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Melius Club

Fascismo non si può dire ma crudeltà sì


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11 ore fa, mauriziox60 ha scritto:

Una coppia eterosessuale sterile noon è in grado di procreare.

Una coppia eterosessuale è per sua natura in grado di procreare, se è sterile non è più in grado di farlo perché essere sterile è una patologia come qualsiasi altra che lo rende impossibile, generalmente per uno solo dei due coniugi.
Messa così è più corretta.

Una coppia omosessuale invece per sua natura non è in grado procreare, geneticamente non lo è e non per una patologia, ma per una semplice legge di natura.

11 ore fa, mauriziox60 ha scritto:

Se ne deduce, secondo i retrogradi di Melius, che non possono adottare - ricordo che genitore è colui il quale genera, secondo una (in)felice frase letta poco prima  - e quindi mi aspetto prese di posizion evigorose, ma stavo per dire maschie... contro tutte le adozioni in cui ci siano coppie sterili

In realtà hai adattato, pro domo tuo, ciò che hai letto, persino Roberto ha scritto che non è contrario al matrimonio ed all’adozione da parte delle coppie omosessuali se ho inteso bene.

Qui il punto, al solito, è che non si accettano piccoli innalzamenti dell‘asticella che modifichino il modificabile fino al punto il sentimento comune del paese è disposto ad arrivare, ma si cerca esattamente il punto in cui vi è la certezza che l’asticella non verrà superata e si gioca per il tutto o niente, è più un gioco a mantenere aperta la partita politica perché parte di una battaglia identitaria forte piuttosto che fare semplicemente ciò che ogni atto politico richiede, cioè avanzare a piccoli passi in una direzione delicata accettando piccoli cambiamenti nelle norme che in realtà ne racchiuderebbero di grandi.

L’esempio è la mediazione politica avvenuta nel DDL Zan che è stato bocciato proprio perché non si è accettato un piccolo compromesso al ribasso, si è preferito nulla a qualcosa.

11 ore fa, briandinazareth ha scritto:

il problema è proprio nella libertà altrui e nella pretesa di imporre il proprio modello agli altri. 

La società civile e tale proprio perché impone un modello di vita e di società agli individui, senza leggi e regole non esisterebbe la società.

Fanno eccezione le libertà personali che riguardano il singolo e che finiscono laddove si “scontrano” con le libertà altrui.

Una famiglia rappresenta l’esempio classico di relazione tra individui che necessita di regole stabilite dalla società, non vedo perché mistificare e cercare di vendere una realtà diversa che renderebbe le leggi, quelle stesse leggi che negli anni hanno stabilito e garantito l’emancipazione della donna nella coppia, una sorta di sopruso dello Stato invece che un passaggio necessario per realizzare quei continui adeguamenti necessari alla mutata condizione sociale della donna negli anni. 

briandinazareth
3 ore fa, maurodg65 ha scritto:

La società civile e tale proprio perché impone un modello di vita e di società agli individui

 

Qui c'è la differenza fra chi tende più verso la libertà e chi invece no.

 

Ed è qui che si apre una voragine fra chi pensa che il "modello omosessuale" sia sbagliato e, al massimo, lo si tollera e invece chi sa che non c'è niente di sbagliato o di inferiore ad altri "stili di vita". 

 

L'omofobia non significa solo andare a picchiare i gay o arrivare ad Orban (che comunque qui dentro e nel mondo politico italiano piace), ma può essere più banale e meno plateale.

 

 

Adesso, briandinazareth ha scritto:

Qui c'è la differenza fra chi tende più verso la libertà e chi invece no.

Assolutamente no, la società impone regole e le regole sono la definizione di quanto è concesso e quanto no nelle interazioni tra cittadini, in quell’area in cui i miei diritti tendono ad entrare in conflitto con quelli di altri stabilendo delle regole.

L’idea che si possa fare tutto ciò che vorremmo fare senza limiti di sorta e senza porre attenzione agli altri ed ai loro diritto non è libertà e anarchia che sconfina nella prevaricazione.

3 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Ed è qui che si apre una voragine fra chi pensa che il "modello omosessuale" sia sbagliato e, al massimo, lo si tollera e invece chi sa che non c'è niente di sbagliato o di inferiore ad altri "stili di vita".

Nessuna afferma che il “modello omosessuale” sia sbagliato, io non penso neppure che esista un “modello omossesuale” esistono gli esseri umani e le loro scelte che sono libere e non possono essere ingabbiate fintanto che riguardano il singolo e, nello specifico, fintanto che riguardano la scelte sessuali tra adulti consenzienti, quando si va oltre direi che le regolamentazioni sono d’obbligo ed infatti le richieste sono proprio quelle di “riconoscere” le unioni omosessuali equiparandole al matrimonio come oggi è concepito delle nostre leggi.

 

6 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

L'omofobia non significa solo andare a picchiare i gay o arrivare ad Orban (che comunque qui dentro e nel mondo politico italiano piace), ma può essere più banale e meno plateale.

L’omofobia la stai tirando in ballo tu, qui nessuno si è dimostrato omofobo.

briandinazareth
59 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

L’idea che si possa fare tutto ciò che vorremmo fare senza limiti di sorta e senza porre attenzione agli altri ed ai loro diritto non è libertà e anarchia che sconfina nella prevaricazione.

