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Diritti fondamentali: vivo in una regione che ha un primato mondiale importante e non lo sapevo...


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A proposito di matti fuori dal manicomio, ieri un medico a fine spiegazione ha detto più o meno: sono certo che anche a voi nella vita sarà capitato di incontrare, magari al supermercato o per strada persone un po' male in arnese, che magari parlano da sole, malvestite, e forse che anche puzzano.

Ma non rappresentano un pericolo per nessuno, possono decidere della loro vita e con un minimo di aiuto, protezione e sostegno da parte nostra sono libere. Hanno un riparo quando serve e un riferimento quando stanno troppo male per cavarsela da sole.

Ecco, pensate che quelle persone prima di Basaglia avrebbero passato le loro notti legate ad un letto e magari le giornate estive legate ad un albero o una panchina. Questa è la rivoluzione di Franco Basaglia. 

Semplice e profondamente umano. 

  • Melius 2

Qui nella mia zona abbiamo avuto un personaggio, scomparso non molti anni fa, grandissimo poeta dall'umanità e dalla profondità impagabili. Praticamente sconosciuto rispetto ad Alda Merini ma molto amato dalla gente e da moltissimi artisti che l'hanno sempre protetto e sostenuto.

Si chiamava Federico Tavan, e aveva passato buona parte della sua gioventù dentro e fuori dai manicomi. Lui stesso si definiva un marziano in terra.

 

Ringrazio/ la mia strega/ e quelle successive/ che m’hanno dato/ occhi/ color della terra e del grano/ simili a quelli di nessuno. Ringrazio/ quelli della mia età/ che m’hanno dato la solitudine per diventare poeta... Ringrazio/ la pazzia/ che m’ha permesso/ di restare me stesso...

 

Se vi capita, approfondite il suo delicato, tenero lavoro di autore e la sua storia di uomo sofferente ma infine libero... 

 

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19 minuti fa, Velvet ha scritto:

Ecco, pensate che quelle persone prima di Basaglia avrebbero passato le loro notti legate ad un letto e magari le giornate estive legate ad un albero o una panchina.

Ottimo sistema per farle impazzire per davvero.

35 minuti fa, Velvet ha scritto:

Federico Tavan

Sentii una volta a teatro recitare "La Nâf Spaziâl", la trovai splendida. Tradotta in italiano a mio avviso perde parecchio, c'è una scelta quasi musicale delle parole.

  • Melius 1
Il 25/3/2024 at 13:07, cactus_atomo ha scritto:

 mio padre diceva che i pazzi pericolosi sono quwlli che stanno fuori dai manicomi e che spesso un incensurato è solo un criminale che non si è fatto beccar

Anni fa un collega teneva appeso in ufficio un ritratto di Basaglia. Se nasceva un minimo  contrasto dialettico con uno o più presenti, volgeva lo sguardo e puntava il dito verso il quadro "Se voi restè ancora fora gavè solo de ringraziar quel siòr là".

Anni fa la RAI trasmise una fiction in due puntate girato proprio nei  luoghi "basagliani" di Gorizia e Trieste "C'era una volta la città dei matti" (2010). Forse su Raiplay si trova

Il punto è che prima di internare qualcuno in un ospedale psichiatrico bisogna essere assolutamente certi che sia malato di mente. Chiunque può litigare e sembare un po' fuori di testa. L'incavolatura è disturbo psichiatrico molto comune.

Non so se sia già emerso (non ho letto tutti i post), vorrei aggiungere che la "rivoluzione" di Basaglia è stata consentita dalla scoperta negli anni '50 dell' aldoperidolo (vedi) "un farmaco antipsicotico di prima generazione (tipico) ad alta potenza ed è uno dei farmaci antipsicotici più utilizzati in tutto il mondo[2] ed è il capostipite della famiglia dei butirrofenoni, i più diffusi antipsicotici tipici. È dotato di effetto antidelirante, sedativo e antiemetico. È il farmaco antidelirante e antiallucinatorio per eccellenza." (da wikipedia)".

.

Di fatto (correggetemi se sbaglio) il primo rimedio non invasivo (tale rispetto alla discussa pratica dell' elettroshock) contro delirio ed allucinazioni. Non è (sempre correggetemi!) una cura, piuttosto un sintomatico che dovrebbe consentire di superare le crisi. 

