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"Operazione Spade di Ferro", il conflitto Israele-Gaza


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Starmer fa una virata di 180*.

Oa critica Netanyahu e caldeggia la soluzione a due stati.

I commenti del premier Netanyahu sono inaccetabili. E sono sbagliati. Uno stato palestinese non può essere alla mercé del vicino. È un diritto inalienabile del popolo palestinese. Ed è anche l'unico modo per assicurare un accordo e assicurare il futuro. Pertanto, sono sbagliati e sono inaccettabili. Un governo a guida Labour lavorerà con i partner internazionali per una soluzione a due stati, per la sicurezza di Israele e per uno stato palestinese sostenibile. (via Middle East Eye)

 

Uno dopo l'altro, stanno tutti rinnegando le loro posizioni iniziali.

Chi non lo avesse ascoltato lo scorso 11 ottobre mentre appoggiava apertamente l'assedio israeliano a Gaza in nome del "diritto inalienabile di Israele alla propria difesa" potrebbe pensare che si tratti di un caso di omonimia. Invece no, è lo stesso Keith Starmer, leader del Labour. Virata completa sull'onda della perdita di consensi tra le file dei laburisti musulmani, feroci critiche di buona parte della base del partito e le sempre più numerose istanze presso la Corte di Giustizia Internazionale da parte di paesi terzi.

Ridicolizzata dalla realtà, la classe dominante occidentale prova a correre ai ripari. Chi queste le cose le diceva fin dall'inizio viene etichettato come populista, putiniano, fascista, comunista, sovranista, simpatizzante dei terroristi ecc. E vabbè, c'è chi ci arriva prima, chi dopo.

 

 

Israele alla sbarra sta cambiando molte cose, perché è la coscienza della vera natura degli israeliani a star cambiando nelle popolazioni occidentali.

I politici non possono andare contro il sentiment del proprio popolo, pena il diversi trovare un'altra occupazione.

 

Adesso l'opinione pubblica occidentale sa che Israele è questo, e sapendolo l'opinione pubblica devono accettare di saperlo anche i politici.

Ormai questa fotografia ha sostituito la bandiera israeliana.

IMG_20240120_222146.thumb.jpg.1df7dd7cf2773095bc3656de864b4a68.jpg

 

 

9 ore fa, claravox ha scritto:

Ridicolizzata dalla realtà, la classe dominante occidentale prova a correre ai ripari. Chi queste le cose le diceva fin dall'inizio viene etichettato come populista, putiniano, fascista, comunista, sovranista, simpatizzante dei terroristi ecc. E vabbè, c'è chi ci arriva prima, chi dopo

solo che chi ci arriva prima sono sempre i soliti, e sempre i soliti quelli che ci arrivano dopo.

 

https://www.politico.eu/article/israel-funded-hamas-claims-eu-top-diplomat-josep-borrell/
 

“…Il governo israeliano ha respinto con forza le accuse di Borrell.

“Il signor Borrell si sbaglia. Lungi dal cercare di rafforzare Hamas, come ha affermato il capo della politica estera dell'UE, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha colpito duramente Hamas in tre operazioni militari su larga scala; nel 2012, 2014 e 2021", ha dichiarato in una dichiarazione Ophir Falk, il principale consigliere per la politica estera di Netanyahu. "Dopo il massacro del 7 ottobre di oltre 1.000 israeliani e oltre 250 presi in ostaggio, il gabinetto di guerra di Netanyahu ha diretto l'esercito israeliano a distruggere Hamas".

I commenti di Borrell sono arrivati pochi giorni prima che i ministri degli Esteri dell'UE tenessero diversi incontri con le loro controparti di Israele, dell'Autorità palestinese e dei principali paesi arabi a Bruxelles. I ministri discuteranno lunedì del conflitto Israele-Hamas a Gaza, dove le truppe israeliane hanno condotto un'implacabile campagna di bombardamenti e un assalto al suolo per mesi, e delle prospettive di un futuro accordo di pace.