 

però devi sforzarti di comprendere cosa gli altri scrivono nella discussione, altrimenti sei sempre in tiro ma in direzione sbagliata e che non ha niente a che vedere con gli argomenti portati.

questo intervento lo dimostra in modo esemplare. 

briandinazareth
2 minuti fa, Panurge ha scritto:
1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

qui nessuno si è dimostrato omofobo.

 

Forse.

Sicuramente, estremamente, quasi tutti eterobasici.

 

diciamo pure che questa idea che non esista omofobia, non esista razzismo, non esista misoginia ecc. è fortemente legata al fatto che quasi nessuno riconosce su di se alcune di queste cose. 

che invece sono presenti molto più frequentemente di quanto siamo disposti ad ammettere.

  • Sad 1
1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

 

4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

La società civile e tale proprio perché impone un modello di vita e di società agli individui

 

Qui c'è la differenza fra chi tende più verso la libertà e chi invece no.

 

 

3 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

però devi sforzarti di comprendere cosa gli altri scrivono nella discussione, altrimenti sei sempre in tiro ma in direzione sbagliata e che non ha niente a che vedere con gli argomenti portati.

questo intervento lo dimostra in modo esemplare. 

Io ho scritto che una società che si da delle regole e dei modelli di convivenza è una società civile, dove civile sta proprio ad indicare quanto precedentemente scritto:


https://www.treccani.it/enciclopedia/societa-civile_(Dizionario-di-Storia)/#:~:text=Insieme delle relazioni associative%2C economiche,Stato e alla società politica.

 

SOCIETÀ CIVILE

Insieme delle relazioni associative, economiche, culturali e sociali intercorrenti nelle società complesse tra i cittadini, che si pone come un reticolo distinto e talvolta contrapposto allo Stato e alla società politica. 
 

Tu hai replicato che tale modello è illiberale, sbaglio? 

Sono saltato dalla prima pagina,ma leggervi non ha alcun senso.

Chi si meraviglia che succedano queste cose o vive sulle nuvole o non ha capito una beata mazza.

Capisco la speranza, ma non è sinonimo di intelligenza.

Vi domando da chi ha votato in parlamento che Belen era la figlia di Mubarak e da chi ha messo in parlamento simili ciarlatani, non bibitari che vi aspettate?

Votano per gente che ha reso ridicola l'Italia 

  • Melius 1
8 minuti fa, Panurge ha scritto:

 ll consorzio umano evolve e si adatta alle necessità dell'economia (intesa come gestione delle risorse) in svariate forme, il termine "impone" è distorsivo.

Va benissimo, non mi infastidisce un approccio che partendo da un modello sociale che si evolve chiede che vengano prese in considerazione delle realtà “familiari” nuove, realtà che non esistevano al tempo o erano marginali al punto da essere irrilevanti, mi infastidisce l’approccio che pretende di imporre un modello considerato “avanzato” facendosi scudo impropriamente di presunti diritti negati, che in realtà diritti negati non sono, da parte di chi vuole fare la lezioncina di civiltà considerando chi la pensa diversamente un troglodita, solo questo.

Come molti hanno scritto la società si evolve e si evolvono i modelli sociali, ci sta pure, ma non possiamo sempre e comunque acriticamente accettare qualsiasi modello e, soprattutto, non possiamo partire dall’assunto che “i desideri sono conseguentemente diritti”, per tutto ciò che non riguarda solo ed esclusivamente e la sfera della libertà personale ovviamente.

5 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

si, non hai capito una minchia :classic_biggrin:

Può essere, oppure può essere che non abbia capito tu visto che continui a parlare per slogan.

21 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Va benissimo, non mi infastidisce un approccio che partendo da un modello sociale che si evolve chiede che vengano prese in considerazione delle realtà “familiari” nuove, realtà che non esistevano al tempo o erano marginali al punto da essere irrilevanti, mi infastidisce l’approccio che pretende di imporre un modello considerato “avanzato” facendosi scudo impropriamente di presunti diritti negati, che in realtà diritti negati non sono, da parte di chi vuole fare la lezioncina di civiltà considerando chi la pensa diversamente un troglodita, solo questo.

Il pericolo nel medio termine se non ci si adatta è di trovarsi davanti ad una falsa rappresentazione della società, che non corrisponde più alla realtà, dove fasce sociali sempre più larghe non solo non vengono rappresentate, ma proprio diventano invisibili e autoreferenziali. Una società alla fine più ingiusta e destinata ad implodere su sè stessa anche nelle componenti "rappresentate" che smettono di essere reali e diventano ideali, con la necessaria conseguenza che al posto dei bisogni reali sempre in evoluzione alla fine si guarderà a quelli ideali. Lo stato etico, dove viene a cessare il rapporto dialettico stato/società in cu il primo è il prodotto della seconda e contemporaneamente svolge un'azione di feedback sulla società che l'ha prodotto e lo sostanzia. Ci ritroveremo nel tempo uno stato frutto ed espressione di un'oligarchia che produce la società.




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