questi obiettivi, la giunta della Contea di Oxford ‘’ha diviso la città in sei zone, ognuna con un proprio filtro del traffico. Questi funzioneranno 7 giorni su 7, dalla mattina alla sera. Quando i blocchi stradali saranno attivati, per i residenti delle zone sarà impedito ogni spostamento con la macchina e chi uscirà dal perimetro delineato riceverà una multa. I controlli verranno fatti attraverso delle telecamere, che riconosceranno automaticamente le targhe. 

Per determinati mezzi vi sono delle esenzioni gratuite, come per i veicoli speciali d’emergenza o i taxi, mentre per i cittadini vi è un permesso di 100 giorni all’anno. Con una media di due libere uscite a settimana, per il resto non sarà permesso oltrepassare i confini imposti dal filtro del traffico.
A Milano hanno iniziato a fare delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) nel 2008 con il sistema ‘’ECOPASS‘’ imposto dalla giunta Moratti, per poi arrivare nel 2011 con la famosa ‘’AREA C‘’ imposta dalla giunta Pisapia,  per arrivare al 2023 con l’ ‘’AREA B‘’ e una Milano quasi totalmente inaccessibile ai cittadini grazie al sindaco Sala, con una città piena di telecamere, ogni incrocio o angolo di strada, ogni via di accesso o uscita, è ‘’monitorata‘’. 

 

E siamo arrivati alla notizia di pochi giorni fa che, dal 2024, quest’ultimo vuole imporre il limite di 30 km orari all’interno dell’area metropolitana di Milano per ‘’tutelare‘’ la salute pubblica (verrebbe da chiedere, ad esempio, che se fossero davvero preoccupati per la salute dei cittadini e non un controllo pervasivo e ossessivo delle loro vite, come mai non incentivano la cittadinanza a prendere mezzi pubblici, dato che il costo di questi aumenta ogni anno, le corse sono sempre le stesse e la validità della durata dei biglietti è sempre la stessa?) 

La tendenza, se ne sta parlando già da un po’, è la città dei 15 minuti.

 

 

A Roma non stiamo messi meglio, si sta organizzando la più grande ZTL d’ Europa, 

 

https://www.comune.roma.it/web/it/dipartimento-decentramento-servizi-delegati-e-citta-in-15-minuti-citta-dei-15-min.page

4 minuti fa, audio2 ha scritto:

non mi pare nemmeno corretto affossare la più di metà italia che vive fuori dispersa.

Per chi non ha problemi giornalieri di ZTL e via dicendo ci sono almeno 12 anni, cavolo sono tanti, per potersi adeguare, sempre se le cose rimarranno così, non mi sembra impossibile

I prezzi delle elettriche si sono abbassati già molto, una Tesla Model 3 costa quanto una Golf...




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