Vai al contenuto
Melius Club

L'importanza dell'agricoltura e il Liceo del Made in Italy


Messaggi raccomandati

9 minuti fa, Velvet ha scritto:

compra da te l'idea e il brevetto.

Ma non stavamo discutendo di piccole e medie imprese che fanno innovazione? Prima scriviamo che ce ne sono tante anche se invise alla sinistra che privilegia invece le grandi, poi scriviamo che una volta fatta l'innovazione le piccole hanno da essere comprate dalle grandi?  

14 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

una volta fatta l'innovazione le piccole hanno da essere comprate dalle grandi?  

Comprare da te idee e brevetti non vuol dire che necessariamente compra te.

Vuol dire che tu fai R&D e la produzione la fa il grosso. L'ha spiegato anche Bruno più su.

 

3 minuti fa, Velvet ha scritto:

Comprare da te idee e brevetti non vuol dire che compra te

Eccolo qui, uno grosso che compra e uno piccolo che deve vendere è sempre il solito ns discorso italiano che prima l'Europa, poi l'Italia, poi la regione, poi la provincia, poi la città, poi il piccolo comune, ma se tutti i piccoli comuni facessero fronte unico anche essendo piccoli potrebbero dire la loro, invece come per le pmi ci si guarda sempre in cagnesco uno con l'altro attendendo che una volta sfiancati arrivi il grosso a comprarti. In questo sta anche un nostro grosso difetto tutto italico, il guardarci in cagnesco uno con l'altro invece di imparare a collaborare, ma guai a collaborare con un tuo diretto concorrente, piuttosto aspetto il pesce grosso che ci venga a mangiare uno dopo l'altro. 

7 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

, invece come per le pmi ci si guarda sempre in cagnesco uno con l'altro attendendo che una volta sfiancati arrivi il grosso a comprarti. In questo sta anche un nostro grosso difetto tutto italico, il guardarci in cagnesco uno con l'altro

Buh, può essere. Forse dipenderà dal settore in cui operi, ma non mi pare sia una regola. 

Un liceo del polpettone al sugo o degli ziti alla genovese servirebbe.

Nessuno piu’ cucina a casa roba di tradizione e tempo una generazione tutto andra’ perduto.

Gia’ la genovese mangiata a Napoli non e’ quella di mia nonna la cipolla non e’ sqaugliata

 

briandinazareth
11 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Gia’ la genovese mangiata a Napoli non e’ quella di mia nonna la cipolla non e’ sqaugliata

 

 altre nonne la facevano diversa e non esisteva "la genovese" uguale per tutti, nessuno voleva uniformarsi ma farla migliore alla propria maniera. 

forse dietro a queste follie meloniane c'è quell'aspetto un po' strano dell'idea della tradizione cristallizzata.

 

briandinazareth
58 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

In questo sta anche un nostro grosso difetto tutto italico, il guardarci in cagnesco uno con l'altro invece di imparare a collaborare, ma guai a collaborare con un tuo diretto concorrente, piuttosto aspetto il pesce grosso che ci venga a mangiare uno dopo l'altro. 

 

da incorniciare, è un problema culturale profondo. 

Il capitolato della genevose doc (olen docet peccato non scriva piu’ ma come dice un mio amico: sono disposto a discutere solo a parita’ di sintassi) prevede otto ore di cottura del pezzo di carne e della cipolla. Troppo per qualsiasi ristorante

L'attuale ordinamento scolastico, con i relativi piani orario, risale alla c.d. riforma Gelmini, ossia al governo Berlusconi 2008-2011. Qualche nome dei ministri di quel governo: Raffaele Fitto, Giorgia Meloni, Ignazio Larussa. In altri termini, gli stessi che hanno prodotto l'ultima riforma degli ordinamenti scolastici, ora intendono demolire ciò che hanno varato 13 anni fa.

Sul c.d. "Made in italy" è attivo un indirizzo degli istituti professionali.

INDIRIZZO: IP13 INDUSTRIA E ARTIGIANATO PER IL MADE IN ITALY
TITOLO DI STUDIO: ISTITUTO PROFESSIONALE INDIRIZZO "INDUSTRIA E ARTIGIANATO PER IL MADE IN ITALY".

Quindi l'intento sarebbe di trasformare un indirizzo professionale in un liceo. L'intezione mi pare quanto meno curiosa.

  • Melius 2

Per evitare fraintendimenti, si dovrebbe aver ben chiaro cosa è un lavoratore autonomo, cosa una microimpresa e cosa una piccola e media impresa.

In italia vi sono circa 5 milioni di lavoratori autonomi e di questi quasi il 75% non ha dipendenti e quindi opera da solo.

Una microimpresa ha fino a 10 dipendenti ed una piccola impresa fino a 50, la media impresa ariva a 250 dipendenti.

