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Il comunismo continua a mietere successi…


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7 ore fa, Uncino ha scritto:

Però una economista non rappresenta certamente un campione significativo della società cubana

Io conosco da anni una cubana, minor livello di istruzione ma ragazza intelligente: si trova benissimo qui ed apprezza il nostro sistema, mentre soffre per le condizioni dei suoi congiunti rimasti laggiù. Dice che il capitalismo all'italiana è un'economia apparentemente più spietata del comunismo cubano, ma che nella sostanza qui tutto è infinitamente meglio.

5 minuti fa, nullo ha scritto:

Devi però considerare che le ottiche compresse dalle dittature che distruggono le libertà di pensiero, non sono capaci di scelte veramente consapevoli.

Per il resto io non proietterei mai nulla sugli altri, qui in realtà si parla di mera incapacità di sostentamento e, discorrendo fra noi, quali possano essere i possibili rimedi.

Una economia di mercato senza eccessi, può senz'altro dare una mano e accompagnarli in un percorso per il quale occorre molto tempo...

Devono trovare il loro equilibrio.

Non sono d'accordo riguardo alla prima parte.

Prendi la carta geografica e metti il dito su un qualsiasi punto delle terre emerse... bene, a meno che tu non abbia scelto il Polo Nord o il Polo Sud, con il 100% delle probabilità hai indicato un luogo in cui per secoli (secoli, non decenni) le libertà sono state compresse da dittature.

Terminata la fase dittatoriale le popolazioni hanno deciso di darsi una forma di governo che quasi mai rispecchia il modello occidentale (in particolare quello europeo, perché già gli Stati Uniti sono meno "democratici").

L'errore è credere che il nostro modello sia il migliore e che in quanto tale debba rappresentare l'aspirazione di ogni popolo lasciato libero.

Quindi non dobbiamo considerare "scelta non consapevole" tutto ciò che non combacia con la nostra idea di modello sociale, che nel mondo è fortemente minoritario.

E dobbiamo anche porre molta attenzione a ciò che consideriamo dittatura, perché le parole hanno un peso e molto spesso ciò che per noi è tale, in realtà ricalca il desiderio della maggior parte della popolazione.

Ho specificato maggior parte a ragion veduta, perché nella stragrande maggioranza delle culture il problema del rispetto delle minoranze semplicemente non si pone... non appartiene al loro modello di pensiero.

Questa cosa delle minoranze è esclusivamente occidentale e per giunta molto recente, perché anche da noi fino a meno di un secolo addietro non si poneva.

Ora, cosa diverrà Cuba una volta eliminato l'embargo che come tutte le forme sanzionatorie rafforza i regimi autoritari?

Ossia, cosa desiderano i cubani?

Non ne ho idea, potrebbero perfino decidere di restare comunisti come la piccola Transnistria.

O magari diventare la cinquantunesima stella della bandiera statunitense... non ne ho idea.

5 minuti fa, Guru ha scritto:

Io conosco da anni una cubana, minor livello di istruzione ma ragazza intelligente: si trova benissimo qui ed apprezza il nostro sistema, mentre soffre per le condizioni dei suoi congiunti rimasti laggiù. Dice che il capitalismo all'italiana è un'economia apparentemente più spietata del comunismo cubano, ma che nella sostanza qui tutto è infinitamente meglio.

Però lei ha scelto di vivere qui, più interessante sapere cosa vorrebbero quelli che vivono .

Persona se torno su Mercy.

Mercy è africana, mentre sia la sorella che la figlia, che vivono qui, africane lo sono molto meno.

Se dovessi chiedere ad Happy, sua sorella che vive qui da vent'anni, cosa desidererebbe per l'Africa, mi descriverebbe un'Italia con le cose che funzionano un po' meglio.

Alla stessa domanda Mercy risponderebbe che vorrebbe una Nigeria con l'assistenza sanitaria pubblica ed una inflazione sotto controllo.

 

6 minuti fa, Uncino ha scritto:

Però lei ha scelto di vivere qui, più interessante sapere cosa vorrebbero quelli che vivono .

