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Musk, il miliardario filoputiniano no-vax che piace tanto


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53 minuti fa, gibraltar ha scritto:

l'ammirazione incondizionata che suscitano questi individu

La sinistra ha vinto più volte contro B., quando era su posizioni considerate ragionevoli ai più, non giuste, ragionevoli ai più.

Ha perso quando non era credibile dopo aver gettato al vento l'investitura ricevuta per via dei soliti quattro gatti contromano.

Questo senza zittire B e spegnergli le tv.

Tra l'altro mai fatto quando si gestiva il potere,  ma sempre usato l'argomento in campagna elettorale come prodromo della fine del mondo.

Stay real.

briandinazareth
24 minuti fa, nullo ha scritto:

o sono per la libertà, Musk ci finisce incidentalmente,  tu sei per zittire da sempre quando si parla di social o altro.

 

Non hai capito una beneamata minchia della mia posizione, capita spesso... 

Inoltre hai una visione della libertà molto infantile. 

 

Libertà non è assenza di regole. 

 

25 minuti fa, nullo ha scritto:

Una democrazia sana non ha alcuna paura dei social

 

Non è questione di paura ma di consapevolezza del potere e degli effetti. 

 

Basta vedere gli studi scientifici sulla materia per capire che servono delle regole. 

 

Il fatto che tantissima gente non si renda conto dell'enorme potete dei social, nonostante un mare di evidenze, è un problema rilevante, anche perché in genere sottovalutano enormemente l'effetto che hanno anche su di loro. 

Sono come quelli, una grande maggioranza delle prudente, che pensano di non essere influenzati dalla pubblicità. 

 

Quindi Non è necessario avere paura delle auto per decidere che devono esserci limiti, stop e semafori.  

 

Esattamente come accade per la stampa.  

 

Per La libertà è il suo mantenimento devono esistere delle regole, che non sono censura.  Sono due concetti diversi. 

  • Melius 1

Un bravo pugile non ha certo timore di una avversario che non si attiene alle regole.

Se l'avversario sale sul ring con la beretta deve essere più bravo lui a schivare i colpi.

Se lui è un incapace e non riesce a fare meglio ben vengano gli avversari che non stanno alle regole.

  • Melius 1
Gaetanoalberto
1 ora fa, nullo ha scritto:

Cambi tu il linguaggio e

Ma infatti é quello che si deve fare. Devi parlare ed agire in modo barbaro, sperando che i barbari finalmente si accorgano che esisti.

Ma quelli che hanno cominciato ti battono per esperienza.

Ora, io condivido che l’approccio “intellettualoide” o quello “caustico” che sminuisce l’avversario o l’attacca sul personale , come l’aggettivazione di chi non é d’accordo con te siano sbagliati, peró il punto è che quando spieghi con un linguaggio piano e non offensivo la complessità dei problemi, ottieni in risposta un post sprezzante, od il link ad una meretriciata da X.

Non si può solo rispondere “serve altro”, ma proporre cosa sarebbe questo “altro”.

Altrimenti, come la tela di Penelope, si smonta la notte quel che si fa il giorno.

Forse la parola non piace, ma il populismo esiste ed é esistito, lo chiamavamo demagogia ma, quando é cambiato il tenore del linguaggio e ai é imbarbarito, si è coniato il nuovo termine.

Non siamo preparati ad affrontare le difficoltà, se non col debito pubblico

 

 

37 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:
1 ora fa, nullo ha scritto:

Cambi tu il linguaggio e

Ma infatti é quello che si deve fare. Devi parlare ed agire in modo barbaro, sperando che i barbari finalmente si accorgano che esisti.

Hai tagliato e non va bene.

Non devi essere barbaro, hai metà della popolazione che non vota perchè non vuole barbarie, non vuole saltimbanchi e non vuole battaglie per bandierine inutili, quando i problemi seri rimangono inaffrontati e addirittura "non esistono" anche se e quando sono particolarmente sentiti.

