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Alcuni genitori sono l'origine dei problemi dei loro ragazzi


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briandinazareth
11 minuti fa, Pinkflo ha scritto:

non parlo di integrazione di casi di disabilità ma di casi di bambini con forti turbe comportamentali e con difficoltà di apprendimento molto marcate

 

non parlavo neppure io di disabilità, ma dei ragazzi cosiddetti difficili o "lenti".

Secondo me, a prendere per buoni i resoconti giornalistici, hanno perfettamente ragione i genitori ed i loro avvocati a presentare ricorso avverso la decisione di bocciare direttamente il ragazzo senza neanche gli scrutini.

 

Questa la dichiarazione dell’avvocato della famiglia:

 

 «Aveva la media del 9 in fisica e dell’8 in matematica: è arrivato secondo ai giochi matematici dell’istituto. L’unica insufficienza era in storia, con la professoressa in questione» spiega l’avvocato Stefano Rubio che assiste la famiglia del sedicenne. «Si è trattato di una mossa cautelativa, quasi pilatesca, da parte della scuola. E non è un bel segnale. La decisione è stata presa dal consiglio di istituto, che non è formato dai suoi insegnanti e, in via riservata, abbiamo saputo che la decisione non è stata condivisa da tutti loro. Il ragazzo, che è ancora sotto osservazione psicologica, non sarebbe comunque mai tornato in quella scuola. La bocciatura e l’allontanamento renderanno più difficile un inserimento futuro in classe, tra l'altro con ragazzi più piccoli. Invece di non ammetterlo agli scrutini, avrebbero potuto giudicarne il rendimento e poi decidere in seguito sull’espulsione»

Il provvedimento di espulsione e bocciatura inviato alla famiglia dalla scuola non contiene motivazioni. «Ho chiesto di poter essere presente alla seduta, al posto del giovane e della sua famiglia. Il ragazzo non ha ancora cognizione piena di quanto accaduto e non è in grado di dare spiegazioni. Bisogna ricordare che, oltre alle lesioni all’insegnante, si è auto inflitto coltellateal capo. Non mi è stata concessa la partecipazione, ma così è mancato un quadro completo» continua il legale.

 

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/23_giugno_20/abbiategrasso-feri-a-coltellate-la-prof-studente-16enne-bocciato-ed-espulso-da-scuola-ma-la-famiglia-non-ci-sta-e33864ba-71ff-4720-80aa-3d9ab13cexlk.shtml

 

@Panurge hai detto giusto, il rovescio della medaglia riguardo al tema del thread: professori certo e casi rari, ma il peggio accade nelle elementari, ed è esperienza personale accaduta a due bambini di 7 (sette) anni in due scuole diverse, bambini solari, tranquilli, buoni, altruisti (in questo caso personale docente femminile), che permane nel ruolo di insegnamento oltre l'età pensionabile a causare ulteriori danni su piccoli individui in formazione, bisognosi di  attenzione, dedizione e delicatezza e disagi enormi e gratuiti a loro e genitori.

Minoritario il problema, ma esistente e difficilmente risolvibile, solo e se  accorgendosi del disagio e danno enorme provocato, con il cambiamento della scuola dei suddetti (il sistema scuola in questo caso diventa un "isola"... ciò che accade non risulta o non viene fatto risultare , non trapela, essendo la scuola entità chiusa, autodifendibile, non verificabile ed omertosa.

 

Il problema e’ che la scuola italiana, grazie anche ai sindacati, e’ concepita piu’ per tutelare gli insegnanti e il loro posto di lavoro fisso che per gli studenti.

Il rischio di incappare in un insegnanto somaro o uno scansafatiche e’ elevatissimo, il merito tra gli insegnanti non viene per nulla premiato, anzi, e’ mortificato, per cui trovi degli insegnanti bravissimi ed appassionati (una specie di eroi) ma anche dei somari sfaticati pure con problemi psicologici.

Insomma, e’ un terno al lotto, dipende dalla fortuna.

