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Una storia da terminare...


ascoltoebasta

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ascoltoebasta
Adesso, micfan71 ha scritto:

dove la trovo la storia di Laudotti?

Se scrivi in rete Odorico Laudotti comparirà la discussione e anche qualche foto.....la storia di questo grande uomo poi si perse pian piano,quella di Fluterio invece promette trame ben più avvincenti...

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1 minuto fa, ascoltoebasta ha scritto:

Se scrivi in rete Odorico Laudotti comparirà la discussione e anche qualche foto.....la storia di questo grande uomo poi si perse pian piano,quella di Fluterio invece promette trame ben più avvincenti...

Eh, l'ho fatto: mi escono 10 risultati, di solito è citato nelle discussioni, tipo questa, ma i titoli non rimandano esplicitamente a lui

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Ma chi era Ernesto Manolonga, il morto del Minuetto? Noto gay rodigino, frequentatore abituale dei cinema a luci rosse, in difficoltà da quando uno ad uno avevano chiuso. Essendo assolutamente inesperto di tecnologia anziché virare su DVD o web frequentava le sale che proiettavano film per tutti. I suoi approcci non sempre erano graditi, infatti la salma presentava ecchimosi più o meno recenti. Il setto nasale gli era stato fratturato da Giovanni Scherzapoco, canionista di Legnago appassionato di Bud Spencer, durante la proiezione di "Altrimenti ci arrabbiamo"

 Manolonga sotto l'impermeabile era nudo, e all'interno della cavità rettale Bisturri trovò delle larve.

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"Commissario Bonomo!"

"Mi dica Pingurlo"

"Abbiamo un primo responso dal dottor Bisturri"

"Bisturri? E Rodomonti che fine ha fatto?"

"Trasferito commissario, in attesa del dott. Lava c'è il dott. Bisturri"

"Lava, Bisturri...si saran mica prestati una r come quei tali Meda e Curlo?"

"Scusi commissario, non ho capito..."

"Lascia stare, Pingurlo, pensavo a voce alta..."

"Bè, che dice il dott. Bisturri?"

"Conferma la stranezza del morso canino con saliva umana, inoltre ha trovato delle larve nel retto e una zecca, sempre canina, ma con sangue umano dentro"

"Stà a vedere che abbiamo a che fare con un lupo mannaro!"

"E dov'era questa zecca?"

"Sul collo commissario"

"Grazie, vai pure Pingurlo"

Ma tu pensa che cosa strana: ancora non si era sopìta l'eco dei recenti fatti causati da quel pazzo del commissario Sviduzzi, che già si trovava invischiato in una squallida storia di un vecchio esibizionista da cinema, con una spruzzatina di mistero.

"Pingurlo!"

"Dica commissario"

"Esco per un sopralluogo, ci vediamo nel pomeriggio"

"Se la cercano..."

"...prendi nota e non disturbarmi, a meno che non siano Bisturri o il Papa"

"Comandi commissario"

Pingurlo sapeva che il "sopralluogo" era un modo di significare "pranzo", durante il quale il commissario non voleva essere interrotto.

"Buongiorno commissario"

"Buongiorno Noufel"

"Il solito?"

"Sí grazie"

Il solito era riso e carne speziata, ancora non sapeva come si chiamava esattamente, ma gli piaceva un sacco.

Ad accompagnarlo una coca cola gelata.

Non aveva gusti troppo raffinati il commissario.

"Come sta Fluterio?"

"Bene commissario, oggi è dal notaio per il passaggio di proprietà del negozio, poi c'è la questione dell'eredità di mio padre. Lui è minorenne, gli serve un tutore legale, pensavo di poterlo fare io"

Bonomo annuì, ma la sua testa era persa in un pensiero che non riusciva a fissare. Sapeva che era un dettaglio importante, ma gli sfuggiva.

Pagò il conto e uscì, gli sarebbe venuto in mente in seguito.

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“….e con quest’ultima firma - qui sotto, prego - il negozio è ufficialmente suo, sig. De Petis”

Flut era visibilmente emozionato, tutti quei cambiamenti in così breve tempo erano stati una vera tempesta.

“Grazie dott. Lo Scacco”

“Adesso resta la questione dell’eredità del defunto sig. Khan: vede, è un po’ complesso perché lei è minorenne, e la figlia, Noufel, pur essendo maggiorenne, per le usanze pakistane non può ereditare nulla”

“Ah…”

“Quindi come facciamo?”

