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Tristi storie di stupri


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24 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Neppure una parola sul contesto culturale e su cosa crea un clima favorevole a queste violenze.

….

Ovvero, culturalmente ci siamo tutti dentro, anche se detestiamo che commette gli stupri.

 

Ma sembra un tema tabù perché ci costringerebbe a sentirci coinvolti e a mettere in discussione anche noi stessi 

La cultura c’entra il giusto, la tradizione patriarcale quasi nulla, l’apertura mentale e le regole della società anche, come hai potuto leggere nel Nord Europa, la patria dell’integrazione e dei diritti, della parità tra i sessi, del welfare, in sostanza una realtà da socialismo reale la situazione legata ai maltrattamenti della donna in ambito domestico e degli stupri è drammatica come da noi non è mai neppure lontanamente stata, continuate a ripetere il mantra della mascolinità e della società patriarcale, ma dovreste accettare che i problemi e quindi le soluzioni sono ben altre e non certo quelle da te e da altri ipotizzate.

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Fabio Cottatellucci
28 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

Ma sembra un tema tabù perché ci costringerebbe a sentirci coinvolti e a mettere in discussione anche noi stessi


Ma quale tabù? Me pari la buonanima della Murgia coi pipponi sul patriarcato, poveraccia...

Allora prenditi questa responsabilità morale: Tu ci assicuri che qualsiasi ragazza è al sicuro girando mezza nuda e ubriaca per le nostre città perché quello non è un fattore di rischio, e che quindi i consigli di stare attente sono solo espressione del patriarcato?

 

5 minuti fa, appecundria ha scritto:

eri in seminario?

Io non ero in seminario ma a Roma e negli '80 e '90 era così. 

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cactus_atomo

anche il contesto culturale mi sembra un qualcosa da psicologi o siciologi d'accatto, vorrei ricordare il delitto del circeo, consumato da una combriccola di rampolli della roma bene cui non mancavano i soldi e le donne  e che frequentavano e migliori scuole private religiose della capitale  (per inciso il fratello di uno di questi loschi figuri frequentava il mio liceo un liceo pubblico di madia fama e non ha mai commesso reati di alcun tipo)

ovvio che nel caso delle minorenni è mancato anche un minimo di controllo familiare, sicuramente non on andate in discoteca (le discoteche alla moda le minorenni non e fanno entrare, per i minori ci son locali ad hoc). 

siamo tai tutti adolescenti, anche se ce lo dimentichiamo, gli adolescenti amano girare di notte (ancora non hanno capito che quello che si fa di notte lo si può fare di giorno), amano raggrupparsi in comitive e seguono le regole di questi gruppi improvvisati. perchè in tanti per dirne una non si ribellano al bullismo? in molti casi è per non essere espulsi dal gruppo. difficile che un adolescente si confidi cn i genitori, mia nipote   perchè ero lo zio, raccontava quello che non voleva che i genitori sapessero, ma a mio fratello e a mia cognata stava bene, meglio che le confidenze le raccogliesse un adulto che lei se li tenesse dentro. ovviamente come zio ero molto più permissivo dei genitori, il che non vuol dire che non sia stato attento.

adesso non dobbiamo processare le vittime, ma i colpevoli e interrogarci perchè questi fatti avvengn con tanta frequenza ed hanno così forte copertura da arte delle famiglie e degli amici degli stupratori ed anche sul perchè evidentemente in molti pensino che lo stupro sia una sorta di gioco che è anche bello pubblicizzare

intanto pene più severe sono necessarie, con aggravanti per gli stupri di gruppo, e per quelli effettuati su oersone non in se (ubriachi o sotto effetto di droghe), molto più pesanti se risultasse che la vittima è stata resa incosciente appositamente con sostanze tipo la cosiddetta droga dello stupro. 

ritengo poi che serva un intervento repressivo anche nelle discoteche, per evitare che ai minori venga somministrato alcol , e chiusura delle stesseper periodi lunghi, non meno di 6 mesi, e lo stupro è consumato dentro l localeo se l somministrazione di droga dello stupro è avvenuta nel locale. 

anche sesi tratta di minorenni (intento oltte i 16 anni) la pena va scontata in un carcere senza riduzioni di pena e regime di semilibertà. 

nel caso che il crimine sia compiuto da minori, ai genitori va tolta la potrstà genitoriale anche ugli altri minori in famiglia, è ora ch ognuno faccia il suo mestiere

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54 minuti fa, wow ha scritto:

Di fronte a uno stupro, anziché raccomandare prudenza alle ragazze, parliamo piuttosto di rispetto ai ragazzi. Anziché instillare la diffidenza alle ragazze, spieghiamo il valore del consenso ai ragazzi.


certo che il mondo è cambiato, adesso per leggere un'opinione laica e moderna devi prendere Avvenire.