In America ed in inghilterra questo non succede, perche’ se nelle scuole pubbliche il rendimento di una classe (oggettivo, con prove tipo la nostra invalsi) e’ basso licenziano tutti, dal preside agli insegnanti fino ai bidelli.

Nelle scuole private il problema neanche si pone (scelgono gli insegnanti migliori e li pagano tanto).

 

  • Melius 1

A proposito di genitori causa del figlio-bestia, mi pare di averla già raccontata ma la ripeto qui perchè cade a fagiolo.

Quando il mio "piccolo" venne rimandato a matematica in seconda liceo, chiesi un colloquio con la professoressa per avere indicazioni su come gestire il recupero considerando che mi sarei preso cura personalmente della questione: descrizione delle carenze, su cosa "puntare" di più, consigli di qualsiasi genere per arrivare al meglio possibile a settembre. 

Inizialmente lei sembrò quasi scusarsi per l'accaduto, le feci notare che sapevo benissimo che il ragazzo aveva lavorato ben poco durante l'anno e che un'estate sui libri gli avrebbe fatto solo bene, passò un'oretta buona in chiacchiere e alla fine mi ringraziò.

Rimasi sorpreso della cosa, e mi spiegò che raramente le era capitato un genitore con un simile atteggiamento e che una sua collega l'anno precedente nel corso un colloquio analogo era stata aggredita fisicamente (ecco perchè all'inizio sembrava timorosa e si scusava...).

Chiaro che un ragazzo giustamente rimandato con un genitore imbecille che non solo lo giustifica ma addirittura pesta l'insegnante poi viene su con l'idea che tutto gli sia dovuto, che la colpa sia degli altri e che sia giusto usare la violenza per coprire le proprie mancanze. Praticamente un sociopatico con spunti delinquenziali.

Al mio le due ore al giorno col sottoscritto a studiare matematica, tutti i giorni settimana al mare compresa, fecero benone: gli anni successivi è sempre passato a giugno in tutte le materie. Dritto come un treno.

 

Il problema degli insegnanti cialtroni è un altro aspetto della questione: sono capitati a me 40 anni fa, sono capitati ai miei ragazzi (da quello che "non voglio noie nel mio locale: fate quel che vi pare, non rompete i cogl.. a me e io non li romperò a voi" fino alla psicopatica che insulta e maltratta i ragazzini delle medie, passando per la fancazzista che arriva sistematicamente mezz'ora in ritardo). Intollerabile che questa gente non possa essere cacciata a pedate, rubastipendio che fanno solo danni ma difesi da una miriade di leggi, regolamenti e diritti acquisiti che ne rendono impossibile l'allontanamento. 

Io sarei per l'introduzione di un metodo di valutazione rigoroso degli insegnanti, non basato solo sui risultati grezzi ma anche su un esame psico-attitudinale da rinnovare periodicamente: il "materiale" con cui si lavora (il futuro, in sostanza) è troppo prezioso per farlo maneggiare da un somaro o da uno psicopatico. Chi non idoneo cambia mestiere e va alla vanga.

Il tutto ricompensato da uno stipendio adeguato alla difficoltà e al valore del lavoro svolto, non i due soldi che prendono adesso indistintamente i cialtroni e quelli bravi.  

7 ore fa, lufranz ha scritto:

Chiaro che un ragazzo giustamente rimandato con un genitore imbecille che non solo lo giustifica ma addirittura pesta l'insegnante poi viene su con l'idea che tutto gli sia dovuto, che la colpa sia degli altri e che sia giusto usare la violenza per coprire le proprie mancanze.

Hai messo il dito sulla piaga. Il problema vero è proprio questo. 

  • Melius 1
7 ore fa, lufranz ha scritto:

Il problema degli insegnanti cialtroni è un altro

Mia figlia ha fatto il linguistico, aveva un'insegnante di inglese che parlava con un forte accento calabrese e pronunciava malissimo le parole in inglese, tanto che spesso veniva corretta dagli stessi studenti. E ogni volta che succedeva (...guardi prof. che si pronuncia così...) lei rispondeva "vabbè, è uguale

:classic_laugh:

Mi domando come certi soggetti siano riusciti a vincere il concorso per una cattedra. 

