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Israele, 7 ottobre, cronaca di un attacco terroristico


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E si comincia: bombardato il mercato ortofrutticolo a Gaza. Il mercato era affollatissimo. Ci sono almeno 50 civili morti. Presumibilmente facevano provviste per poi chiudersi in casa.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/10/09/israele-assedio-totale-su-gaza-hamas-4-ostaggi-uccisi-dai-raid_1f129632-8ffc-41cd-a711-8945080f4526.html

briandinazareth
17 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

il popolo ucraino non ne vuol sapere di tornare e sotto il giogo sovietico

 

siamo rimasti un po' indietro eh :classic_biggrin:

intanto in iran ci sono aperte proteste anche sull'appoggio ad hamas da parte del regime. 
 

se al regime non basta neppure la guerra, sono tempi duri per gli ayatollah

19 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

E si comincia

Israele sta bombardando Hezbollah dopo che sono arrivati alcuni missili dal Libano (non rivendicati dai primi che, in qualche modo, avevano dichiarato che se non fossero stati attaccati, si sarebbero astenuti dal partecipare a questa crisi). Un bel casino. 

  • Moderatori
29 minuti fa, vizegraf ha scritto:

terzo fronte da parte della Cina (Taiwan).

Se lo facesse ti saluto Marianna.

 

C'avevo pensato e sarebbe uno scenario possibile aggiundendo come aggravante l'inserimento di quel mentecatto della Corea del nord a creare ulteriore scompiglio.

Adesso, wow ha scritto:

Un bel casino. 

Speriamo non faccia un botto e si allarghi.

Approfitto per chiedere info dal forum, che non si riesce ben a capire dal web, magari qualcuno ha studiato la questione.

Allora sono perplesso perchè si continua a parlare di Hamas come braccio armato dell'Iran ma i primi sono sunniti e diretta emanazione dei fratelli mussulmani e gli iraniani sono sciiti, e prima di questa bomba a orologeria leggevo sui media che l'Iran armava Hezbollah che sono appunto sciiti e non Hamas.

?

15 ore fa, Max440 ha scritto:

chiunque difende questi animali deve solo vergognarsi


scusa ma chi difende gli autori di un'azione terroristica?

Ogni tanto esce qualcuno che lancia questa maledizione ma sarebbe rivolta a chi?

Abbiamo visto accorate difese di Hitler, e di Mussolini, delle SS, dei criminali di guerra italiani in Africa e nei Balcani, abbiamo visto perorazioni in difesa degli autori della strage di Bologna, abbiamo dovuto leggere delle cose buone fatte da Pinochet... tutto abbiamo visto tranne una difesa di Hamas.

  • Melius 1
Adesso, vizegraf ha scritto:

Smemorato.

Con chi erano alleati i Sovietici durante la WWII ?

Ok, ma tra sciiti e sunniti si odiano da sempre, e pure Riad ha espresso una certa soddisfazione perchè i "suoi" hanno attaccato, eppure sembra che l'Arabia sia spettatrice. Si vede che un antisionismo pur strabico è più forte di secoli di odio e divisioni. Bisognerebbe studiarsela la cosa, perchè sin dall'inizio i veri odiatori di Israele erano gli arabi  da quando furono armati dagli inglesi in funzione anti israeliana con l'urss che armava Israele. Mi è più semplice capire le piroette politiche di quelle dei fondamentalismi religiosi in guerra tra loro da sempre.

10 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

Ok, ma tra sciiti e sunniti si odiano da sempre

Essì, perché invece Churchill e Stalin si amavano.

 

Per il resto c'è una scala di valori e per i musulmani il nemico N° 1 sono gli ebrei.

Poi vengono gli altri.

