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Maxi retata antimafia in Calabria


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Fermi i problemi innegabili in punto di legalità che abbiamo in questo paese (al nord come al sud) confondere il concetto di indagato con quello di condannato dimostra che i grillini passano (e pure quel sant'uomo di Davigo:classic_laugh:), ma il giustizialismo rimane...

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briandinazareth
23 minuti fa, Antoniotrevi ha scritto:

senti, se un politico da ordini al propio gruppo dirigente significa che sta comandando . La differenza rispetto una dittatura è che stato eletto dal popolo in elezioni democratiche per fare questo . 

 

no, questo è l'errore esiziale. 

la differenza rispetto ad una dittatura non sono le elezioni e neppure il consenso. 

la differenza è nei limiti del potere e quindi nel fatto che in una democrazia compiuta tu non comandi e non dai ordini, ma governi, un concetto radicalmente diverso. 

ricordiamoci sempre che la democrazia liberale non nasce perché chi ha più forza e consenso comandi, cosa che avviene spesso abbastanza spontaneamente, ma per limitare i poteri della maggioranza.

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Antoniotrevi

@briandinazareth la democrazia liberale nasce per limitare il potere assolutista del sovrano . Le elezioni sono la base di un governo democratico . Il comandare é  una naturale disposizione dato che legiferando hai bisogno di una maggioranza che ti segua . Il consenso nei governi liberali si crea manipolando i mass media con falsi miti di progresso . Come il giudicare legittimo bombardare in nome della democrazia paesi interi non allineati . 

  • Melius 1
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9 ore fa, wow ha scritto:

Che al sud, storicamente, è arrivata una percentuale bassissima dei soldi che sono arrivati al Nord

Sei realmente sicuro che si tratti di un problema di quantità di denaro pubblico complessivamente speso e non di qualità della spesa? 
Perché senza dati ho la sensazione che di spesa pubblica per il Sud, complessivamente, ne sia stata destinata tanta quanto al Nord, solo che la qualità della spesa fosse differente, più spesa corrente e meno infrastrutture, più welfare che strade, ponti, Ferrovie.

 

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12 ore fa, andpi65 ha scritto:

Le indagini saranno mica partite  da una serie di intercettazioni probabilmente per reati diversi dalla mafia ? Intendo quelle intercettazioni che in molti qui reputano una barbarie?

Chiedo per un amico, visto che vi vedo preparati.

Scusami ma devo correggerti, le polemiche sulle intercettazioni qui sul forum riguardavano in primis il loro uso distorto, cioè tutti quei casi nei quali spezzoni delle stesse ininfluenti per le indagini e che coinvolgono persone estranee a qualsiasi reato, vengono rese pubbliche spesso con l’aiuto delle procure stesse esponendo quelle persone alla gogna mediatica per fatti personali che non sono la

prova di un crimine ma semplicemente vicende personali più o meno importanti ma che non devono essere perseguite dalla giustizia, la polemica ha riguardato principalmente questo.

Poi ci sono le affermazioni di Nordio relative alla riforma, in particolare alla grande quantità di intercettazioni messe in campo a fronte di risultati delle inchieste che il Ministro stesso definisce “modeste”, affermando anche che le tecniche di intercettazioni messe in campo contro la criminalità organizzata, che poi sono le più importanti e quelle fondamentali per sconfiggerla, sono tecnologicamente obsolete e quindi inutili nella stragrande maggioranza dei casi.

Quello che il Ministro ha affermato è quindi la sua volontà di ridurre il numero delle intercettazioni per concentrarsi su quelle importanti, ovvero contro quelle rivolte a combattere la criminalità organizzata, investendo i soldi risparmiati nelle intercettazioni a strascico in aggiornamenti tecnologici che renderebbe le stesse più efficaci proprio dove servono, nel combattere coloro che hanno i soldi necessari, frutto dei crimini commessi, per evitare di “inciampare” nello strumento di indagine.