Allo stesso tempo, l'UE è destinata ad annunciare nuove sanzioni contro Hamas lunedì volte a colpire le fonti di finanziamento del gruppo militante, hanno detto tre diplomatici dell'UE a POLITICO.

Giovedì, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede un cessate il fuoco permanente a Gaza, a condizione che Hamas sia smantellato e che tutti gli ostaggi siano rilasciati. La risoluzione è arrivata pochi giorni dopo che Netanyahu di Israele ha respinto l'idea di uno stato palestinese indipendente, respingendo così una spinta per uno stato palestinese da parte degli Stati Uniti e dell'UE.

 

Le affermazioni secondo cui il governo di Netanyahu ha permesso il finanziamento a Hamas, anche consentendo il finanziamento del Qatar di Gaza, sono state fatte in precedenza dall'opposizione israeliana, nonché da analisti e media tra cui il New York Times. I funzionari israeliani affermano che questo faceva parte di una politica che la maggior parte dei principali politici israeliani ha sottoscritto come un possibile modo per moderare Hamas con il presupposto di fondo che il gruppo militante avrebbe temperato il suo fervore ideologico e incoraggiarlo a concentrarsi sul governo.

"Israele ha permesso alle valigie che contenevano milioni di contanti del Qatar di entrare a Gaza attraverso i suoi attraversamenti dal 2018, al fine di mantenere il suo fragile cessate il fuoco con i governanti di Hamas della Striscia", ha affermato un op-ed del Times of Israel l'8 ottobre, il giorno dopo che Hamas ha effettuato attacchi violenti contro Israele.

Netanyahu ha negato con forza di permettere al Qatar di finanziare Hamas per dividere i palestinesi in campi politici rivali. Ma i leader israeliani hanno detto nel 2019 in una conferenza del partito del Likud: "Chiunque voglia impedire l'istituzione di uno stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di Hamas".

 

 

In sostanza il non aver ostacolato la nascita di Hamas anzi l’averne permesso la nascita e l’affermazione politica come opposizione all’ANP non sposta per nulla la responsabilità delle azioni terroristiche odierne di Hamas su Israele, anche in considerazione del fatto l’ANP prima, l’OLP come propaggine dell’ANP ed Hamas poi, hanno sempre rifiutato di riconoscere ufficialmente Israele, condizione sine qua non per portare avanti la soluzione sostenuta dalla comunità internazionale di “due popoli in due Stati”, da parte palestinese la volontà di raggiungere un accordo di pace non c’è mai stata, come mai c’è stata la volontà di accettare e riconoscere Israele da parte dei paesi estremisti delle regione, allo stesso tempo non c’è mai stata da parte del Likud la volontà di fare altrettanto, con la sostanziale differenza che però Israele è una democrazia di cui il partito di destra che fa capo a Netanyahu è solo una delle parti politiche attive nel Paese e non è sempre stato partito di Governo.

La conseguenza ovvia e scontata è che il tentativo dei bot russi che scrivono qui di far passare il messaggio subliminale che le responsabilità del massacro del 07 ottobre siano da attribuire ad Israele è fallace, l’ennesimo tentativo di distorsione strumentale dei fatti che, come confermato nel precedente copia incolla, dimostrano come Israele abbia sempre osteggiato le azioni criminali e criminose di Hamas contro il paese ebraico e contro gli ebrei, tutto nella consapevolezza ulteriore che Hamas è, da oltre un decennio, il partito di governo della Striscia di Gaza e di conseguenza il destinatario primo dei contributi economici destinati ai palestinesi che, come oramai è stato provato, sono stati distolti dall’obiettivo originario di aiutare la popolazione civile per essere utilizzati per comperare armi, costruire tunnel ed arricchire in modo smodato i vertici del gruppo terroristico palestinese.

