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Alcuni genitori sono l'origine dei problemi dei loro ragazzi


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10 ore fa, n.enrico ha scritto:

Alcuni andrebbero licenziati, ma è impossibile, quindi gli istituti se li palleggiano da uno all'altro per levarseli di torno. 

confermo. Sport più praticato dai presidi ma non per colpa loro.

Mancano i mezzi legali per cacciarli, come mancano i mezzi istituzionali per valutare il lavoro degli insegnanti che per un 30-40% (a mio immodesto avviso) sono pessimi, come mancano i mezzi istituzionali per distinguere in maniera netta il total rewarding degli insegnanti in gamba (a mio immodesto avviso il 25-30%) da quelli né carne né pesce (a mio immodesto avviso il 25-30%) che si barcamenano e non se li ricorderà nessuno, né in un senso né nell’altro.

A cappello di tutto, studenti, insegnanti, presidi, c’è una scuola poco o nulla competitiva dove si eseguono i compitini istituzionali e dove tutti hanno diritto a prescindere al diplomino ed allo stipendiuccio. Come la società ugualista che la politicanza pessima ha modellato.

È ovvio che in tale contesto anche il genitore più minckyafritta si senta in diritto di andare a camminare coi tacchi a spillo sugli zebedei dell’istituzione scolastica.

Per fortuna che ancora la selezione - poi - la fa la vita che pesta duro e non fa sconti

Augh

Il miglior insegnante di inglese che abbia mai avuto era, al lavoro, un americano profondamente alcolizzato che aveva trovato in Italia e in particolare nella suocera  la sua "mother in booze", come la definiva: Andavano direttamente di distillati a partir da colazione.    L'inglese che insegnava probabilmente era criticabile dal pdv letterario e grammaticale, ma acquisimmo una tale pronuncia e un repertorio di sconcezze che quando entrammo nel team composto prevalentemente da californiani e texani, questi ci trattarono da subito come vecchi commilitoni, e non di quelli più raffinati. I pochi della East-coast trovavano scuse per non fare il coffee-break in ns. presenza. :classic_biggrin:

 

Rividi uno degli americani dopo 20 anni, e gli chiesi di quell'insegnante. Quello alzò lo sguardo al cielo per un istante e disse più o meno: "mh...'dl'm'li'rissciu"  (he-had-some-liver-issues... ettecredo..) 

  • Haha 1

Una volta, alle superiori, la mia prof di inglese (e anche di francese), che mi conosceva bene dalle medie, durante un'interrogazione si alzò dalla cattedra e mi dette una simbolica sberla sul coppino, perché sapevo parlare bene ma non studiavo niente di letteratura, e si incazzava. E aveva ragionissima, non aprivo un libro.

La ringrazio ancora, in cuor mio. 

13 ore fa, Pinkflo ha scritto:

perdita del principio di autorità

Nel 2023 essere troppo sensibili al principio di autorità significa essere predisposti alla disoccupazione. Il mondo del lavoro moderno non sa cosa farsene.

23 ore fa, Roberto M ha scritto:

presentare ricorso avverso la decisione di bocciare direttamente il ragazzo senza neanche gli scrutini.

Guardiamo il cavillo qui, è un ragazzo che ragionevolmente, basta il buon senso, non può superare la classe dopo quello che ha fatto. Sarebbe una follia completa e getterebbe gli altri giovani e le loro famiglie nel caos. Se si ritroverà a ripetere con i più piccoli sarà un'altra faccenda. Sicuramente andava fermato, per un minimo di rispetto verso l'insegnante e verso l'istituzione.