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La possibile efficacia di un trattamento relativamente breve si sostanzia sul piano legislativo con la pratica del TSO (trattamento sanitario obbligatorio), ovvero un obbligo di ricovero finalizzato ad un trattamento specifico limitato a 15gg, che deve avvenire in un ospedale generale,  contro il precedente internamento a tempo indeterminato dell' epoca pre-Basaglia in manicomio con la motivazione "pericoloso a sé ed agli altri".

.

E' tuttavia fondamentale ricordare i limiti della legislazione attuale: accettando il reintegro nella società delle persone affette da vari disturbi, la collettività dovrebbe farsi carico dei conseguenti oneri e rischi; va peraltro detto che il soggetto affetto da tali disturbi quasi sempre finisce per gravare sulla famiglia di origine, per la totale mancanza di strutture alternative (case famiglia) al ricovero coatto. Nel consegue a volte il rischio, che pure raramente si concretizza, di gravi danni personali alle persone conviventi a seguito di crisi psicotiche del soggetto.

Altre inefficienze possono sembrare ridicole in questo contesto se non fossero drammatiche nella realtà quotidiana: tempo fa raccolsi le confidenze di una vigilessa che si era trovata a dover eseguire un TSO (*) a carico di un soggetto violento con tutte le complicazioni ed i rischi. Vale la pena di ricordare, a questo proposito, che in un precedente caso in cui la costrizione cui fu sottoposto dai vigili urbani causò la morte del soggetto e la conseguente accusa di omicidio nei confronti dei vigili.

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Insomma, tutti dovremmo farcene carico ma in realtà poveraccio chi ci capita perché alla fin fine son caxxi suoi: che tu abbia uno psicotico in casa o che debba occupartene per lavoro, della solidarietà a parole degli altri te ne fai ben poco.

 

 

(*) il TSO è disposto dal sindaco quindi del trasporto in ospedale sono incaricati i vigili urbani

59 minuti fa, audio_fan ha scritto:

nsomma, tutti dovremmo farcene carico ma in realtà poveraccio chi ci capita perché alla fin fine son caxxi suoi: che tu abbia uno psicotico in casa o che debba occupartene per lavoro, della solidarietà a parole degli altri te ne fai ben poco.

Non hai letto tutto il thread, ma almeno il titolo credo di si....Ad oggi una sola regione italiana ha dato piena attuazione alla legge 180 che è bene sottolineare essere una legge-quadro. Le altre regioni vanno un po' in ordine sparso fino ad arrivare a situazioni dove l'assistenza è zero su zero.

La Basaglia prevedeva tutta una serie di ausili e istituzioni extra-manicomiali a protezione e sostegno sia del malato che della società (famiglie comprese).

Se poi la maggior parte degli amministratori se ne sono infischiati per badare solo a tagliare nastri, nel silenzio dell'elettorato che su certi temi è piuttosto sordo e cieco, non è certo colpa delle idee di Basaglia.

 

59 minuti fa, audio_fan ha scritto:

Di fatto (correggetemi se sbaglio) il primo rimedio non invasivo (tale rispetto alla discussa pratica dell' elettroshock) contro delirio ed allucinazioni. Non è (sempre correggetemi!) una cura, piuttosto un sintomatico che dovrebbe consentire di superare le crisi. 

 

Si è già stato scritto, l'apertura dei manicomi-lager in Italia è stata possibile anche (ma non solo) grazie al progresso farmacologico.

 

59 minuti fa, audio_fan ha scritto:

E' tuttavia fondamentale ricordare i limiti della legislazione attuale:

Ripeto: la legge 180 è una legge quadro che stabilisce dei principi e delega alle regioni la parte esecutiva, come avviene del resto per la sanità in generale.

Perciò se nella tua regione (non so quale sia) non esiste alcuna rete a supporto del disagio mentale come normalmente dovrebbe essere, forse dovresti prendertela con chi la amministra o l'ha amministrata...O chi li ha eletti.

 

Da ultimo giova ricordare che nulla a questo mondo è perfetto. Ma è sicuramente meno imperfetto un sistema che permette a decine di migliaia di persone una vita dignitosa pur con tutti i possibili inconvenienti, rispetto ad un sistema segregante, violento e disumano dove oltretutto se per stigma sociale, censo, debolezza o errore uno entrava da sano, ne usciva certamente pazzo o morto. 

Molto interessante questa discussione, chissà se interverrà qualcuno del settore...

