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L’ecoansia


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mariovalvola
36 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Direi però che, sempre se crediamo alle ricerche dei climatologi, anziché preoccuparci sempre degli altri, dovremmo cominciare a prendere noi delle misure, anche perché essendo tra i maggiori produttori procapite abbiamo ampio margine di manovra.

Però il clima non lo cambi se la Cina per venderci i prodotti necessari alla nostra transizione green aumenta le emissioni. Il clima non lo cambi se si usano centrali a carbone ( anche se ti rifai una verginità con il mercato della compensazione della CO2 ), il clima non lo cambi se il terzo mondo aumenterà le emissioni di gas serra, il clima non cambierà se gli USA non si danno anche loro una regolata. E' fanciullesco pensare che sia giusto iniziare comunque. Se devo spendere/investire (dipende dai punti di vista ) vorrei alcune certezze. Una nazione come l'Italia, del suo povera di risorse economiche, deve decidere dove canalizzarle; è meglio investire per il contenimento degli effetti del cambiamento climatico oppure, illudendosi che gli altri, incantati dal nostro esempio virtuoso, ci seguano a ruota, cerchiamo di fare la nostra parte nel contenimento dei gas serra senza sapere ex ante gli effetti complessivi del nostro agire ( dipende sempre da cosa faranno gli altri stati che emettono la stragrande maggioranza di gas serra). Non comprendo perché questa banalità non passi. 

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mariovalvola

@melos62 Giustissimo. Io, non sono negazionista ma non comprendo la continua mancanza dell'elemento principale: un vero, serio, reale piano comune globale. Senza, l'affastellarsi di progetti locali, incrementerà le spese senza migliorare le emissioni globali.

Masochismo puro.

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briandinazareth

Alla fine la soluzione proposta e non fare nulla, tanto c'è la Cina e tanto, anche se non lo si ammette, chissenefrega di quelli che hanno 20 anni o meno oggi... 

 

Perché alla fine mi sembra la ricerca spasmodica di scuse per non cambiare proprio nulla.

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mariovalvola

@briandinazareth sempre questo approccio sbagliato. Le case si costruiscono dalle fondamenta e non è disfattista e menefreghista chi dice che non si devono iniziarle dai comignoli.

Agire da soli non porta a nessun miglioramento delle emissioni globali. Se non lo comprendi, è inutile mettere sempre in mezzo la scienza

Incollo ancora il link

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/05/crisi-climatica-in-corso-ma-le-emissioni-aumentano-i-governi-devono-imporre-una-pianificazione-seria-alle-imprese-non-bastano-le-carote-ora-servono-i-bastoni/7232564/

 

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Prima viva la globalizzazione (dove si gioca al ribasso degli standard laburistici e ambientali).

Ora contrordine: si faccia sentire l’Europa boicottando le economie inquinanti (e’ l’unico modo per rendere utile ed efficace l’azione europea a livello planetario).

se non fosse che cio’ che serve a inquinare meno lo produce chi inquina di piu’

  • Melius 2
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cactus_atomo

@mariovalvola è un gatto che si morde la coda. la produzione principale di beni nel mondo non è certo quella della transizione ecologica. c'è un mare di beni ridondanti e tutto sommato inutili che compriamo dalla cina e dall'india perchè produrli li costa meno. cominciamo a produrre quello che ci serve cn le nostre regole e smettiamo di rincorrere il prezzo più basso, che poi quello che risparmiamo da un parte lo paghiamo da un'altra senza accorgercene. 

abbiamo un mondo che consuma troppo e che ogni volta che i cnumi si fermano grida alla crisi economica ed al medioevo prossimo venturo. questa storia del pericolo cinese mi oae una coperta per nascondere e rinviar di affrontare i problemi. se il clima distrugge il pianeta ci rimettiamo tutti, belli e brutti, ricchi e poveri, bianchi, neri e gialli. proviamo  fare la nostra parte, per esempio riducendo i consumi eccessivi e quelli non essenziali, per esempio producendo meno rifiuti, per esempio cominciando a produrre oggetti che possono essere riparati e non buttati per alimentare un ciclo di consumismo senza senso. se il mercato cambio e smette di chiedere roba a basso costo cambierà di converso anche il mododi produrre della cina. se la cina deve adeguarsi alla logica di mondo convenienza (la nostra forza è il prezzo) ovviamente seguirà il modello attuale che poi è il modello occidentale in salsa cinese

