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Melius Club

Ma del reddito di cittadinanza revocato con un SMS vogliamo parlarne?


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7 minuti fa, Max440 ha scritto:

Anche tu informati con le persone reali, non leggendo internet ... 

Per tua conoscenza in quegli anni mio padre aveva dei dipendenti, e quindi so benissimo cosa prendevano, altro che internet.

 

5 minuti fa, Max440 ha scritto:

Un po' di matematica dovreste masticarla, o sbaglio?

Sbagli, amo la pittura

3 minuti fa, Max440 ha scritto:

Posso dire altrettanto di quello che scrivi tu: sei disinformato e/o non hai parenti che in quel periodo facevano gli operai.  Probabilmente appartieni ad una famiglia benestante e conosci la vita reale solo tramite le veline dei tiggì e dei giornali.

Io sono nato nel 1965, i miei sono emigrati al nord dal meridione negli anni ‘60, sono nato a Salerno perché mia madre, allora residente ad Udine, scese per partorire dove aveva i genitori che potevano aiutarla.

Mia madre era insegnante elementare e mio padre ferroviere, quindi avevano due stipendi pubblici, sono il primogenito e poi vennero due altri figli, due sorelle, quindi famiglia con due redditi, non monoreddito, sempre in affitto e, pur senza pezze al cūlus, nessuno spreco e nessun lusso, di fare mutui per la casa non se ne parlava, al tempo le banche ti finanziavano solo l’80% se ricordo bene, poi servivano i soldi per il notaio e quelli per acquistare i mobili, quindi nella migliore delle ipotesi per un appartamento popolare serviva almeno un altro 20% per le altre spese, in sostanza si doveva avere almeno il 40% del valore dell’immobile in contati, si doveva sperare che la banca analizzati i redditi autorizzate la concessione del mutuo, non era affatto scontato, mutuo che non poteva mai superare i 15 anni, non ultimo i tassi di interesse non erano quelli che abbiamo avuto per oltre venti anni grazia all’euro e che, tutto sommato, ancora abbiamo.

Mia madre ha comperato casa quando è andata in pensione, sfruttando la liquidazione come caparra ed ottenendo il mutuo con la firma fideiussoria di tutti noi tre figli e pagando un tasso di interesse sul mutuo a doppia cifra oltre il 10%, nel frattempo era separata, quindi mia padre non risultava più, non ricordo esattamente  l’anno in cui andò in pensione ma credo sia stato intorno ai suoi 60 anni ed era del ‘35, quindi siamo un po’ fuori degli anni ‘70 e, per altro, ha beneficiato dell’introduzione dell’euro sulla pensione che si è rivalutata.

 

20 minuti fa, Max440 ha scritto:

Oggi ne servono almeno 60 ...

60 x 1350 = 81’000€

una casa… la matematica…

🤣🤣😆😆

——

Mio padre, riuscì a fare la classica casetta due piani 100+100 mq nel 1972-74. Ci mise due anni per andarci ad abitare, finito solo un appartamento dentro, fuori mattone non intonacato. Senza mobili… giusto l’indispensabile.

Il resto, due garage separati compresi ci mise altri 10 anni. 

Ma solo perché era muratore e se la fece da solo il sabato, la domenica e di notte. E lavorava in svizzera dove si guadagnava quasi il doppio allora. Mia madre dovette andare anche lei a lavorare con noi piccolo lasciati a casa da soli per poter riuscire a comperare i materiali ed un po’ di aiuti ad ore quando si poteva.

Gli operai di fabbrica al massimo riuscivano a « comperare » un appartamento in condominio a riscatto in quegli anni. 

—-

vai a scrivere di musica che di quello sì ne capisci… lascia perdere sta roba che non è cosa per te. Così smetti di dire stupidaggini multinick

  • Melius 2

@Jack mi hai fatto venire in mente come si costruivano le case singole in FVG i dipendenti, tutti si facevano il cūlus al lavoro durante la settimana e poi nel week end lavoravano da muratori per costruire in economia sui terreni di famiglia, qui molti erano contadini, erano quelli fortunati perché avevano anche la terra.

Poi ci lamentiamo noi a che abbiamo avuto la possibilità di sottoscrivere mutui per il 100% , anche il 110% per coprire le spese accessorie nei primi anni dell’euro, con tassi di interessi che confrontati con quelli degli anni ‘70 erano una frazione.

1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

come si costruivano le case singole in FVG i dipendenti

dappertutto era così. I più fortunati avevano in zona fratelli e parenti e si scambiavano ore di lavoro uno con l’altro. Ma ci voleva sempre uno che fosse del mestiere a « guidare » altrimenti ciaopepp… nessun operaio di fabbrica poteva pagare muratori o imprese.

Nei 70’s si era a 25-30 anni dalla fine della seconda guerra mondiale…. come fosse finita nel 1998 rispetto ad oggi … erano tempi grami, dove per combinare qualcosa si dovevano fare sacrifici impensabili oggi. Genitori e … figli piccoli insieme a loro, altro che welfare e bau bau micio micio… sti terrappiattisti qua stavano sulle nuvole

Membro_0022
23 ore fa, Max440 ha scritto:

- nel 1980 lo stipendio medio di un operaio in Italia era circa 1 milione di lire, e gli amplificatori top costavano 5 milioni, ovvero circa 5 stipendi.

 - nel 2023 lo stipendio medio di un operaio in Italia è circa 1500 euro, e un amplificatore top costa ormai almeno 20k euro (ma anche oltre!), ovvero almeno 10 stipendi medi, ma anche 15 o 20 .

Magari il paragone su un bene che:

a) nessun operaio comprava nel 1980 e nessun operaio compra oggi

b) oggi non interessa più a nessuno (l'hifi intera, non l'amplificatore) mentre nel 1980 l'impianto hi-fi era un "oggetto del desiderio"

c) in conseguenza del punto b, ha subito un aumento esponenziale dei prezzi dovuto alla minor quantità di esemplari venduti

d) ha subito un ulteriore aumento dei prezzi per "effetto-fuffa" (ovvero: lo paghi una fortuna perchè è oggetto "esclusivo", anche se in realtà dovrebbe costare un decimo)

non è appropriato.

Controesempio opposto e neppure lui appropriato: nel 1980 un televisore decente da 27'' costava uno stipendio dello stesso operaio. Oggi un 40'' di qualità sicuramente migliore rispetto al televisore del 1980 si compra con 300-400 euro (ovvero: in un mese l'operaio ne compra 3 o 4).

Forse il pane avrebbe più senso ? Chi si ricorda quanto costava un chilo di pane nel 1980 ?

 

 

Membro_0022
23 ore fa, Paolo 62 ha scritto:

l'alta fedeltà è progredita

Ma 'ndo ? 

Se vai a vedere dentro è sempre la solita roba(ccia) di elettronicaglia da due soldi al chilo. E il digitale che nel 1980 non c'era non fa eccezione: cassate le paturnie degli audiofili che sentono credono di sentire anche il pipposecondo di jitter, introdotto dal cavo, quel che c'è realmente oggi è tutta elettronica che costa meno di una pizza.

Il tutto condito da un monte di fuffa, da quando ha smesso di essere mercato di massa.

comunque il pane fresco in giro lo si trova a 4/5 euro il kilo

internet dice che nel 1980 costava 850 lire, che aggiornate 

in euro di oggi farebbero 2.66 euro

il caffè io la pago 1.2 euro a tazzina al bar, nel 1980 costava 250 lire, che oggi farebbero 0.78 euro




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