Uno scenario inimmaginabile

fino a poche ore fa, ma diventato estremamente concreto in pochissimo tempo. Questo, in estrema sintesi, rappresenta per Israele l’escalation iniziata all’alba di sabato, 7 ottobre, quando un’offensiva via terra, aria e mare è partita dalla Striscia di Gaza contro lo Stato ebraico. L’iniziativa di Hamas, movimento palestinese di matrice islamica, ha poco a che vedere – per effetto e portata – con le precedenti escalation tra lo Stato ebraico e l’enclave costiera. Rischia quindi di innescare instabilità diffuse non solo a livello locale, ma anche regionale e internazionale. Quello che alcuni osservatori chiamano già “l’11 settembre di Israele” si inserisce come un cuneo nel percorso di normalizzazione tra Israele e i paesi arabi della regione, iniziato con gli Accordi di Abramo nel 2020. Sarebbe un errore, tuttavia, legare l’accaduto a ragioni meramente geopolitiche e legate al contesto internazionale. Le radici della crisi, probabilmente la più grave di sempre per Israele, sono da rintracciare nelle dinamiche locali, di un conflitto incancrenito e, allo stesso tempo, sempre più negletto dalle agende politiche internazionali.

 

Cosa cambia questa volta

Negli anni scorsi, ad esempio ad agosto del 2022 o a maggio del 2023, si sono verificate varie crisi violente, ma temporalmente circoscritte e caratterizzate da passaggi ricorrenti: evento scatenante (come scontri sulla spianata delle moschee a Gerusalemme), lancio di razzi da Gaza (quasi sempre respinti dal sistema di protezione Iron Dome), raid israeliani nell’enclave, cessate il fuoco raggiunto – molto spesso – con la mediazione dell’Egitto. L’ultima escalation, invece, ha una dimensione completamente diversa. Per la prima volta, infatti, i gruppi armati che controllano Gaza dal 2006 hanno avviato anche una vera e propria incursione di terra, anche utilizzando deltaplani per atterrare in territorio israeliano, attraverso i tunnel – che le forze israeliane si affannano costantemente a rintracciare e distruggere – e perfino prendendo il controllo con la forza del valico di Beit Hanoun/Erez, cruciale e sorvegliatissima via di accesso alla Striscia. Le immagini dei miliziani palestinesi che sciamano “liberamente” per le strade di Israele sono una dimostrazione di fragilità senza precedenti per lo Stato ebraico. Tanto che Hamas e il movimento del Jihad Islamico (Pij) hanno insistito molto su questo punto anche a livello propagandistico. Le incursioni nel sud di Israele, hanno evidenziato le organizzazioni combattenti, sono state precedute da un “disturbo di massa dei sistemi di comunicazione e sorveglianza”, che ha consentito ai combattenti di entrare nel Paese praticamente inosservati.

 

Fragilità interne e scelta dei tempi

Al momento non è possibile formulare giudizi solidi, ma come evidenziato da diversi osservatori potrebbe trattarsi di un gravissimo “buco” dell’intelligence israeliana, in particolare del Mossad e dello Shin Bet, avvenuto in una delle zone più sorvegliate al mondo. Cercando di comprendere le tempistiche dell’iniziativa palestinese, per rispondere alla pressante domanda “Perché ora?”, vale forse la pena inserire nell’equazione anche la complessa situazione interna dello Stato ebraico. Il paese, infatti, è ancora in fermento per la controversa riforma della giustizia voluta dal premier Benjamin Netanyahu, che cerca di ridimensionare i poteri della Corte Suprema in favore dell’esecutivo e della Knesset, il parlamento monocamerale israeliano.

Il progetto di riforma è stato osteggiato negli scorsi mesi non solo dalla società civile, ma anche da ampi settori degli apparati di sicurezza. Nel tentativo di tenere in piedi il governo, Netanyahu ha concesso spazio e potere alle anime più estremiste dell’esecutivo, come il ministro della Sicurezza interna Itamar Ben Gvir. Non è del tutto da escludere l’idea che Hamas abbia colto l’occasione, sfruttando un attimo di particolare debolezza e divisione all’interno dello Stato ebraico per assestare un colpo micidiale alla sua sicurezza e alla percezione della sua sicurezza. Non a caso, poco dopo l’inizio dell’offensiva, il movimento islamico ha invitato gli arabi di Israele a unirsi alla lotta e a sollevarsi contro lo Stato ebraico. Questo risponde in parte alle domande sull’entità dell’attacco, troppo meticoloso e articolato per essere stato estemporaneo. A Gaza, infatti, potrebbero aver maturato l’idea e organizzato l’offensiva per mesi, magari avvalendosi di aiuti esterni, per poi agire approfittando delle divisioni interne di Israele.

Articolo completo: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/gaza-israele-i-perche-e-gli-scenari-dellescalation-146921

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