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Wojeer Vest 3 e Raal SR1a: bassi “tattili” per la Raal …e non solo per la Raal…


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Sì lo so..potevo ascoltare anche qualcosa di più recente..eppure questi album rimasterizzati, rimixati anzi a dire il vero, dai nastri originali, fanno suonare i Beatles belli e attuali.. moderni anzi…

Le canzoni “psichedeliche” come I am the Walrus di Lennon, suonano così bene che sembrano registrate ieri!

È sorprendente anzi ascoltare la voce di Lennon così diversa da quella più melodica e “mielosa” di McCartney … che sì, lo sapevamo già..direte voi.. ma ascoltarle adesso con questi dettagli vocali, questa differenza balza agli orecchi così evidente che..sembra una cosa nuova!

Per non parlare poi delle varie percussioni, rumori elettronici che prima erano in secondo piano..

come in Magical Mistery Tour…

Merito della recente rimasterizzazione…certo!… ma merito anche di questo sistema che fa ascoltare da una parte i dettagli più minuziosi e nascosti e dall’altra fa godere di un “suono d’insieme” panoramico e tridimensionale …che…dai, è incredibile! Se non lo stessi ascoltando adesso… ecco..non avrei mai pensato di poter ascoltare i Beatles con questa qualità audio!  
E questa sensazione immersiva… metafisica…rende giustizia ai brani psichedelici come mai prima di ora… nel senso che li fa capire..come struttura musicale e compositiva, li fa capire nella loro genialità..che spiega perché sì..ancora adesso si ascoltano i Beatles!

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Anche i Dire Straits..no, non sono “roba recente”…

Ma anche i loro successi sono usciti recentemente in una compilation in HiRes 24/192….

E allora, via un ascolto lo meritano…no?

Con questo album alzo da tre tacche a quattro il volume dei bassi…

Queste regolazioni “fini” non sono necessarie per ciascun album… ma.. ecco… con la classica in genere 3 tacche vanno benissimo…. E in genere anche con il Jazz… Con il Rock, su alcuni album, il volume a 4 dà un coinvolgimento maggiore senza esagerare con la manopola… ma giusto per essere sottoposti all’illusione del giusto impatto dinamico sui bassi..

D’altra parte la regolazione, direttamente dall’iPad che ho fra le mani come telecomando per Audirvāna, mi consente aggiustamenti immediati senza alzarmi dalla poltrona..

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Con il Rock, ecco non è una regola, ma i bassi “punchosi” sono più piacevoli e quindi …ribadisco il “senza esagerare” (una sola tacca in più, 4 invece di 3), via con la manopola..

E anche i Dire Straits sono serviti..nel cosciotto!

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Anche con gli Eagles, e il loro classico album Hotel California, l’effetto è sorprendente: le voci sono così “staccate” dal resto degli strumenti della band, sono così scolpite nello spazio, come mai avevo ascoltato prima (e dire che sì, in oltre 35 anni di mostre HiFi visitate, questo è un album fatto “girare” per dimostrare impianti con i fiocchi ( l’ultima volta l’ho ascoltato al Munich HiEnd di quest’anno, sia nella stanza dei famosi diffusori Martens che dei diffusori Magico, sempre roba da mezzo milione di euro o giù di lì.. ) ma ecco…questa chiarezza, questo impatto, questa definizione spaziale non l’avevo ancora mai ascoltata! 
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Sì, lo so…esistono registrazioni migliori per fare i “tests” …ma ho sempre trovato  che sia una cosa senza senso usare registrazioni perfette per testare gli impianti e poi “rimanere” delusi nell’ascolto degli album migliori per qualità artistica, insomma quella che in termini medici si definisce la “real life”, la realtà di tutti i giorni e non la realtà controllata di un esperimento di laboratorio..

Ecco a me piace condurre ascolti su album “della real life”, non su album perfettini.. ma che poi non si ascoltano mai a casa propria..

È sempre per rimanere in tema e “provare” l’insieme con una canzone famosa, difficile da riprodurre, ascolto Desperado sempre degli Eagles…

Difficile dicevo perché all’inizio c’è solo il piano di e la voce solista di Glenn Frey e stamane avverto ogni singola inflessione vocale dell’introduzione, ma avverto anche il pianoforte con una naturalezza di timbro ed una focalizzazione spaziale inaudita!

