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“Mi manda Giorgetti”: l'ultimo scandalo prima della riforma Nordio


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21 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

ma chi è il magistrato?

Stiamo parlando in linea di principio, quello che parla nel video postato da un altro forumer non so chi sia, nel senso che non lo conoscevo prima di oggi.

mariovalvola

@maurodg65 Ma quale linea di principio. Ti lamenti di un comportamento secondo te sbagliato di un magistrato che fa politica e interferisce con le decisioni del parlamento!!! 

Ora, siamo alla libertà di espressione a corrente alternata.

Ti ricordo, perché è uno dei tanti aspetti che non hai colto, che l'intervista postata da @andpi65, è a un ex magistrato.

Quindi? Prova a guardare meglio quello che postano gli altri invece di partire per la tangente.

 

2 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Ti lamenti di un comportamento secondo te sbagliato di un magistrato che fa politica e interferisce con le decisioni del parlamento!!! 

Io ho solo affermato che un magistrato non deve fare politica, il link lo ha postato un altro forumer e non io, non può farla soprattutto intervenendo durante l’iter di approvazione di una legge, ovviamente finché è in attività, in pensione non essendo più magistrato non conta più nulla e può fare ciò che fa un cittadino normale.

5 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Ti ricordo, perché è uno dei tanti aspetti che non hai colto, che l'intervista postata da @andpi65, è a un ex magistrato.

E quindi? 

6 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Ora, siamo alla libertà di espressione a corrente alternata.

Perché a corrente alternata? 

10 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Ha ragione Nordio, i magistrati non devono fare politica intervenendo nell’iter della discussione ed approvazione delle leggi, il potere legislativo è del parlamento esattamente come quello giudiziario è della magistratura.

@mariovalvola

 

8 minuti fa, mariovalvola ha scritto:

Ti lamenti di un comportamento secondo te sbagliato di un magistrato che fa politica e interferisce con le decisioni del parlamento!!! 

Sei tu vero che hai scritto che prima di commentare un tuo post dovrei leggerlo attentamente? Ecco forse dovresti mettere in pratica il tuo consiglio. :classic_wink:

https://www.lacostituzione.info/index.php/2018/07/28/magistrati-e-politica-un-equilibrio-quasi-impossibile/
 

Per la Corte costituzionale (sentenza n. 170/2018)  i magistrati, anche in aspettativa, non possono iscriversi ad un partito politico perché ciò lede la loro imparzialità e indipendenza. Però possono ricoprire cariche elettive, politiche e tecniche e ritornare, al loro termine, in magistratura.

Uno dei profili più discussi del, per così dire, problematico e singolare rapporto nel nostro paese tra politica e giustizia riguarda le regole che disciplinano l’ingresso dei magistrati in politica, nel duplice aspetto dell’assunzione di cariche pubbliche, elettive e no, e della loro militanza partitica.

Oggi, in forza del diritto di tutti i cittadini di accedere “agli uffici pubblici e alle cariche elettive secondo i requisiti stabiliti dalla legge” (art. 51 Cost.), i magistrati (tranne quelli delle giurisdizioni superiori) possono candidarsi alle elezioni politiche nazionali ed europee. Se però vogliono presentarsi nella circoscrizione in cui hanno svolto le proprie funzioni devono, a pena d’ineleggibilità, dimettersi almeno sei mesi prima delle elezioni. Se invece vogliono candidarsi altrove oppure assumere cariche politiche non elettive (ad es. ministro, assessore regionale o comunale), devono mettersi in aspettativa. Se non eletti, non possono per cinque anni ritornare a svolgere le loro funzioni nella circoscrizione dove si sono candidati (art. 8 DPR n. 361/1957). Fu per questo motivo, infatti, che l’ex p.m. Ingroia, dopo non essere stato eletto, fu inevitabilmente destinato alla Procura di Aosta, unico collegio in cui non si era candidato.

Di contro, ai magistrati è vietata, perché illecito disciplinare, “l’iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici” (art. 3.1.h) d.lgs. 109/2006 come modificato nella parte in corsivo dall’art. 1.3 lett. d) n. 2 l. 269/2006). Ciò in attuazione dell’art. 98.3 Cost. secondo cui “si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati…”. Infatti, “l’estraneità del magistrato alla politica dei partiti e dei suoi metodi è un valore di particolare rilievo e mira a salvaguardare l’indipendente ed imparziale esercizio delle funzioni giudiziarie, dovendo il cittadino essere rassicurato sul fatto che l’attività del magistrato, sia esso giudice o pubblico ministero, non sia guidata dal desiderio di far prevalere una parte politica” (C. cost. 224/2009, 2; Cass., s.u. civ. 27987/2013; Csm, sez. disc. 15/2014).

Quindi, in base alla disciplina vigente, i magistrati possono assumere cariche politiche, elettive e no, ma non possono né iscriversi ad un partito politico, né, anche da non iscritti, partecipare alla sua vita politica interna, se non in modo occasionale.

È proprio sulla pretesa irragionevole contraddittorietà di tale disciplina che si è appuntata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla sezione disciplinare del Csm e ora respinta dalla Corte costituzionale con sentenza n. 170/2018. Questione sollevata (tardivamente) a proposito della posizione di Michele Emiliano (da tempo fuori del ruolo organico della magistratura perché collocato in aspettativa per motivi politici in quanto prima Sindaco di Bari e ora Presidente della Regione Puglia), perché iscrittosi al Partito Democratico per poter partecipare alle primarie indette per l’elezione del suo segretario.

