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Melius Club

Ultima generazione inutili, supponenti, arroganti, ignoranti e maleducati ….


Messaggi raccomandati

23 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

chi è privilegiato rimane privilegiato ed i morti di fame sono liberi di rimanere morti di fame

conosco debosciati che si sono mangiati, ben prima della fine dei loro giorni i privilegi di nascita, e conosco tanti - uno addirittura come me stesso - che da morti di fame son diventati chi più chi meno abbienti, benestanti e ricchi. Conosco anche dei “già privilegiati”che sono impegnati come fossero gli ultimi a meritarsi il privilegio. 

Conosco nessuno che invece di impegnarsi con quel sanno fare si sono privilegiati facendo casino.

Sono sfortunato, conosco solo persone per bene. 

1 minuto fa, Velvet ha scritto:
 

ne ho idea e il censo in caso sarebbe solo un aspetto. La cristallizzazione delle classi sociali non è più il solo problema, stiamo andando verso un tipo di società che prevede la cristallizzazione delle idee, una società cioè dove tutto è dato e immutabile e necessario. Qualche settimana fa una nota giornalista ha teorizzato che dato che le persone non capiscono per fortuna ci sono i decisori illuminati

Qua nel forum abbiamo una marea di persone che tifano per ridurre il diritto di voto a vantaggio di pochi decisori illuminati.

mica dobbiamo cercarne fuori

  • Haha 1
Membro_0021
Il 6/5/2023 at 12:07, ferrocsm ha scritto:

Ma perché sempre questo continuo generalizzare con titoloni ad effetto che fanno

@ferrocsm purtroppo @maurodg65  è così, fa lo stesso anche con Napoli e i meridionali la sua testa è piena di luoghi comuni

6 minuti fa, Jack ha scritto:

Conosco nessuno che invece di impegnarsi con quel sanno fare si sono privilegiati facendo casino.

Su questo ti devo contraddire. Le istituzioni politiche italiane, dai livelli piu' locali su fino al parlamento, sono discretamente fornite di esempi bipartisan in tal senso. Anche di gente che ha passato la vita con la bocca dentro ad un megafono senza fare altro ed ha raggiunto un discreto stato di privilegio. 

9 minuti fa, Jack ha scritto:

Sono sfortunato, conosco solo persone per bene. 

Buon per te. Parlavo d'altro ma va bene così, meglio che io non capisca e che tu non capisca, sarebbe brutto e conflittuale altrimenti.

Antoniotrevi

@nullo «Secondo le stime 2022 i BRICS hanno contribuito al 31,5% del PIL globale a parità di potere d’acquisto, rispetto alla quota del G7 del 30% . Una volta saputo questo , che fai ? Se sono piu ricchi altrove e piu poveri qui ? 

@Velvet Giusto. Ma è notorio che non considero la politicanza ed i suoi adepti.

Loro sono il problema per cui molti poveri* restano tali nonostante impegno e capacità

——

*uso questa parola per spiegarmi e perché viene usata quasi da tutti qua ma, sia chiaro, citare la parola poveri in europa è un insulto ai tanti che poveri lo sono davvero nel mondo.

 

3 minuti fa, lufranz ha scritto:

Un disoccupato sciopera lavorando. 

la dura legge del bastian contrario 😆

Adesso, Jack ha scritto:

uso questa parola per spiegarmi e perché viene usata quasi da tutti qua ma, sia chiaro, citare la parola poveri in europa è un insulto ai tanti che poveri lo sono davvero nel mondo.

Concordo. Che poi sono quelli che preferirebbero avere un lavoro modesto qui (che noi schifiamo e quindi resta vacante) piuttosto che morir di fame o malattia altrove. 

  • Melius 1

Comunque è altresì innegabile che lo sviluppo e la creazione di ricchezza vada assolutamente correlata all’impatto ambientale.

Occorre fare le cose in maniera sempre meno impattante, cosa che, tra l’altro crea, non distrugge, lavoro. 

« c’è più ferro nei rifiuti che nelle miniere »

2 minuti fa, Jack ha scritto:

Comunque è altresì innegabile che lo sviluppo e la creazione di ricchezza vada assolutamente correlata all’impatto ambientale.

Occorre fare le cose in maniera sempre meno impattante, cose che, tra l’altro crea, non distrugge, lavoro. 

« c’è più ferro nei rifiuti che nelle miniere »

Assolutamente. 