E poi..con il secondo ritornello entra il basso a destra e il synth sulla sinistra e nella terza ripresa di Desperado poi entrano i “coretti” con le voci di Bernie Leadon, di Randy Meisner, di Don Henley e di Don Fender … e poi solo il “all alone”..ecco, dopo entrano le chitarre, la batteria, il basso.

Se poi si lascia “scorrere l’album”, la canzone successiva è One of these nights, dove al contrario l’orchestrazione è complessa fin dall’inizio, con basso e chitarre subito in evidenza…ecco si capisce anche il “genio” creativo degli Eagles…

 

Un ascolto molto bello…

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Fra gli album che in cuffia si ascoltano con una sensazione spaziale un po’ strana ce ne sono molti di Jazz dei primi anni ‘60. Dove i principi della stereofonia sono stati applicati con “l’accetta”…

Prendiamo il famoso my Favourite Things, dove Coltrane col suo sax è “relegato” solo a destra…nella versione stereo che circola…

Ora stamani ascolto questa rimasterizzazione Mono…come nasceva all’inzio. e dove in realtà qualcosa è stato cambiato … ma..ecco, sorpresa… all’ascolto con la RAAL non è Mono! È come se fosse in stereo modificato..che però con una cuffia tradizionale..suona sempre un po’,strano..

Ma… ma con le RAAL e il Vest… ecco che anche l’ascolto di questo album, di grandissimo valore artistico, torna a risultare piacevole e naturale.

In qualche maniera il sax, riesce ad essere più centrale, non solo innaturalmente a destra…ma lo spazio non non è “dentro la testa” come per le registrazioni monofoniche in cuffia! Noooo! È una specie di magia e di mistero…

Come si realizzi la cosa…ecco.. penso sia per le “vibrazioni aptiche”, e cioè che sia il corpo a dire alla mente che no, il sax non è solo a destra, perché vibra anche a sinistra.. e ..boh?? So solo che anche questo ascolto è molto diverso dal solito e che dà soddisfazione piena..

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Per esemplificare le cose: fino ad oggi in cuffia potevo ascoltare solo la versione “stereo stereo”…

perché la versione mono suonava “fra le due orecchie”…

Ora se confronto la versione Mono (di sopra) con questa Stereo che ascolto adesso..

Ecco.. sono due declinazioni diverse dello spazio…ma entrambe naturali..belle..

 

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Chiudo la carrellata di ascolti con l’album delle Overtures di Rossini della London Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado.

Un album che conosco a menadito (c’e l’ho in vinile originale di quegli anni ‘70, in CD, in CD Collezione Cofanetto, e adesso in HiRes 24/192 appena rimasterizzato dalla DG.

Un album dal suono abbastanza sgradevole in CD …chissà perché …meglio in vinile…ma..

ecco.. in formato HiRes 24/192 molte cose cambiano… e sembra tornare, se non proprio tutto a posto (gli archi sono sempre un pizzico troppo pungenti) , quasi tutto però sì..

E il livello di realismo e di dettagli che ascolto stamani col sistema RAAL + Vest è qualcosa che mette i brividi.. e dico davvero!

Prendiamo la Gazza Ladra

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Il rullo del tamburo militare sulla sinistra, risposto dal tamburo militare piazzato a destra, nei primi secondi di ascolto, già basterebbe: è un rullo di tamburi “fisico”, reale! Come si ascolta a teatro in un posto di platea di prima fila…

Ma poi è il pieno orchestrale che segue, con i fiati, le trombe e i timpani (tamburi grossi..hehe!) che dá la misura del fatto che sembra non esserci fine alla dinamica.  
E poi.. e poi ci sono i famosi crescendo orchestrali..fino al minuto 2:10.

Poi torna il piano dei primi e secondi violìni a sinistra, che dal minuto 3:00 inizia a crescere portandosi dietro di nuovo tutta l’orchestra fino al minuto 3:40.

Dal minuto 4:00 potete ascoltare sulla destra un oboe di una chiarezza timbrica e di una definizione nello spazio mai ascoltata prima.

Al minuto 4:45 si unisce all’onorevole anche il flauto …e da qui inizia un nuovo crescendo con triangolo sulla sinistra che scandisce ogni passaggio, e di nuovo i tamburi militari..ma è la tromba sulla destra che emerge potente dal minuto 5:50 fino al 5:57.