Lo sai anche tu che chi vive in un paese e non è mai potuto uscire fatica a capire cosa si perde. Credo che chiunque vorrebbe vivere bene dove ha le proprie radici. Comunque la mia amica per andarsene ha avuto il fegato di sposare il classico anzianotto che andava a fare turismo sessuale, quindi immagino che quando abitava là non fosse particolarmente contenta.

Il comunismo ha mietuto i suoi successi a suo tempo, per buona parte del secondo dopoguerra ha messo in forte crisi l'occidente espandendo continuamente la sua area di influenza, per un certo periodo l'atomica è stata il mezzo con cui contrastare una superiorità militare del patto di Varsavia (come fa la Russia adesso con la superiorità militare occidentale), poi sono venuti fuori i vizi di fondo, ma ci è voluto parecchio.

14 minuti fa, Uncino ha scritto:

Non sono d'accordo riguardo alla prima parte.

Prendi la carta geografica e metti il dito su un qualsiasi punto delle terre emerse... bene, a meno che tu non abbia scelto il Polo Nord o il Polo Sud, con il 100% delle probabilità hai indicato un luogo in cui per secoli (secoli, non decenni) le libertà sono state compresse da dittature

Forse non mi sono spiegato e in ogni caso non vedo il nesso.

Una scelta consapevole necessita di ampio spazio di manovra che una cultura limitata non può dare.

Nel caso di Cuba,  ripeto, non si deve imporre nulla, , devono essere liberi di trovare la loro strada.

Ho solo scritto che una economia di mercato ben regolata negli eccessi può essere propedeutica ad un certa base di sostentamento e autosufficienza economica dei singoli che ora manca loro.

Ciò che è  la base che aiuta la autodeterminazione dei singoli e pure delle comunità che scelgono come autoregolarsi in piena libertà, se ci pensi.

Dovranno da soli capirne vantaggi e limiti, rispetto a quello che gli ha regalato quel modo di intendere la politica e l'economia.

 

16 minuti fa, Guru ha scritto:

Lo sai anche tu che chi vive in un paese e non è mai potuto uscire fatica a capire cosa si perde. Credo che chiunque vorrebbe vivere bene dove ha le proprie radici. Comunque la mia amica per andarsene ha avuto il fegato di sposare il classico anzianotto che andava a fare turismo sessuale, quindi immagino che quando abitava là non fosse particolarmente contenta.

Non necessariamente.

Ad esempio i cinesi sono liberi di uscire dalla Cina, e non c'è più il comunismo, ma nella loro maggioranza vogliono quella forma di amministrazione.

I cinesi li conosco piuttosto bene, ad una "occidentalizzazione" del loro Stato non ci pensano nemmeno lontanamente, considerano le nostre democrazie dei casini incomprensibili.

Li stesso possiamo dire dei turchi, altrettanto liberi di andarsene, e probabilmente degli italiani una volta caduto il governo teocratico.

La realtà è che grosso modo tutti i popoli quando liberati dalle dittature, sceglieranno forme amministrative in linea con le proprie tradizioni culturali.

Quindi quasi mai modelli democratici occidentali.

-

Si, sia Happy che Tracy (la figlia di Mercy) hanno avuto molto fegato.

Entrambe sono scappate di casa e venute qui senza avere nulla.

Mercy è molto diversa, lei è veramente africana e non sente pericolare attrazione per la vita europea se non per il fatto che abbiamo maggior disponibilità di denaro e, soprattutto, la sanità pubblica.

Non so se una volta sposati vivremo qui in Italia o a Benin City... mi sa Benin City perché io dell'Italia ne ho le scatole un po' piene e dubito che lei si troverebbe a suo agio.

11 minuti fa, nullo ha scritto:

Forse non mi sono spiegato e in ogni caso non vedo il nesso.

Una scelta consapevole necessita di ampio spazio di manovra che una cultura limitata non può dare.