Concludo solo con due riflessioni, una pratica: non trovo nulla di insensato o di sbagliato in quanto ha affermato il Ministro Nordio, anzi credo sia la strategia giusta per combattere la criminalità organizzata che rappresenta un cancro per il Paese che ne ha condizionato lo sviluppo sociale ed economico ed ancora oggi lo condiziona. La seconda riflessione è di principio: la cosa peggiore è che siate tu, che se ricordo bene sei stato nelle forze dell’ordine, ma anche molti altri forumer che si definiscono di sinistra e fanno spesso “orgogliosamente” i garantisti, che oggi auspicate che le intercettazioni siano uno strumento di indagine da utilizzare a “strascico” vantando risultati che possono essere definiti casuali perché ottenuti non indagando direttamente sui dei reati, come dovrebbe avvenire in uno Stato di Diritto, ma incidentalmente intercettato terze persone per motivazioni diverse da quelli che risulteranno essere poi le accuse loro rivolte, tutto partendo come ricordi da indagini su reati minori nella speranza che possano portare a scoperte casuali ed involontarie di reati più gravi. Questo approccio oltre che essere statisticamente ed economicamente perdente, i dati sembrano già dimostrarlo, invalidano un principio fondamentale del diritto che dovrebbe portare ad organizzare delle indagini nei confronti di uno o più cittadini sull’evidenza di un reato e non sul solo sospetto, disponendo le intercettazioni nei confronti di un sospettato solo dopo che il magistrato le ha autorizzate a fronte di indizi gravi e con lo scopo di indagare per scovare le prove di reati gravi e procedere con l’incriminazione dei responsabili.

L’idea stessa che il “gioco” delle intercettazioni porti ad un risultato casuale ed involontario nelle maggior parte dei casi, spesso mai quando invece si intercettano i grandi criminali, spiega molto del perché il Ministro Nordio, da ex magistrato, voglia mettere mano alla questione in modo radicale e seguire la strada dell’aggiornamento tecnologico come strada principale di lotta alla mafia.

Ma qui molti preferiscono altro, seguendo la pancia invece che la testa.

 

 

 

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5 ore fa, Antoniotrevi ha scritto:

Come il giudicare legittimo bombardare in nome della democrazia paesi interi non allineati . 

Esattamente come sta facendo la Russia con l’Ucraina, peraltro dopo averla invasa arbitrariamente e e senza alcun motivo del resto, tutte cose che Prigozhin vi ha ben spiegato del resto sbugiardandovi senza possibilità di appello.

5 ore fa, Antoniotrevi ha scritto:

Il consenso nei governi liberali si crea manipolando i mass media con falsi miti di progresso .

Come premessa mi pare estremamente falsata dall’utilizzo dell’aggettivo “liberale” e da quello di Governo al posto di Parlamento, nelle democrazie liberali si vota e si elegge un Parlamento, in alcuni casi anche un Presidente, e conseguentemente si forma un Governo a cui il parlamento vota la fiducia. 
La manipolazione dei mass media è qualcosa che avviene nelle autocrazie e nelle dittature, la Russia di Putin ne è un esempio, da noi quelli come te hanno talmente tanti mezzi mediatico per straparlare ed esporre teorie idiote e senza senso, come ad esempio giustificare i soldati russi che stuprano ed uccidono bambini, donne, anziani ed uomini ucraini per poi seppellirli in fosse comuni o che li deportano in Russia, che è fin vergognoso pensare come tanta libertà possa finire sprecata insieme ad una manciata di neuroni evidentemente da te inutilizzati, ma la democrazia è questa e troverai pure chi difenderà il tuo diritto a renderti ridicolo e continuare a sostenere le minchiate che affermi.

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12 ore fa, briandinazareth ha scritto:

non esiste quasi nessuna inchiesta sulla criminalità organizzata che non usi pesantemente le intercettazioni, per ovvi motivi...

Ed infatti non solo il Ministro ha chiaramente affermato che nei confronti della criminalità organizzata non cambierà nulla, ma ha anche ricordato come è proprio la criminalità organizzata ad aver messo in campo le contromisure tecnologiche per rendere inutili le intercettazioni con gli strumenti tecnologici attuali, ritenuti oramai obsoleti, ed è sempre il

Ministro che ha affermato come si debba aumentare gli investimenti in quest’ambito proprio per contrastare maggiormente il crimine dove è più grave, senza continuare con intercettazioni a strascico nella speranza di trovare qualcosa ma, nel contempo, sprecando centinaia di milioni che potrebbero essere spesi meglio.