“Ci sono due possibilità”

“?”

“La prima è che erediti tutto il nipote, Bilal”

“Mmmmmm. La seconda?”

“La seconda sarebbe che lei sposi Bilal”

“Chi, io?”

“Ma no De Petis, non lei lei, ma lei “lei”, Noufel”

“Ah…ma sono cugini”

“Questo in Pakistan non è un problema”

“Paese che vai, usanza che trovi: in Pakistan Noufel può sposare Bilal, in Italia lo posso sposare io!”

“E’ così, De Petis”

“Bilal che dice?”

“Non credo la voglia sposare”

“Ma chi, io?”

“Ma no De Petis, non lei, sempre Noufel! Su, non mi faccia fare confusione anche lei, che ce n’è già abbastanza!”

“Mi scusi dott. Lo Scacco”

“Ma no, si immagini, è che la sua eredità è veramente ingarbugliata”

Silenzio

“E lei mi vuole sposare?”

“Chi, io?”

“Ma no dottore, non lei lei, Noufel! Se ci sposassimo?”

“Ah, questo potrebbe risolvere la questione. Mi faccia pensare: lei è minorenne, ma eredita, Noufel è maggiorenne e in quanto moglie le può fare da tutrice legale.”

Se ne stette a fissare il soffitto farfugliando fra sé e sé.

“Sì, così fila”

“E’ sicuro?”

“Al 99% , mi tengo sempre una percentuale scaramantica di errore”

“Perfetto! Dottore la saluto, io corro subito da Noufel a dirglielo!”

“Arrivederci De Petis!”

Appena la porta dello studio si chiuse, il notaio fece una telefonata.

:

Flut arrivò in negozio e trovò Noufel intenta a preparare i biscotti.

“Ciao amore, come stai? Ho incrociato il commissario, che voleva?”

“Benissimo caro Flutino” e gli schioccò un bacio sulle labbra.

“Nulla, è passato per il pranzo. Mi è sembrato un po’ assente: mi ha chiesto di te, ma quando parlavo sembrava non ascoltasse”

“E dal notaio, tutto a posto?”

“Nou, arrivo proprio dal suo studio….”

“?”

“…tienti forte!”

“Ma che fai, stai bene?!”

Flut si era ingiocchiato ai suoi piedi: “Noufel, mi vuoi sposare?”

Nou rimase senza parole, i suoi occhi luccicavano

“Quindi? Mi lascerai così a lungo, mi fan male i ginocchi!”

“Alzati, piccolo, sciocco, dolce Flutino”

Quando furono faccia a faccia lei lo baciò, ma non come prima…

“E’ un sì?”

“Certo che è un sì, scemo!” e gli diede una gomitata sul fianco.

:

Due settimane dopo, sbrigate le formalità, Noufel Khan era diventata la signora De Petis: il sindaco aveva celebrato il rito civile, e il matrimonio aveva avuto una certa rilevanza mediatica.

Era il coronamento di una vicenda che era ancora nella memoria del pubblico, l’happy ending che ci si aspetta da un romanzo nazional popolare.

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Il commissario rientrò in ufficio ancora assorto nell’inseguire quel pensiero che gli sfuggiva.

“Buongiorno commissario”

“Buongiorno Pingurlo, novità?”

“Nessuna”

“Meglio così” e fece per chiudere la porta dell’ufficio.

“Ah, mi scusi commissario, in realtà ci sarebbe qualcosa”

“?”

“Ma non so…non è così importante”

“Mi dica Pingurlo, ormai ha iniziato….finisca!”

“Ha chiamato la signora Calcinacci”

“Chi?”

“Quella che litiga sempre col vicino per il volume della musica”

“Mmmmm”

“Ma sì, commissario, quella che quando ride sembra una cavalla!”

“Nitrisce?”

“No il rumore è umano, sono quei denti, mamma mia….ha presente quel film con Arberto Soldi che fa il presentatore?”

“Sì ho presente Pingurlo, l’ho visto giusto….”

E rimase con la frase a metà.

“Commissario, tutto bene?”

Ma certo! Ecco cosa non gli tornava: lo aveva avuto sotto gli occhi per tutto questo tempo, senza notarlo.

