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A Treviso i musulmani sono esentati dallo studiare la Divina commedia


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@appecundria Se proprio devo dirla tutta a me i musulmani e le loro pretese stanno volgarmente sulle p@lle e non gliene farei passare una. Ad esempio non permetterei di imporre il Ramadan ai loro bambini: chi vuole mangiare mangi e chi non vuole no per me. E fregarsene della potestà genitoriale: prima i più piccoli. E niente preghiere musulmane nelle Università: non sono luoghi di culto, se le facciano nelle moschee e così via. Però poi cosa succederbbe? Che pianterebbero grane infinite e allora si finisce per cedere. Sarà servilismo? Può darsi, ma se si decide di fare sul serio il casino può succedere.

  • Melius 1

Decisione sbagliata come quella relativa al crocefisso.

Sono simboli, sono cultura. Non hanno nessun messaggio offensivo od invasivo dell'altrui sfera di libertà di credo. Vanno accettati per quello che sono. Studiare Dante non significa credere nea steuttura dell'inferno da lui cantata. 

Ribellarsi a Dante come al crocefisso è sintomo di chiusura mentale e intolleranza! 

Diverso il caso delle vignette di Charlie Hebdo, stupidaggini che dissacrano, non fanno né ridere né pensare. Volgarità blasfema e irrispettosa.

  • Melius 1
2 ore fa, fabbe ha scritto:

. Trovo in generale i musulmani arroganti e pretenziosi. Ovunque vadano pretendono. Raramente sono grati nei confronti del paese ospitante

Hai detto bene, è una generalizzazione. In molti paesi i musulmani sono tranquillissimi e moderati, e anche nei paesi arabi nte persone pur osservanti vivono il loro credo con assoluto buon senso.

@Gaetanoalberto

Gaetano, la mia impressione è che si sia trattato di un'attività di ampliamento dell'offerta formativa in una scuola secondaria di I grado, considerando aoounto che non è argomento previsto nelle indicazioni nazionali, mentre lo è esplicitamente nella secondaria superiore.

Il vero problema è che la scuola è diventata un'arena politica in cui troppi ritengono di poter dire la loro senza avere alcuna cognizione del complesso reticolo di norme che la disciplinano. Quasi tutti ignorano che l'art. 1 del D.Lgs. 165/2001 definiscono gli istituti scolastici pubbliche amministrazioni e che quindi tutto ciò che avviene nelle scuole è soggetto al complesso di norme che disciplinano le pubbliche amministrazioni. Quei "quasi tutti" sono convinti che nelle scuole si possa fare ciò che si vuole.

Quando vi fu il caso della scuola di Pioltello furono scritte una mare di sciocchezze. Fatta la premessa che l'autonomia organizzativa consente, previa delibera del consiglio di istituto, di adattare il calendario regionale (non nazionale) alle esigenze del territorio, trattandosi di un atto amministrativo, decorsi 120 giorni dalla pubblicazione sull'albo pretorio la delibera non è più impugnabile. Quanti fra i tanti intervenuti hanno mai letto il Testo Unico (D.Lgs. 297/1994) o il DPR 275/1999, eppure dall'alto della loro ignoranza hanno espresso asserzioni apodittiche sul fatto.

E' solo un esempio di casi che si stanno moltiplicando in cui la scuola è divenuta un'arena politica, in cui la formazione della persona, l'obiettivo prioritario della scuola, è obliato. Aggiungo che ormai pare che la scuola sia la sola istituzione educativa, mentre ben poco si dice sul grande numero di famiglie impegnate quotidianamente a diseducare i loro figli e che considerano le regole che a scuola si cerca di far rispettare e la valutazione sugli apprendimenti come una violazione ai "diritti" dei loro figli.

 

  • Melius 1
2 ore fa, Savgal ha scritto:

 

Ripeto le indicazioni per il primo ciclo

 


E’ evidente che e’ probabile si tratti di una semplificazione giornalostica,  magari intendevano “scuola media superiore”, “scuola secondaria di primo grado” sono 5 parole sprecate contro una, nel giornalismo non si usa (meglio “primario” che “dirigente medico di 2 livello).

E in ogni caso, anche ammesso (e non concesso) che trattasi di scuola media la censura (e l’esenzione) e’ motivata NON dal fatto che “Dante è difficile e non adatto ai ragazzini” ma che “Dante e’ un infedele e offende l’Islam”.

Questo e’.

Basta ipocrisia e arrampicamento sugli specchi per difendere l’imbarbarimento culturale provocato dall’ideologia woke-DEI.

