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La questione palestinese: opinioni e riflessioni


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2 ore fa, sirjoe61 ha scritto:

...falso!...inizia circa 70 anni fa...ma tu fai finta che non sia così...

 Acqua... iniziato assai prima ...

Fatevi solo una domanda, semplice semplice: chi sono stati i perseguitati dal nazismo e dal comunismo nel secolo scorso?

Io mi ricordo di aver studiato che si trattava di ebrei, zingari, preti cristiani, dissidenti politici ... 

Altro che la classica balla che tutto è iniziato con la fondazione dello stato di Israele, solita panzana che fa comodo per chi deve supportare una determinata ideologia "sinistrorsa", ma niente a che vedere con I FATTI reali della storia.

 

 

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Dalla Treccani

 

 

Dizionario di Storia (2011)

sionismo


Movimento politico che, come si legge nella sua carta costitutiva, redatta a Basilea il 29 agosto 1897, «ha per scopo di creare in Palestina una sede nazionale per il popolo ebraico garantita dal diritto pubblico». Anche se il termine fu usato per la prima volta nel 1890 dallo scrittore N. Birnbaum, i prodromi del movimento si fanno risalire al decennio precedente, quando studenti ebrei delle università russe, polacche e romene fondarono le prime colonie ebraiche in Palestina. Nella religione ebraica il ritorno a Sion e alla terra d’Israele delle comunità disperse nella diaspora rappresenta un’aspirazione centrale, ribadita nelle preghiere quotidiane. Nel corso dei secoli quest’aspirazione non aveva mai assunto un concreto significato politico, ma la situazione cominciò a mutare negli ultimi decenni dell’Ottocento, anche in seguito all’inasprirsi delle violenze antisemite in Russia e in Polonia e alla rimessa in discussione delle prospettive di emancipazione e assimilazione degli ebrei nella stessa Europa occidentale dopo l’esplosione dell’affare Dreyfus (➔ Dreyfus, Alfred). Fu il giornalista Theodor Herzl a formulare i presupposti teorici e politici del movimento. Partendo dall’assunto che l’antisemitismo da un lato e l’incapacità di assimilarsi dall’altro fossero due irriducibili atteggiamenti con radici troppo profonde nelle vicende dei rapporti fra gli ebrei e gli altri popoli, e che quello ebraico fosse un problema alla cui soluzione non erano interessati solo gli ebrei ma tutti i popoli civili, nel suo libro Der Judenstaat (1896) egli prospettò come sola possibile alternativa «la creazione di una patria sicura per coloro che non possono e non vogliono assimilarsi». Nel 1897 si tenne a Basilea il primo congresso sionistico, nel quale i delegati delle comunità ebraiche diedero vita alle strutture dell’organizzazione sionista e tracciarono le linee del suo futuro programma d’azione. Questo rispecchiava l’avvenuta fusione di tre tendenze: una pratica, che vedeva nella colonizzazione agricola della Palestina il mezzo per restituire agli ebrei la loro dignità e per far valere in futuro effettivi diritti sul territorio;  una etico-religiosa, che si batteva per un ritorno alla tradizione e la rinascita di uno spirito nazionale e dei valori culturali e religiosi dell’ebraismo; e infine la tendenza politica, che mirava a ottenere, mediante un’azione diplomatica presso le grandi potenze, la concessione di una «carta» internazionale che autorizzasse e tutelasse l’immigrazione ebraica in Palestina. Allo scoppio della Prima guerra mondiale i risultati ottenuti, soprattutto in campo internazionale, erano ancora molto modesti. Un decisivo passo in avanti fu compiuto con la Dichiarazione Balfour (nov. 1917) e la sua successiva incorporazione nello statuto del mandato sulla Palestina affidato alla Gran Bretagna dalla Società delle nazioni, ma determinante, quale organo di coordinamento delle varie iniziative aventi scopi sionistici, fu l’Agenzia ebraica. Sotto la spinta sionista, la nuova società che si andava costituendo in Palestina assunse progressivamente la fisionomia di un’entità statale in formazione: un’assemblea elettiva e un esecutivo dirigevano la politica dello , la comunità ebraica della Palestina; a tutela del lavoro ebraico era sorta un’organizzazione sindacale, la Histadrut; i problemi della difesa delle comunità erano stati affidati alla Haganah, corpo di pionieri-soldati trasformatosi poi nell’esercito d’Israele. A tale evoluzione si accompagnò un progressivo inasprimento dei contrasti fra gli immigrati ebrei e la popolazione arabo-palestinese. Negli anni successivi Londra cercò di limitare l’immigrazione ebraica nel territorio del mandato, ma la situazione creata dallo sterminio di milioni di ebrei in Europa durante la Seconda guerra mondiale rese sempre più forte la spinta verso la costituzione di uno Stato ebraico in Palestina, mentre il movimento sionista otteneva un crescente sostegno internazionale. Dopo la decisione britannica (febbr. 1947) di deferire il problema palestinese alle Nazioni unite e l’insuccesso della soluzione prospettata da queste ultime nel nov. 1947, la vittoria delle forze sioniste nel conflitto militare con quelle arabe portò infine alla costituzione dello Stato d’Israele (proclamato nel maggio 1948) in un’area pari a oltre i tre quarti del territorio del mandato. A mezzo secolo dal Congresso di Basilea, l’obiettivo fondamentale allora delineato per il movimento sionista era stato così raggiunto; nei decenni successivi l’attività di quest’ultimo sarebbe proseguita soprattutto come supporto politico e finanziario allo Stato d’Israele e incoraggiamento all’emigrazione ebraica nel Paese.