La Corte costituzionale ha respinto l’eccezione d’incostituzionalità sostanzialmente per tre motivi:

a) il diritto dei magistrati, al pari di ogni altro cittadino, di partecipare alla vita politica, esercitando il diritto di riunione, associazione ed espressione incontra i limiti giustificati “sia dalla particolare qualità e delicatezza delle funzioni giudiziarie, sia dai principi costituzionali di indipendenza e imparzialità” (art. 101.2, 104.1 e 108.2 Cost.); a tal fine, l’art. 98.3 Cost. demanda al legislatore la possibilità di stabilire “limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati” (4° cons. dir.);

b) in questo quadro, l’attuale divieto d’iscrizione al partito politico deve valere per tutti i magistrati, sia quelli in servizio che in aspettativa, qualunque sia il motivo di quest’ultima: una carica elettiva; un incarico politico (v. supra); un compito di natura tecnica (ad esempio, una consulenza parlamentare). In qualunque posizione si trovi, il magistrato iscritto ad un partito o che (e per la Corte è equivalente) partecipa, anche da non iscritto, in via sistematica e continuativa alle sua attività, induce i cittadini a dubitare fondatamente della sua indipendenza ed imparzialità; ciò tanto più in vista del suo futuro rientro nei ruoli della magistratura se non eletto oppure al termine del mandato elettivo o dell’incarico politico;

c) di conseguenza, il magistrato può concorrere alle cariche elettive o assumere cariche politiche senza però potersi iscrivere ad un partito oppure prendere parte alla sua attività politica con modalità tali che la sezione disciplinare del Csm giudichi sistematiche e continuative.

Il parlamento fa le leggi i magistrati le applicano

Giustissimo.

Ma se il parlamento è colui che fa le leggi e i magistrati coloro che devono applicarle è giusto che chi deve applicarle la possa commentare mettendo in luce ciò che comportarebbe una volta approvate dal parlamento

Intanto sono cittadini italiani come te e me, ma cosa più importante sono uomini di legge che ne capiscono più di te e di me.

La tecnica della Santachè è nota da tempo.

Ci si stipendia con cifre spropositate e chi se ne frega se la società guadagna o perde.

Un sistema che chiaramente molti adottano, bisogna però avere le giuste stampelle.

In Calabria con un sistema uguale hanno distrutto il mercato delle arance.

Hanno costituito centri per il trattamento delle arance e facendo delle cooperative molto ben studiate dove tu diventavi socio non contavo un piffero

Inizialmente convinsero anche i più riluttanti con efficenza e pagamenti praticamente immediati.

Una volta conquistato il mercato finita la pacchia.

Gli ammiratori costavano tanto quanto ricevevano come aiuti dall'Europa e quindi per i proprietari degli agrumeti, in Calabria si chiamano giardini, non c'era più nulla o quasi.

 

briandinazareth

i magistrati possono parlare, hanno gli stessi diritti civili degli altri. 

le leggi le fa il parlamento ma ancora non è passata la legge che bisogna tacere. 

vale per i magistrati, per la libertà di informare dei giornalisti ecc.

è la democrazia baby.

16 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

magistrati possono parlare, hanno gli stessi diritti civili degli altri. 

le leggi le fa il parlamento ma ancora non è passata la legge che bisogna tacere.

Mi pare fosse stato scritto “fare politica”, magari gioverebbe rileggere prima di scrivere.

17 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

è la democrazia baby.

La Democrazia è quella che trovi nel copia incolla poco più su.

briandinazareth
9 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Mi pare fosse stato scritto “fare politica”, magari gioverebbe rileggere prima di scrivere.

 

se criticare una proposta di legge la consideri fare politica, si, possono farlo. 

punto.


il tentativo di zittire i magistrati e l'anm è il solito che vediamo da molti anni, l'idea che non si disturba il manovratore... 

in realtà la democrazia necessita che si disturbi il manovratore con il dibattito pubblico.

 

  • Melius 2
21 ore fa, Martin ha scritto:

possono usare trojan per il printscreen ? 

Io so che per le indagini non possono infrangere la legge, i trojan sono illegali e quindi non possono essere usati per le indagini.

Non credo che Meta ceda le chiavi come fanno gli operatori di telefonia.

37 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Come cosa c’entra, di cosa parlavamo? 

"non possono né iscriversi ad un partito politico, né, anche da non iscritti, partecipare alla sua vita politica interna", e quindi? Mica c'è scritto che non possono esprimere pareri (peraltro squisitamente tecnici) sulla lotta alla mafia e alla corruzione. Mauro, devi farti persuaso che il partito non è il centro di tutto. Esiste un dibattito della società civile, esiste l'opinione pubblica, esistono pure i bar (reali e virtuali). Non è che se uno dice una cosa deve essere per forza allo scopo di andare pro o contro un partito. Spataro è un veterano della lotta al terrorismo di matrice islamica, può esprimere il parere di "uno che ne capisce"? Non è che Nordio è andato a prendere la legge sul monte Sinai, se ne può parlare senza commettere sacrilegio  

15 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

se criticare una proposta di legge la consideri fare politica, si, possono farlo. 

punto.

Nel bar e con gli amici senz’altro, passare per i talk show politici in televisione a discuterne con i rappresentati politici ed i giornalisti direi di no, almeno a quanto ho capito da quanto letto, sarebbe fare politica e da parte di un magistrato in carica non dovrebbe essere ammesso.

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