Il thread nasce sull'ipotesi di un liceo per il made in Italy. Ma se l'intento è di innalzare le competenze professionali dei neo-diplomati, dubito che l'autonomo sia disponibile ad assumerlo e a pagarlo di conseguenza, il loro sbocco lavorativo dovrebbe essere l'impresa strutturata, quindi quanto meno una piccola impresa, con oltre 10 dipendenti.

Le mie valutazioni sulla produttività delle microimrpese non rinviene dai testi di economia. Ho lavorato per 10 anni in quella che dovrebbe essere ancora la più grande associazione di artigiani d'Italia nella sede di Bari. Ne ho conosciuti per lavoro migliaia e posso sostenere che la gran parte di loro erano al più dei buoni operai, ma che non erano in grado di fare un calcolo orario di costo d'impresa, cosa verificata personalmente in più casi. Ho parlato recentemente con ex colleghi, ma anche con amici commercialisti, al situazion non è cambiata di molto. Si arriva all'assurdo di persone che non sono neppure in grado da gestire una PEC e che lascia le credenziali al commercialista o al dipendente dell'associazione, con risvolti potenzialmente penali. Se su costoro si dovesse basare il futuro del nostro paese, il fallimento è prossimo.

Che ci fosse una enorme evasione fiscale lo rilevavo nel momento in cui costoro chiedevano prestiti alle cooperative di garanzia. Se per il prestito la cooperativa si fosse basata sul reddito dichiarato, non lo avrebbe concesso a quasi nessuno, i redditi dichiarati erano molto al di sotto del livello di sopravvivenza e quindi in teoria non avrebbero avuto la possibilità di restituirlo.

L'evasione fiscale di massa e l'incapacità di fare un calcolo del costo orario di impresa è stata un ostacolo alla modernizzazione di queste imprese. L'autonomo o con qualche collaboratore precario e spesso in nero faceva concorrenza sleale a coloro che cercavano di mettere su una vera impresa. I veri imprenditori mi dicevano di clienti che li etichettavano come eccessivamente cari solo perché avendo dei dipendenti ed una struttura d'impresa dovevano fare un calcolo del costo orario d'impresa, che risultava superiore al lavoro del tutto in nero dell'autonomo. Anche queste non sono cose lette dai libri, ma sentite direttamente dagli interessati. Alla fine costoro si rivolgevano ad un mercato diverso da quello dell'autonomo, perché in quell'ambito di mercato non potevano competere.

Il paese ha bisogno di meno imprese, meno partite IVA; le microimprese devono diventare piccole imprese, le piccole medie e le medie grandi. Queste possono dare opportunità vere di lavoro a giovani quailificati, a laureati in mabito scientifico, anche qui in Meridione, con retribuzioni adeguate.

  • Melius 1
22 minuti fa, Savgal ha scritto:

Se su costoro si dovesse basare il futuro del nostro paese, il fallimento è prossimo

ok, ma allora come si diceva prima su cosa lo basi

la grande industria sia privata che pubblica in pratica è passata da un fallimento ad un altro

mò che facciamo

non abbiamo le dimensioni per competere con quelli veramente grandi e grossi, se togli

anche il piccolo crepiamo letteralmente di fame, e non in senso metaforico.

22 minuti fa, Savgal ha scritto:

Il paese ha bisogno di meno imprese, meno partite IVA; le microimprese devono diventare piccole imprese, le piccole medie e le medie grandi

giusto, ma come si fa, l' ho chiesto anche prima.

( cioè, io qualche idea posso anche averla, ma vorrei sentirle da voi ).

Ma quai sarebbero, nello specifico, i pericoli di un (altro) liceo del "made in italy"  (bello così, denominato in inglese...) 

Insegnanti, personale ausiliario, cindacati contenti, finalmente cattedre per i laureati in scienza delle merendine, si mangerà bene anche col ticket da 7 euro, camerieri che finalmente al posto di dire "la costata al sangue o ben cotta?" diranno "a quale grado di denaturazione del collagene intende protrarre la reazione indotta tramite trattamento termico della porzione tissutale in cottura?"  oppure: "come intende catalizzare la reazione di maillard, tramite superrficie in ossido di ferro oppure con aggiunta di eritrulosio ?  Quanto gradirebbe di rendimento in % di  melanoidine sulla massa reagente ?'" 

E basta con: dotto', je famo du'ffettucine ? 

:classic_biggrin:

  • Haha 1

quando dalle parti mie andava bene c'era la scuola arti e mestieri ( orafi, pelletterie e decorazioni artistiche ) patrocinata dal centro produttività veneto. non so se esiste ancora e se si in che forma, una volta andava benissimo,  poi calata la produzione di tutto forse hanno pure chiuso.




  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 42 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...