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Ma del reddito di cittadinanza revocato con un SMS vogliamo parlarne?


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6 ore fa, bungalow bill ha scritto:

l reddito di cittadinanza è servito a quel movimento solo per prendere voti

E' interessante confrontare la mappa dei redditati con quella dei voti presi dai 5S.

Si notano sorprendenti analogie.

 

È solo l’apertura di un inchiesta su una denuncia anonima, quindi vedremo, serve anche come esempio a tutti coloro che credono che il solo sospetto debba comportare dimissioni o esclusioni da incarichi politici.

 

L’indagine sul reddito di cittadinanza: «Un bancomat che serviva da propaganda per il M5s»

Redazione31 Luglio 2023 - 04:38


Un’inchiesta della Corte dei Conti sui mancati controlli per il reddito di cittadinanza mette nel mirino Pasquale Tridico. L’indagine è partita a novembre da un esposto anonimo. Nel frattempo la denuncia ha ricevuto un’integrazione. E il dossier è arrivato anche alla procura della Repubblica di Roma. Dove si ipotizzano i reati di abuso d’ufficio e di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Secondo le carte di cui parla oggi La Veritàl’accusa nei confronti di Tridico è di aver utilizzato strumentalmente l’Inps come un bancomat a fini politico-elettorali. E come agenzia di propaganda del Movimento 5 Stelle. «Si è trattato di voto di scambio pagato con soldi pubblici», si scrive nella denuncia. Dove si ipotizza anche che Tridico non abbia vigilato sulle truffe che sono costate oltre un miliardo di euro. 

La denuncia

Secondo i denuncianti l’istituzione stessa del reddito di cittadinanza è stata una scelta «imposta da pressioni politiche sull’istituto». Per «erogare una prestazione a pioggia a tutti i richiedenti, a prescindere dalla spettanza o meno del diritto». Il tutto «ai fini del ritorno elettorale dei partiti di governo». All’epoca dell’istituzione del reddito di cittadinanza il governo Conte era retto da una maggioranza formata dalla Lega e dal M5s. La Corte dei Conti avrebbe già acquisito la documentazione per verificare la corretta gestione dell’erogazione e dei controlli. Tridico, nel suo libro “Il lavoro oggi, la pensione domani” aveva anche scritto che era necessario controllare prima di erogare il sussidio: «Lo Stato dovrebbe fare come le banche prima di erogare un mutuo. Ovvero verificare in profondità la situazione del richiedente, senza fidarsi di autocertificazioni». 

Le truffe

Il reddito è stato spesso al centro di indagini per truffe. A febbraio scorso è emerso che alcuni esponenti dei clan Spada e Casamonica percepivano il sussidio. Un raggiro di un Caf a Roma è stato scoperto di recente dalla Guardia di Finanza e ha portato a 130 indagati. Altri 300 cittadini stranieri sono stati denunciati a Cagliari. Negli anni sono emerse le truffe con le carte prepagate e una talpa all’Agenzia delle Entrate che lavorava sulle residenze fasulle. La Verità sottolinea anche un altro aspetto. Ovvero quello della residenza. Per le procedure informatiche di Inps la circostanza che centinaia di persone avessero la residenza nello stesso luogo non è mai stato considerato un impedimento alla percezione del sussidio. La conseguenza è stata che a Milano in 518 hanno dichiarato di risiedere nello stesso palazzo di via Selinunte. A Roma in 1.234 hanno fatto la stessa cosa in via Modesta Valenti. 

Le domande fasulle

Secondo la procura le domande fasulle riguardavano persone che venivano dall’est dell’Europa che non avevano mai lavorato in Italia. In totale, secondo i numeri dell’Inps, 1,7 milioni di domande sono state respinte. Tridico ha parlato di 3,2 milioni di domande respinte. La Corte dei Conti sta indagando anche per verificare l’esistenza di un eventuale danno erariale. Collegato a una condotta «omissiva dei propri doveri» in relazione ai controlli da effettuare. Secondo i numeri della denuncia le irregolarità riguardano il 6% dei percettori totali (e non l’1%). Ma la denuncia alla Corte dei conti evidenzia anche che «i vertici ed organi dell’Inps e del ministero del Lavoro hanno espressamente indirizzato gli uffici amministrativi invitandoli a non compiere controlli generalizzati incrociando i dati dei propri archivi informatici». Per i denuncianti «sono stati compiuti controlli solo parziali e selettivi». 

I mancati controlli 

E ancora: «Il tasso di controllo risulta essere inferiore all’1% del totale». Probabilmente, quando Tridico dice che le truffe sul Reddito di cittadinanza si attestano all’1%, si riferisce al fatto che l’Istituto da lui presieduto ha fatto verifiche su non oltre all’1% delle domande presentate. Nella denuncia si legge anche che con il Reddito di cittadinanza si è assistito «a un fenomeno del tutto aberrante, per cui l’Inps e il ministero del Lavoro, sulla base di una strumentale interpretazione delle leggi, che risulta illogica, irragionevole e fuorviante, hanno completamente declinato i controlli e le verifiche previste per legge e a essi espressamente attribuiti, di fatto assicurando a tutti i richiedenti, indistintamente, l’erogazione della prestazione previdenziale (senza nemmeno l’accertamento del diritto), demandando ad una fase successiva gli eventuali controlli, eventuali revoche e recuperi».

