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Melius Club

"Noi capi di stato africani dobbiamo smettere di essere le marionette dell'imperialismo"


Messaggi raccomandati

8 minuti fa, Antoniotrevi ha scritto:

1) il cambio fisso fra Franco ed euro non permette la svalutazione della moneta africana e con ciò la maggior convenienza dei loro prodotti all’estero .Ciò impedisce qualsiasi forma di politica monetaria indipendente 

Mi spieghi a che serve svalutare una moneta di un paese in cui la manodopera costa nulla ed al più esporta materie prime?
 

 

9 minuti fa, Antoniotrevi ha scritto:

2) Vi é l’obbligo di importare  beni e servizi dalla Francia anche se sono più convenienti beni e servizi di altri stati . Coso come i destinatari delle esportazione ,soprattutto materie prime , devono essere come priorità su tutte quelle francesi . Per cui se la Cina vuole acquistare Uranio dal Niger non lo può  fare perchè  la priorità l’hanno le aziende francesi anche se pagano di meno . Solo se le aziende francesi non sono interessate lo stato africano può vendere all’estero .

Oltrettutto una moneta per una simile nazione non ha alcun valore reale perché non la accetterebbe nessuno al di fuori di essa, svalutarla vorrebbe dire pagare di più qualsiasi prodotto importato dal resto del mondo quindi, per la seconda volta, che senso avrebbe svalutare una moneta che già di fatto non varrebbe nulla? 
 

 

13 minuti fa, Antoniotrevi ha scritto:

3)  il 50% delle riserve valutarie estere (dollari, yuan, yen, ecc.), incassate tramite le esportazioni di merci dai paesi africani al di fuori della loro comunità economica, vengono detenute dal Tesoro francese. Perciò questi proventi non possono essere usati per costruire ferrovie e strade . Difatti ne sono privi e gli investimenti vanno solo per la estrazione di materie prime . 

Scusa ma il Niger cosa esporta? Cosa produce? A leggerti sembra che tu stia parlando di un paese manifatturiero ed esportano praticamente solo materie prime.


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https://www.infomercatiesteri.it/public/osservatorio/schede-sintesi/nigeria_23.pdf

A voi no euro storici vi è rimasta questa tara mentale della svalutazione come panacea di tutti i mali, come avesse un effetto salvifico per l’economia di un paese a prescindere da tutto il resto.

  • Melius 1

Interessanti sviluppi del colpo di stato in Niger. L'Ansa riporta di tante manifestazioni per la ricorrenza dell'indipendenza dalla Francia. 

Indovinate che slogan circolano? 

Viva la russia, viva puttin! 

Chissà come mai eh? 

:classic_laugh:

 

 

 

23 ore fa, criMan ha scritto:

Ha usato il condizionale

Dalla traduzione non si evince l'uso del conduzionale, anzi. Ma sono delle dichiarazioni ufficiali che, come sempre accade, non riportano le vere intenzioni degli USA. Ma questo lo si sapeva già.☝🏻

23 ore fa, maurodg65 ha scritto:

aperto il thread

Veramente il thread riportava solo il discorso del capitano Ibrahim Traoré (Burkina Faso) alla conferenza di San Pietroburgo, ma, a parer mio, poteva essere pronunciato alle Nazioni Unite che, purtroppo, hanno oramai perso quella autorità e legittimazione a partire dalla Guerra del Golfo. Peccato.

1 ora fa, Antoniotrevi ha scritto:

il 50% delle riserve valutarie estere (dollari, yuan, yen, ecc.), incassate tramite le esportazioni di merci dai paesi africani al di fuori della loro comunità economica, vengono detenute dal Tesoro francese. Perciò questi proventi non possono essere usati per costruire ferrovie e strade . Difatti ne sono privi e gli investimenti vanno solo per la estrazione di materie prime che interessano i francesi . 

Dai link che non tu sogni di leggere (senza considerare che, questo "deposito" viene remunerato con interessi maggiori di quelli di mercato) 

............ 