Al minuto 7:00 il flauto e l’ottavino ricamano la melodia, che torna a crescere dal minuto 7:35, con i due tamburi militari che tornano ad allenarsi a destra e a sinistra, poi il rullo dei timpani e poi tutta l’orchestra fino al gran finale…

Una chiarezza, un dettaglio, una dinamica.. che a raccontarla… non ci credo quasi neppure io! Troppo! Così davvero siamo a livelli mai ascoltati fino ad ora..
Se ascoltate il crescendo della traccia, al minuto 1:20, capirete quello che dico: l’amalgama della grande orchestra è fatto da ogni singolo strumento, che si fonde nell’insieme del fortissimo orchestrale, eppure ogni strumento è ancora facilmente identificabile.

 

 

Sono anch'io in attesa del Subpac (se mai arriverà...) e nel frattempo uso un Woojer Vest della vecchia generazione: i comandi sono un po' rozzi, ma riesco ad ottenere il giusto contributo di bassi profondi che migliora nettamente l'ascolto in cuffia. Hai ascoltato questa Nona di Mahler? https://www.qobuz.com/it-it/album/mahler-symphony-no-9-live-bavarian-radio-symphony-orchestra-sir-simon-rattle/u15lka0bmi6rb

@G.Carlo Speriamo che ad anno nuovo arrivi anche il SubPac! Rispetto al primo Vest il progettista ha “cambiato parecchie cose”, nel senso che il primo Vest era progettato più per i gamers che per gli audiofili come noi..

Immagino funzioni bene anche quello..ma pensa che io ho avvertito la differenza notevole nella versione recente, il Vest 3, solo cambiando il software, cambio che consente di scegliere la banda di intervento dei subbassi!

E poi.. sì! Quella nona la conosco… l’ho recensita per primo e segnalata nel Thread “nuove uscite di classica in HiRes”… un annetto fa! 😉

 

@SimoTocca La selezione della banda d'intervento (con due sole opzioni: Broad o Focused) ce l'ho anche sul mio Vest Edge, ma è piuttosto scomoda perché all'accensione parte sempre su Broad e per commutarla su Focused (che preferisco) devo tutte le volte tener premuti i tasti + e - contemporaneamente per 3 secondi... 

 

 

"Focused Mode is designed to work with louder, higher-quality signals. If you are connected to a computer listening to mastered lossless audio files, playing a high-fidelity PC game, or watching a movie over Bluetooth, or any other situation where there is not volume normalization in play, Focused mode is the way to go.

This is pure sub-bass mode, with a frequency response of up to 100hz."

 

  • 3 settimane dopo...

In queste settimane ho confrontato diverse cuffie in associazione con il Vest, tutte sullo stesso impianto, giusto per avere una idea chiara delle differenze.

Ne ho scritto in altre discussioni, per “competenza”, ma qui sopra rotassimo dicendo che il Vest in associazione sia con la HiFiMan 1000 che con la GoldPlanar AMT ha dato risultati eccellenti.

In particolare con la AMT, per la musica Rock ed Elettronica, ci sono stati momenti da “vero e proprio” brivido…di piacere!

Con il Jazz e il pianoforte solista i risultati cono clamorosamente buoni usando la Audeze CRBN, che essendo elettrostatica “vuole” un suo proprio amplificatore..(di questo ne ho parlato poco sopra..)

Però….però con la classica, in particolare la grande orchestra, i risultati raggiunti con la RAAL SR1a rimangono assolutamente stupefacenti e con un “quid” di magico in più…

Il “quid”, il qualcosa di magico è dato dalla “spazialità”, dalla sensazione di “apertura” del suono quando la dinamica della grande orchestra fa passare dai pianissimi ai fortissimi…

Qui l’accoppiata Vest più RAAL è qualcosa di speciale, perché fa “immergere” letteralmente in uno spazio reale, anche se virtuale… oddio… mi sto intrecciando..mi serve un aiutino da casa di ordine filosofico (insomma, la realtà è immanente o trascendente?)😆😂😉

Mannaggia, è saltato fuori un problema con l'ingresso analogico: il canale sinistro è muto, nonostante il segnale sia presente su entrambi i canali del jack. Se collego il Vest tramite Bluetooth o USB-C, entrambi i canali funzionano normalmente, ma a me serve l'ingresso analogico per collegarlo al DAC... Ho chiesto aiuto al supporto tecnico: speriamo bene!

@G.Carlo L’assistenza Woojer è stata particolarmente gentile e straordinariamente efficiente anche nel mio caso. Un punto in più per il giubbottone!

 

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