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https://www.ilfoglio.it/giustizia/2022/12/13/news/perche-l-abuso-d-ufficio-e-un-guaio-4756483/amp/
 

 

Perché l'abuso d'ufficio è un guaio


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13 dic 2022


E’ il reato più temuto da sindaci e amministratori locali ed è un totale disastro. Nel 2021 ha prodotto 27 condanne su 5.400 processi. Da Bonaccini a De Luca: rassegna delle assoluzioni più celebri (e singolari)

E’ il reato più temuto da amministratori locali e dirigenti pubblici: l’abuso d’ufficio. Una fattispecie così aleatoria da spingere in molti casi a preferire la paralisi amministrativa. Gli ultimi dati rendono idea del disastro a cui si è di fronte: “Su 5.400 procedimenti nel 2021, nove si sono conclusi con condanne davanti al gip e diciotto in dibattimento”, ha riferito il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la scorsa settimana al Senato, definendo queste statistiche “a dir poco allarmanti”. L’elenco dei politici e dei funzionari pubblici indagati per abuso d’ufficio e poi prosciolti o assolti è lunghissimo. Si va dai governatori della Campania e dell’Emilia-Romagna, Vincenzo De Luca e Stefano Bonaccini, all’ex presidente della regione Calabria Mario Oliverio, fino all’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Ma visto che parliamo di oltre cinquemila procedimenti penali all’anno, si capisce che la stragrande maggioranza dei casi nasca (e muoia) lontana dai riflettori dell’informazione nazionale. Ciò a conferma di quanto il reato di abuso d’ufficio produca danni soprattutto tra gli amministratori pubblici locali, quelli più esposti a questo genere di reato e alla cosiddetta “paura della firma”. 

I casi sono tantissimi e non basterebbe un numero intero di questo giornale per riportarli. In questa pagina ci limiteremo a ricordare i più recenti e più singolari. Solitamente, le vicende riguardano le nomine di funzionari o presunte irregolarità nelle procedure di affidamento, ma non mancano storie paradossali, come quelle in cui l’abuso d’ufficio è stato contestato ad amministratori locali per aver corretto un errore urbanistico, o per aver autorizzato una manifestazione con la presenza di conigli senza l’ok dell’Asl, o per aver fatto rimuovere manifesti anti moschea, o per aver chiesto ai dipendenti della società incaricata della pulizia della città di rimuovere la carcassa di un topo da un’abitazione.

 

L’ultima assoluzione per il reato di “abuso d’ufficio” è giunta la scorsa settimana. La Corte d’appello di Reggio Calabria ha assolto la consigliera comunale Angela Marcianò nel processo “Miramare”. Il processo era nato da un’inchiesta sulle irregolarità nelle procedure di affidamento a un’associazione di un hotel di Reggio Calabria. 

Prima di lei è stato assolto a Palermo un ex dirigente dell’assessorato alla salute della regione Sicilia, Sergio Buffa, oggi in pensione. L’uomo era stato rinviato a giudizio nel 2020. Secondo l’accusa il dirigente nel 2015 avrebbe modificato il sistema dei rimborsi di alcune prestazioni specialistiche, per favorire alcune strutture convenzionate dove lavoravano alcuni familiari. Buffa inserì una clausola in un decreto assessoriale con la quale si vietava doppi e tripli rimborsi, riunificando in un’unica tariffa le prestazioni che prima venivano pagate separatamente ai cardiologi. In altre parole, Buffa è stato accusato pur avendo fatto risparmiare alla regione circa due milioni di euro all’anno. 

Ben più rilevante l’assoluzione definitiva ottenuta a settembre dal governatore campano Vincenzo De Luca, dalle accuse di abuso d’ufficio, falso ideologico e altri reati urbanistici per la costruzione del complesso immobiliare del “Crescent” sul lungomare di Salerno, quando egli era sindaco della città. Una vicenda durata oltre dieci anni e che si è conclusa con l’assoluzione di altre 22 persone. 