“Tutto bene Pingurlo, anzi benissimo! La nebbia si dirada!”

“Comandi commissario” e se ne andò lasciandolo alla sua gioia.

Bonomo si allungò sulla sedia, incrociando le mani dietro la nuca: sorrideva davanti allo specchietto che usava per controllare i rimasugli di cibo nei denti.

Guardava i suoi denti, ma vedeva quelli di Fluterio.

:

“Nou”

“Dimmi amore”

“Ho una cosa in testa che non riesco a capire”

“E cos’è, non riesci a capire la fortuna che hai avuto a trovare me?” e lo sbaciucchiò

“No, cioè sì, vabbè quella ormai l’ho archiviata…fra le cose belle!”

“E allora, che c’è, dimmi”

“Cos’è il tempo per te?”

“?”

“Hai presente passato, presente e futuro?”

“Sì certo, ma tu intendi secondo quale visione? Aristotelica, platonica, agostiniana…”

“Credo sia agostiniana Nou: ma quante cose sai?”

“Bè anche tu non scherzi per essere alle elementari, scusa se te lo faccio notare”

“Ma figurati, ormai glie l’ho data su”

“Ma perché stai pensando al tempo?”

“Bè, come si può spiegare un paradosso temporale?”

“Quale paradosso?”

“Tuo padre”

“Cioè?”

“Ma possibile che non lo hai notato? Zia Sufronia era venuta a cercarmi perché era stata chiamata dal notaio per la questione dell’eredità, ma solo molto tempo DOPO abbiamo saputo da Bilal che tuo padre era morto!”

“E allora?”

“Ma come, ‘e allora?’ : come fa uno che è ancora vivo a lasciare un’eredità prima di morire?!”

“Ahhh, quello dici”

“Certo, proprio quello”

Noufel cominciò a ridere

“Ti faccio ridere?”

“Sì, mi sembra di sentire il rumore delle rotelline nella tua testa!”

“Mio padre è morto PRIMA che ce lo comunicasse Bilal”

“?”

“Bilal lo ha saputo in via confidenziale alcuni mesi fa, ma non mi ha detto nulla per non turbarmi”

“E tu come lo hai saputo?”

“Io l’ho sempre saputo, sono in contatto con alcune persone amiche, me lo hanno riferito loro”

“Ma allora io sono l’unico fesso che non sapeva nulla!”

“Amore, non prendertela: erano vicende di famiglia, tu all’epoca non eri ancora ‘uno di noi’ “

“Ma quindi il viaggio in Pakistan…”

“Sì, oltre al fatto del commissario Sviduzzi, c’era anche la necessità di sbrigare le pratiche prima dello scadere dei termini di legge”

“Oh, io che mi ero fatto il viaggio del tempo…”

“Ma hai ragionato bene pasticcino mio, ti meriti una ricompensa!”

Quella notte Flut benedisse il tempo passato, presente e futuro…

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Al commissario era come se avessero tolto il freno a mano: adesso il cricetino nella sua testa correva a più non posso.

“Pingurlo!”

“Agli ordini commissario”

“Mi chiami il dott. Bisturri e me lo passi”

“Comandi”

“Dott. Bisturri, come sta?”

“Che vuole commissario”

“Ce l’ha ancora comodo il corpo di quel pervertito morto al cinema?”

“Certo, nel mio frigo c’è sempre posto”

“Allora, per cortesia, mi dovrebbe fare alcuni controlli”

“E quali, lo abbiamo rivoltato come un calzino!”

“Verifichi la saliva attorno al morso…”

“Umana commissario”

“…e il sangue della zecca….”

“Umano commissario”

“….se sono della stessa persona.”

Silenzio.

“Bisturri, è ancora in linea?”

“Ma porca di quella porca, di quella putt**a, di quella zocco*a….”

“Bisturri, contegno! Ma che le prende!”

“Eh, che mi prende…mi prende che c’è arrivato lei e non io, ecco che mi prende!”

“Non se la prenda, sono cose che capitano”

“Procedo commissario, le faccio sapere entro sera”

“Grazie, ci conto”

:

“Pingurlo, esco per un sopralluogo”

"Se la cercano..."

"...prendi nota e non disturbarmi, a meno che non siano Bisturri o il Papa"

 “Comandi”

Si avviò di gran fretta alla rosticceria, sperando di trovarvi anche Fluterio.

