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i poveri mangiano meglio dei ricchi, ovvero quando i politici aprono la bocca e danno fiato


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5 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Io le faccio fritte oppure al forno in "torta" con evo, poco aglio, pomodorini, prezzemolo, discreto velo di pane grattato e sale quanto basta..

Prova questa, vale anche per il "sugo" per la pasta ( ma per il sugo per pasta serve un po' di aglione) : le sfiletti poco prima di cuocerle, scaldi in padella un po' di olio ( di quello buono) un qualche secondo a fuoco alto e aggiungi un mezzo bicchiere di vino bianco ( buono) , na spolverata di pepe e sale  , sfumi la parte alcolica e poi metti il coperchio e abbassi la fiamma. Le fai andare per un 5 minuti. Se per la pasta un pochetto di liquido ci deve essere, se in insalata no.

Quindi ti regoli aggiungendo un pò ( poca) acqua di cottura della pasta.

Alla fine , io almeno, peperoncino come se piovesse in entrambi i casi, per la sola pasta anche prezzemolo. Gli spaghetti non li scoli, ma li togli con un forchettone, mantechi direttamente nella padella dove hai cotto le alici , io aggiungo un filo di sale ed olio a crudo.

Tempo per fare uno spago un 10 minuti, il tempo di cottura della pasta, ma per le alici  5 minuti bastano.

Se per insalatina niente prezzemolo ma verso fine cottura una spruzzata di limone.

28 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Ammappa che ricettona, grazie, farolla!! :classic_wink:

Ci vuole più tempo a spiegarla che a farla, sono quelle ricette semplici in cui la qualità degli ingredienti però è basilare ( la ho ereditata da mia madre che ci è nata su un posto di mare,e i marinai il pesce che gli pagano bene lo vendono e cucinano quello che resta) e se le alici e le altre materie che usi sono buone è gustosissima, oltre che veloce.

Ma dello spago con lo sgombro te ne ho  già detto? 😅😉

 

27 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Non conoscevo queste Lux ma ottima la provenienza..

Non sbagliano, se ti fidi.

Le compro da svariati anni , su consiglio iniziale dell'amica che  commercia all'ingrosso frutta e verdura.

@andpi65 Abito tra Lodi,Crema,Bergamo non proprio Milano.

Ideale sarebbe avere una buona pescheria vicino casa,acquistarlo e cucinarlo.

Cosa fattibile solo per chi abita vicino alle coste.

Qui nella mia zona le pescherie han chiuso tutte.

Ho provato ad acquistarlo al mercato che si tiene il Mercoledi ed il Sabato nel mio paesotto,a volte è buono a volte puzza,( il pesce bisogna anche conoscerlo )cosa che non mi capita nei banchi del pesce fresco del Gigante e dell'Unes.

 

Gaetanoalberto
6 minuti fa, pino ha scritto:

cosa che non mi capita nei banchi del pesce fresco del Gigante e dell'Unes.

 

Io un po’ il pesce  lo conoscerei, ma purtroppo il centro dell’asse milano Venezia è proprio distante dal mare, e pure dal mercato di Milano, che ha un’ottima fornitura. Mi sono rassegnato ai banchi della GDO dove almeno c’è consumo ed il pesce gira abbastanza, ma il pescato fresco è difficile da trovare. Cinsi accontenta spesso dell’allevato.

  • Melius 1

Intanto i tecnici (Chef stellati e scienziati) e prendono posizione a favore di Lollobrigida 


Bassetti, membro deTaSiN, Tavolo tecnico sulla Sicurezza Nutrizionale del Ministero della Salute

"I legumi, grazie alle loro proteine vegetali nobili, se associate ai cereali, hanno lo stesso impatto sul nostro corpo di una bistecca. Era quel che sostenevano già negli anni Sessanta i grandi scienziati americani Ancel Keys e Margaret Haney, scopritori e massimi teorici della dieta mediterranea. Proposero al mondo intero il modello alimentare italiano, come stile di vita in grado di distribuire piacere e salute in maniera democratica".


Gianfranco Vissani

 

"i poveri mangiano meglio dei ricchi perché sanno riconoscere le cose buone e genuine": "Un piatto povero può diventare un grandissimo piatto se cucinato bene e la gente che tradizionalmente non frequenta Capri, Porto Cervo o Saint Tropez sa come si può mangiare bene spendendo relativamente poco".


Alessandro Circello

 

"La nostra alimentazione si basa su prodotti poveri e ricette tradizionali contadine, ma famose nel mondo. Cibi che hanno un basso impatto ambientale ed economico ma forniscono tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno [...] Non bisogna essere necessariamente ricchi per mangiare bene, sano e gustoso".


https://www.ilgiornale.it/news/interni/chef-circiello-sta-lollobrigida-non-bisogna-essere-ricchi-2201449.html

 

Roberto sta cosa detta ai povery che carboidrati più legumi fan proteine è vera ,

il punto però è che farebbe anche un po' ridere,per non dire altro , quando detta  da chi mangia aragoste in ferie , ed è magari a dieta.

 

Non trovi?
😉😄

@Roberto M

Ok, quindi, concludendo, le risposte alla crescita della povertà assoluta sono

1. Le ricette della bisnonna

2. Il mercatino di Taranto

3. Il colesterolo dei ricchi americani.

Problema risolto, avanti il prossimo. 

@appecundria

È il caso di chiarire che le diete della gran parte degli italiani negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale erano del tutto diverse dalle nostre. Quella che oggi chiamiamo tradizioni erano ignote ai nostri nonni 

Più tardi posto i dati.

Un mio amico bergamasco,  attualmente 72enne, ex preside,  mi raccontava dei ricordi della sua infanzia, che spesso mangiavano polenta strofinata su una aringa salata per darle sapore. Ovviamente pellagra e stato nutrizionale non ottimale erano frequenti. La popolazione italiana non aveva problemi di obesità perché non c'era tanto da mangiare. Al sud, dai racconti dei nonni, pasta con legumi, brodo o pomodoro,a rotazione in base alle routine familiari,  mattina e sera nelle famiglie non indigenti, una volta al giorno in quelle più modeste. La domenica carne o pesce se possibile. I piatti che oggi consideriamo tradizionali erano quelli delle grandi occasioni. Ad esempio gli ziti al ragù erano per i banchetti nuziali (Zita è la ragazza da marito , la pasta d'a Zita è diventata il formato dello zito. L'italia era un paese di cultura rurale, molto parsimonioso per necessità o per abitudine.

  • Melius 1



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