Il 14 luglio il tribunale di Sassari ha assolto l’ex sindaco di Sorso, Giuseppe Morghen, l’ex assessore alle politiche sociali, Angelo Agostino Spanu, l’ex dirigente comunale Pietro Nurra, e gli ex responsabili dei servizi sociali del comune di Sorso, Bonaria Mameli e Walter Enzo Marchetiello. I cinque erano accusati di abuso d’ufficio nella gestione delle graduatorie per i lavori di pubblica utilità riservati alle persone che si trovano in condizione di povertà estrema, reato che avrebbero compiuto dal 2013 al 2016. E’ dello scorso giugno l’assoluzione del sindaco di Biella, Claudio Corradino, accusato di aver favorito la nomina di un’amica, militante della Lega, nel consiglio d’amministrazione del Cordar, società municipalizzata che gestisce l’acqua pubblica nel Biellese. “La vicenda fu una botta psicologica”, ha dichiarato Corradino in un’intervista, aggiungendo di aver già speso oltre 36 mila euro in spese legali. “Io non demonizzo l’abuso d’ufficio, ma va cambiato”.

 

Quasi in contemporanea veniva assolto anche Pierluigi Mottinelli, ex presidente della provincia di Brescia, in un’inchiesta per l’erogazione di 800 mila euro a fondo perduto da parte della provincia al comune di Concesio per sostenere i lavori volti alla realizzazione di una nuova canonica nel centro valtrumplino. Assolta, insieme a lui, anche Stefania Zambelli, che era il direttore finanziario dell’ente.

A dir poco paradossale la vicenda giudiziaria che si è conclusa lo scorso primo giugno e che ha visto coinvolti per sette anni sindaco, vicesindaco e tecnico comunale di Celle Enomondo, paesino di cinquecento abitanti in provincia di Asti. La vicenda risale al 2015, quando su proposta del tecnico comunale (un geometra) si procedette a una modifica dello strumento urbanistico nella parte che riguardava dei fabbricati di pertinenza di sei cittadini. La procura di Asti contestò allora l’abuso d’ufficio sostenendo che, alla luce di quanto previsto da una legge regionale del 1977, la “correzione dell’errore” andava considerata come una vera e propria “variante”, che invece avrebbe imposto una procedura diversa. Nel 2019 il tribunale di Asti inflisse al sindaco Andrea Bovero otto mesi e quindici giorni di reclusione, alla vicesindaco Monica Omedé un anno e quindici giorni, al tecnico Paolo Gardino dieci mesi e quindici giorni. Il 23 aprile 2021 la Corte d’appello cancellò le condanne “perché il fatto non costituisce reato”. Il primo giugno la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale. 

A maggio è invece stata archiviata dopo sei anni l’inchiesta nei confronti degli ex sindaci di Lecce, Paolo Perrone e Adriana Poli Bortone, nonché di vari dirigenti comunali, dall’accusa di aver assegnato in cambio di voti alcuni alloggi popolari. Quanti? Due. Una delle case era pure stata confiscata alla mafia. Le assegnazioni, si sosteneva all’epoca, erano state effettuate senza rispettare le graduatorie, ma le tesi sono crollate nel corso delle lunghe indagini. 

A marzo il tribunale di Pistoia ha messo fine a una vicenda durata cinque anni che vedeva coinvolti l’ex sindaco della città, Samuele Bertinelli, insieme all’ex assessore della sua giunta Tina Nuti e la ex dirigente comunale Maria Teresa Carosella. Due i filoni dell’inchiesta: uno relativo alla nomina di alcuni dirigenti comunali, un altro su presunte pressioni per la concessione di spazi o per l’erogazione di contributi ad associazioni da parte del comune in occasione di manifestazioni. In un caso, i pm erano arrivati a contestare al sindaco l’autorizzazione di  una manifestazione che prevedeva l’uso di conigli, nonostante l’assenza dell’ok dell’azienda ospedaliera locale. 

