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Melius Club

purtroppo il padre del povero bimbo non è riuscito a mettergli le mani addosso


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1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

del resto è sempre stato così.

Sì Mauro, ma battersi in modalità non violenta per una causa che si ritiene nobile, è un conto.

Fare i berluscoidi con la Lamborghini da un milione per prendere i like di altri berluscoidi, è un altro conto.

Non si capisce con quale salto mortale logico tu li colleghi.

 

  • Melius 2

Certo che fare i cretini è redditizio, il cretino è sempre in maggiornaza

Se uno è disposto a pagare x per una bistecca in cui il sale viene fatto scivolare da gomito non vedo dove stia l'intelligenza, i cretini abbondano molto di più di quanto si creda.

4 minuti fa, appecundria ha scritto:

Sì Mauro, ma battersi in modalità non violenta per una causa che si ritiene nobile, è un conto.

Ne abbiamo già parlato, la “non violenza” prevede pagare dazio sulla propria pelle e non fare pagare il costo della propria protesta ad altri, fare muro impedendo ad altre persone di esercitare la propria libertà di scelta è essere violenti, se blocchi ad esempio il raccordo anulare di Roma lasciando le persone bloccate in coda nelle loro auto, ma anche se fai lo stesso nel centro di una grande città, non stai facendo qualcosa di non violento ma di estremamente violento, poi ci sono livelli di violenza diversi e picchiare qualcuno ad esempio è certamente più diretto ma sempre di violenza parliamo.

  • Melius 1
9 minuti fa, appecundria ha scritto:

Fare i berluscoidi con la Lamborghini da un milione per prendere i like di altri berluscoidi, è un altro conto.

Non si capisce con quale salto mortale logico tu li colleghi.

Ecco questo è un modo fazioso di affrontare il problema, per i motivi precedentemente esposti, due modi egualmente sbagliati di agire anche se di “segno opposto”.

10 minuti fa, Gaspyd ha scritto:

Avevano ricavi annui da 200.000€

😳

Sembra che fare i cog###ni sia economicamente redditizio, molto più che lavorare .

Ma non puoi criminalizzare loro per questo, il “sistema” questo è ed i giovani si adeguano, sperare che siano dei ventenni a porsi il problema della prudenza e del buon senso pensando alle conseguenza possibili delle loro azioni è assurdo perché i giovani, praticamente tutti i giovani, non lo fanno per natura ed è la caratteristica dell’età e, soprattutto, è il motivo per il quale servono i “dinosauri”.

2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

sperare che siano sei ventenni a porsi il problema della prudenza e del buon senso pensando alle conseguenza possibili delle loro azioni è assurdo perché i giovani, praticamente tutti i giovani, non lo fanno

ho un figlio di 24 anni , non farebbe mai una cassata del genere, non generalizziamo

molto dipende da chi hai a casa

3 minuti fa, OLIVER10 ha scritto:

ho un figlio di 24 anni , non farebbe mai una cassata del genere, non generalizziamo

molto dipende da chi hai a casa

Infatti, servono i “dinosauri”, nello specifico i genitori che educano i figli o gli adulti che stigmatizzano le azioni quando sono sbagliate, certo che li giustifichiamo perché sono giovani affermando che alla fine il futuro è il loro o perché alla fine si battono per un ideale, seppur facendolo con i modi ed i tempi sbagliati, poi non possiamo lamentarci.

 

A 20 anni si era spesso incoscienti, d'accordo. Io non ero sicuramente un tipo casa e chiesa, mi ritrovavo in una combriccola goliardica la cui incoscienza, in verità episodica, era del tipo che anticipava quella di Amici Miei. Si sfotticchiava, si scherzava, si facevano marachelle, tuttalpiú si rischiava che qualcuno ci facesse un educativo paliatone. Però si andava a piedi, quando ci andava bene, si rimediava la 500 e si andava a 40 all'ora per risparmiare benzina, perché non avevamo soldi o i nostri genitori se benestanti non ce ne davano più di tanto. Vestivamo con il jeans da ventimila lire acquistato al mercatino dopo estenuante trattativa che ci durava due anni, con le Superga (che allora erano davvero economiche) e la camicia americana comprata a Resina. Soprattutto avevamo altri modelli: ci mancava l'individualismo insano e la mania consumistica di  apparire e di esibirsi di certi giovani d'oggi. Succedeva quindi che la mattina ci alzavamo un'ora e mezza prima per andare, a turno, al bar del papà di uno dei nostri per fare panini da vendere a scuola all'intervallo e finanziare così il viaggio d'istruzione ai compagni che non se lo potevano permettere (che non avremmo mai chiamato povery, né tantomeno sfottuto perché avevano addosso i vestiti comprati alla Crai).

A volte si andava al mercato a scaricare qualche cassetta o a lavorare come manovalanza nel terreno di un'altro papà per andare poi a fare danni, come comparse molto alticce, alla rappresentazione dell'Aida al teatro. Nel tempo libero avevamo il nostro muretto e successivamente una catapecchia affittata per poco nella quale si fantasticava di ideali e si pubblicava un ciclostilato alternativo di poesie e di articoli sui problemi cioè di noigggiovani. 

Dimenticavo, si studiava. 

Questa era la nostra semplice incoscienza. 

  • Melius 2
42 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Ne abbiamo già parlato, la “non violenza” prevede pagare dazio sulla propria pelle e non fare pagare il costo della propria protesta ad altri, fare muro impedendo ad altre persone di esercitare la propria libertà di scelta è essere violenti, se blocchi ad esempio il raccordo anulare di Roma lasciando le persone bloccate in coda nelle loro auto, ma anche se fai lo stesso nel centro di una grande città, non stai facendo qualcosa di non violento ma di estremamente violento, poi ci sono livelli di violenza diversi e picchiare qualcuno ad esempio è certamente più diretto ma sempre di violenza parliamo.

Mauro, ti sei trasformato in un disco rotto. 




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