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2035 stop alla vendita di mezzi a benzina e diesel


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  • 2 settimane dopo...

Da Quattroruote;

https://www.quattroruote.it/news/industria-finanza/2023/08/04/luca_de_meo_l_auto_elettrica_e_una_rivoluzione_per_ricchi.html

 

De Meo ci aggiorna a che punto siamo con questa transizione all'elettrico ,in un economia globalizzata farlocca in cui le aziende automobilistiche cinesi sono favoritissime grazie ad ingenti investimenti del governo cinese , la manodopera a costi ridicoli e non meno importante il basso costo delle materie prime.

 

"L'auto elettrica è una rivoluzione per i ricchi: la mobilità privata per come l'abbiamo conosciuta non esisterà più”: lo ha detto Luca de Meo, ceo del gruppo Renault, in un incontro con la stampa a Locorotondo, in Puglia, a margine del Viva Festival, kermesse di musica elettronica di cui la Renault è main sponsor. Nell'occasione, il numero uno della Casa francese ha affrontato vari temi, dalla Formula Uno alla competizione industriale con i cinesi, passando per l'ACEA e gli e-fuel. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni più importanti.

Sulla mobilità. "Costruire un'elettrica costa più di un'auto tradizionale per gl'investimenti, la tecnologia a bordo e i componenti. Questa è, come ho sempre detto, la rivoluzione dei ricchi. Va accettata l'idea che la mobilità privata per come l'abbiamo conosciuta non esisterà più. Il mercato europeo da 17 milioni di pezzi l'anno ce lo dobbiamo dimenticare. I ricchi si compreranno l'elettrico e tutti gli altri si terranno le macchine usate fino a quando la politica glielo permetterà".

Sul 2040. "Quando ho dato l'intervista a Repubblica, una decina di giorni fa, mi sono stupito. Nel titolo c'era scritto che io voglio spostare il phase out dal 2035 al 2040. In realtà ho detto una cosa leggermente diversa. Ovvero, che noi a suo tempo avevamo subito avvisato la Commissione Ambiente che per il 2035 era letteralmente impossibile avere una domanda sostenuta e naturale per le elettriche; e che sarebbe stato meglio spostare tutto al 2040. Non ci hanno ascoltato, e infatti ora per sostenere la transizione bisogna puntare sugl'incentivi oppure su iniziative su cui ho dei dubbi, come il leasing sociale proposto dal governo francese. Comunque, il nostro ruolo è di seguire le indicazioni del policy maker: vorrà dire che ci daremo da fare per essere pronti per il 2035".

Sui media. "Oggi è evidente come stia prendendo piede un atteggiamento critico nei confronti della transizione. Ma io mi ricordo benissimo come tre-quattro anni fa le principali testate, guidate in questo dalla grande finanza, erano schierate nel definire l'elettrico l'unica carta sul tavolo. Fondamentali per una corretta informazione sono le testate specializzate, che hanno il compito di guidare il consumatore andando in profondità: altro che gli influencer. C'è bisogno di fonti credibili, che spieghino limiti e vantaggi dell'elettrico. Sono assolutamente convinto che già ora le Bev, in molti casi, siano assolutamente superiori a un paragonabile modello termico, per efficienza e prestazioni. I costi di gestione sono un terzo rispetto alle Ice".

Sull'ACEA. "Non bisogna limitarsi alla foto di quanto verrà. Va guardato il video attuale puntando sulla neutralità tecnologica. Non si ha avuto il coraggio nel comunicare bene le alternative all'elettrico e nello spiegare come i carburanti di origine sintetica, ad esempio, potrebbero essere da subito un'alternativa valida per ridurre l'impatto ambientale del circolante. Relegarli come sta facendo Bruxelles al trasporto aereo ne impedisce l'utilizzo su ampia scala.

Sui cinesi. "Il governo di Pechino sta spingendo a suon di miliardi di investimenti la competitività delle sue aziende automotive e noi per ora non ci stiamo difendendo. Anzi, tocca ricordare che quando noi abbiamo voluto andare lì abbiamo dovuto accettare le loro regole. La verità è che stiamo giocando una partita falsata: è come una partita 11 contro 15. Noi europei strapaghiamo l'energia elettrica mentre loro vi accedono a costi ridicoli producendola con fonti fossili, oltre ad avere il vantaggio competitivo del costo del lavoro ridicolo rispetto al nostro. Detto questo, vedo che tutti ci hanno già dato per sconfitti. Ricordo agli scettici che in passato, in Europa, sono già arrivati gli americani, poi i giapponesi e anche i coreani: non mi sembra che i produttori locali siano scomparsi, anzi. Anche in Renault abbiamo avuto dei problemi, certo, però è altrettanto vero che siamo qui da 125 anni. Anche questa volta andremo a combattere sul mercato. E comunque l'automotive è un business evolutivo: se perderemo trazione in Europa, vorrà dire che le nostre macchine andremo a venderle altrove".

Sulla catena del valore dell'elettrico. "Ora l'Europa si sta attrezzando per affrancarsi dalla dipendenza dall'economia cinese. Va bene. Ma dobbiamo accettare l'idea che oggi di questa catena del valore noi controlliamo, a dir tanto, il 2-3%. Nel 2035, forse, arriveremo se va bene al 5%".

  • Melius 1
  • Thanks 1
  • 3 settimane dopo...

Ho trovato questo curioso canale youtube che si occupa anche di auto elettriche. Ci parla di auto cinesi ,una piccola percentuale sarebbero vendite fasulle.