Si arriva a inizio anno, con l’ennesima assoluzione (la quarta) davanti alla Corte d’appello di Perugia dell’ex direttore regionale della sanità, Walter Orlandi, in relazione alla vicenda degli incarichi conferiti alla dottoressa Manuela Pioppo. Anche la Corte dei conti aveva escluso danni erariali e patrimoniali alla regione. Anzi, era emerso che la nomina aveva fatto risparmiare all’azienda ospedaliera di Perugia.

Il gip del tribunale di Ferrara, intanto, archiviava a inizio anno la posizione del presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che era indagato per abuso di ufficio e concussione, dopo l’esposto del sindaco di Jolanda di Savoia, Paolo Pezzolato. I fatti risalivano alla campagna elettorale per le regionali. Bonaccini era accusato di aver fatto pressioni affinché la vicesindaca del comune ferrarese Elisa Trombin revocasse la candidatura con la Lega e di aver “punito” il comune di Jolanda con la revoca di un comando di dipendenti. Di tutto ciò, secondo la procura, non era stata raggiunta la prova e per questo aveva chiesto l’archiviazione.

Si prosegue in ordine sparso. Da ricordare il caso dell’ex sindaco di Cologne (in provincia di Brescia), Danilo Verzelletti, assolto dall’accusa di abuso d’ufficio per una vicenda che risaliva all’agosto del 2011, quando nel ruolo di primo cittadino aveva fatto rimuovere manifesti con il formato di annuncio funebre affissi da alcuni militanti della Lega Nord contro la costruzione di una nuova moschea.

L’assoluzione, nel gennaio 2021, dell’ex presidente della regione Calabria, Mario Oliverio, dalle accuse di corruzione e abuso d’ufficio, nell’ambito della maxi inchiesta aperta dalla procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri denominata “Lande desolate”. La procura aveva chiesto una condanna a quattro anni e otto mesi di carcere. Oliverio era anche stato raggiunto, quando era ancora in carica, da una misura dell’obbligo di dimora. E come dimenticare la vicenda dell’ex assessore del comune di Brindisi, Pasquale Luperti, assolto dall’accusa di abuso per aver chiesto a dei dipendenti della società in house del comune incaricata della pulizia e della manutenzione della città di rimuovere la carcassa di un topo da un’abitazione. 

Ci sono poi l’ex sindaco di Gela, Domenico Messinese, l’ex assessore all’ambiente Simone Siciliano, e il dirigente comunale dello stesso settore, Patrizia Zanone, assolti per l’emergenza rifiuti esplosa nel 2015 dopo le elezioni comunali. La città fu invasa dalla spazzatura perché l’impresa che gestiva il servizio di nettezza urbana riteneva che lo smaltimento di cumuli di rifiuti indifferenziati fosse da considerare e da compensare come servizio aggiuntivo. Il sindaco invece era convinto che facesse parte del capitolato d’appalto. Il 24 ottobre 2020 il gup con il rito abbreviato ha assolto tutti gli imputati, mentre ha rinviato a giudizio il responsabile della ditta. 

C’è da ricordare l’archiviazione dell’inchiesta sul governatore della Lombardia, Attilio Fontana, accusato di abuso d’ufficio in uno dei filoni nati dalla maxi operazione “Mensa dei poveri” sul sistema di tangenti, appalti e nomine pilotate che ha travolto la politica lombarda. Al centro dello stralcio, archiviato dal gip Raffaella Mascarino c’era la nomina di Luca Marsico, avvocato ed ex socio del suo studio, nel Nucleo di valutazione degli investimenti della Regione.

L’assoluzione del sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda, insieme all’ex vicesindaco, Bora Podda, e al capo dell’ufficio tecnico del comune, Agostino Murgia, accusati di aver truccato la graduatoria per il servizio civile. Gli imputati erano accusati di aver gestito in modo poco trasparente le selezioni per due progetti di servizio civile favorendo alcuni candidati ed escludendone altri. Nel corso del processo di fronte al tribunale di Nuoro, invece, le procedure si sono invece rivelate legittime e gli imputati sono risultati estranei agli addebiti. Nel luglio 2020 anche il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio. Era finito a processo per aver autorizzato un’attività commerciale del centro storico a utilizzare circa sei metri quadrati di suolo pubblico. 