Le colpe di Inps

Non solo. Inps avrebbe anche «omesso di attivare anche dei semplici meccanismi di incrocio di dati informatici (quelli delle domande pervenute e quelli delle richiamate banche dati degli archivi informatici gestiti o condivisi da Inps)». E all’Inps, come spiega la denuncia, non mancavano certo i mezzi, visto, che nel testo sono elencati diciassette «archivi informatici» dell’Istituto, gestiti direttamente o in condivisione, che a norma di legge avrebbero dovuto essere utilizzati per le verifiche preventive e i controlli sul Reddito. Quello con Aci sui beni durevoli è stato fatto solo nel 2021, a due anni dall’istituzione del sussidio.

15 minuti fa, appecundria ha scritto:

una lettera anonima pubblicata da La Verità, minchia! Dimissioni subito!

Hai letto ciò che ho scritto?
Non mi pare proprio, ritenta e sarai più fortunato.

P.S. Le inchieste, tutte le inchieste di aprono anche in presenza di un esposto, come nel caso indicato, per altre sulla base di indiscrezioni sulla stampa, per altre su denuncia diretta ma resta sempre il fatto, per tutti i casi e non solo per questo, che le inchieste aperte non sono sentenze di condanna, basterebbe solo non usare metri di misura diversi in base a ciò che ci fa comodo credere sul piano politico e su quello personale. 
 

2 ore fa, maurodg65 ha scritto:

L’indagine è partita a novembre da un esposto anonimo. Nel frattempo la denuncia ha ricevuto un’integrazione. E il dossier è arrivato anche alla procura della Repubblica di Roma. Dove si ipotizzano i reati di abuso d’ufficio e di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Secondo le carte di cui parla oggi La Veritàl’accusa nei confronti di Tridico è di aver utilizzato strumentalmente l’Inps come un bancomat a fini politico-elettorali.

Detto questo Bruno l’esposto è anonimo, così scrive Open, (non sapevo neppure che un esposto potesse essere anonimo) ma non è una lettera anonima de La Verità, quel giornale riporta la notizia per primo a quanto si legge.

Hai la pessima abitudine di stravolgere i testi e le affermazioni altrui.

6 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

ma non è una lettera anonima de La Verità, quel giornale riporta la notizia per primo a

Ho scritto che la lettera è de La Verità? No. Ho scritto che è la fonte della notizia. Sei tu che pensi a male e fai peccato 😀

8 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Hai la pessima abitudine di stravolgere i testi e le affermazioni altrui.

È una lettera anonima? Sì o no? Sì.

Belpietro è stato il primo a pubblicarla? Sì o no? Sì.

Non ho scritto altro.

24 minuti fa, appecundria ha scritto:

una lettera anonima pubblicata da La Verità, minchia! Dimissioni subito!

 

Adesso, appecundria ha scritto:

Ho scritto che la lettera è de La Verità? No.

Vero, hai scritto che è una lettera anonima pubblicata su La Verità ma non è vero, è un esposto.

1 minuto fa, appecundria ha scritto:

Sei tu che pensi a male e fai peccato 😀

Io manco avevo letto di chi ha riportato per primo la notizia, mi ero fermato al fatto che l’inchiesta sia partita da un’esposto anonimo, ho pure sottolineato come non sapessi della possibilità di fare un esposto anonimo, ma non è il mio campo di lavoro.

4 minuti fa, appecundria ha scritto:

È una lettera anonima? Sì o no? Sì.

Un esposto anonimo è una lettera anonima? Cioè io potrei inviare una lettera anonima accusando qualcuno e varrebbe come esposto, sinceramente non lo so, se è possibile hai ragione ma mi auguro vivamente che non sia possibile.

Detto questo l’inchiesta è stata aperta e vedremo come procederà, come dicono sempre che se non hai nulla da temere non hai da preoccuparti, io non sarei molto d’accordo, come si dice non capisco ma mi adeguo.

Bastava imporre ai percettori del reddito di cittadinanza di presentarsi giornalmente a frequentare dei corsi di formazione e non elargire il reddito a chi non si fosse presentato.

Forse si sarebbe speso 2 per programmare questi corsi ma probabilmente si sarebbe risparmiato 10 perchè credo che una buona percentuale di chi lavorava e lavora in nero ( nonchè gli spacciatori e altri delinquenti che risultano nullatenenti e lo percepiscono) non avrebbe presentato nemmeno la domanda per ottenerlo. 

 

 

  • Melius 1

premesso che se con un SMS avessero informato che davano il reddito...allora andava bene.

Qui la questione è un altra. C'è stata una farsa che prometteva di dare il reddito in attesa di trovare una occupazione !

Ma siccome sia il meccanismo che le opportunità erano delle cagate pazzesche, allra è diventato un aiuto a pioggia a cani e porci.

Giusto toglierlo se fatto così.

  • Melius 1
7 minuti fa, OLIVER10 ha scritto:

Giusto toglierlo se fatto così.

No, giusto rivederlo nella sua attuazione, immagine questo: ci sono percettori di pensione di invalidità ingiustificate, ovvero truffe, allora che si fa? Togliamo la pensione di invalidità a tutti?

Però per scovare chi durante il lockdown passeggiava da solo sulla spiaggia c'era la forza pubblica con tanto di droni (TG5), poi non si scovano i lavoratori alla vista di tutti, quelli in nero e via dicendo, mi sento preso per una certa parte del corpo.




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