E infatti, eccoli lì i due piccioncini. Erano proprio una bella coppietta, un po’ strana, in effetti: lui poco più di un bimbo, lei giovane ma già donna.

“Commissario, buongiorno, si accomodi, ho appena preparato il riso!”

“Buongiorno Noufel, buongiorno Fluterio”

“Com’è serio oggi, ci vuole arrestare?”

E iniziarono a ridere.

“Ma no, oggi no, magari domani!”

Altre risate.

Mangiò con calma, osservando Fluterio: sperava in cuor suo…

“Ca**o!”

Taaac: esaudito! Alle volte, quando si dice il fato…

“Che hai fatto Flu?”

“Mi sono tagliato col bordo di quel tavolino, l’ho detto che lo dobbiamo cambiare!”

“Vieni, andiamo in bagno che ti disinfetto”

“Ci scusi commissario”

Non perse tempo: estrasse il tampone, prese un campione del sangue sul tavolino e lo rimise in tasca.

Quando tornarono, Flut e Nou lo trovarono seduto al solito posto.

“Tutto bene Fluterio? Non è grave, spero”

“Niente di chè commissario, solo un taglietto”

“Bè, io vado, il dovere mi attende”

“A presto commissario, e arresti tutti i cattivi, mi raccomando!”

Lui sorrise: “sarà fatto!”

:

“Pingurlo!”

“Comandi commissario”

“Mi chiami Bisturri”

“L’ha appena cercata commissario”

“E perché non mi hai chiamato?!”

“Ho appena riattaccato, lo richiamo subito”

“Bisturri!” “Commissario!”

“Chi comincia?”

“Prego Bisturri, dica”

“Allora, ho eseguito le analisi e le confermo che ci ha preso! La saliva e il sangue sono della stessa persona!”

“Ottimo, tutto va nella stessa direzione…”

“Bisturri, non si muova, la raggiungo in reparto”

:

“Commissario, benvenuto nel mio regno”

“Sembra un cimitero”

“E’ l’anticamera”

Bonomo estrasse il tampone

“E quello cos’è?”

“Un campione di sangue”

“Di chi è?”

“Non glie lo dico”

“Me lo analizzi e mi dica se coincide con la saliva e il sangue della zecca”

“Certo commissario, capisco…”

“Non faccia l’offeso Bisturri: ognuno fa il suo mestiere. Io faccio il mio, lei faccia il suo”

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“Commissario, non capisco perché mi abbia convocato in commissariato, mi devo preoccupare?”

“Forse si vuole lamentare dello spezzatino?”

Accennò un sorriso, ma gli morì in faccia…

“Non ci girerò intorno, De Petis…”

Ahia! Lo chiamava per cognome

“…mi rincresce ma devo farle alcune domande precise…”

Flut si irrigidì

“…sul suo viaggio in Croazia di alcuni mesi fa”

‘Ecco, ci siamo’

“Cosa è andato a fare esattamente?”

“Un intervento ai denti”

“I denti di chi?”

“Di Morfeo”

“Chi è Morfeo?”

“Era un cane, è morto”

“L’ha ucciso lei?”

“Incidente”

“Di che tipo?”

“In moto”

“Chi guidava?”

“Io”

“E l’intervento?”

“L’ho fatto io”

“Le hanno messo i denti di un cane?”

“Sì”

“Sorrida”

“Già, un ottimo lavoro: si nota e non si nota, le dà un non so chè di inquietante”

“Grazie”

“Prego”

“Le piace andare al cinema?”

Flut accusò il colpo

“Sta bene De Petis?”

“S-sì”

“Le piace andare al cinema?”

“Commissario, lei lo sa già….”

“Sì lo so che lo so, ma voglio che me lo dica lei”

“Sì, mi piace il cinema”

“Le piacciono i pop-corn?”

“Sì”

Il commissario esplose in un urlo improvviso: “a cuccia!!”

Flut, in preda ad un riflesso istintivo, si accucciò ai piedi del commissario.

“Come immaginavo, si alzi De Petis”

“Mi scusi…io…non so…cosa mi è preso!”

“Dott. Bisturri, ha visto bene?”

Da una porta entrò il patologo: non credeva ai suoi occhi.