  • Melius 1
12 ore fa, briandinazareth ha scritto:

purtroppo l'idea che i ragazzi diventino "difficili" per cause esterne è quasi sempre un'illusione. 

ovvero alcune caratteristiche che contraddistinguono i ragazzi difficili sono semplici caratteristiche innate, che in certi contesti sono positive ma all'interno di una classe o della società moderna non lo sono. 

tipicamente l'iperattività e il cosiddetto deficit di attenzione (che in altri contesti è invece molto positivo), la minore capacità di posporre la soddisfazione, la ricerca del rischio, l'agressività ecc. 

nessuno è una tabula rasa, anzi... purtroppo nella battaglia fra nature e nurture, la prima sembra avere il sopravvento in modo radicale. 

questo solo per evitare la ricerca del "colpevole" che non esiste... la scuola, la società ecc.

questo non vuol dire che un buon insegnante, una scuola funzionante, una famiglia sufficientemente sana o una società meno violenta non abbiano impatto, naturalmente. possono mitigare certi aspetti ed esaltarne altri, ma non ne sono i colpevoli se non in casi abbastanza estremi. 


tutto questo emerge con notevole chiarezza negli studi, ormai di lunga data e su moltissimi casi, fatti per separare completamente l'aspetto educativo da quello innato.

Si sono daccordo in parte, in effetti l'aspetto del funzionamento interno innato o ereditato è un fattore molto importante, in parecchi casi determinante e che non ho citato più sopra. È un aspetto in più del problema. Gli studi non riportano mai in modo netto quanto agisce un fattore piuttosto che un altro, non siamo nel dominio delle scienze esatte. Si fanno delle ipotesi in contesti complessi cercando di approssimarsi alla realtà. Generalmente per fare dei numeri si potrebbe dire e azzardare che spesso il fattore innato agisce per un 30-40% contro un 60-70% dell'ambiente. In alcuni soggetti le percentuali si capovolgono o sono diverse. Quindi è sempre necessario valutare il caso, visto anche che la persona è unica e irripetibile. Il resto è propaganda e riduzionismo. Dare troppa importanza all'uno o all'altro diventa pericoloso. Se infatti si tende a ritenere predominante il fattore innato questo può portare a teorie pericolose e discriminanti. Il cervello e il comportamento degli esseri umani sono comunque parecchio plasmabili, anche se con i bambini a volte e paradossalmente può essere più difficile. Bisogna tener sempre presente quanto "lede" un comportamento: nel momento che intacca il funzionamento di una intera classe o lede gli altri bambini deve essere reso più accettabile. Non si tratta di spegnere spiriti ribelli ma di preservare l'integrità degli altri. Il discorso che la classe è una micro società di quella esterna grande e che quindi i bambini devono abituarsi a relazionare con soggetti difficili tiene fino ad un certo punto, oltre non regge per nulla.

  • Melius 2
12 ore fa, Jack ha scritto:

Mancano i mezzi legali per cacciarli, come mancano i mezzi istituzionali per valutare il lavoro degli insegnanti che per un 30-40% (a mio immodesto avviso) sono pessimi, come mancano i mezzi istituzionali per distinguere in maniera netta il total rewarding degli insegnanti in gamba (a mio immodesto avviso il 25-30%) da quelli né carne né pesce (a mio immodesto avviso il 25-30%) che si barcamenano e non se li ricorderà nessuno, né in un senso né nell’altro.

A cappello di tutto, studenti, insegnanti, presidi, c’è una scuola poco o nulla competitiva dove si eseguono i compitini istituzionali e dove tutti hanno diritto a prescindere al diplomino ed allo stipendiuccio. Come la società ugualista che la politicanza pessima ha modellato.

È ovvio che in tale contesto anche il genitore più minckyafritta si senta in diritto di andare a camminare coi tacchi a spillo sugli zebedei dell’istituzione scolastica.

Per fortuna che ancora la selezione - poi - la fa la vita che pesta duro e non fa sconti

In realtà puntare troppo il dito sugli insegnanti non è uno sport redditizio. È nient altro che utopico pensare che tutti gli insegnanti debbano essere eccellenti. Ce ne saranno sempre di tutti i tipi. Tanti lavorano con le proprie possibilità e in buona fede. Accanto a questi ci sono quelli nerd. Restano gli sfaticati e gli incompetenti, che non sono la maggioranza. In realtà quello che manca da molto è l'esatto opposto. Riprendere a considerare con rispetto e importanza questa figura professionale. questa è una delle cause per le quali molti bambini o ragazzi diventano dittatori in classe...