Nel caso di Cuba,  ripeto, non si deve imporre nulla, , devono essere liberi di trovare la loro strada.

Ho solo scritto che una economia di mercato ben regolata negli eccessi può essere propedeutica ad un certa base di sostentamento e autosufficienza economica dei singoli che ora manca loro.

Ciò che è  la base che aiuta la autodeterminazione dei singoli e pure delle comunità che scelgono come autoregolarsi in piena libertà, se ci pensi.

Dovranno da soli capirne vantaggi e limiti, rispetto a quello che gli ha regalato quel modo di intendere la politica e l'economia.

Nullo, il concetto di "libertà" che abbiamo noi occidentali del secolo corrente non appartiene alla maggior parte delle culture,e neppure alla nostra nel passato.

 

Il nessuno a me pare evidente: il nostro concetto di libertà non appartiene alle altre culture... non desiderano né quello né gli "spazi di manovra".

Quindi quale forma di governo decideranno di darsi i cubani?

Non lo sappiamo, è indeterminato.

Sotto il profilo statistico è improbabile che scelgano la forma democratica europea ed un modello che preveda il rispetto delle minoranze.

Presumibilmente, accantonata la manciata di decenni di comunismo, seguiranno le orme di tutti gli altri Paesi che, una volta liberati dalla dittatura, si sono dati modelli sociali fortemente autoritari.

 

@Uncino Scusa, vuoi mettere la situazione di Cuba con quella della Cina o della Turchia? Da questi ultimi due paesi puoi entrare e uscire quando ti pare, da Cuba esci scappando e non torni più. Tralasciando tutto il resto. Non riesco comunque a vedere grande utilità di questo scambio di opinioni.

1 minuto fa, Guru ha scritto:

@Uncino Scusa, vuoi mettere la situazione di Cuba con quella della Cina o della Turchia? Da questi ultimi due paesi puoi entrare e uscire quando ti pare, da Cuba esci scappando e non torni più. Tralasciando tutto il resto. Non riesco comunque a vedere grande utilità di questo scambio di opinioni.

Stiamo parlando delle scelte post-regime, non della situazione attuale.

-

Non è un obbligo iniziare discussioni che non si ritengono utili.

Membro_0023
8 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Cioè la crisi di una o due fabbriche

Questa è solo la prima delle tante. E se approfondisci, vedrai che ZF vuole convertirsi ad altre tecnologie, spostandosi in Cina. In un paese ad economia socialista. Adesso magari ci rifletti un po' meglio e ti rendi conto che se le condizioni di partenza sono diverse, il capitalismo liberista come lo conosciamo non può più funzionare.

Bisogna mettere un argine alla concorrenza sleale.

  • Melius 2
Gaetanoalberto

Dunque, un conto è: a) attenersi al buon principio di “non giudicare”; b) non illudersi di poter “esportare” la democrazia od un determinato assetto di poteri, soprattutto militarmente; c) rispettare le usanze e le religioni senza pretendere assimilazioni od omologazioni di tutto ciò che dovrebbe rimanere nella sfera dei costumi privati ( cosa si mangia, come ci si veste etc…).

Altra cosa è spostarsi sul piano delle regole che riguardano i diritti fondamentali dell’individuo e le libertà. Parliamo sempre di quelli che sono riconosciuti dalle convenzioni internazionali.

Su quelle i massimi sistemi sembravano aver trovato un’intesa.

Se per rispetto delle decisioni di altri popoli dovessimo accettare passi indietro, il ritorno alla schiavitù sarebbe una possibilità del relativismo cosmico che eviterei. 

 

ascoltoebasta
41 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

comunque a giudicare da haiti (e non solo), anche il capitalismo del tipo usa-colonialista non è che funzioni proprio benissimo...

Distrutta e annientata prima dalla Francia e poi dagli USA e dalle sue banche,ma per Cuba si continua a non considerare le vere e maggiori cause di ciò che sta accadendo,le ho citate qualche post indietro, qualunque Nazione  non potrebbe sopportare tali condizioni.




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