Facciamo un esempio bello pregno, se tua moglie ti fa presente dei problemi nel rapporto e tu gli rispondi che quel che sente è frutto della sua mente da minus habens, quante chances hai di continuare il rapporto?

Se si lamenta con le amiche le impedisci di frequentarle spiegandole che sono pericolose, e così risolvi?

Uhmmmm.....

briandinazareth
2 minuti fa, nullo ha scritto:

Non devi essere barbaro, hai metà della popolazione che non vota perchè non vuole barbarie, non vuole saltimbanchi e non vuole battaglie per bandierine inutili, quando i problemi seri rimangono inaffrontati e addirittura non esistono anche se particolarmente sentiti.

 

l'idea iper-razionalizzata sui motivi del non voto contraddice tutto quello che sappiamo sulla formazione delle idee.

 

Adesso, briandinazareth ha scritto:

quando i problemi seri rimangono inaffrontati e addirittura non esistono anche se particolarmente sentiti.

 

a quali problemi ti riferisci? quali sono secondo te quelli più rilevanti per la popolazione che non vota o che vota per l'estrema destra? 

perché questo dovrebbe avere a che fare con il fatto che ci siano regole per i social?

briandinazareth
Adesso, mozarteum ha scritto:

Le regole per i social chi le porrebbe? Cosa sarebbe regolare o irregolare rispetto ad opinioni?

 

le regole sui social le fanno i governi o le organizzazioni internazionali, come la ue. 

come accade per la stampa, per gli avvocati, per la televisione e quasi tutto quello che concerne la convivenza umana. 

poi si può discutere dele singole regole, ma mi sembra veramente assurdo ipotizzare che per i social, e solo per loro, ci sia una totale deregulation, ancora più assurda considerando che è il potere più forte al mondo a livello di propaganda e non solo e che sono controllati da pochissime persone, creando quello che in democrazia è più pericoloso.

 

Si ma per esempio? Se uno dice che Trump e’ il piu’ grande statista dai tempi di Marconi, come dicono per radio a Hollywood Party, e’ post regolare o no?

materia difficile da regolamentare, a parte messaggi di incitamento all’odio o delinquenziali.

il passo verso la censura e’ breve

@mozarteum

Ma se anche fosse fatto seriamente, come lo spieghi a chi si pone contro quel governo che delibera, per fargli capire che lo fai per il suo bene e non sia un tentativo di imbavagliare?

Non è difficile, è impossibile regolamentare senza possibilità di porsi nel rischio di venire definiti di parte.

Tutti pedagoghi quando il vento soffia controcorrente.

Quando poi il vento l'hai creato è pure peggio.

briandinazareth
2 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Se uno dice che Trump e’ il piu’ grande statista dai tempi di Marconi, come dicono per radio a Hollywood Party, e’ post regolare o no?

 

quando mai si parla di una cosa del genere a proposito di queste regole?

chi ha mai proposto di creare reati di opinione?

ho l'impressione che a livello di discorso pubblico, quello che effettivamente accade sui social, senza controllo, non sia molto noto. 

dalla propaganda russa all'enorme numero di bot creati con algoritmi per creare disinformazione e simili fenomeni.
 

ad esempio questi bot, che sono parte fondante dei numeri di x, ad esempio, sono studiati appositamente, per avere impatto psicologico, senza avere niente a che fare con le opinioni o la libertà di espressione.


del resto anche la stampa ha delle regole che deve seguire, molto più stringenti di quelle che si ipotizzano per i social, eppure non mettono in discussione la lberta di espressione...

briandinazareth
2 minuti fa, nullo ha scritto:

Non è difficile, è impossibile regolamentare senza possibilità di porsi nel rischio di venire definiti di parte.

 

come è possibile allora che in tutto il mondo democratico ci siano leggi sulla stampa assai più restrittive di quelle di cui si parla per i social?

 




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