“Sì commissario, ho visto”

“Ma che succede, cosa volete da me?!”

“Fluterio, stai tranquillo, penso di sapere com’è andata”

“Ma cosa?”

“Tu non ricordi nulla del cinema?”

“No, non ricordo nulla, ma so cosa è successo! L’ho letto sui giornali, non ci dormo la notte…”

“Mi dica commissario, ma allora sono stato io!?”

“Posso fare un’ipotesi - un’ipotesi, bada bene – di quel che è accaduto”

“Tu dopo l’intervento hai, in un qualche modo, assimilato alcuni comportamenti canini, istintivi e quindi non controllabili.

L’esperimento di prima lo dimostra: nessuno reagisce in questo modo a un comando.

Mentre eri al cinema il malcapitato Ernesto Manolonga ti ha addocchiato e si è seduto vicino a te.

Poi ti avrà provocato, toccato, o qualcosa di simile.

Questo ha scatenato in te l’istinto difensivo, che è divenuto di attacco.

Devi averlo morso in preda a tale furore, poi sei uscito come nulla fosse.”

Bisturri, in piedi al suo fianco, annuiva.

Flut, impietrito, ascoltava in silenzio.

“Commissario, sono un patologo e non uno psichiatra, ma azzardo che il giovane non sia consapevole né imputabile del suo gesto”

“Dottore, io non sono neanche medico, ma ho la sua stessa impressione”

“Ma quindi…” disse Flut

“Fluterio, tu sei un caso clinico unico al mondo, per quel che ne sappiamo”

:

Dopo una serie di accertamenti clinici e psichiatrici, fu escluso che Flut avesse agito volontariamente.

Allo stesso tempo, il suo DNA venne scomposto, studiato ,rivoltato come un calzino, per capire cosa ci fosse di nuovo.

Ben presto la notizia dell’uomo-cane fece il giro del mondo: Fluterio viaggiava da un congresso a un altro, discusso e ammirato per la sua unicità.

Iniziò a partecipare a delle trasmissioni televisive come ospite: si scadeva spesso nel fenomeno da circo, ma lui era talmente ubriacato dai riflettori che non se ne rendeva conto.

Noufel lo seguiva, da brava moglie e tutrice legale: era un po’ triste perché avevano lasciato la tranquilla vita della rosticceria, e poi le dispiaceva vedere il piccolo Flut in balìa del carrozzone mediatico.

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"E la larva, Bisturri?"

"Ah, quella... Niente di che: i pop corn erano scaduti da tempo, e diverse larve erano nel sacchetto. Evidentemente una è penetrata nell'ano del Manolonga, che è risultato di diametro superiore alla media"

"Il cerchio si è chiuso caro professore, mi stia bene."

"Anche lei commissario, e complimenti ancora"

La telefonata mise la parola fine sul delitto del Minuetto.

Bonomo, persona buona e di rara rettitudine, era interessato unicamente all'arresto dei veri delinquenti, e il destino di Fluterio lo rallegrava. Era soddisfatto e sollevato. 

"Pingurlo, vado a fare un sopralluogo. Non ci sono per nessuno"

"A parte il Papa e Bisturri, commissario?"

"Nemmeno per loro caro Pingurlo" replicò sorridendo.

L'appuntato, che ben conosceva il superiore, pensò volesse concedersi un meritato pisolino. 

Bonomo camminò per una buona mezz'ora, e in via Falloppia entrò al Soleluna.

"Ciao Lin"

"Buongiolno Lobelto" rispose la bella cinese con un inchino. Non era giovanissima, sulla cinquantina, ma alta e di belle forme. Il locale, pulito ma non particolarmente lussuoso, era aperto da anni e non aveva mai avuto noie con le forze dell'ordine. 

Lin non sapeva chi fosse quel signore dai modi gentili.

"Happy ending Lobelto?"

"Sì Lin" rispose con un sorriso.

Bonomo si distese sul lettino, e le mani esperte di Lin cominciarono il massaggio. Ne aveva bisogno, lunghe giornate al commissariato e nessuno che lo aspettasse a casa. Era solo da quando la moglie se n'era andata col corriere Amazon accusandolo di pensare solo al lavoro. Aveva ormai tirato i remi in barca il commissario Bonomo, convinto che nessuna donna avrebbe mai più provato interesse per lui.

 

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