12 minuti fa, Antoniotrevi ha scritto:

Secondo le stime 2022 i BRICS hanno contribuito al 31,5% del PIL globale a parità di potere d’acquisto, rispetto alla quota del G7 del 30%

Mi caro Antonio Trevi lei continua a cercare di venderci la Fontana di Trevi, mi auguro che almeno per questa sua opera indefessa (fessa sarebbe più appropriato) riceva dei quattrini altrimenti sarebbe proprio un fesso. :classic_biggrin:
P.S. Ho ascoltato le sue richieste quando mi ha consigliato di continuare ad offendere perché mi riesce meglio, spero sia quindi di suo gradimento. :classic_wink:


https://zetaluiss.it/2023/04/15/brics-g7/#:~:text=«Secondo le stime 2022 i,che diffonde la propaganda russa.

 

I dati

«Secondo le stime 2022 i BRICS hanno contribuito al 31,5% del PIL globale a parità di potere d’acquisto, rispetto alla quota del G7 del 30%», si legge sul sito renovatio21 che riporta quanto in prima battuta affermato da Megh Updates e da Scott Ritter, un ex marine che diffonde la propaganda russa. I dati sono presi dal “World Economic Outlook Data Base” dell’ottobre 2022, un report del Fondo monetario internazionale, e i numeri sono corretti, ma utilizzati in modo improprio.

Si specifica che il valore per cui tale sorpasso avviene è quello del Pil a parità di potere d’acquisto, ma utilizzarlo per sostenere che un determinato gruppo di Stati si accinga a dominare l’economia globale «non ha alcun senso», dice Mattia Campagna, economista del think thank indipendente Tortuga Econ. Il Pil a parità di potere di acquisto è utile a calcolare la ricchezza di una nazione in relazione al proprio mercato interno, «perché tiene conto del costo relativo dei beni e dei servizi locali e dei tassi di inflazione del Paese, anziché utilizzare i tassi di cambio del mercato internazionale» spiega lo stesso Fmi, «ma la sua efficacia è limitata quando si misurano i flussi finanziari internazionali e quando si confronta la qualità degli stessi beni tra i Paesi».

Un confronto del genere «ha senso solo se assumiamo che quelle economie sono autarchie, cioè che non comprano nulla dall’estero. Vuol dire che non dovrebbero acquistare nulla dall’estero, senza importare materie prime, energia, beni alimentari. E questo è falso, ovviamente, non esiste un’autarchia dal Medioevo» continua Campagna. Quando invece, come tutti i Paesi al mondo, importano beni «quelle valute non possono reggere il confronto con il dollaro o con l’euro». E in più, a invalidare il confronto, c’è il fatto che «i numeri sul mercato interno offerti dall’istituto di statistica cinese sono inaffidabili e ogni stima sulla Russia non ha senso».

Sorpasso

Quanto a Pil nominale, invece, la ricchezza complessiva dei Paesi appartenenti al G7 ammonta a 45,1 trilioni di dollari, mentre quella dei BRICS si ferma a 27,8 trilioni, secondo gli stessi dati forniti dal Fmi.

Quello dei BRICS, in realtà, non è un gruppo economico omogeneo come viene dipinto dagli articoli citati: Cina e India crescono a ritmi decisamente più elevati mentre Russia, Brasile e Sud Africa faticano a stare al passo. Durante gli ultimi vent’anni, l’unica ad aver fatto un vero salto di qualità è stata la Cina, ma secondo gli stessi dati Fmi la sua crescita ha subìto un rallentamento notevole. Il sorpasso sugli Stati Uniti ora è previsto per il 2036, mentre prima si pensava sarebbe avvenuto già nel 2038. «L’incapacità di prendere in prestito nella propria valuta continua a essere la loro più grande debolezza», scrive Andrea Goldstein, economista esperto in economie emergenti.

Conclusioni

Affermare che il Pil dei BRICS ha superato quello dei G7 è falso, perché si basa su dati utilizzati in maniera impropria e fonti non attendibili. La fake si inserisce nel contesto della narrativa che vuole screditare le alleanze e le politiche occidentali, oltre a sostenere l’inefficacia delle sanzioni contro la Russia. «In questo caso sono proprio le economie dei paesi europei a subirne le conseguenze mentre Mosca quasi non se ne accorge», si legge infatti sul sito farodiroma.it, ma anche in questo caso la notizia è falsa e già debunkata: secondo lo stesso Fondo monetario internazionale la Russia ha perso circa 8,5% di Pil nel 2022, subendo una pesantissima recessione che è ancora in corso.

 




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