Si analizza un po' il "lato oscuro" dell'economia cinese sul tema.

Il canale e' un po' di parte e da addosso ai cinesi per quello che ho potuto vedere , pero' e' interessante vedere come sia confermata la mia tesi per cui ai cinesi (da sempre con attivita' molto impattanti sull'ambiente) della rivoluzione elettrica frega poco e niente l'aspetto "ecologico". Serve distruggere nel piu' breve tempo possibile la concorrenza automobilistica europea e americana. Eccoli a dichiarare numeri di immatricolazioni sempre piu' alti, numeri che nascondono cose strane come una quantita' di auto immatricolate ferme nei piazzali . Mai consegnate.

Ci sono immagini anche sul discorso bici condivise. Campi di biciclette a perdita d'occhio.

La storia del "salviamo il mondo" a questi non e' mai interessata. Pensate quanto hanno inquinato per produrre quelle migliaia di auto ferme nei piazzali e quelle biciclette che mai verranno consegnate.

 

 

A questo punto mi auguro che nel 2035 ci sia un bel rinvio dello stop alle auto con motore endotermico e che sia  il più lungo possibile. Poi si vedrà. Che fosse un espediente per fare in modo che l'auto privata torni ad essere un privilegio l'ho capito subito. L'importante è che lo capisca anche la gente comune e che al momento opportuno non si faccia fregare dai politici come al solito.

  • 1 mese dopo...

https://www.investireoggi.it/news/auto-elettriche-a-rischio-volkswagen-ferma-la-produzione/
 

Auto elettriche a rischio, Volkswagen ferma la produzione di alcuni modelli

Stop alla produzione di alcuni modelli di auto elettriche. È questa la sofferta decisione di Volkswagen dopo il calo della domanda.


Colpo di scena, quando pensavamo che ormai la strada fosse in discesa, per le auto elettriche invece la salita è di nuovo iniziata. Volkswagen, uno dei grandi colossi del settore, ha infatti interrotto la produzione di alcuni modelli a causa della bassa richiesta da parte dei consumatori. Di quali si tratta? Scopriamolo insieme.

Volkswagen ferma la produzione

Proprio di recente avevamo registrato l’arresto di un’altra produzione di macchine, ma in quel caso si trattava di una scelta diametralmente opposta. Volvo infatti ha deciso di interrompere la produzione di vetture con motori diesel già a partire dal 2024. Una scelta che fa capire quali sono le reali intenzioni del colosso svedese, ossia puntare dritto verso le auto elettriche, quando anche quelle a benzina verranno accantonate. La decisione della tedesca Volkswagen è invece completamente diversa, e sono proprio le vetture elettriche a farne le spese. Questo perché la domanda non è sufficiente a soddisfare quelle che sono le esigenze di fatturato della società teutonica. Siamo quindi di fronte a una situazione abbastanza paradossale.

Da un lato le misure sempre più stringenti della politica, con l’Unione Europea che impone il passaggio definitivo entro il 2035.

Dall’altro invece la quotidianità poco pratica di chi è già in possesso di veicoli di questo tipo, i quali si trovano costantemente in difficoltà a causa delle scarse infrastrutture, su tutte la poca presenza di colonnine di ricarica sul territorio. Di questo problema è soprattutto l’Italia a sentirne maggiormente il peso. A quanto pare, però, anche in Germania non se la passano benissimo, se è vero che alcuni modelli di auto hanno una richiesta di vendita davvero bassa. Ed ecco che si arriva quindi a una decisione tanto sofferta quando inattesa. Il Gruppo VW ha interrotto temporaneamente la produzione di alcuni modelli a zero emissioni in due stabilimenti tedeschi.

In particolare, parliamo della Cupra Born e della Volkswagen ID.3. Come dicevamo, il motivo di tale decisione è da riscontrarsi nella bassa domanda da parte dei clienti in Europa.

Auto elettriche a rischio, cosa succede?

Gli stabilimenti che producono i modelli in questione verranno chiusi per due settimane. Questa le decisione dei vertici al momento. Nel frattempo, si valuterà sul da farsi, ossia se riprendere o meno l’attività alla fine di questo periodo di stop. Secondo indiscrezioni, fino al 16 ottobre rimarrà attiva una sola catena di montaggio Prosegue invece la produzione delle Audi Q4 e-tron, Q4 Sportback e-tron, Volkswagen ID.4 e ID.5, almeno per il momento. Ad ogni modo, l’incertezza regna sovrana, visto che l’agenzia di stampa DPA (Deutsche Presse-Agentur) ha affermato che al momento non si sa cosa accadrà dopo il 16 ottobre. Si tratta comunque di una scelta importante, visto che i modelli in questione rappresentano il 70% dei volumi di auto elettriche Volkswagen prodotte dalla Zwickau.

Tale decisione si ripercuote pesantemente anche sul mondo del lavoro. Mentre il nostro paese è in cerca di nuove riforme e incentivi da parte del Governo, anche la Germania deve far fronte a qualche piccolo grande problema. La decisione di fermare le attività delle catene di montaggio, infatti, comporterà il mancato rinnovo di molti contratti a tempo determinato. Si parla di 296 lavoratori che torneranno a casa. A pesare anche alcune scelte proprio della politica, la quale ha bloccato gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Dal primo gennaio 2024 si passerà infatti da 4500 euro a 3000 euro per coloro che vogliono passare all’elettrico. Tale scelta può ripercuotersi pesantemente sul mercato delle EV, e come abbiamo visto c’è già un colosso del settore che ha fatto la sua prima mossa.

 




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