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G20: L’Italia dice addio alla “via della seta”


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11 minuti fa, appecundria ha scritto:

caricarli su treni che non ci sono, trasportarli su una ferrovia che non c'è

 a perché, forse la via della seta esiste? anch’essa in costruzione ma arenata pesantemente ora.

sono « progetti » (che è riduttivo come termine ma al momento non mi viene altro) che comportano il costruire, il fare. In questo caso costruire vie per il commercio alternative sia al monopolio su Suez sia al tentativo cinese di monopolizzare la relazione ovest est recuperando alla causa l’europa.

Purtroppo Xi - che, nei fatti,  è un’enorme delusione rispetto ai grandi proclami di Davos del 2017 - ha commesso l’errore « di forzare » tempi e modalità sguinzagliando l’orso rabbioso russo a rinforzo del concetto che intendeva imporre.

L’Europa si è caghata sotto ed è tornata a tessere tele con gli USA e chi ci sta.

In tutto questo si sta inserendo Modi e la sua India popolosa e vogliosa di benessere sponsorizzata dalla montagna di denaro che la ritrovata remunerazione del petrolio sta permettendo. 

Altra novità è l’affacciarsi dell’unione africana come partner unico e - in proiezione - unito sulla scena economica mondiale, affacciarsi sancito da questo direi dirompente G20. 

Guardate la cartina del mar arabico all’interno dell’oceano indiano. 

 

attraversare la penisola araba verso il mediterraneo non sarà un problema

https://www.arabnews.com/node/1962261/business-economy

 

  • Thanks 1
6 minuti fa, Jack ha scritto:

attraversare la penisola araba verso il mediterraneo non sarà un problema

Il problema è 'handling. Scarica nave, carica treno, scarica treno, carica nave. Per evitare Suez?

@appecundria con la tecnologia attuale non è più un problema.

Per evitare il monopolio su Suez che diventa del padrone che, sul momento, « possiede » l’egitto.

L’india, con i Saudi e l’africa nera - che sta faticosamente riunendosi economicamente (e finirà, temo, nel riuscire prima della stolta Europa) - sanno benissimo che non potranno mai ambire a « possedere » Suez. 

Noi dobbiamo essere felici che si formino alternative, sopratutto se passano comunque dalla penisola italiana tutta incuneata nel mediterraneo.

 

Intanto il fatto in sè, anche solo a livello di intenti, taglia parecchia erba sotto i piedi al duo malefico putin-xi e questo - le persone che rifuggono dalla guerra come mezzo di composizione dei conflitti - dovrebbero salutarlo con gioia.

  • Melius 1
13 minuti fa, appecundria ha scritto:

Il problema è 'handling. Scarica nave, carica treno, scarica treno, carica nave. Per evitare Suez?

Esatto.

E’ un fatto che Suez e’ un collo di bottiglia, ci si formano file interminabili di navi, e’ proprio un fatto tecnico.

Hanno calcolato che con rotte alternative (via della seta o, oggi, via del cotone) si potranno incrementare i traffici commerciali del 40%.

Altrimenti, se non serviva, non avrebbero pensato neanche alla via della seta.

Il vantaggio della nuova Via del Cotone e’ anzitutto strategico, riporterà sotto l’influenza  occidentale (e quindi anche nostra) paesi come L’Arabia Saudita, la Giordania e gli Emirati Arabi.

Per l’Italia il vantaggio sarà enorme con la costruzione del ponte di Messina e la conseguente linea ad alta velocità, le portacontainer arriveranno nei nostri porti del Sud (Catania, Gioia Tauro, Taranto ecc.) e di li in treno diretti in tutta Europa.

Con Rotterdam ed Amburgo ridimensionate a nostro vantaggio.

Bisogna avere la “Vision”, cosa che finalmente anche l’amministrazione DEM USA ha dimostrato di avere con Biden, che oggettivamente ha fatto un capolavoro diplomatico.

Noi siamo andati a rimorchio, tral’altro giustamente cercando di non irritare la Cina e fargli indorare la pillola amara, per salvaguardare quel poco di rapporti commerciali che abbiamo con loro.

