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Fake News 2.0: la Russia come pericolo per la sicurezza globale


Messaggi raccomandati

17 ore fa, claravox ha scritto:

Autorizzare, se non incoraggiare la censura preventiva di voci critiche o non allineate con la scusa di difendere gli interessi nazionali da influenze esterne

Mi auto quoto ricordando che dal  25 Agosto è entrato in vigore il Digital Service Act, il regolamento UE che è entrato ulteriormente nel controllo dei nostri dispositivi digitali e che permette di controllare persino le chat private.

Ma lo fanno per il nostro bene, cosa temete.

ascoltoebasta
33 minuti fa, claravox ha scritto:

25 Agosto è entrato in vigore il Digital Service Act, il regolamento UE che è entrato ulteriormente nel controllo dei nostri dispositivi digitali e che permette di controllare persino le chat private.

Ah si? .....Volevo sottolineare e precisare che tutto ciò che ho scritto da fine estate e che scriverò in futuro saranno da intendersi come contenuti allegorici e nulla più....:classic_smile:

Non si cerca una rappresentazione delle cose che sia il più possibile corrispondente ai fatti, ma una interpretazione che corrisponda ai propri desiderata ed interessi, e su questo i social aiutano moltissimo. Citando Nietzsche "Uno per uno. Uno ha sempre torto: ma con due ha inizio la verità. Uno non può dimostrarsi: ma già due non possono più essere confutati."

L'altro aspetto curioso è richiamarsi alla tradizione, peraltro oggetto mai ben definito, e contestualmente rifiutare uno dei caratteri distintivi della tradizione, ossia l'autorità e la gerarchia sociale. Se l'autorità dice una cosa che non piace è rinnegata, in nome di una presunta capacità del singolo di poter tutto comprendere con il proprio intelletto, oggetto quanto mai limitato, per cui le ipotesi più bislacche e assurde trovano sempre dei sostenitori.

In ultimo vi è la solitudine, le perosne non si confrontano de visu, ma cercano sui social altre persone che non conoscono e forse mai conosceranno, ma che condividono le loro convinzioni.

Tocqueville aveva anticipato due secoli fa i rischi della democrazia, rischi a quel tempo contenuti da istituzioni, costumi, rapporti personali nell'associazionismo, ecc. Ciò che faceva da argine a questi rischi in parte è venuto meno, in altre parti del mondo, ben poco democratiche, si sono resi conto della cosa e la manovrano per i propri fini. (Ovviamente il manipolato rifiuterà a priori la condizione di essere tale).

  • Melius 2

https://www.repubblica.it/politica/2023/10/24/news/europee_russia_usa_belloni_copasir-418602874/
 

Ombre russe sul voto per le Europee, Belloni oggi al Copasir. Gli Usa: “Roma avvisata”

24 Ottobre 2023 alle 01:05

di Giuliano Foschini, Paolo Mastrolilli


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Elisabetta Belloni

 (ansa)

 

I vertici dei Servizi riferiranno al Comitato parlamentare per la Sicurezza che domani volerà a Washington per incontrare i membri del Congresso

 

La direttrice del Dis, Elisabetta Belloni, e il numero uno dell’Aise, Mario Parente, spiegheranno oggi davanti al Copasir cosa l’Italia sa rispetto alle influenze russe sulle passate e le prossime elezioni. I vertici dei nostri Servizi saranno ascoltati dal Comitato parlamentare per la Sicurezza e un pezzo della loro audizione passerà, inevitabilmente, per le interlocuzioni che la nostra intelligence ha avuto - come rivelato da Repubblica - con i colleghi americani.

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https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/10/25/news/la-fabbrica-dei-contenuti-pro-cina-5826677/

 

La fabbrica dei contenuti pro Cina

25 ott 2023


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Non solo media stranieri da cui comprare paginate, né media statali che fanno lo sporco lavoro della propaganda anche all'estero. Un network d'influenza internazionale da Pechino arriva anche in Italia

La chiamano la fabbrica dei contenuti cinese: un arsenale di disinformazione e manipolazione delle notizie che la Repubblica popolare cinese sta diffondendo già da qualche anno in giro per il mondo. Non solo comprando spazi sui media locali, non solo promuovendo il lavoro dei media di stato all’estero: esiste una costellazione di siti e pagine legate alla propaganda cinese che confonde, fa rumore di fondo, e quando serve è pronta per essere utilizzata. Anche in Italia.