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Scusa Savino, ma a mio avviso prima viene il diritto costituzionale alla libertà di insegnamento, strettamente funzionale alla libertà di pensiero non solo riguardo alla libera scelta dei percorsi da parte dell’insegnante, ma alla formazione del libero pensiero nella società.

Esattamente.

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Resto dell’idea che la decisione debba rimanere agli insegnanti ed ai consigli di classe, che le famiglie debbano essere ascoltate, ma che delimitare gli argomenti in base a questo sia piuttosto rischioso.

Anche perché c’è il rischio che la decisone del preside, insegnante o del rettore di turno possa ritenersi ragionevolmente condizionata dalla paura.

Che magari L’insegnate, il preside o il rettore di turno possa ritrovarsi poi con la testa tagliata, come successo più volte in Francia.

….

https://www.orizzontescuola.it/insegnante-decapitato-in-francia-al-via-il-processo-a-sei-alunni-sono-accusati-di-aver-spiato-il-professore-e-di-averlo-poi-indicato-allassassino/?amp

….

Per questo serve un forte intervento legislativo, di modo che il preside, rettore, insegnate di turno possa dire “non posso farci nulla, e’ la legge, prendetevela col governo”.

  • Melius 1
4 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Per questo serve un forte intervento legislativo, di modo che il preside, rettore, insegnate di turno possa dire “non posso farci nulla, e’ la legge, prendetevela col governo”

Militarizzare il corpo docente come minimo.

Gaetanoalberto
5 minuti fa, Roberto M ha scritto:

semplificazione giornalostica

 

3 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Esattamente.

Però dovremmo essere d’accordo anche su altro.

Il giornale può fare un titolo “ad effetto” perché può contare su un’animosità che alle volte è alimentata ad arte anche da parte di una brutta politica che gioca sui sentimenti e le convinzioni “ataviche”.

Sono temi veramente delicati, e dovremmo tentare di aver fiducia nelle istituzioni preposte.

Esistono, come dice Savino, regole e meccanismi di funzionamento complessi, che non si prestano ad opinioni superficiali.

Discutendo in astratto, e senza entrare nel merito di una scelta presa (forse) da una scuola il cui contesto non conosciamo, possiamo discutere della trasversalità della Divina commedia come argomento di discussione, da lasciare come percorso alla scelta dell’insegnante.

 

Gaetanoalberto
24 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Non vorrei fare il preside

Ti dirò che personalmente non ho queste paure, e mi pare che tanti colleghi, sia pure facendo un mestiere faticoso, facciano “rete” supportandosi e cercando di trovare soluzioni di buon senso ai tantissimi problemi collettivi ed individuali.

Personalmente vorrei solo avere più tempo per dedicare cure adeguate a queste questioni fondamentali che riguardano l”Istruzione nel suo senso profondo.

Ho paura delle possibili distorsioni “politiche”, e della troppissima burocrazia che ci sottrae al “business core”.

1 ora fa, Paolo 62 ha scritto:

L'impressione è che in Occidente si faccia un uso politico della religione da parte dei musulmani

Allo stesso modo ci sono politici cattolici, in particolare i sedicenti seguaci del cuore immacolato di Maria, che gettano benzina sul fuoco per racimolare qualche voto. È un gioco estremamente pericoloso, i morti ci sono già scappati.

A Treviso i musulmani sono esentati dallo studiare la Divina commedia.......

ed anche

preghiera islamica politecnico torino......

ma dai , le volte che qualcuno si reca "da loro" per qualsiasi cosa ( vacanze , lavoro ecc ecc) per andare in certe barti devi bardarti come Belfagor e/o fare e rispettare alla lettera ( alla lettera) le loro leggi = qua fanno che c@@o vogliono e guai parlare .....grazie politici grazie Eu

ps la faccio piùsemplice ancora : visto che qui in italia o in altri paesi che potrebbero anche essere gli USA e percè no , tutta sta gente di cui si parla nel 3D si lamenta sempre , vogliono sempre diritti , rispetto ecc ecc ecc ...

la faccio molto più semplice : ognuno a casa sua e stop ! ci si muove o si va da un a paese all atro solo per lavoro o per vacanza , altriemti ognuno a casa sua = vorrei vedere come cambiano le cose ( le pretese ecc ecc ) tra qualche anno.

ma come sempre ci sono troppi interessi da parte di pochi per fare andare male i molti .

PS altrimenti uno mi dica come mai in USA ed in Australia "non ci puoi stare dentro pià de tempo previsto per legge" ( e vi assicuro che nel  bene o male è così , a meno che uno non voglia continuare da clandestino e fare una vita di me@@a e se ti beccano son c@@i amari  )  qui in Italia o in EU siamo pià stupidi ???? da non far rispettare applicare niente ...anzi ?????

  • Melius 1



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