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4 ore fa, Panurge ha scritto:

Quando avevo 20 anni,  e qualcosa meno, io era pieno di eroinomani, erano più le macchine con i vetri rotti causa scimmia sulla spalla che quelle sane, altro che coltura dello sballo, e a parte i club di astemi, le piombe alle feste di classe erano abbastanza normali, lasciamo perdere poi i coetanei del paesello valdostano, al confronto i miei figli sono dei monaci tibetani.

Ma 'ndo stavi, nel Bronx ? Io mai visto niente del genere, eventuale razzumaglia dedita a droghe e/o sbornie veniva tenuta accuratamente lontana da tutti i gruppi che frequentavo. Nessuno dei miei amici aveva la minima voglia di averci a che fare. 

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ma allora provincia o grandi città del nord industriale era diverso

facendola breve, io nei fine settimana cioè il sabato ho potuto cominciare

a tornare a casa verso mezzanotte solo da maggiorenne.

e le pare dei vecchiacci e attento di qua e attento di la e guarda che siamo stati giovani anche noi

e sappiamo che combinate ( e io mi chiedevo ma che pēnis possiamo combinare che

siamo a piedi, non abbiamo una lira in tasca  e non ci fila nessuno )

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4 minuti fa, appecundria ha scritto:

Negli anni '80 e '90 a Roma non giravano alcool e droghe tra i giovani? 

Forse ti stanno dicendo che negli anni ‘80 e ‘90 per trovarsi in mezzo a gruppi di giovani che si ubriacavano e si drogavano dovevi girare in compagnie specifiche, in altre invece quei comportamenti non erano accettati e chi li avesse messi in pratica si autoescludeva dal

gruppo ed in effetti non hanno tutti i torti perché una volta era così, oggi è diverso e lo è da qualche anno.

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9 minuti fa, lufranz ha scritto:

nel Bronx

No ottimi licei, quelli che si sono presi una ciucca ogni tanto e simili, hanno avuto mediamente ottime riuscite, non è che si tirassero come dei cenci abitualmente, per ottime intendo davvero ottime. Parecchi va detto partivano già abbastanza dall'alto. Per l'eroina per quelli con qualche anno più di noi è stata una discreta ecatombe, gli hai cento lire erano tanti. 

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7 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Tu ci assicuri che qualsiasi ragazza è al sicuro girando mezza nuda


Fabio, scusa, non ho capito cosa c'entra l'elementare e istintiva prudenza quotidiana con la tematica in topic.

La prudenza è una cosa scontata, chi più chi meno l'abbiamo (inversamente proporzionale all'età), ma lo stupro è un reato grave e lo stupratore trova sempre la strada per perpetrarlo aggirando qualsiasi prudenza della vittima. Rendiamoci conto che vengono stuprate anche donne non più giovani, perfettamente sobrie e completamente vestite.

Sì la prudenza, non bere, non fumare, chiudi il gas, attraversa sulle strisce... ma se il criminale ha puntato la vittima ci vuole solo un'arma, un elemento di dissuasione o comunque una alta capacità di autodifesa personale.

Sarebbe meglio raccomandare alle ragazze di praticare kickboxing, per me, poi la verità non la sa nessuno.

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3 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Forse ti stanno dicendo che negli anni ‘80 e ‘90 per trovarsi in mezzo a gruppi di giovani che si ubriacavano e si drogavano dovevi girare in compagnie specifiche


Mauro, invece ho capito, per questo ho parlato di comitiva di seminaristi. Ti posso garantire che in quegli anni a Roma la coca scorreva a fiumi e costava la metà di Napoli. L'alcool non ne parliamo proprio. Esperienze dirette e multiple.

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Io lo sapevo che la strnzt del contesto culturale veniva fuori, prima o poi. 

E allora replico come ho già fatto altre volte facendo riferimento a un bellissimo film in cui Al Pacino interpreta il demonio in persona, incarnato nella figura di un avvocato. 

Quando il protagonista (ma era poi veramente Reeves il protagonista ?) gli contesta le varie nefandezze che si sviluppano nel corso del film, il diavolo replica che in realtà lui non fa assolutamente nulla: crea solo le "condizioni al contorno" per il peccato. Ma poi è l'uomo che - dotato di libero arbitrio - decide di comportarsi in un modo piuttosto che in un altro.

In altre parole: non siamo macchinette programmate che allo stimolo X reagiscono con la risposta Y in modo deterministico. Abbiamo un cervello e una coscienza, e questi hanno la funzione di filtrare e gestire gli stimoli esterni.

E' evidente che non tutti coloro che vivono nel "contesto culturale" (la solita scusa per spalmare la responsabilità su centomila e nessuno) escono di casa e stuprano, ed è altrettanto evidente che anche chi vive in contesti culturali "puliti" può commettere il delitto. Perciò chi decide di farlo ne deve essere considerato pienamente responsabile ed essere punito di conseguenza. Altro che cianciare di "contesto culturale".

 

 

 

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