 

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@claravox L’articolo completo del link del post precedente: 

 

Fabbrica d’influenze
Un network di siti web collegati a Pechino fa il lavoro sporco della propaganda anche in Italia
Roma.
La chiamano la fabbrica dei contenuti cinesi: un arsenale di disinformazione e manipolazione delle notizie che la Repubblica popolare cinese sta diffondendo già da qualche anno in giro per il mondo. Non solo comprando spazi sui media locali, non solo promuovendo il lavoro dei media di stato all’estero: esiste una costellazione di siti e pagine legate alla propaganda cinese che confonde, fa rumore di fondo, e quando serve è pronta per essere utilizzata. Anche in Italia. Venezia Post punto com è “un noto sito web di notizie in Italia, che riporta importanti notizie su politica, economia, tecnologia, affari e vita per te”, ma pure RomaJournal.org è “un noto sito web di notizie in Italia”, così come Torino Human punto com, Napoli Money, Italia Finanziarie e Milano Moda Weekly. Sei siti web praticamente identici ma costruiti come se non lo fossero. Grafica e articoli sono diversi, ma tutti sono confusi nella consultazione, e nel nome insistono su alcune parole chiave dell’immaginario informativo (moda, soldi, finanza). Nessuno di questi risulta registrato in tribunale come richiesto alle testate giornalistiche in Italia. Ma questi sei siti hanno pure qualcos’altro in comune: il medesimo indirizzo Ip, cioè la “casa” di un sito web, che condividono con altri tre siti web “d’informazione”, ma in spagnolo. La localizzazione di quell’indirizzo Ip risulta a Francoforte, in Germania, e il provider è al “palazzo Tencent, Kejizhongyi Avenue”, cioè la sede centrale di Shenzhen del colosso cinese secondo molti report indipendenti legato alle attività del ministero della Sicurezza cinese, e ovviamente al Partito. Il “noto sito web di notizie in Italia”, Venezia Post, ieri apriva la sezione “politica” con un articolo su “Angelina Mango scatenata sul palco a Milano”, ma nei giorni scorsi c’erano stati diversi articoli su fatti internazionali: per esempio uno che dava conto degli aiuti della Russia a Gaza, un altro su “l’ospedale bombardato che infiamma il medio oriente”, e “la tesi che può condannare Gaza alla catastrofe”. Poi, in cima agli articoli consigliati, l’accordo tra Rexel Uk e il colosso cinese Haier sulle energie rinnovabili. Gran parte degli articoli pubblicati da Venezia Post è copincollata da un quotidiano italiano: il Fatto quotidiano. A volte in calce agli articoli la fonte viene esplicitata, nella maggior parte dei casi no. In altre pagine, gli articoli copincollati sono quelli della Cgtn, media appartenente alla China Media Group, l’organo di propaganda del Partito comunista cinese. Roma Journal, Torino Human, Napoli Money, Italia Finanziarie e Milano Moda Weekly funzionano più o meno allo stesso modo di Venezia Post. Gli articoli pubblicati vengono copincollati da testate giornalistiche registrate nei tribunali italiani (alcuni attingono da Alto Adige, un quotidiano online di Bolzano, altri dalla testata Arte.it). Una società di cybersicurezza e disinformazione consultata dal Foglio, che preferisce non comparire sui media, spiega che collegati a quel particolare indirizzo dei siti web italiani ci sarebbero altre decine di siti, in diverse lingue, con elementi di propaganda e disinformazione ben più articolati, che rilanciano per esempio in russo o in cinese (in particolare con i caratteri tradizionali, quelli adottati da Taiwan). I siti in italiano sarebbero quindi solo una parte di un network più grande e più articolato. Ieri il ministero degli Esteri canadese ha fatto sapere di aver individuato una campagna di “spamouflage” collegata a Pechino, nello stesso giorno in cui il Copasir, in Italia, si è riunito per parlare di eventuali campagne di disinformazione russe in occasione del prossimo voto europeo. La Cina ha imparato molto dalla Russia nelle campagne di influenza dell’opinione pubblica: fuori dall’Italia, le strategie di Pechino non fanno meno paura di quelle russe.
DI GIULIA POMPILI

Hamas è una minaccia per l’Occidente, la Russia è una minaccia per l’Occidente, la Cina è una minaccia per l’Occidente, il problema è solo uno: se tutti ti sono nemici, non ti viene il dubbio che quello sbagliato sei tu? 

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