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Onorevole Schlein la consumeranno


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briandinazareth
1 minuto fa, LeoCleo ha scritto:

io non la conosco, potresti spiegarmela?

Magari mi spieghi anche perché nei CCNL si parla di stipendi e non viene utilizzato il termine salario. 
Grazie

 

vedi perché prima di attaccare qualcuno dicendo che viene dalla preistoria è meglio informarsi?

comunque lo ha già spiegato @senek65

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https://melius.club/topic/14793-onorevole-schlein-la-consumeranno/page/3/#findComment-853083
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Retribuzione del lavoratore subordinato, in particolare dell’operaio.

DEFINIZIONE E TIPOLOGIE

Nel linguaggio economico, a differenza che nel linguaggio giuridico e comune, s. è la remunerazione del lavoro in genere, il prezzo del lavoro, subordinato o indipendente, manuale o di concetto. Il termine s. in questo secondo senso ha quindi un significato più ampio e comprende, oltre al s. dell’operaio, la paga del bracciante, lo stipendio dell’impiegato, l’onorario del professionista, il compenso per prestazioni artistiche e servizi personali di qualsiasi tipo, e anche la parte del prodotto che va attribuita all’imprenditore (industriale, commerciante, agricoltore ecc.) per il lavoro da lui svolto nell’impresa, e cioè il cosiddetto s. di direzione, da non confondersi con il profitto (➔) in senso proprio.

Il s. può essere in natura (vitto, alloggio ecc.) o in denaro e il s. monetario può considerarsi come somma di denaro (s. nominale) o come quantità di beni e servizi acquistabili con detta somma (s. reale, ricavabile dal confronto tra il s. nominale e il livello del costo della vita). A seconda che sia commisurato all’unità di tempo in cui il lavoratore mette le sue energie a disposizione del datore di lavoro o alla quantità di opera effettivamente compiuta, al risultato del lavoro, il s. si dice a tempo economia (s. orario, giornaliero, settimanale, mensile, annuo) oppure cottimo. Metodi misti di retribuzione, basati su entrambi i criteri, hanno prevalso nell’industria, in connessione anche con lo sviluppo dell’organizzazione scientifica della produzione, allo scopo di stimolare il lavoratore a intensificare il lavoro o renderlo più produttivo. Il s. progressivo incentivo consta di due parti: un s. base minimo sicuro, che è sostanzialmente un s. a tempo, e un supplemento di retribuzione variabile in proporzione del maggior prodotto realizzato nell’unità di tempo in confronto al rendimento di un operaio medio, o di conseguite economie di materie prime. Il s. a scala mobile consta invece, oltre che di una parte fissa, di una parte mobile che varia col variare del prezzo del prodotto in confronto al prezzo medio di un dato periodo. Quando comunemente si parla di scala mobile dei s. ci si riferisce invece a tutt’altro fenomeno, alla variazione cioè dei s. commisurata alla variazione del costo della vita e mirante a salvaguardare la stabilità dei s. reali attraverso adeguamenti dei s. nominali ai mutamenti del potere d’acquisto della moneta. A seconda poi che il s. risulti determinato dal libero incontro sul mercato della domanda e dell’offerta di lavoro o risenta di disposizioni legislative, si parla di s. libero economico oppure di s. d’autoritàprotettogarantito. Si parla invece di s. familiare e di s. previdenziale, talvolta con riferimento ai soli assegni familiari o alle sole prestazioni previdenziali, più spesso con riferimento all’intero s. comprensivo della remunerazione oggettiva del lavoro e delle integrazioni previste dalla legislazione sociale. Si parla in tal senso, in contrapposizione a s. economico, anche di s. sociale, concetto che riecheggia quello di giusto s., elaborato in altri tempi in analogia al concetto di giusto prezzo formulato da canonisti e teologi medievali e da non confondersi col giusto s. inteso, in senso liberistico, come puro risultato del mercato, indipendentemente da qualsiasi valutazione di carattere etico. Quando infine il s. venga corrisposto a un gruppo di lavoratori che si impegni a compiere un determinato lavoro o a compierlo per un determinato tempo, oppure a un singolo che provveda a sua volta ad assumere e retribuire un gruppo di lavoratori, si parla di s. collettivo.

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