Veniamo alla questione del deposito di valuta in Francia. Come spiega il Ministero dell’Economia francese, i meccanismi di cooperazione finanziaria tra la Francia e i 14 Paesi che usano il franco Cfa si basano su quattro principi.
Uno lo abbiamo visto poco fa, e riguarda il tasso di cambio fisso. Un altro riguarda invece la trasferibilità gratuita per transazioni correnti e movimenti di capitale all’interno di ciascuna unione monetaria e nella zona del franco.
Un terzo principio determina invece la cosiddetta piena (o “illimitata”) convertibilità del franco Cfa in euro. La Francia infatti concede ai Paesi che usano il franco Cfa la garanzia che la loro valuta possa essere convertita in ogni momento in euro. Questo meccanismo è utile, per esempio, quando un Paese africano in difficoltà non riesce a pagare le proprie importazioni con la valuta estera richiesta. Con la piena convertibilità, le somme necessarie possono essergli date dal Tesoro francese in euro.
Questo “pilastro” della piena convertibilità è legato al sistema del cambio fisso. «La Banca centrale francese tiene da parte delle riserve in valuta estera e interviene sul mercato dei cambi quando il cambio tende a variare», spiega Bruni. «Se la moneta di un Paese tende a svalutarsi, cioè a perdere di prezzo, la Banca centrale la compra usando le riserve in valuta estera, in modo da farla salire di prezzo e tenerla al livello fisso che si vuole perseguire, per dare al mercato certezza del suo valore».
Ma a garanzia di queste operazioni e della piena convertibilità – come avviene per tutti i sistemi a cambio fisso – la Francia richiede che una parte delle riserve valutarie estere dei Paesi della zona monetaria del franco Cfa siano depositate in un conto della sua Banca centrale, gestito dal ministero del Tesoro. Questo è considerato il quarto principio che regola la cooperazione finanziaria tra la Francia e i 14 Paesi coinvolti.
Nei decenni la percentuale delle riserve in valuta estera da depositare nel Tesoro francese è cambiata diverse volte, ma dal 2005 è scesa dal 65 per cento al 50 per cento per la Banca centrale dell’Africa occidentale (dal 2007 anche per la Banca degli Stati dell’Africa centrale).
«Quando si usa una valuta nazionale il cui valore è garantito da una valuta estera, occorre avere delle riserve valutarie, che vanno tenute necessariamente – perché non c’è altra alternativa – nel Paese che emette quella valuta», spiega Terzi. «Quindi ovviamente le riserve in euro che garantiscono il franco Cfa non possono che stare in Francia. E ciò avviene anche per Stati all’interno dell’Europa. La Svizzera ha molte riserve valutarie in euro, per altri motivi. E dove le tiene? Le tiene alla Bundesbank, la Banca centrale tedesca. E dove altro potrebbe tenerle? Alla Banca d’Italia o alla Banca di Francia, ma gli svizzeri scelgono di tenerle nella Banca centrale tedesca. In questo caso, siccome l’accordo è con la Francia, i Paesi africani le tengono presso il Tesoro francese».
In sostanza, i Paesi del franco Cfa sono tenuti a conservare una percentuale delle proprie riserve valutarie nel Tesoro francese che gli garantisce la piena convertibilità con l’euro e una linea di credito nel caso in cui le loro riserve si azzerassero. Come spiega in una nota del 2017 la Banca di Francia, questo è lo «strumento chiave» per mantenere la stabilità di tutto il sistema.


 

Antoniotrevi

@wow Sono riserve che potrebbero essere usate per investimenti su rotaie e strade . Avere una moneta forte come l’euro in una economia fragile e controproducente. Non puoi svalutarla per rendere più appetibili le tue merce all’estero . Senza considerare che nel patto del franco CFA sei obbligato a favorire imprese francesi . Per cui sei costretto a favorire la politica coloniale francesi . Le materie prime in Europa e gli investimenti non sulle infrastrutture inportanti ma solo sull’estrazione di materie prime . Per cui povero eri e povero rimani . Difatti  con questa politica francese sono fra gli stati piu poveri al mondo . Ribellarsi alla Francia e a questo sporco patto é una benedizione . E se questo avviene grazie all’appoggio dei russi tanto meglio . Significa che si puo fare . Vedere un Africa piu prospera e ricca . Rispetto alla miseria in cui l’ha condotta la Francia .

1 minuto fa, Antoniotrevi ha scritto:

Sono riserve che potrebbero essere usate per investimenti su rotaie e strade . Avere una moneta forte come l’euro in una economia fragile e controproducente.

Un ipotetico realizzatore di quelle strade comunque se le farebbe pagare a seconda del controvalore in una divisa spendibile, quindi il problema continuerebbe a sussistere aggravato dal rischio cambio.

Qualora le realizzassero interamente in proprio, potrebbero comunque attribuire valore arbitrario a progettazione, manodopera e materiali, e il valore di cambio del CFA non costituirebbe alcun problema. 

  • Melius 1
Adesso, Antoniotrevi ha scritto:

loro dare come contropartita per esempio materie prime come l’uranio .

Domanda retorica: Secondo te i cinesi ne vorrebbero x tonnellate per chilometro oppure l'equivalente in uranio di x euro (o dollari) per chilometro alle quotazioni correnti ? 




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