Mi domando perché le altre regioni non abbiano dato piena attuazione alla legge Basaglia: possibile sia semplice negligenza? Non credo nemmeno insufficienza di risorse, vedendo cosa ha fatto una piccola regione come il Friuli. Cosa ne pensate?

7 ore fa, Guru ha scritto:

vedendo cosa ha fatto una piccola regione come il Friuli. Cosa ne pensate?

"Piccolo è bello", quasi sicuramente in politica, sicuramente nella amministrazione, il fatto che una regione più piccola, oltretutto con le radici ben piantate in Europa da sempre, sia meglio amministrata di una regione del centro-sud,  nonostante nominalmente le forze politiche siano le stesse mi sembra talmente ovvio che pare inutile parlarne.

.

Per questo sono nettamente a favore dell' autonomia differenziata, così almeno so che in caso di necessità posso sempre andarmi a curare al nord, avere più soldi per la sanità qui (Lazio) servirebbe solo a colmare il truogolo dei partiti, vuoi che questi occupino gli ospedali con le loro clientele (sinistra = sanità pubblica = potentati di primari e direttori sanitari, assunzioni e carriere clientelari) vuoi che favoriscano l'arricchimento dei privati (destra = sanità privata).

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Qualche decennio fa a mio padre non poté essere impiantato un pace maker in ospedale pubblico "per mancanza di dispositivi in magazzino" mentre (guarda caso) la cosa fu immediatamente possibile in una struttura privata con aggravio di spese a piè di lista in carico alla regione stessa (regolamenti vigenti all' epoca). Insomma soldi per comprare i pace maker non c'erano, ma per il rimborso dell' apparecchio a chi faceva l'impianto nel privato miracolosamente sì.  Sono passati molti anni, direte voi, ed io rispondo: ma certo sono passati ma mi sembra che se qualcosa è cambiato è cambiato in peggio.

 

@audio_fan Sì, ma il "piccolo è bello" del Friuli esiste anche in altre ricche realtà del nord, ad esempio in Trentino Alto Adige... Abbiamo poi regioni come l'Emilia Romagna, grandi ma particolarmente attente al sociale... No, credo ci siano altre ragioni che ci stanno sfuggendo.

  • Melius 1
37 minuti fa, audio_fan ha scritto:

so che in caso di necessità posso sempre andarmi a curare al nord,

Fosse così facile.... Per molte specialità abbiamo già le liste di attesa al 2025 per gli abitanti perciò non ti illudere troppo.

Poi siamo anche in grado di riprodurre in sedicesimo l'autonomia differenziata: le aziende sanitarie triestina ed isontina, dove la politica è radicata, hanno a disposizione budget e strutture che le aziende dell'ovest regionale si sognano, nonostante il territorio sia quello che fa gran parte del PIL poi utilizzato da tutta la regione. Perciò ripeto, se lì può essere inferno qui non è affatto paradiso.

  • Sad 1
10 ore fa, Paolo 62 ha scritto:

prima di internare qualcuno in un ospedale psichiatrico bisogna essere assolutamente certi che sia malato di mente.

Negli anni ‘50 in America un gruppo di sociologi si fece internare in un manicomio per studiarlo dall’interno. Ovviamente non si presentarono sotto vera identità, ma in incognito “fingendosi” disturbati. Nessuno nella struttura notó particolari differenze, ed alle visite vennero tutti ritenuti psicopatici, violenti, pericolosi.

I guai alla "centralina" sono i peggiori, sia per chi ne è affetto, sia per chi deve gestirli, sopra tutto se non attrezzato, tipo i parenti stretti. Come trattieni un soggetto che due volte al giorno da in escandescenze pericolose per se e per chi gli capita vicino? Sedarlo, se ci riesci, ma non puoi sedarlo continuamente rendendolo un vegetale e conseguentemente irrimediabilmente su una strada senza ritorno. Mah, non voglio pensarci, l'angoscia mi ha già pervaso.

Voglio concludere con una storiella che si collega al racconto di Velvet e del suo poeta per sdrammatizzare un po'.

In un giardino di un manicomio un paziente si avvicina alle sbarre di recinzione e osserva l'esterno, la città, il traffico caotico, gente che discute animatamente, bimbi capricciosi e mamme nevrotiche, sirene spiegate di pompieri e polizia. Ad un certo punto si rivolge ad un passante e chiede: Ma siete in tanti lì dentro?

  • Melius 1



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