Un'altra causa è il perdere i contenuti delle materie per essere sempre proiettati nel futuro e sui processi delle riforme scolastiche, per cui la scuola si deve continuamente adeguare ai cambiamenti sociali, continuando di questo passo dei contenuti non resta nulla e le persone saranno sempre più ignoranti nonostante internet e social media...

Non vado oltre perchè il discorso diventa lunghissimo e fittissimo e questa non è la sede adeguata.

  • Melius 1
11 minuti fa, Pinkflo ha scritto:

Gli studi non riportano mai in modo netto quanto agisce un fattore piuttosto che un altro, non siamo nel dominio delle scienze esatte. Si fanno delle ipotesi in contesti complessi cercando di approssimarsi alla realtà.

Esatto

È sufficiente parlare con gli addetti ai lavori, per rendersi conto che tali percentuali su determinati argomenti, sono soltanto ipotetiche e approssimative

Il 20/6/2023 at 21:47, briandinazareth ha scritto:

non parlavo neppure io di disabilità, ma dei ragazzi cosiddetti difficili o "lenti".

difficili o lenti sono cose correlate oppure no. Io parlo di bambini o ragazzi che rispondono sempre, che non rispettano i compagni, che passano subito all'agito verbale o fisico, che rovesciano i banchi, tirano oggetti, menano le mani, lavorano zero, sono tutti i giorni oppositivi, ecc.

22 ore fa, Roberto M ha scritto:

Il problema e’ che la scuola italiana, grazie anche ai sindacati, e’ concepita piu’ per tutelare gli insegnanti e il loro posto di lavoro fisso che per gli studenti.

Il rischio di incappare in un insegnanto somaro o uno scansafatiche e’ elevatissimo, il merito tra gli insegnanti non viene per nulla premiato, anzi, e’ mortificato, per cui trovi degli insegnanti bravissimi ed appassionati (una specie di eroi) ma anche dei somari sfaticati pure con problemi psicologici.

Insomma, e’ un terno al lotto, dipende dalla fortuna.

In America ed in inghilterra questo non succede, perche’ se nelle scuole pubbliche il rendimento di una classe (oggettivo, con prove tipo la nostra invalsi) e’ basso licenziano tutti, dal preside agli insegnanti fino ai bidelli.

Nelle scuole private il problema neanche si pone (scelgono gli insegnanti migliori e li pagano tanto).

 

Boh che confusione. Gli insegnanti vanno tutelati e valorizzati, quindi non direi, tra l'altro in Italia sono pure pagati poco rispetto ad altri paesi. La scuola del merito degli insegnati è discutibile perché è altamente rischiosa per vari motivi e ci sono studi al riguardo. Pensare agli USA e alla GB come modelli di scuola ormai a fatto per fortuna il suo tempo. Non tutto è da rigettare di questi modelli, ma si è scoperto che tanto era fuffa e apparenza. Tanto più che modelli in senso generale questi due Paesi non lo sono certamente più. Servono altri modelli,  probabilmente serve un ritorno alle origini del pensiero e della critica classica per rielaborarli in vista di nuovi mondi possibilmente migliori che vorremmo (e non sono né gli USA né la GB).

briandinazareth
10 ore fa, Pinkflo ha scritto:

Si sono daccordo in parte, in effetti l'aspetto del funzionamento interno innato o ereditato è un fattore molto importante, in parecchi casi determinante e che non ho citato più sopra. È un aspetto in più del problema. Gli studi non riportano mai in modo netto quanto agisce un fattore piuttosto che un altro, non siamo nel dominio delle scienze esatte. Si fanno delle ipotesi in contesti complessi cercando di approssimarsi alla realtà. Generalmente per fare dei numeri si potrebbe dire e azzardare che spesso il fattore innato agisce per un 30-40% contro un 60-70% dell'ambiente.

