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Carne coltivata. Se la libertà di scelta è invisa a chi governa


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cactus_atomo

penso che rientri nel concetto di precauzione non permettree la commercializzazione di alcunchè fino a che non si abbiano prove certe della sua innocuità su larga lascala e della assenza di effetti collaterali. Non dimentichiamo che l celiachia è aumentata quando abbiamo iniziato a nutrirci di farine che rispetto a quelle antiche hanno un tasso di glutine superiore di almeno il 30& . prudenza mi pare il minimo

Ma vietare perchè vogliamo fare una sorta di barriera contro un tipo di import per proteggere i nostri allevatori, è scelta miope, il mercato è mondiale, importiamo ed esportiamo,se questa carne prende piene nel modo le nostre barriere saranno solo una "tigre di carte"

Il 28/3/2023 at 22:34, appecundria ha scritto:

Lollobrigida

Un personaggio come questo, probabilmente, quando non andava in giro a picchiare, passava la sua vita in una sede di partito a fare "carriera" nel partito, attaccava manifesti, volantinava o stava per giornate davanti a un bar a parlare da 'a Lazie e del camerata Dicanio, ma lavoro mai e tantomeno prendere un libro in mano per studiare o per piacere, magari corri il rischio di mettere in funzione la testa. 

Indottrinamento di partito, frequentazione di condotte sotterranee, laurea alla prestigiosa Niccolò Cusano. 

Utilizzo massiccio di materiale sintetico di riempimento di vuoti cosmici. 

Il 29/3/2023 at 10:09, mozarteum ha scritto:

diritto alla salute, all’integrita’ del patrimonio storico culturale 

Ci aggiungerei territoriale e ambientale e già per questi motivi occorrerebbe iniziare a limitare fortemente l'attività zootecnica in Italia che ha un impatto spaventoso, a iniziare dalla quantità di suolo e di acqua che viene utilizzata per alimentare questo settore economico. 

Ma è normale che in un forum di attempati signori benestanti da ZTL si identificano i prodotti zootecnici in succulente chianine, salsicce di Cinta Senese, bufale da latte massaggiate in stalle con aria condizionata e sottofondo di Mozart e polli ruspanti della nonna. Invece la maggior parte della zootecnia è costituita da carnai indecenti e rivoltanti, gabbie di pollame impilati con illuminazione elettrica a simulare il giorno e la notte, scarichi eutrofizzanti, prelievi massicci di acqua e produzione di co2,per produrre la "fettina" piena di estrogeni e antibiotici e psudopolli mutanti mollicci e immangiabili. 

A questo punto, visto che, come al solito, si cavilla amabilmente di norme, di leggi, di diritti alla salute, di impresa e di etica, mi chiede dove pēnis è finito il mio diritto del cittadino comune di non vedere scempi del genere e di non considerare l'ambiente come, visto che ci troviamo in tema, come una mucca da mungere allo stremo da colture e allevamenti intensivi?

  • Melius 1
appecundria
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

Ma un “divulgatore scientifico” con almeno uno straccio di laurea non ce l’hai ?

Giustamente la decisione è stata presa dal premio Nobel per la cognatitudine.

Comunque l'ho linkato perché accoglie molte delle tue ragioni ma se è un incompetente va bene.

ascoltoebasta
Il 5/4/2023 at 21:47, Martin ha scritto:

significa che quella ricavata da animali-monstre che in natura non sarebbero mai esistiti, rimpinzati di nuclei proteici ed insilati vari e sottoposti a cicli di accrescimento accelerati, il tutto con sontuosi aiuti farmacologici, è "carne naturale"  ? 

Su questo non ci son dubbi,sarebbe,per me,più opportuno riuscire ad avere allevamenti il più sani possibile,perchè le carni di qualità sono correlate in toto con ambiente,vita e alimentazione dell'animale,che conferisce alle carni le caratteristiche tipiche e distinguibili,le muscolature che si sviluppano col movimento e ne caratterizzano il gusto e la consistenza,purtroppo spesso con la scienza ripariamo il 60% dei danni che l'applicazione della scienza stessa ha causato.

2 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

Su questo non ci son dubbi

si però non dimenticatevi che restano comunque organismi viventi che filtrano e spurgano

quello che gli viene dato.

coltivare carne non vivente in confronto è un salto quantico.

 

  • Melius 1
  • 6 mesi dopo...
  • 5 mesi dopo...
  • 4 mesi dopo...

Sostengo con convinzione l’apertura totale alla carne di sintesi biochimica, il nome corretto, perché si crea trasmutando le proteine vegetali in proteine identiche alla carne vera…

esattamente come fa la mucca che mangia erba e diventa carne.

E ormai siamo in otto miliardi, non posso più continuare così, non c’è pappa per tutti, e se si considera i costi ambientali della bistecca, si capisce perfettamente che la nostra società è su un crinale.. franante.

I "piccoli allevatori tradizionali" - se la carne sintetica diverrà conveniente, e oggi è lontanissima dall'esserlo- avranno una straordinaria occasione per riposizionare il prodotto sul mercato, contando proprio sulla maggior differenziazione.  Sempre che il tutto sua retto da una domanda sufficiente ed opportunamente condizionata dalle campagne comunicative (in parte già iniziate)

ascoltoebasta

Come ho già sostenuto, ben venga tutto,importante sarebbe poter scegliere e mi auguro che così possa essere,io sono abituato a fornirmi di carni,salumi,verdure,ortaggi,formaggi,confetture etc,direttamente da piccoli produttori e a prezzi spesso più convenienti rispetto a ciò che si trova nella GDO,ma di quaità sempre superiore e imparagonabile.




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