Al riguardo la volontà europea e della

comunità internazionale di smantellare Hamas la dice lunga su ciò che oggi Hamas rappresenta se si vuole realmente pensare ad una soluzione di pace per la Striscia, realtà confermata dalle dichiarazione degli attuali vertici di Hamas che hanno più volte annunciato come l’obiettivo reale dei palestinesi sia la cancellazione di Israele dalla cartina geografica per costruire il paese “to the river from the sea”. 
P.S. Dei soldi del Qatar diretti ad Hamas si era già parlato qui, come della questione legata alla gestione dei contributi internazionali da parte di Hamas distolta dalle intenzioni originali per i quali i fondi erano stati stanziati.

 

Netanyahu: “Nessuno stato palestinese finché sarò premier

"Solo la vittoria totale garantirà l'eliminazione di Hamas e il ritorno dei nostri ostaggi". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu aggiungendo: "Come premier di Israele sostengo questa posizione con determinazione anche di fronte a pressioni enormi internazionali e interne. E' stata questa mia ostinazione a impedire per anni uno Stato palestinese che avrebbe costituito un pericolo esistenziale per Israele. Finché sarò primo ministro, questa sarà la mia posizione".

 

Maledetto criminale, un giorno il tempo degli onori per te finirà, come finirà anche per quell'altro Impero criminale che ti sostiene. Farete la fine dell'Impero romano, di Napoleone. Spero di vivere abbastanza per poter godere del vostro crollo (con un sacchetto di popcorn in mano). Chi appoggia questi imperialisti, che hanno spodestato un popolo legittimo per impossessarsi della loro terra, sono anche loro dei criminali con le mani macchiate del sangue innocente palestinese

 

 

 

 

 

bimba_palestinese.jpg

briandinazareth
14 ore fa, veidt ha scritto:

E' stata questa mia ostinazione a impedire per anni uno Stato palestinese

 

la posizione è chiara, bibi vuole tenere sottomessi i palestinesi continuando la situazione di apartheid e di totale sottomissione dei palestinesi allo stato israeliano. 

l'idea è la solita della grande israele, l'ha detto dio ecc. 

i palestinesi dovrebbero stare zitti e buoni sotto la dominazione, cosa che la storia ci dice sia molto ma molto improbabile.

 

  • Melius 1
15 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

la posizione è chiara, bibi vuole tenere sottomessi i palestinesi

Ed il ministro della difesa ha già smentito la posizione di Netanyahu chiarendo che a fine conflitto la gestione di Gaza e della Striscia passerà ai palestinesi, non Hamas ovviamente.

Invece di preoccuparti di Netanyahu dovresti preoccuparti di Hamas che ha detto chiaramente che non accetterà mai l’esistenza di Israele e che l’obiettivo è uno Stato unico palestinese dal fiume al mare, quindi Israele dovrebbe sparire secondo loro e secondo la maggioranza degli islamici della regione, questo è il vero problema dell’area.

27 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

a fine conflitto

Se è vero quello che ho sentito per radio stamattina avrebbero eliminato un 30% di Hamas... possiamo pensare quindi  che, alla fine, uno stato palestinese non ci sarà per mancanza di cittadini.

1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

Invece di preoccuparti di Netanyahu dovresti preoccuparti di Hamas che ha detto chiaramente che non accetterà mai l’esistenza di Israele e che l’obiettivo è uno Stato unico palestinese dal fiume al mare, quindi Israele dovrebbe sparire secondo loro e secondo la maggioranza degli islamici della regione, questo è il vero problema dell’area.

...e il pentagono che dice ?

briandinazareth
1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

Ed il ministro della difesa ha già smentito la posizione di Netanyahu chiarendo che a fine conflitto la gestione di Gaza e della Striscia passerà ai palestinesi

 

e vabbè, anche bibi lo diamo al gatto... e con lui anche vari partiti che sostengono il governo. 

c'è una totale indifferenza alla realtà, anche quando sono notizie ufficiali.

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