 

in realtà questi studi, ormai tantissimi e su una popolazione molto vasta, riescono a trovare la correlazione tra le cose con un certo grado di precisione. 

quando ho cominciato ad approfondirli sono rimasto di sasso e ho dovuto cambiare totalmente alcune mie idee sull'argomento; idee molto radicate e non è stato neppure semplice accettarlo. 

si tratta in maggioranza di studi sui gemelli, monozigoti ed eterozigoti, allevati in famiglie diverse o nella stessa, in condizioni diverse, confrontandoli con i fratelli non gemelli ecc. 

i risultati sono concordanti e risulta evidente che la parte innata ha di gran lunga la maggiore correlazione, al punto da rendere il fattore familiare totalmente ininfluente per molte caratteristiche fondamentali, molto meno anche delle esperienze "casuali", come insegnanti, amici ecc.  un esempio classico è la probabilità di sviluppare abuso di droga o altri tipi di dipendenza che a sua volta è legata con una correlazione molto forte all'intelligenza e alla creatività.

 

da pochi anni si cominciano ad individuare anche i pool di geni responsabili.

questa ultima parte è molto complessa perché raramente si tratta di un solo gene che porta a precise caratteristiche, somatiche e psicologiche.

si parla di migliaia di geni che lavorano assieme influenzandosi a vicenda, a questo aggiungi il fatto che innato comprende anche lo sviluppo embrionale, per cui a parità di patrimonio genetico l'individuo risultante sarà sempre leggermente diverso.

 

10 ore fa, Pinkflo ha scritto:

Se infatti si tende a ritenere predominante il fattore innato questo può portare a teorie pericolose e discriminanti.

 

di fronte alla realtà dei fatti non posso prendere in considerazione le eventuali conseguenze sociali per far finta che non ci siano. 
tra l'altro non penso che questo debba portare necessariamente a "gattaca", anzi, capendo come funzionano certe cose si potrebbe modificare il funzionamento della scuola, ad esempio, per renderla migliore per tutti gli studenti. 

 

10 ore fa, Pinkflo ha scritto:

La scuola del merito degli insegnati è discutibile

Il problema è quella del demerito.

Un esempio pratico: quando faceva il liceo, mia figlia aveva un'insegnante che sistematicamente arrivava a lezione con 15-20 minuti di ritardo. 

Una mattina eravamo in ritardo noi, le 8.30 erano già passate da un po' e la stavo accompagnando in macchina, alla prima ora avrebbe dovuto avere proprio quella insegnante.

A un certo punto mia figlia fa: "vai pure con calma, tanto la prof è lì ferma a guardare la vetrina di quel negozio..."

Ecco, perchè una rubastipendio così non può essere presa a calci il c**o e mandata a zappare ?

 

3 ore fa, lufranz ha scritto:

Un esempio pratico: quando faceva il liceo, mia figlia aveva un'insegnante che sistematicamente arrivava a lezione con 15-20 minuti di ritardo

Si ma questa è un'altra faccenda, questo insegnante è più un caso patologico. Un comportamento grave che non dev'essere tollerato. Io lavoro in CH, in 1 anno di scuola non ho mai visto 1 minuto di ritardo da parte di nessun docente.

3 ore fa, briandinazareth ha scritto:

quando ho cominciato ad approfondirli sono rimasto di sasso e ho dovuto cambiare totalmente alcune mie idee sull'argomento; idee molto radicate e non è stato neppure semplice accettarlo. 

si tratta in maggioranza di studi sui gemelli, monozigoti ed eterozigoti, allevati in famiglie diverse o nella stessa, in condizioni diverse, confrontandoli con i fratelli non gemelli ecc. 

i risultati sono concordanti e risulta evidente che la parte innata ha di gran lunga la maggiore correlazione, al punto da rendere il fattore familiare totalmente ininfluente per molte caratteristiche fondamentali, molto meno anche delle esperienze "casuali", come insegnanti, amici ecc.  un esempio classico è la probabilità di sviluppare abuso di droga o altri tipi di dipendenza che a sua volta è legata con una correlazione molto forte all'intelligenza e alla creatività.

Ma sei sicuro? Ho studiato una 20 ina di anni fa e gli studi indicavano il contrario, cioè l'ambiente aveva un influsso predominante nei gemelli, al punto che cresciuti in contesti diversi sviluppavano caratteristiche molto diverse. Forse negli ultimi anni hanno svolto nuovi studi.




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