1 ora fa, n.enrico ha scritto:

Mia figlia ha fatto il linguistico, aveva un'insegnante di inglese che parlava con un forte accento calabres

Io ho fatto il linguistico (all'epoca era quello che garantiva la migliore proporzione rottura di scatole scolastica/ folta presenza di ragazze) ma devo dire che il migliore insegnante di inglese io abbia avuto è stato alle medie: Antonino, napoletano verace atterrato a Nordest. Più che un insegnante un filosofo, un maestro di vita capace di condensare in tre parole un concetto vastissimo.

La sua pronuncia era napoletana (uoocc'e per watch) ma chissenefrega, per imparare la pronuncia corretta si va dagli inglesi, quasi non esiste italiano che pronunci correttamente.

Un insegnante deve instillare anche altro che non sia l'arida materia: deve far appassionare al tempo passato in classe, deve farsi rispettare con autorevolezza e non con autorità, deve dare gli strumenti.

Ancora oggi a distanza di decenni con Antonino ci salutiamo, ormai lui è molto anziano, ai miei occhi s'è fatto piccolo mentre da ragazzo lo vedevo alto alto.

 

E ogni volta mi dice, mentre mi si para davanti con il bocchino d'avorio della sigaretta stretto fra le labbra, i pantaloni bianchi, la camicia di sartoria: Uiii Robbe' che p'ccat...'A laurea...

Voglio bene ad Antonino.

 @appecundria dice che non riconosciamo l'importanza dell'eredità borbonica. Tutt'altro. 

 

  • Melius 1

@Velvet  l'insegnamento è arte difficile, misteriosa e a volte ingrata. Ma meravigliosa quando si crea la connessione sinaptica maestro - discepolo.

Sulla velleità di imparare perfettamente una lingua straniera qualsiasi con una o due ore la settimana di aula... glissom, lassam perd...

  • Melius 1
12 ore fa, Pinkflo ha scritto:

Raramente casi di ragazzi o bambini molto difficili sono dovuti ad una causa soltanto. Quasi sempre è un insieme, dai genitori speso inadatti, ai media, ai valori dominanti, ai modelli, alle politiche scolastiche, ai contenuti dell’insegnamento e ai suoi metodi, la tecnologia onnipervasiva, i ritmi di vita, gli spazi sempre più riempiti di ogni cosa materiale, la mancanza di un educazione autorevole e a volte la perdita del principio di autorità (grazie 68). Per ogni caso ognuno di questi e altri fattori è singolo o interagisce con altri. É molto complesso è si fa una fatica infernale per gestire questi cas/situazioni, me ne occupo professionalmente, è sempre peggio. Purtroppo. I rimedi ci sarebbero ma non all’interno del nostro tipo attuale di società

cornice e grassetto con applauso

 

briandinazareth

purtroppo l'idea che i ragazzi diventino "difficili" per cause esterne è quasi sempre un'illusione. 

ovvero alcune caratteristiche che contraddistinguono i ragazzi difficili sono semplici caratteristiche innate, che in certi contesti sono positive ma all'interno di una classe o della società moderna non lo sono. 

tipicamente l'iperattività e il cosiddetto deficit di attenzione (che in altri contesti è invece molto positivo), la minore capacità di posporre la soddisfazione, la ricerca del rischio, l'agressività ecc. 

nessuno è una tabula rasa, anzi... purtroppo nella battaglia fra nature e nurture, la prima sembra avere il sopravvento in modo radicale. 

questo solo per evitare la ricerca del "colpevole" che non esiste... la scuola, la società ecc.

questo non vuol dire che un buon insegnante, una scuola funzionante, una famiglia sufficientemente sana o una società meno violenta non abbiano impatto, naturalmente. possono mitigare certi aspetti ed esaltarne altri, ma non ne sono i colpevoli se non in casi abbastanza estremi. 


tutto questo emerge con notevole chiarezza negli studi, ormai di lunga data e su moltissimi casi, fatti per separare completamente l'aspetto educativo da quello innato.




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