Anche se il record per le accuse di abuso d’ufficio spetta probabilmente all’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Da primo cittadino ha dichiarato di essere stato indagato in sette occasioni, venendo sempre prosciolto o assolto. Nel marzo 2019 Pizzarotti è stato prosciolto dall’accusa di abuso d’ufficio per le nomine del direttore generale Marco Giorgio, del suo portavoce Marcello Frigeri e del capo di gabinetto Francesco Cirillo. All’attenzione degli inquirenti era finita una email, precedente al bando per la nomina delle tre figure, dove il sindaco indicava la volontà di continuare a lavorare con i tre dirigenti, già peraltro in forza nell’organico comunale nella precedente legislatura. Gli incarichi sono di tipo fiduciario, legati al mandato del sindaco e quindi prevedono la sua ampia discrezionalità, ma secondo la procura si era andati oltre perché si era scelto senza valutare le posizioni degli altri candidati, che inviarono i curricula nei giorni seguenti. Tesi smentita dal giudice. 

“Ha ragione l’Anci a dire che l’abuso di ufficio va modificato”, ha dichiarato poi Pizzarotti. “La colpa però non è dei magistrati, ma del legislatore che per paura delle reazioni dell’opinione pubblica non ha il coraggio di modificare una cosa che non funziona”.

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2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Nel 2021 ha prodotto 27 condanne su 5.400 processi. Da Bonaccini a De Luca: rassegna delle assoluzioni più celebri (e singolari)

@briandinazareth io non sono un legale e tecnicamente non ho le competenze per spiegare perché questo reato vada abolito, ma se leggo 27 condanne su 5400 processi, quindi 5400 accuse di cui 5373 assoluzioni, non mi serve altro per capire, è sufficiente così. 

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briandinazareth

Evidentemente in tutto il mondo occidentale sono pazzi a ritenere che sia un reato ( pure grave)usare il potere per scopi e vantaggi  personali, in violazione degli obblighi di onestà e correttezza dell'ufficio.

 

Del resto è normale, c'è così poco malaffare da noi che è veramente assurdo rompere le palle per queste stupidaggini.

 

anche tutti i magistrati che si occupano di criminalità organizzata ,in fondo, non hanno capito che per gli italiani usare la cosa pubblica esclusivamente per i propri interessi o quelli del cugino non è sbagliato.

 

Abbiamo festeggiato come un eroe un tizio che ha finanziato con un mare di soldi Riina, brusca e diversi altri omicidi, l'abuso d'ufficio in confronto è poca roba.

 

 

  • Melius 1
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4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Sei realmente sicuro che si tratti di un problema di quantità di denaro pubblico complessivamente speso e non di qualità della spesa? 

È l'uno e l'altro. Per esempio la Cassa per il Mezzogiorno è stata usata per interventi straordinari ma sostanzialmente si costruivano acquedotti, fognature, strade, scuole che altrove venivano realizzati ordinariamente. Per non parlare dei fondi europei, usati per compensare i tagli ai finanziamenti ordinari... 

Per capire certe dinamiche dovresti leggere Zero al Sud (e anche Fake Sud) di Marco Esposito. 

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47 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Evidentemente in tutto il mondo occidentale sono pazzi a ritenere che sia un reato ( pure grave)usare il potere per scopi e vantaggi  personali, in violazione degli obblighi di onestà e correttezza dell'ufficio.

 

Del resto è normale, c'è così poco malaffare da noi che è veramente assurdo rompere le palle per queste stupidaggini.

 

anche tutti i magistrati che si occupano di criminalità organizzata ,in fondo, non hanno capito che per gli italiani usare la cosa pubblica esclusivamente per i propri interessi o quelli del cugino non è sbagliato.

Brian, contano i numeri ed i numeri dicono che si abusa di strumenti di indagine, vale tanto per le intercettazioni quanto per il reato di abuso d’ufficio, tutto per ottenere poi poco o nulla alla prova dei fatti perché si imbastiscono processi che non portano a nulla, il punto è tutto qui è non in discorsi di principio su onestà o disonestà su cui concordano tutti o sulla correttezza formale necessaria dei funzionari pubblici che è un’ovvietà.

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