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Melius Club

Bonaccini e Schlein avevano i fondi statali per evitare le alluvioni. Non sono stati capaci di spenderli e hanno restituito 55 milioni al governo


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13 minuti fa, Guru ha scritto:

Non sono del mestiere ma temo non siano applicabili per piccoli corsi d'acqua che attraversano le città,

Vanno fatte  a monte, accettando magari la perdita di edificabilità dei terreni e la spesa per opere la cui utilità si esprime solo in corrispondenza del "tempo di ritorno" degli eventi.   (dalle mie parti i progetti regionali post alluvione 2010 sono stati puntualmente contestati: La cassa di espansione rovina l'habitat della rana checchina di Longare, inibisce la fioritura della ninfea vaginata, rompe le uova al fischione di palude, fa mosche, zanzare ed è una "ulteriore cementificazione"... queste più o meno le motivazioni degli avversi.) 

  • Haha 1

Gli oppositori a qualunque opera pubblica sono ovunque, emblematica la questione del rigassificatore di Piombino e nel recente passato l'opposizione al gasdotto nel leccese. A breve avremo una pletora di oppositori alle pale eoliche off-shore, come, sempre nel recente passato, abbiano avuto una pletora di negazionisti del cambiamento climatico (quasi tutti collocati in uno schieramento politico).

«Gli oceani si stanno alzando? Avremo qualche casa vista mare in più. Non è la cosa peggiore del mondo, abbiamo problemi più seri»».

1 ora fa, vizegraf ha scritto:

Se permetti io parlo da tecnico del settore e non da comune uomo della strada.

L'opposizione dei verdi è documentata dalla richiesta in sede europea di sospensione dei lavori.

Sono documenti ufficiali.

Un errore (grave) però l'ho commesso anch'io.

Parlare di cose serie con te.

Non ho dubbi sulle tue competenze tecniche, invece per quanto riguarda la politica possiamo parlare alla pari. Non ho nemmeno dubbi che verdi e ambientalisti vari abbiano esagerato schirandosi In diverse occasioni contro parecchie opere, ma ritengo un luogo comune pensare che sia loro la responsabilità di tante mancate realizzazioni: quale peso politico hanno, almeno in Italia, negli ultimi vent'anni?

Esempio dell'area impegnata dai bacini di laminazione progettati per proteggere il centro di Vicenza da eventi di piena con tempo di ritorno 10 anni. Si intuisce come detti progetti possano rovinare ad esempio gli appetiti immobiliari.

 

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1 ora fa, Martin ha scritto:

Vanno fatte  a monte

Non mi intendo di queste cose, ma andando a logica come possono casse di espansione a monte limitare i rischi di un fiume tombato che raccoglie l'acqua di un grande centro urbano, notoriamente molto cementificato?

1 ora fa, nullo ha scritto:

Certo, nelle favole in genere.

risposta scioccamente polemica

scusa la franchezza

di fianco a un fiume ci abito

le opere sono state fatte e di problemi con acqua non ne abbiamo piu

comunque saluti

 

  • Melius 1
15 minuti fa, Guru ha scritto:

come possono casse di espansione a monte limitare i rischi di un fiume tombato che raccoglie l'acqua di un grande centro urbano, notoriamente molto cementificato?

esatto

argini cementificati, magari belli rettilinei e pure alti.

Quando arriva il litro di troppo  succede il finimondo.

Sui fiumi e sui torrenti vanno trovati punti dove fare grandi aree allagabili (anche artificiali, magari scavando per dare capacita)

L'acqua sfoga, non importa che non tracimi, l'importante e' limitarne la velocita stante che in fisica il rapporto energia velocita e' quadratico

 

12 minuti fa, Guru ha scritto:

come possono casse di espansione a monte limitare i rischi di un fiume tombato che raccoglie l'acqua di un grande centro urbano

Infatti ne vanno fatte più d'una lungo l'intera "asta fluviale".   Numero e posizione delle stesse dipendono dalla disponibilità di terreni e dall'opportuno livello degli stessi. L'esempio citato di Vicenza mostra solo l'area di laminazione più vicina al centro e quindi più appetibile come valori. 

Credo comunque che i fiumi tombati rimangano bombe ad orologeria... Il condotto ha un limite massimo di flusso, oltre il quale il tunnel scoppia. Questo è  successo al torrente Ravone in via Saffi a Bologna pochi giorni fa, ed è quello che è capitato più volte a Genova.

Il caso di Genova poi, non mi pare gestibile se non evacuando e destinando maggior spazio al fiume in città, perché l'acqua scende veloce dall'entroterra.

Altro esempio della consistenza delle opere necessarie per la protezione delle alluvioni. Quello rappresentato è il sistema ad "argini maestri" del fiume Piave. In pratica chi coltiva il terreno tra gli argini maestri (in rosso) accetta la possibilità dell'alluvione. L' ampiezza "normale" del fiume è evidenziata in giallo. A seguire la foto della stessa area durante l'evento 2018, ripresa dall'elicottero VVFF. Tempo di ritorno evento < 10 anni. 

image.thumb.png.59b002523cfc541e9018756a4a834938.png

 

image.thumb.png.98be7bf9d1b4b65d6f46e175df26696a.png

1 ora fa, Martin ha scritto:

dalle mie parti i progetti regionali post alluvione 2010 sono stati puntualmente contestati

però li abbiamo fatti lo stesso, almeno dalle mie di parti

1 ora fa, wow ha scritto:

Però il problema è che stanno iniziando ad esondare corsi d'acqua che in passato non hanno mai dato fastidio. 

ci si affida ad argini in cemento dritti come fusi e sempre piu alti.

Invece che far sfogare l'acqua progressivamente costruendo strutture o lasciando liberi alvei naturali la si fa viaggiare in quantita sempre superiore e a velocita crescenti come se a valle ci fosse capacita di deflusso infinita.

Poi arrivano i disastri.

Io vivo sull'Adda che non e' un ruscellino.

Fatte opere , ultima superpiena anno 2000.

Allagamento a velocita zero (sembrava un lago) senza danni 

Fatti altri lavori per ottimizzare i deflussi piene o non piene di alluvioni non ne ho piu viste.

 

I bacini di laminazione si possono fare dove di sono zone scarsamente abitate e con colture di scarso pregio. Alcuni anni fa da queste parti ci fu una forte esondazione del Po. Si allagò la zona sud (a monte) di Torino che normalmente lamina le portate eccezionali, ma ci furono danni fortissimi perché non è esattamente disabitata. Il concetto è quello di risparmiare Torino, ma questa zona di laminazione è purtroppo abitata (duemila sfollati). Tutto questo indipendentemente dalla velocità delle portate che, d'altronde, non è particolarmente favorita dalle pendenze in gioco. Tuttalpiú, per gli affluenti montani, si può parlare di di tempi di corrivazione brevissimi dovuti alle opere di regimentazione e alla  scarsa capacità di drenaggio dei terreni . 

41 minuti fa, Martin ha scritto:

Altro esempio della consistenza delle opere necessarie per la protezione delle alluvioni. Quello rappresentato è il sistema ad "argini maestri" del fiume Piave. In pratica chi coltiva il terreno tra gli argini maestri (in rosso) accetta la possibilità dell'alluvione

Se ho ben capito è il principio delle golene del Po ma con gli argini maestri più lontani (e forse più piccoli) dal fiume, giusto?




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