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Un notevoke potere contrattuale l'Europa lo ha: il potere di acquisto.  Potrebbe stabilire dei requisiti vincolanti per la importabilità dei prodotti cinesi, indiani ecc. Ovviamente ciò contrasta con la globalizzazione finora venerata, e soprattutto con il progetto di rendere inevitabile l'acquisto di prodotti cinesi ad alto impatto ambientale, vedi 2035. C'è troppa euroipocrisia per non alimentare un qualche sospetto. 

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briandinazareth
5 minuti fa, melos62 ha scritto:

C'è troppa euroipocrisia per non alimentare un qualche sospetto. 

 

Noncelodicono, c'è il complotto per distruggere l'Occidente... 🤣

Che poi a che pro? Chi ne v avrebbe vantaggio?

Sicuramente non la Cina... 

 

A parte le facezie  c'è soprattutto un grande equivoco sulla questione dell'auto elettrica che produrrebbero solo in Cina.

 

In Europa e negli USA è in corso la costruzione di diverse megafabbriche di batterie con sempre meno bisogno di litio e terre rare. 

 

Tra l'altro si considera il bisogno delle batterie senza considerare quanto sia più pervasiva, geopoliticamente pericolosa e spaventosamente inquinante la dipendenza dal petrolio e gas. 

Parliamo di almeno un ordine di grandezza diverso.

 

 

Magari dovremmo cominciare a cambiare approccio sulle rinnovabili e cominciare in modo massiccio a costruire quello che serve.

 

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9 minuti fa, melos62 ha scritto:

Un notevoke potere contrattuale l'Europa lo ha: il potere di acquisto. 

Appunto, oggi la vera ricchezza non è più la produzione ma l’accesso ai mercati occidentali avanzati dove ci sono gli acquirenti con maggior potere di acquisto, tutto il mercato della tecnologia che nei decenni passati aveva preso la strada della Cina ha come mercato di sbocco preferenziale la UE e gli USA ad esempio, senza i quali le produzioni, i numeri di vendita e quindi i fatturati non ci sarebbero, ragion per cui se realmente si volesse farlo si potrebbero imporre alla Cina dei paletti precisi in chiare transizione ecologica, oggi più che mai vista le questioni geopolitiche in ballo, paletti in mancanza dei quali le importazioni cinesi verrebbero bloccate.

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2 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

In Europa e negli USA è in corso la costruzione di diverse megafabbriche di batterie con sempre meno bisogno di litio e terre rare. 

Le scelte relative alle politiche economiche di un continente si dovrebbero fare in cui funzione di ciò che esiste ed è disponibile sul mercato o alla produzione e non sulle speranze tecnologiche per il futuro, quindi le batterie a cui accenni e che possano funzionare quantomeno come le attuali e che sarebbero da realizzare senza bisogno dei minerali delle “terre rare” esistono già o esisteranno forse in un prossimo futuro? 

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12 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Tra l'altro si considera il bisogno delle batterie senza considerare quanto sia più pervasiva, geopoliticamente pericolosa e spaventosamente inquinante la dipendenza dal petrolio e gas. 

Parliamo di almeno un ordine di grandezza diverso.

Questa è una supercazzola, sia perché sul versante energia le scelte vanno fatte sulla base delle alternative esistenti e concrete, ma ad oggi non sappiamo nemmeno come produrre l’energia sufficiente ad elettrificare qualsiasi cosa che è la situazione in cui ci servirebbero le batterie, cominciano a stabilire come produrremo l’energia necessaria per sostituire le fonti fossili e come la veicoleremo in rete e, solo dopo, preoccupiamoci delle batterie e della loro realizzazione, la stessa cosa avrebbe dovuto essere fatta per le auto elettriche, senza l’elettricità e la rete di distribuzione adeguata per alimentarle a cosa servono le auto elettriche? Non parlo dei numeri attuali ma dei numeri che vorremmo raggiungere, si costruiscono le case partendo dalle fondamenta e non dal tetto.

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