  • Melius 2
49 minuti fa, appecundria ha scritto:

Scarica nave, carica treno, scarica treno, carica nave. Per evitare Suez?

Dipende dai costi. Attualmente attraversare il Canale costa dai 150.000 ai 250.000 USD.

Le operazioni che citi, non saprei.

30 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Per l’Italia il vantaggio sarà enorme con la costruzione del ponte di Messina e la conseguente linea ad alta velocità

Capisco. Non resta che cominciare a pensare alla scusa da inventare.

4 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Dipende dai costi. Attualmente attraversare il Canale costa dai 150.000 ai 250.000 USD.

Le operazioni che citi, non saprei.

Non solo costi, ma anche tempi.

Si evita il collo di bottiglia.

In più il trasporto marittimo e’ di gran lunga più lento di quello ferroviario (da 20 km all’ora a 300 con l’alta velocità) ed anche più costoso in termini di consumo di carburante.

Non credo siano tutti fessi quelli che stanno studiando per queste soluzioni alternative.

Addirittura (mi sembra) tempo fa hanno anche ipotizzato di allargare (raddoppiandolo) il canale di Suez.

Inoltre se per qualsiasi motivo c’è un incidente  che blocca il transito (già successo) si crea proprio un disastro con le merci che non arrivano.

  • Melius 1

Poi fare una ferrovia ad alta velocità nel deserto puro e’ una cosa assai banale, non e’ come da noi che devi fare trafori e ponti ogni dieci chilometri.

Addirittura da quelle parti hanno già progettato, e lo stanno costruendo, un treno che va ad 1000 km all’ora (si chiama Hyperlop), che collegherà Dubai ad Abu Dhabi in 12 minuti).

30 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Per l’Italia il vantaggio sarà enorme con la costruzione del ponte di Messina e la conseguente linea ad alta velocità, le portacontainer arriveranno nei nostri porti del Sud (Catania, Gioia Tauro, Taranto ecc.) e di li in treno diretti in tutta Europa.

Con Rotterdam ed Amburgo ridimensionate a nostro vantaggio.

Un po' di pudore

  • Haha 2
58 minuti fa, Roberto M ha scritto:

le portacontainer arriveranno nei nostri porti del Sud (Catania, Gioia Tauro, Taranto ecc.) e di li in treno diretti in tutta Europa.

Io ci vedrei meglio Trieste veramente ad un tiro di schioppo dal Nord Europa. Per fare dalla Sicilia ad uno qualsiasi dei trafori alpini ci sta che non bastino 3 giorni, vista la priorità dei treni merci nostrani.

35 minuti fa, Roberto M ha scritto:

In più il trasporto marittimo e’ di gran lunga più lento di quello ferroviario (da 20 km all’ora a 300 con l’alta velocità)

Si contiamo però che una nave porta anche 24000 container, ce ne vogliono un bel po' di treni per tirare via tutta quella roba e treni merci veloci non vanno certo a 300 all'ora

1 ora fa, tomminno ha scritto:

Si contiamo però che una nave porta anche 24000 container, ce ne vogliono un bel po' di treni per tirare via tutta quella roba e treni merci veloci non vanno certo a 300 all'ora

Infatti, non e che ci voglia molto a capirlo. Tutti questi sogni dell'amico robertello, tra cui la faccenda delle ferrovie nel deserto (deserti che per la maggior parte sono montagnosi  per cui hai voglia a far tunnel), sono destinati a rimanere sogni. I costi di tutta quella roba, compresa la manutenzione, rendono il tutto utopistico. Il canale di suez e insostituibile, e rimarra tale per molto, molto tempo ancora.

@SuonoDivino prima che mettono in piedi il discorso treno nel deserto, se si sciolgono ancora un poco i ghiacchi ma nemmeno neanche tanto di più, poi si aprono del tutto le rotte artiche, e ciaone sia a suez che al resto.

ah, queste rotte qui sono in piena zona economica russa, a proposito di motivi, guerre ecc ecc

 




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