 

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5 ore fa, sirjoe61 ha scritto:

...falso!...inizia circa 70 anni fa...ma tu fai finta che non sia così...

Senza il massacro di Hamas il 07 ottobre oggi staremmo ancora discutendo della guerra in Ucraina e/o di altre amenità, quando Hamas ha colpito stava cadendo il Governo Netanyahu e stava per essere estromessa dal Governo l’estrema destra israeliana, avevano assistito a manifestazioni di protesta contro il governo e mai come in quel preciso momento in Israele c’era un’apertura politica e sociale nei confronti della questione palestinese, quel massacro ha riportato indietro il tempo e costretto Israele ad intervenire a Gaza per eliminare Hamas, era l’obiettivo del gruppo terroristico islamico ma tant’è, oggi senza il 07 ottobre racconteremmo una storia diversa, indipendente dal

pregresso che in quel preciso momento storico contava poco.

Ovviamente l’obiettivo di Hamas era ed è quello di distruggere Israele e cancellarlo dalle cartine geografiche ed alimentare la Jihad nel mondo e su quest’ultimo punto direi che ci è riuscita perfettamente a leggere le notizie delle manifestazioni nel mondo ma anche a leggervi su queste pagine.

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8 ore fa, maurodg65 ha scritto:

E quindi? 

Solo a sottolineare un paio di cose:

- che il sionismo era nato esclusivamente con lo scopo di dare uno Stato agli ebrei.. a fine 800

- che é rimasto vivo nonostante dal 1947 abbia adempiuto ai suoi obiettivi

- e aggiungo io.. ha di fatto messo all'angolo Arafat (ucciso?) & co., e qualsiasi trattativa pacifica che pochinanni fa sembrava piú che concreta, per foraggiare Hamas e continuare con il clima di tensione/guerriglia..

 

Di tutto questo palestinesi ed israeliani ne subiscono solo i danni. 

Associare palestinesi ed israeliani a sti soggetti é imho infamante.

Non a caso in Israele il popolo considera Netanyahu (messo li dai falchi sionisti) responsabile di aver lasciato ampiamente farsi fare autogoal da Hamas per aver na pseudoscusa ed alimentare le carneficine attuali.

 

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3 ore fa, tigre ha scritto:

- che il sionismo era nato esclusivamente con lo scopo di dare uno Stato agli ebrei.. a fine 800

- che é rimasto vivo nonostante dal 1947 abbia adempiuto ai suoi obiettivi

Scusa ma se il sionismo era nato esclusivamente per dare una patria agli ebrei che cosa sarebbe rimasto vivo una volta adempiuto ai suoi obiettivi?

 

3 ore fa, tigre ha scritto:

- e aggiungo io.. ha di fatto messo all'angolo Arafat (ucciso?) & co., e qualsiasi trattativa pacifica che pochinanni fa sembrava piú che concreta, per foraggiare Hamas e continuare con il clima di tensione/guerriglia..

Hai aggiunto tu una minchiata, anzi più d’una.

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P.P.S. @appecundria

Hai spesso scritto questo, qui sotto il post che mi hai rivolto quotandomi:

 

 

“L'antisemitismo, in questo caso è una bufala, anzi citarlo è un sacrilegio. Lo ha scritto lo Yad Vashem, se poi tu e quella sgallettata su Twitter ne sapete più di loro mi taccio.

E cerchiamo di non ripetere all'infinito sempre le stesse cose, quando si pronuncia l'autorità in materia ti devi stare.”

 

Giusto per correttezza considerato che posti spesso questa affermazione attribuita allo Yad Vashem, il presidente del museo della Shoa affermava questo i primi di Novembre:


https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2023/11/02/lo-yad-vashem-leader-del-mondo-dichiarino-guerra-allantisemitismo_85de4eba-16fe-416d-b214-eec7f24eb0e4.html

 

 

Lo Yad Vashem, 'leader del mondo dichiarino guerra all'antisemitismo'

Il presidente del museo della Shoah: 'Allarmante ondata'

TEL AVIV, 02 novembre 2023, 16:29

 

Lo Yad Vashem, il Museo della Shoah a Gerusalemme, ha fatto appello "ai leader politici, culturali, religiosi e accademici di tutto il mondo a dichiarare guerra all'antisemitismo".

Un appello lanciato "in risposta all'allarmante ondata di antisemitismo che sta attanagliando il globo", ha spiegato, a seguito del "terribile attacco contro Israele da parte di Hamas e dei terroristi jihadisti del 7/10". 
    "Seguiamo da vicino il drammatico aumento dell'antisemitismo nelle parole e nei fatti - ha detto il presidente di Yad Vashem, Dany Dayan -, compresi gli attacchi violenti contro le comunità, le istituzioni e gli individui ebraici". 

 

 

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